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A Kjaer il premio Davide Astori “Felice e orgoglioso”
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4 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – E’ uno dei difensori più forti del campionato italiano, ma la giocata più importante della sua carriera Simon Kjaer l’ha fatta senza toccare il pallone. E non ha salvato solo un gol, ma una vita. E’ il 12 giugno 2021 e allo Stadio Parken di Copenaghen si gioca Danimarca-Finlandia, primo match del Gruppo B di Euro2020. Al 43′ del primo tempo, Christian Eriksen si accascia a terra: lo stadio ammutolisce, la situazione sembra disperata. Kjaer ha la forza e la lucidità per prestare subito soccorso al suo compagno di squadra, vittima di un arresto cardiaco, contribuendo a salvargli la vita. Un gesto per il quale è stato insignito insieme allo staff medico della Danimarca dell’Uefa President’s Award e per il quale ha ricevuto il premio della ‘Hall of Fame del Calcio Italianò dedicato a Davide Astori: “Ricordo molto bene Davide in campo – dichiara il difensore del Milan – e ricordo bene anche la sua tragica fine. Sia Pioli sia i miei compagni mi hanno parlato di lui, so che la sua morte è stata scioccante per tutta Italia e per tutto il mondo del calcio. E’ una tragedia che rende ancora tristi e che lo farà per sempre. Ricevere il premio dedicato a Davide significa molto, mi rende felice e orgoglioso; per me è un’opportunità di onorare il suo nome”.
Kjaer torna a quel pomeriggio del 12 giugno: “Alcune cose e alcuni momenti di quel giorno rimarranno con me per sempre – ricorda il danese – la cosa principale però è che ora Christian stia bene, che sia tornato assieme alla sua famiglia e in campo, e che abbia ripreso a fare la cosa che ama di più, ovvero giocare a calcio. In quei momenti terribili ci siamo comportati da vera squadra, ognuno di noi ha fatto il massimo per aiutare un nostro compagno e un nostro amico. Devo ammettere però di aver chiuso quel capitolo e di non aver nemmeno troppa voglia di parlarne ancora. Ciò che è avvenuto quel giorno a Copenaghen è il risultato dello sforzo comune di giocatori, medici, paramedici e staff. In quel momento, tutti noi eravamo lì per Christian. Ma con gratitudine verso la Figc e per mostrare il mio rispetto a Davide Astori e onorare la sua eredità, per questa volta ho deciso di riaprire nuovamente questo capitolo”. A guidarlo l’istinto che guida i difensori anche in campo. “Quando stavo correndo in direzione di Christian non avevo idea, così come nessuno dei miei compagni, che avesse avuto un arresto cardiaco. L’unica cosa a cui pensavo era di raggiungerlo il più in fretta possibile e di aiutarlo. Ho imparato che è questa la cosa più importante”.
“Se vedi qualcosa di strano devi agire in fretta. Nel primo soccorso la velocità è cruciale – prosegue -. Fare quello che si è in grado di fare, e farlo velocemente, e poi lasciare che se ne occupi un professionista il prima possibile. Quel giorno siamo stati fortunati, perchè medici e paramedici erano davvero vicini”, dice Kjaer che al grande spessore morale dimostrato, aggiunge qualità tecniche importanti come testimonia una carriera che lo ha visto crescere in Italia, dove ha indossato le maglie di Palermo, Roma e Atalanta fino a diventare un punto fermo del Milan e della Danimarca: “In Serie A mi sento a casa – conferma – mi è piaciuto giocare ne ‘La Ligà con il Siviglia, ma quando ho avuto la possibilità di rientrare in Italia non ci ho pensato due volte. E ora, lo dico con il cuore, sono felicissimo di essere al Milan. A volte i sogni si avverano: ricordo che quando ancora giocavo a Palermo, dissi al mio agente che mi sarebbe piaciuto tantissimo farlo nel Milan. E ora eccomi qui. La Serie A mi piace, così come tante altre cose in Italia, che per me è ormai una seconda casa. Il cibo, la cultura, la natura, la gente e ovviamente anche il calcio. Quello italiano è sempre stato vicino alla mia filosofia, che è quella del gioco di squadra. Siamo tutti individui, ma tutti lavoriamo assieme come un gruppo. Il lavoro di gruppo rappresenta il DNA tattico della Serie A, lo abbiamo visto l’estate scorsa all’Europeo”.
Un Europeo vinto dall’Italia e che ha avuto tra le sue grandi protagoniste la Danimarca, arrivata a un passo dalla finale: “Quel trionfo è stato l’emblema del lavoro e dell’etica di gruppo e la dimostrazione di quali risultati sia possibile ottenere attraverso di loro. E’ stato davvero impressionante vedere l’Italia vincere. A livello personale ero ovviamente deluso per la sconfitta ai supplementari in semifinale contro l’Inghilterra: sarebbe stato bellissimo poter affrontare nella finale di Wembley proprio l’Italia, che mi ha dato così tanto e che è il mio secondo Paese”. E sono diversi i calciatori azzurri che Kjaer ha incontrato sulla sua strada, sia da compagni che da avversari: “Se penso a giocatori italiani dal profilo internazionale, non posso non menzionare Donnarumma, un portiere fantastico con il quale sono stato felice di condividere parte della mia esperienza al Milan. Anche Verratti, che per me è uno dei migliori tre al mondo nel suo ruolo. E poi mi ha sempre fatto impressione Chiellini, uno dei migliori in assoluto in fase difensiva”. Per fare strada nel mondo del calcio è importante incontrare i tecnici giusti, capaci di coltivare un talento e di aiutarlo nel suo processo di maturazione.
“Mi sono lasciato ispirare da tutte le persone che ho incontrato lungo il mio cammino – racconta – e, se parliamo di allenatori, in questo momento sono molto fortunato ad avere l’opportunità di lavorare con Stefano Pioli nel mio club e Kasper Hjulmand in nazionale. Ho un bellissimo rapporto con entrambi, sono ottimi tecnici e grandi persone, provo a imparare da loro ogni giorno e in ogni modo. Sono molte le figure che hanno saputo ispirarmi e vorrei ricordare anche i tecnici e le persone a me vicine durante la mia gioventù in Danimarca. Mi hanno insegnato la cosa più importante di tutte: che bisogna sempre voler imparare, crescere e spingere se stessi in tutti i modi possibili. Nel calcio di alto livello, la sfida è sempre con se stessi. Io cerco sempre di pensare che oggi voglio essere migliore di ieri, e che domani vorrò essere migliore di oggi. Bisogna sempre alzare l’asticella, spingersi al limite, mantenere fame e desiderio, e metterci tutta la propria passione per cercare di migliorare. Nel calcio professionistico, l’allenamento è la chiave di tutto. Più e meglio ti alleni, più sarai in grado di migliorare e meglio giocherai in campo. A me è stato detto quando avevo 15-16 anni ed è la verità. L’impegno in allenamento è il vero segreto”. Non resta che pensare al domani, con la speranza di recuperare il prima possibile da quell’infortunio che negli ultimi 4 mesi lo ha tenuto lontano dai campi: “Ho ancora tanti sogni e obiettivi, ma il più grande di tutti è vincere lo scudetto col Milan”.
(ITALPRESS).
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Sport
Caso Balogun, Trump “Ho chiesto una revisione della squalifica”. Infantino “Trump mi ha telefonato, ma giustizia Fifa indipendente”. Uefa “Decisione che supera limiti invalicabili”
Pubblicato
12 ore fa-
6 Luglio 2026di
Redazione
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Tutto ciò che ho fatto è stato chiedere una revisione. Ho parlato con un uomo che è altamente rispettato. Non ho detto loro cosa fare”. Lo ha detto il presidente statunitense Donald Trump, confermando di aver parlato con il numero 1 della Fifa, Gianni Infantino a proposito della squalifica inflitta a Folarin Balogun a seguito del rosso rimediato contro la Bosnia. “Ho visto l’azione e sono una persona che ama lo sport. E quello non era un fallo. Non era nemmeno un’infrazione. Erano due giocatori che correvano a tutta velocità e che si sono scontrati, tutto qui”, ha aggiunto per poi definire l’arbitro “un po’ sospetto, se si guarda al suo passato”. Trump ha infine ribadito che lo sport deve garantire la presenza in campo dei migliori atleti, affermando che “non si possono togliere i giocatori migliori per decisioni discutibili”.
INFANTINO “GIUSTIZIA FIFA RESTA INDIPENDENTE”
“Gli organi giudiziari della Fifa sono indipendenti. Operano in autonomia, applicano il Codice Disciplinare della Fifa e decidono i casi in base alle normative applicabili e ai fatti specifici davanti a loro. La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio e questo deve sempre essere rispettato”. Lo ha detto il presidente della Fifa Gianni Infantino in una dichiarazione pubblicata sui canali dell’organismo che governa il calcio, dopo la decisione degli organi di giustizia della federazione di sospendere la squalifica di Folarin Balogun e quindi di permettere all’attaccante degli Stati Uniti di giocare stanotte contro il Belgio. Nella giornata di oggi il presidente statunitense Donald Trump ha confermato di aver chiesto al capo della Fifa una “revisione” della decisione: “Sì, discuto regolarmente di questioni relative alla Coppa del Mondo Fifa con il Presidente degli Stati Uniti, e su questa materia ho ricevuto una telefonata dal Presidente Donald Trump, così come ricevo telefonate da capi di stato, funzionari governativi, stakeholder del calcio e dirigenti aziendali di tutto il mondo su questioni diverse. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che era in corso un processo legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della Fifa e che il caso sarebbe stato deciso nel momento opportuno dagli organi competenti. È così che funziona il sistema della Fifa, ed è un principio che difenderò sempre”, ha aggiunto Infantino.
“Leggo le decisioni del Comitato di Disciplina della Fifa quando vengono emesse. A volte mi sorprendono. A volte sono d’accordo con esse, e a volte non lo sono – ha spiegato -. Quello che faccio sempre, però, è rispettare quelle decisioni e l’autonomia degli organi che le prendono. Che ci piaccia personalmente una decisione o no è irrilevante. Il rispetto per le istituzioni indipendenti e il rispetto della legge sono ciò che protegge l’integrità delle nostre competizioni e la credibilità della Fifa in ogni momento”, ha concluso.
DURA PRESA DI POSIZIONE DELL’UEFA
Dura presa di posizione della Uefa in merito alla decisione di revocare la squalifica dell’attaccante degli Usa, Folarin Balogun. “La decisione della Fifa supera limiti invalicabili. Nel dettaglio il limite superato è quello relativo alla squalifica automatica dopo un cartellino rosso, sancita dal regolamento. Quando la certezza delle regole non è garantita l’integrità del sistema è a rischio e la credibilità del movimento viene compromessa”: questa la posizione della Uefa.
“Il calcio, come qualsiasi altro sport, si fonda su regole che costituiscono la base di una competizione equa, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no. La squalifica automatica minima di una partita in seguito a un cartellino rosso non è un’opzione discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere applicata. Si tratta di un principio sancito dai regolamenti, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel corso di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”, si legge nel comunicato diffuso dalla Uefa.
“Una simile decisione crea un precedente nell’attuale torneo, nel quale situazioni analoghe richiederanno ora un trattamento identico, con conseguenze dannose per la competizione. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco meraviglioso ed è considerato affidabile perché viene praticato ovunque secondo le stesse regole”, ha aggiunto la Uefa.
“Un torneo non è mai un evento isolato e, se il torneo in questione è la Coppa del Mondo, ha il potere di produrre conseguenze, positive o negative, sull’intero movimento calcistico. Esprimiamo il nostro sconcerto di fronte a una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”, concludono dalla Uefa.
IL BELGIO PRESENTA RICORSO
E dopo il “profondo stupore” espresso ieri sera, a proposito della revoca della squalifica inflitta a Balogun, la Federcalcio del Belgio ha presentato un ricorso urgente contro la “discussa” decisione presa dalla Fifa.
RUDI GARCIA “CASO BALOGUN? UN PESCE D’APRILE”
“Non sapevo che il 5 luglio per la Fifa corrispondesse al Primo aprile”. Così, in conferenza stampa, Rudi Garcia, a proposito della revoca della squalifica di Balogun, decisa dalla Fifa. La Nazionale belga affronterà proprio gli Usa e il ct non l’ha presa bene, reagendo però con filosofia. “Nel comunicato della nostra Federazione c’è scritto tutto. La nostra Federazione difende non solo noi ma tutto il sistema calcio. Questa decisione non cambia di certo il nostro approccio alla gara”, ha aggiunto l’ex tecnico della Roma e del Napoli, prima di troncare il discorso su Balogun all’ennesima domanda sulla Fifa e su Trump. “Ora voglio concetrarmi sull’aspetto sportivo. Parliamo di queste cose, è meglio”, ha detto ancora Rudi Garcia. A fargli eco il portiere Thibaut Courtois: “Vogliamo vincere la partita, non importa chi affrontiamo. La notizia su Balogun? Di certo mi ha sorpreso, soprattutto per la tempistica”.
FEDERCALCIO BELGA “DALLA FIFA NESSUNA SPIEGAZIONE”
La polemica sul caso Folarin Balogun si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo il duro comunicato diffuso nella giornata di ieri, la Federazione calcistica belga (KBVB) è tornata all’attacco nei confronti della Fifa con una nuova nota ufficiale, nella quale denuncia presunte irregolarità nella gestione della vicenda che ha portato alla sospensione della squalifica dell’attaccante statunitense, regolarmente a disposizione degli Stati Uniti per la sfida degli ottavi di finale contro il Belgio. La federazione belga spiega di aver chiesto formalmente alla Fifa una copia della decisione con cui è stata revocata la squalifica automatica di Balogun, oltre a una spiegazione sulla procedura seguita e un chiarimento sull’interpretazione dei regolamenti applicati. Tuttavia, secondo la KBVB, la risposta ricevuta sarebbe stata tutt’altro che esaustiva. Nel comunicato si legge infatti che, “come unica risposta, la Fifa ha inviato una lettera nella quale comunicava che tale corrispondenza veniva considerata un ricorso, che era stato nominato un arbitro e che alla KBVB venivano concesse solo poche ore per completare tale ricorso. Non è stata fornita alcuna informazione di merito”.
La federazione sottolinea inoltre come, a suo avviso, la stessa procedura adottata dalla Fifa contrasti con i propri regolamenti. “I regolamenti Fifa prevedono che un ricorso possa essere ritenuto ammissibile soltanto dopo che la decisione motivata sia stata notificata all’appellante. Mentre la KBVB chiedeva esclusivamente legittimi chiarimenti, la Fifa ha trasformato autonomamente tale richiesta in un ricorso, per poi sostenere immediatamente che sarebbe stato dichiarato inammissibile”, si legge ancora nella nota. Le accuse non si fermano qui. Il Belgio sostiene anche che la Fifa abbia modificato il contenuto della riunione di coordinamento prepartita. “Durante la riunione di coordinamento della partita, la Fifa ha deliberatamente rimosso dalla presentazione la sezione relativa alla squalifica automatica dei calciatori. Si tratta di un argomento che era sempre stato affrontato nelle riunioni precedenti alle quattro gare disputate finora. La KBVB ha chiesto spiegazioni sia verbalmente sia per iscritto, senza ricevere alcuna risposta”. Secondo la federazione belga, la situazione resta ancora poco trasparente. “Ad oggi la KBVB non ha ancora ricevuto alcuna decisione né alcuna spiegazione da parte della Fifa su questa vicenda. Per questo motivo si vede costretta a contestare formalmente l’idoneità del calciatore a prendere parte alla prossima partita”.
La nota si conclude con una presa di posizione che guarda oltre il singolo episodio. “Indipendentemente dall’esito sportivo della partita, la KBVB esprime serie preoccupazioni per quanto accaduto e continuerà nelle prossime ore, nei prossimi giorni e nei prossimi mesi a difendere i principi fondamentali dell’etica, della leale competizione e gli interessi del calcio nel suo complesso”. Già nel comunicato diffuso ieri, la federazione belga aveva contestato la decisione della Fifa, sostenendo che la sospensione della squalifica di Balogun fosse incompatibile sia con il Codice Disciplinare Fifa sia con il regolamento ufficiale del Mondiale 2026, che prevede la squalifica automatica per la partita successiva in caso di espulsione diretta o per doppia ammonizione. Proprio su questo presunto contrasto normativo la KBVB aveva annunciato l’intenzione di approfondire il dossier per tutelare, a suo dire, i diritti di tutte le nazionali partecipanti e il principio di fair play.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Sport
Balogun e la squalifica sospesa, il caso che incrina l’autonomia del calcio
Pubblicato
12 ore fa-
6 Luglio 2026di
Redazione
di Enrico Currò
MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “È vero, ho chiamato la Fifa. Ma non ho detto che cosa dovevano fare. Ho solo chiesto la revisione di una decisione sbagliata. Non si possono togliere dalla competizione i migliori per un errore evidente”. Confermando di essere stato lui a chiedere che venisse sospesa la squalifica di una giornata all’attaccante statunitense Florian Balogun, richiesta accolta, Donald Trump ha segnato un punto di non ritorno sull’autonomia dello sport dalla politica e sulla certezza delle regole.
Secondo l’Uefa, “sono stati superati limiti invalicabili”. Di sicuro niente potrà più essere come prima, dopo questo Mondiale americano: lo scontro pesantissimo Uefa-Fifa, le accuse al presidente della Fifa Gianni Infantino di obbedire al presidente degli Stati Uniti Trump e l’indignazione di molti dirigenti, allenatori e calciatori sono le conseguenze più evidenti della decisione dell’ente di governo del calcio mondiale di sospendere la squalifica di Balogun, espulso al 64′ di Usa-Bosnia dei sedicesimi di finale dopo un contrasto col difensore del Sassuolo Tarik Muharemovic, “in base all’articolo 27 del codice disciplinare Fifa”, che permette di congelare la sanzione e di subordinarla a un periodo di prova di un anno.
La vicenda non resterà confinata al mero regolamento e alle sue pieghe interpretative, ma segna già un solco tra il calcio al quale siamo stati sempre abituati e quello, inedito, disegnato dal dietro-front disciplinare. Che sta sconvolgendo tutto il mondo del pallone, a cominciare dai ritiri delle Nazionali impegnate nel torneo e in particolare da quello del Belgio, avversario degli Usa nell’ottavo di finale di Seattle: la federcalcio belga ha presentato ricorso, ma al momento Balogun, migliore marcatore della sua Nazionale con 3 gol, sarà regolarmente in campo.
Il premier Maxime Prévot ha parlato di “decisione incomprensibile”. Immediate e globali sono state le reazioni, non solo tra gli addetti ai lavori e tra i media di tutto il mondo, ma soprattutto nel grande pubblico, quantificato nei cinque miliardi di persone che seguono il Mondiale davanti al video. Il caso, scoppiato negli Usa, è stato amplificato subito dall’autorevolezza della testata che ha rivelato il retroscena della telefonata tra Trump e Infantino, il New York Times. Lo sconcerto della Nazionale belga è stato espresso con sarcasmo dal ct, il francese Rudi Garcia, ex allenatore della Roma: “Credevo che il pesce d’aprile non fosse a luglio”.
L’Uefa dello sloveno Aleksander Ceferin, non di rado in attrito con lo svizzero Infantino, è stata particolarmente dura: “Il limite che è stato superato è quello della squalifica automatica per il cartellino rosso, sancita dal regolamento. Quando la certezza delle regole non è garantita, l’integrità del sistema è a rischio e la credibilità del movimento viene compromessa. In questo torneo diversi altri giocatori, nella stessa situazione, hanno regolarmente scontato la squalifica. Una simile decisione crea un precedente nell’attuale torneo, nel quale situazioni analoghe richiederanno ora un trattamento identico, con conseguenze dannose per la competizione. Esprimiamo tutto il nostro sconcerto”.
Durante Turchia-Paraguay, nei minuti di recupero del primo tempo, il paraguaiano Almirón aveva ricevuto un cartellino rosso per essersi coperto la bocca con la mano, mentre parlava con un avversario. Mauricio Pochettino, il ct argentino degli Usa, ha difeso il diritto di Balogun a essere in campo. Sempre la federcalcio belga ha comunicato “di non avere ricevuto alcuna spiegazione dalla Fifa”.
Trump ha aggiunto considerazioni da tifoso: “Sono un amante dello sport e quello non era fallo, non era nemmeno un’infrazione. Erano due giocatori che correvano e si sono scontrati”. Il presidente degli Usa ha chiuso con un’allusione alla severità dell’arbitro, il brasiliano Raphael Claus, internazionale dal 2015, la cui tendenza a distribuire cartellini gialli e rossi è nota. Claus è stato prosciolto in un’indagine in Brasile sul calcioscommesse:
“Un arbitro un po’ sospetto, se si guarda al suo passato”, ha detto comunque Trump. Tra le repliche più immediate alle sue parole spicca quella della Commissione Ue, col commissario allo sport, il maltese Glenn Micallef: “Si tratta di un’ingerenza nell’autonomia dello sport, una strumentalizzazione. Anch’io, da appassionato, posso pensare che l’espulsione fosse sbagliata. Ciò detto, però, le decisioni sportive spettano agli organi sportivi, non alla politica”.
Giovanni Malagò, neopresidente della Figc, ha difeso lo stesso principio: “Questa storia mi è sembrata un’assurdità. Ho guardato questo articolo 27, che non è replicabile, meno male, nei campionati nazionali altrimenti sarebbe l’Armageddon. È inutile che ce lo raccontiamo, è una decisione dall’evidente sapore politico”.
I precedenti in materia risalgono a nomi illustri, come il brasiliano Garrincha e il portoghese Cristiano Ronaldo. Il primo, nella fase finale del Mondiale 1962, venne espulso in semifinale contro il Cile per fallo di reazione, ma fu graziato con un semplice ammonimento. Cristiano Ronaldo, invece, venne espulso nel novembre scorso sempre per fallo di reazione (gomitata) durante la partita con l’Irlanda per le qualificazioni al Mondiale: squalifica ridotta da 3 a 1 giornata, con l’applicazione del “periodo di prova”.
Ora arriva il caso Balogun. L’accusa a Infantino era quella di avere plasmato un Mondiale a immagine e somiglianza di Trump, ad esempio con le pause per l’idratazione che consentono le interruzioni del gioco e due spazi supplementari per gli spot pubblicitari. Adesso la critica è ben più pesante e una vignetta sui social sta spopolando. Vi si vede Trump al telefono, che chiede un nuovo regolamento: “Vogliamo giocare in 15, che le nostre porte siano più piccole e che la Nazionale Usa possa usare le mani”.
Infantino è infine intervenuto sulla questione: “Gli organi giudiziari della Fifa sono indipendenti. Operano in autonomia, applicano il Codice Disciplinare della Fifa e decidono i casi in base alle normative applicabili e ai fatti specifici davanti a loro. La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio e questo deve sempre essere rispettato”.
La dichiarazione è sta pubblicata sui canali Fifa: “Sì, discuto regolarmente di questioni relative alla Coppa del Mondo Fifa con il Presidente degli Stati Uniti, e su questa materia ho ricevuto una telefonata dal Presidente Donald Trump, così come ricevo telefonate da capi di stato, funzionari governativi, stakeholder del calcio e dirigenti aziendali di tutto il mondo su questioni diverse. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che era in corso un processo legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della Fifa e che il caso sarebbe stato deciso nel momento opportuno dagli organi competenti. È così che funziona il sistema della Fifa, ed è un principio che difenderò sempre. Leggo le decisioni del Comitato di Disciplina della Fifa quando vengono emesse. A volte mi sorprendono. A volte sono d’accordo con esse, e a volte no. Quello che faccio sempre, però, è rispettare quelle decisioni e l’autonomia degli organi che le prendono. Che ci piaccia personalmente una decisione o no è irrilevante. Il rispetto per le istituzioni indipendenti e il rispetto della legge sono ciò che protegge l’integrità delle nostre competizioni e la credibilità della Fifa in ogni momento”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Sport
Wimbledon, Sinner domani alle 14 per i quarti contro Struff. In campo ora Cobolli e Paolini
Pubblicato
16 ore fa-
6 Luglio 2026di
Redazione
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Pubblicati da poco il programma, gli orari e l’ordine di gioco di domani di Wimbledon, terza prova stagionale del Grande Slam, in scena sui campi in erba dell’All England Tennis Club di Londra. Torna in azione per i quarti di finale Jannik Sinner. Il campione in carica affronterà il tedesco Jan-Lennard Struff nel primo match in programma sul Campo Numero 1, a partire dalle 14 italiane. Sul Campo Centrale, invece, aprono il programma di domani le statunitensi Jessica Pegula e Coco Gauff, alle 14.30; a seguire la sfida dei quarti maschili tra Felix Auger-Aliassime e Novak Djokovic.
FEDERER E ANTONELLI OGGI ALL’ALL ENGLAND CLUB
Giornata speciale all’All England Tennis Club di Londra. Nel giardino della capitale inglese, a margine dei match di Wimbledon, si è visto oggi il Re, “King Roger” Federer. L’ex tennista svizzero, con in bacheca 20 titoli del Grande Slam, dei quali ben otto trofei di Wimbledon, è tornato a calcare, seguito dagli sguardi curiosi di tutto il pubblico, se non i campi in erba almeno i viali del “suo” giardino. Proprio ieri Novak Djokovic ha superato l’elvetico, raggiungendo quota 106 vittorie nel Major britannico. Federer si è fermato a 105 partite vinte a Londra, ma per molti è e resta il “Re”, soprattutto sull’erba.
Oltre a Federer è presente oggi ad assistere alle partite il leader della classifica mondiale della Formula 1, ovvero Kimi Antonelli, grande amico del numero uno del ranking Atp, Jannik Sinner. L’altoatesino non scenderà in campo: per lui oggi giorno di “riposo”. Solo domani tornerà in scena per i quarti di finale. Intanto oggi si allenerà e di certo incrocerà il pilota emiliano: l’altoatesino è un grande appassionato di Formula 1 e ieri, durante la fase di riscaldamento, prima del match contro Mochizuki, è stato “pizzicato” dalle telecamere a seguire il Gran Premio di Gran Bretagna.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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