Cronaca
A San Giuliano Milanese il bosco urbano Arbolia con 2 mila piante
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4 anni fa-
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Redazione
SAN GIULIANO MILANESE (MILANO) (ITALPRESS) – Sulla base di un protocollo di intesa sottoscritto con il Comune per la riqualificazione di alcune aree verdi del territorio, la società benefit Arbolia ha realizzato un nuovo bosco urbano di circa 2.000 piante nel Comune di San Giuliano Milanese. L’iniziativa è stata resa possibile grazie anche al contributo di Valvitalia Group, società attiva nella progettazione, produzione e fornitura a livello globale di apparecchiature e componenti destinati all’industria dell’energia, e ANICTA, associazione di categoria che raggruppa le aziende italiane che operano nel settore delle coibentazioni industriali termiche e acustiche.
La nuova cintura verde è situata nella frazione di Zivido, nell’area a sud del centro abitato, nei pressi di zone residenziali e produttive, e contribuirà alla mitigazione del rumore e delle polveri sottili, oltre ad avere una rilevante funzione ricreativa. Nell’area individuata sono state messe a dimora complessivamente 1.942 piante di differenti specie arboree (acero campestre, olmo campestre, farnia, carpino bianco) e arbustive (biancospino, viburno lantana, rosa canina).
A regime, il nuovo bosco urbano consentirà di assorbire fino a 332 tonnellate di CO2 in 20 anni e fino a 338 Kg di PM10 all’anno. L’iniziativa prevede anche la manutenzione dell’area verde per i primi due anni a cura di Arbolia e successivamente da parte del Comune. Il progetto è un patrimonio per la comunità locale ed è essenziale che tutti ne abbiano cura.
Il nuovo bosco è stato presentato oggi alla presenza del Sindaco di San Giuliano Milanese, Marco Segala, e dell’Assessore al Verde Pubblico, Andrea Garbellini. Sono inoltre intervenuti l’Ing. Damiano Cotula, Chief Strategy and Innovation Officer di Valvitalia Group, Elena Mannucci, Presidente di ANICTA con il past President Lorenzo Borsini, e Dario Manigrasso, Head of Operations, Marketing & Commercial di Arbolia.
“Siamo particolarmente lieti – ha commentato il Sindaco di San Giuliano Milanese, Marco Segala – che in via Brigate Partigiane, su un terreno di proprietà pubblica, ora si trova un bosco di 20 mila metri quadrati grazie al progetto finanziato da Arbolia che ha messo a dimora quasi 2 mila piante. Siamo orgogliosi che Arbolia, società benefit di Snam e Fondazione CDP, abbia deciso di realizzare un progetto di tale impatto ambientale nella nostra Città, aderendo con il suo progetto di valorizzazione e manutenzione di una delle numerose aree verdi locali alla nostra iniziativa “Adotta la tua Città”. Una città che vogliamo sempre più green, con l’obiettivo ambizioso di poter avere 40 mila piante entro il 2030, ovvero 1 pianta per ogni abitante. San Giuliano fortunatamente ha tantissimo suolo agricolo e verde, con meno del 30% della propria superficie urbanizzata. Anche con la recente Variante del PGT approvata definitivamente, tuteliamo il verde pubblico aumentando le aree standard. Il nuovo bosco, per il quale ringraziamo Arbolia e i suoi partner, è la testimonianza diretta di quanto sia importante preservare e sviluppare il verde urbano per rendere la nostra città sempre più vivibile”.
“Con la chiusura dell’intervento di Arbolia – ha spiegato l’Assessore al Verde Pubblico di San Giuliano Milanese, Andrea Garbellini – tutta la zona ha praticamente cambiato volto dato che la nuova area verde si congiunge praticamente con l’Oasi gestita dal Wwf nel Bosco di Zivido. E’ importante che realtà imprenditoriali nate per sviluppare nuove aree verdi in tutto il Paese, abbiano voluto contribuire con le loro competenze e la loro esperienza a valorizzare un’area centrale della nostra città. In Arbolia abbiamo trovato disponibilità e consonanza di idee e strategie su come intervenire per salvaguardare l’ambiente in cui viviamo e garantire la qualità dell’aria che respiriamo, azioni e obiettivi entrambi importanti che è nostra intenzione sviluppare nel corso del mandato”.
“Per noi questa iniziativa si inserisce nell’ambito di un progetto più vasto che mira ad integrare obiettivi ambientali, sociali e di governance ambiziosi ma raggiungibili. Siamo orgogliosi di essere al fianco di una realtà come Arbolia nel cammino verso un mondo più attento e sostenibile”, ha commentato l’Ingegnere Damiano Cotula, Chief Strategy and Innovation Officer di Valvitalità. ANICTA si rende parte attiva nello sviluppo sostenibile del nostro territorio e partecipa al progetto ideato da Arbolia in collaborazione con il Comune di San Giuliano Milanese per migliorare la qualità di vita dei cittadini e contribuire all’assorbimento delle emissioni di CO2 creando un nuovo bosco urbano”.
“Con questo intervento realizziamo il terzo bosco urbano nella Città Metropolitana di Milano, grazie alla collaborazione con il Comune di San Giuliano Milanese e al contributo di due aziende sensibili alla sostenibilità ambientale. Arbolia prosegue nella sua missione di creare nuove aree verdi sui territori italiani, a beneficio dell’ambiente e delle comunità”, ha commentato Dario Manigrasso, Head of Operations, Marketing & Commercial di Arbolia. Con il bosco di San Giuliano Milanese, salgono a sedici le cinture verdi realizzate da Arbolia in Italia. Nei prossimi mesi la società benefit svilupperà iniziative in altri venti comuni, da Nord a Sud del Paese.
(ITALPRESS).
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PERTH (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – All’Optus Stadium di Perth è l’Inter a prendersi il primo derby d’Italia della stagione. Nell’amichevole australiana contro la Juventus finisce 2-1 per i nerazzurri. ,
La squadra di Chivu ha indirizzato la partita già nel primo tempo, trovando il vantaggio al 18′. Bonny riceve sulla sinistra e mette al centro un pallone invitante per Dimarco, che si inserisce e incrocia verso l’angolino lontano. La conclusione non è perfettamente pulita, ma è sufficiente per battere Di Gregorio e portare avanti l’Inter. Al 31′ ci prova Calhanoglu direttamente su punizione da circa 40 metri: il pallone è potente e insidioso, ma Di Gregorio è attento. La Juventus cresce con il passare dei minuti. Al 37′ è Yildiz a sfiorare il pareggio con un potente rasoterra dalla distanza che termina di poco a lato.
All’intervallo Chivu e Spalletti cambiano profondamente le rispettive squadre. L’Inter inserisce Carlos Augusto e Zielinski, mentre la Juventus effettua più sostituzioni, mandando in campo tra gli altri i nuovi acquisti Kolo Muani e Alajbegovic. Ma al 62′ arriva il raddoppio dell’Inter. I nerazzurri costruiscono una bella azione sulla destra coinvolgendo Diouf, Esposito e Pavard. La combinazione porta Diouf in area, da posizione defilata: il centrocampista calcia di destro verso la porta e sorprende Di Gregorio, non impeccabile nell’occasione. La conclusione non appare irresistibile, ma termina comunque in rete per il 2-0.
Al 70′ i nerazzurri hanno l’occasione per calare il tris. Stankovic orchestra un contropiede e con un passaggio preciso manda Iddrissou sul fondo. L’attaccante mette il pallone sul primo palo, dove Lavelli, a un metro dalla porta, non riesce però a trovare l’impatto giusto e manda alto. Nel finale accorciano i bianconeri con Conceicao: Miretti trova in profondità il portoghese che controlla e batte Martinez. Ma non basta: vince l’Inter, Juventus ko 2-1.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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Redazione
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Elisa Cosetti (Triestina Nuoto) è medaglia d’argento nei tuffi dalle grandi altezze femminili agli Europei di Parigi. Dalla piattaforma dai 20 metri, piazzata lungo la Senna, con la Torre Eiffel sulle spalle, la 24enne azzurra totalizza 297.20 punti e si arrende solamente all’ucraina Nelli Chukanivska, oro con 324.70 punti al termine dei quattro round disputati tra ieri e oggi. Completa il podio la tedesca Maike Elena Halbisch, bronzo con 292.15 punti. Per l’Italia è la ventiduesima medaglia nella rassegna continentale di Parigi. Cosetti era già salita sul podio agli europei di Roma 2022, ottenendo il bronzo.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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Redazione
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – I cieli azzurri di Pechino sono diventati un segno visibile dei progressi compiuti dalla città nella lotta all’inquinamento atmosferico e, alla base di questi risultati, le tecnologie digitali svolgono un ruolo sempre più importante. Nel 2025 Pechino ha registrato 311 giorni con una buona qualità dell’aria e un solo giorno di grave inquinamento, rispetto ai 58 giorni del 2013, quando la città ha iniziato ufficialmente a pubblicare i dati sul monitoraggio del PM2,5. La concentrazione media annua di PM2,5, un indicatore fondamentale della qualità dell’aria, è scesa dagli 89,5 microgrammi per metro cubo del 2013 ai 27 microgrammi per metro cubo del 2025, con un calo di quasi il 70%. I progressi hanno attirato l’attenzione internazionale. Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente ha indicato l’esperienza di Pechino nel miglioramento della qualità dell’aria come un modello per altre città. Secondo gli esperti del Centro municipale di monitoraggio ecologico e ambientale di Pechino, l’aria più pulita è il risultato di un sistema completo che integra monitoraggio ambientale, analisi scientifica, elaborazione delle politiche, cooperazione regionale e applicazione delle norme, con le tecnologie digitali ormai presenti in ogni anello della catena. Una governance efficace parte da un monitoraggio accurato. Pechino ha istituito una rete multilivello per il controllo della qualità dell’aria. I dati mostrano che 35 stazioni di monitoraggio standard distribuite in tutta la città misurano continuamente sei principali sostanze inquinanti, mentre oltre 1.000 sensori compatti installati nelle comunità e nei centri urbani forniscono informazioni più dettagliate sulle variazioni locali della qualità dell’aria.
Il sistema di monitoraggio è stato realizzato gradualmente dal Centro municipale di monitoraggio ecologico e ambientale di Pechino, una delle prime istituzioni cinesi per il monitoraggio ecologico e ambientale, responsabile del controllo dell’aria, dell’acqua, del rumore, del suolo e degli ecosistemi della capitale. Il centro ha sviluppato un sistema analitico in grado di identificare circa 125 componenti del PM2,5, coprendone la maggior parte della composizione e aiutando i ricercatori a risalire alle fonti dell’inquinamento. “L’analisi delle fonti ci aiuta a individuare i principali responsabili dell’inquinamento nelle diverse fasi, fornendo ai decisori una base scientifica per intervenire sulle principali fonti di emissione”, ha dichiarato Li Yunting, direttore tecnico del centro. Sotto il coordinamento dell’Ufficio municipale per l’ecologia e l’ambiente di Pechino, il centro ha condotto insieme ad altre istituzioni quattro cicli di studi sulle fonti del PM2,5, i cui risultati sono stati pubblicati nel 2014, nel 2018, nel 2021 e nel 2025. L’analisi più recente ha mostrato che il trasporto regionale ha contribuito per il 57% all’inquinamento da PM2,5 di Pechino. Tra le fonti locali, responsabili del restante 43%, le emissioni dei veicoli e quelle residenziali rappresentavano le quote maggiori, una caratteristica peculiare di una grande metropoli internazionale.
I risultati del monitoraggio hanno fornito un sostegno scientifico a una serie di misure di controllo dell’inquinamento. Pechino, ad esempio, ha promosso i veicoli a nuova energia per ridurre le emissioni dei trasporti e ha adottato tecniche avanzate, tra cui strutture a membrana sostenute dall’aria, per contenere le emissioni di polveri. Nel frattempo, l’inquinamento prodotto dalla combustione del carbone, un tempo tra i principali fattori, è stato quasi eliminato e non figura più tra le fonti principali. Ciò riflette gli sforzi più ampi compiuti a livello nazionale per ridurre il consumo di carbone, promuovere l’energia pulita e ammodernare le industrie altamente inquinanti. Ora che le concentrazioni di PM2,5 si attestano su livelli relativamente bassi, ulteriori miglioramenti della qualità dell’aria dipenderanno da approcci più mirati e basati sulla scienza.
Oltre al monitoraggio dell’inquinamento, Pechino ha costruito un sistema di governance ambientale basato sui dati, che collega monitoraggio, regolamentazione e applicazione delle norme in un circuito chiuso, dal rilevamento all’intervento fino alla successiva valutazione. Sviluppato dal centro e noto come innovativo modello di collegamento tra regolamentazione, monitoraggio e ispezione, il sistema integra intelligenza artificiale, Internet delle cose, telerilevamento satellitare e tecnologie di monitoraggio a bordo dei veicoli, riunendo su un’unica piattaforma dati ambientali provenienti da più fonti.
“Il sistema riunisce su un’unica piattaforma informazioni che in precedenza erano distribuite tra diversi dipartimenti”, ha dichiarato Zhang Likun, direttore della divisione per i sistemi intelligenti del centro. Secondo Zhang, ciò consente di effettuare controlli a distanza e azioni congiunte tra diversi settori, tra cui edilizia abitativa, risorse idriche e trasporti, migliorando sensibilmente l’efficienza e la precisione della gestione ambientale. Utilizzando più di 30 algoritmi intelligenti, la piattaforma analizza automaticamente i dati e individua potenziali rischi di inquinamento. Su questa base, il personale addetto al monitoraggio identifica i problemi più urgenti e li trasmette ai dipartimenti responsabili dell’applicazione delle norme. L’approccio ha già attirato l’attenzione internazionale. Clean Air Asia, un’organizzazione non governativa internazionale impegnata nel miglioramento della qualità dell’aria in Asia, ha presentato il sistema come caso di studio rappresentativo nel rapporto “China Air 2025”. Il modello è stato inoltre illustrato alla Better Air Quality Conference 2026 e ha ricevuto il Certificate for Clean Air Best Practice Sharing. La Cina ha integrato la tutela ecologica nel proprio percorso di modernizzazione. Mentre il Paese accelera gli sforzi nell’ambito dell’iniziativa Beautiful China, l’esperienza di Pechino dimostra come la tecnologia possa sostenere una governance ambientale più precisa, coordinata e sostenibile.
– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).


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