Cronaca
Ocse, crisi di fiducia per l’informazione
Pubblicato
4 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – C’è “l’esigenza di combattere la disinformazione ma anche l’esigenza di contrastare la crisi di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, per fare questo serve una comunicazione istituzionale fedele, ineccepibile e inattaccabile. Noi abbiamo il compito di rispettare il diritto dei cittadini di essere informati correttamente, ma dobbiamo anche avere l’informazione giusta su tutto ciò che le istituzioni mettono loro a disposizione”. Così il sottosegretario con delega all’Informazione e all’Editoria, Giuseppe Moles, nel corso della presentazione del primo Rapporto OCSE sulla comunicazione pubblica, Public Communication: the Global Context and the Way Forward, organizzato dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria, in collaborazione con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
“Io non ritengo internet e il digitale il nemico, ma di questo strumento è importante l’uso che se ne fa, il progresso tecnologico spesso è molto più veloce della norma quindi può accadere che il tentativo di fare norme porti a rincorrere il continuo progresso e sviluppo tecnologico, dobbiamo unire la tecnicalità con dei processi culturali”, ha aggiunto Moles. Stiamo per mettere in programma “una campagna di comunicazione istituzionale sulla disinformazione” per un uso “sano e consapevole anche del digitale” sottolineando come sia venuto momento di “fare quanto utile per una informazione più chiara, concreta e certificata possibile da parte della presidenza del Consiglio dei ministri”. Moles ha poi spiegato che la comunicazione istituzionale per combattere la disinformazione “deve fornire tutti gli strumenti utili e immediati affinchè il cittadino possa controllare e sapere di essere stato informato correttamente. Ritengo sia fondamentale la responsabilità di tutti gli attori coinvolti, quindi delle piattaforme, dei media tradizionali e dei giornalisti per fare un ragionamento su tutto ciò che possa essere utile per trasferire informazioni, tutelare il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati”, ha aggiunto.
Sullo sfondo della pandemia globale e di una serie di crisi internazionali che l’umanità sta attraversando, appare evidente la necessità di una comunicazione pubblica di qualità a supporto delle istituzioni, in grado di affrontare al meglio le sfide ma anche di raccontare i processi di trasformazione e implementazione delle politiche pubbliche. Il Rapporto pone l’accento sull’importanza della buona comunicazione, raccogliendo dati e descrivendo buone pratiche ed esperienze di 46 Paesi e 63 diverse istituzioni -, al fine di rafforzare l’importanza di una comunicazione pubblica strategica, che sia strumento abilitante dei principi dell’Open Government e contribuisca così a consolidare democrazie più forti, in un contesto sempre più complesso per l’informazione. Dal Rapporto emerge infatti come l’attuale ecosistema dell’informazione, in continua evoluzione, richieda riforme e investimenti puntuali, tracciando una vera e propria roadmap delle tendenze, delle lacune e degli insegnamenti tratti, per realizzare una comunicazione pubblica realmente efficace, i cui compiti principali sono quelli di fare informazione, ascoltare e rispondere alle richieste dei cittadini.
Esiste anche il tema della “confusione informativa. L’ossessiva, pervasiva ed eccessiva informazione, quando raggiunge un certo limite di confusione, determina una polarizzazione e radicalizzazione degli incerti. Questo disordine incide sull’incapacità dei cittadini di capire, svolgere una comunicazione attenta e credibile richiede estrema sobrietà e dovrebbe mirare a non essere assertiva, una comunicazione che cerchi di definire le certezze che ci sono e non quelle che ci saranno. E’ necessario essere prudenti come istituzione quando permane l’incertezza ed evitare l’assertività”, ha detto Ferruccio Sepe, capo Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria.
“Il tipo di comunicazione pubblica interseca un tema che conosciamo tutti: le fake news, questo tema è dirimente per l’attività di comunicazione pubblica e ci deve aiutare a capire come rendere credibili i messaggi che le istituzioni indirizzano ai cittadini, quali sono gli strumenti più adatti, e come rendere la comunicazione efficace – ha spiegato Sepe – elemento indispensabile per supportare le istituzioni nella loro credibilità”.
Per Alessandro Bellantoni, capo dell’Unità di Open Government Ocse, “la comunicazione può contribuire agli obiettivi di governo aperto, alla trasparenza e alla partecipazione dei cittadini”, una corretta “comunicazione pubblica può essere uno strumento per facilitare il dialogo tra cittadini e istituzioni, una comunicazione trasparente ripristina la fiducia dei cittadini. La comunicazione è lo strumento fondamentale per i governi nell’attuazione delle politiche pubbliche. Ma vi è una crisi profonda di fiducia, infatti meno della metà dei cittadini ha dichiarato di fidarsi delle notizie”. Per Bellantoni la comunicazione pubblica si inserisce in un “ecosistema complesso e in rapido cambiamento, internet e i social media hanno cambiato le interazioni, le informazioni sono determinate da algoritmi e da comunità online e la questione della disinformazione ha assunto dimensioni importanti”, ha concluso.
Secondo Paola Ansuini, direttore dell’Ufficio per la comunicazione istituzionale e le relazioni con la stampa della Presidenza del Consiglio, “i contenuti della nostra comunicazione rispetto a chi si occupa di marketing o di comunicazione politica, la comunicazione pubblica non mi pare possa essere solo orientata al conseguimento di precisi vantaggi o profitti, come ad esempio profitto elettorale”. E’ necessario “curare la cultura del dato, della notizia su fatti verificati” per questo i “giornalisti restano cruciali per una democrazia, è una consapevolezza che deve continuare a ispirare il comportamento dei comunicatori pubblici”, ha concluso.
– foto agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).
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Pubblicato
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Polemiche e nervi tesi come all’andata. Stavolta, dopo il 3-1 partenopeo del primo atto del “Maradona” di ottobre, il big match tra Inter e Napoli, a San Siro, termina senza vincitori. Il finale è un 2-2 che non fa da spartiacque e che tutto sommato non scontenta nessuno, nemmeno Antonio Conte, espulso nel secondo tempo per proteste dopo la concessione di un calcio di rigore, realizzato da Calhanoglu per il momentaneo 2-1. Due volte va avanti la squadra di Chivu nel punteggio (la prima con Dimarco), per due volte è arrivata la risposta di McTominay. Una doppietta pesante che impedisce la fuga dell’Inter, capolista ora a quota 43, con tre lunghezze di vantaggio sul Milan e quattro punti in più dei partenopei. L’ex United gioca più di un’ora di gioco sontuosa, dopo aver però iniziato nel peggiore dei modi. Al 9′ una sua palla persa su pressione dell’ex Zielinski porta al vantaggio nerazzurro: il polacco serve Thuram, che a sua volta innesca Dimarco, autore di un diagonale letale per Milinkovic-Savic. McTominay si fa perdonare al 26′, chiudendo con una deviazione vincente in anticipo su Akanji una splendida azione partenopea rifinita da Elmas con un cross da sinistra. La prima frazione di gioco si chiude sull’1-1 e ad inizio ripresa è il Napoli a partire forte. Al 48′ Akanji sbaglia i tempi dell’anticipo, spalancando una prateria per Hojlund che si invola verso l’area e calcia in diagonale scheggiando il palo alla sinistra di Sommer.
Due minuti dopo altra chance: cross da sinistra di Spinazzola, Di Lorenzo colpisce di testa da buonissima posizione ma sbaglia la misura. E’ l’ingresso di Mkhitaryan al posto di Zielinski a restituire geometrie all’Inter. Ed è proprio l’armeno a guadagnarsi il calcio di rigore che riporta avanti l’Inter nel punteggio: l’ex Roma anticipa Rrahmani che in area frana sul piede dell’avversario nel più classico degli step on foot. L’arbitro Doveri lascia giocare, ma viene richiamato al Var. Poi concede il penalty ed espelle Antonio Conte per le proteste veementi del tecnico partenopeo. Dagli undici metri va Calhanoglu che spiazza Milinkovic e realizza il 2-1. Il Napoli però resta in partita. E all’81’ arriva il pareggio: Lang trasforma in assist una palla che sembrava destinata sul fondo, McTominay colpisce al volo e batte per la seconda volta Sommer. Nel recupero c’è spazio anche per un palo colpito da Mkhitaryan. E’ l’ultima emozione di un match che non sancisce la fuga scudetto dell’Inter, al primo pareggio in questo campionato.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Schlein “Meloni in difficoltà, la partita è aperta”
Pubblicato
4 ore fa-
11 Gennaio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Meloni è in difficoltà. Lo è da quando abbiamo riunito una coalizione progressista che per la prima volta dopo 20 anni si è presentata in tutte le regioni al voto e abbiamo avuto delle vittorie nette ed importanti. Che la partita fosse aperta non abbiamo bisogno che ce lo dica Giorgia Meloni, è già aperta. Quello che ci dice il suo intervento è che sta finalmente riconoscendo che la tanto sbandierata stabilità di questo governo è data semplicemente dal fatto che alle scorse elezioni politiche il nostro campo si sia presentato diviso, sbagliando. Oggi che abbiamo finalmente con fatica messo insieme le nostre differenze e riunito una coalizione hanno cominciato a dire che questa legge elettorale che li ha resi così stabili non rende più così stabili”. Lo ha detto la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ospite della trasmissione “In Onda” su La7.
foto: IPA Agency
(ITALPRESS).
Cronaca
Tajani “Sostegno alle aspirazioni democratiche del popolo iraniano”
Pubblicato
6 ore fa-
11 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il Governo italiano segue con grande preoccupazione quello che da giorni sta accadendo in Iran. Sostengo le aspirationi democratiche del popolo iraniano e chiedo alle Autorità di garantire i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti i manifestanti, di rinunciare in ogni caso alla vergogna della pena di morte come misura repressiva. Il mio cordoglio è per chi ha perso la vita durante le manifestazioni”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “L’Italia, insieme ai partner europei, è protagonista di una pressante azione diplomatica per portare rapidamente a una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano e della incolumità dei suoi cittadini” conclude il titolare della Farnesina.
foto: IPA Agency
(ITALPRESS).

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