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Cronaca

L’Italia sceglie il centrodestra, Fratelli d’Italia primo partito

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ROMA (ITALPRESS) – Il centrodestra vince le elezioni politiche. Quando mancano poche centinaia di sezioni da scrutinare, la coalizione guidata da Fratelli d’Italia incassa il 43,9% dei consensi alla Camera e il 44,1% al Senato, con Fratelli d’Italia oltre il 26%. La Lega si attesta intorno all’8.8%, tallonata a poca distanza da Forza Italia (8,2%).
Il Centrosinistra si ferma invece al 26%, con il Partito Democratico intorno al 19%.
Il Movimento Cinque Stelle rimonta rispetto ai sondaggi di un mese fa, raccoglie il 15% e sfonda al Sud. Tiene il Terzo Polo: la lista unica Azione-Italia Viva ottiene il 7,7%.
Per Giorgia Meloni “gli italiani hanno scelto un Governo di centrodestra a guida Fratelli d’Italia”. “Se saremo chiamati a governare lo faremo per tutti gli italiani”, ha aggiunto la leader di Fdi.
Antonio Tajani rivendica per Forza Italia il ruolo determinante del partito nella formazione del nuovo governo.
Per il leader M5S Giuseppe Conte “le scelte della dirigenza del Pd hanno compromesso la competitività con il centrodestra”. Poi una timida apertura al Partito Democratico: “Vedremo – dice – se vorrà unirsi alle nostre battaglie”.
Per il Pd in nottata a parlare è Debora Serracchiani: “E’ una serata triste per il Paese”, afferma.
“L’obiettivo di fermare la destra e andare avanti con Draghi non è stato raggiunto – spiega il leader di Azione Carlo Calenda -. Sentiamo in primo luogo il dovere di ringraziare il Presidente Del Consiglio per il lavoro svolto a servizio del paese. Così come ringraziamo i quasi due milioni di cittadini che hanno deciso di votare una lista nata a ridosso delle elezioni”.
I dati sull’affluenza sono ancora in calo: ha votato il 63,9%, con una flessione di circa 9 punti rispetto alle ultime elezioni politiche.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Cina, le attrezzature guidano la crescita dell’export nel primo semestre

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il settore cinese della produzione di attrezzature è diventato uno dei principali motori della crescita delle esportazioni nella prima metà del 2026. Il valore delle consegne destinate all’export è aumentato del 18,2% su base annua, contribuendo per quasi il 50% alla crescita delle esportazioni industriali. Lo indicano alcuni dati ufficiali diffusi oggi.

Nel primo semestre dell’anno, le esportazioni cinesi di aerogeneratori e batterie al litio sono aumentate rispettivamente del 35,6% e del 37,6% su base annua, mentre quelle di automobili hanno raggiunto 5,096 milioni di unità, con un incremento del 65,3% rispetto all’anno precedente, secondo Wang Weiming, ingegnere capo del ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione.

Anche il settore cinese della cantieristica navale ha continuato a rafforzare la propria competitività globale. Le navi costruite nel Paese hanno rappresentato oltre il 90% del totale nazionale in termini di unità completate, nuovi ordini e portafoglio ordini in essere.

“Dall’inizio del 2026, l’industria cinese della produzione di attrezzature ha mostrato solide basi, numerosi fattori di crescita e una forte domanda estera”, ha dichiarato Wang.

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Nel primo semestre, la produzione a valore aggiunto del settore è aumentata del 6,4% su base annua, rappresentando il 20% della produzione complessiva delle imprese industriali al di sopra delle dimensioni designate. Il comparto ha contribuito per il 23,5% alla crescita della produzione industriale a valore aggiunto, fornendo un solido sostegno a una crescita stabile del settore, ha osservato Wang.

Nel frattempo, le nuove forze produttive di qualità hanno continuato a espandersi, con la produzione di robot industriali e robot di servizio in aumento rispettivamente del 28% e dell’11,9% su base annua.

Dati diffusi in precedenza hanno mostrato che la produzione industriale a valore aggiunto della Cina è cresciuta a un ritmo sostenuto nella prima metà del 2026, con risultati particolarmente positivi per la produzione di attrezzature e il manifatturiero ad alta tecnologia.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Cronaca

La Cina studia lo stato emotivo nelle missioni prolungate nello spazio

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – L’equipaggio della stazione spaziale cinese della missione Shenzhou-23 ha completato una serie di valutazioni sul processo decisionale in situazioni di emergenza e di test sugli stati emotivi, nell’ambito di un più ampio programma volto a studiare gli effetti dei voli spaziali di lunga durata sul comportamento. Lo ha reso noto oggi l’agenzia cinese per i voli spaziali con equipaggio.

I tre astronauti, tra cui una donna proveniente dalla regione amministrativa speciale di Hong Kong, si trovano a bordo della stazione spaziale Tiangong da quasi due mesi. Uno di loro resterà in orbita per un anno per condurre il primo programma cinese di ricerca sull’essere umano nello spazio e raccogliere dati sugli effetti delle permanenze prolungate degli astronauti.

In un recente video settimanale, diffuso ieri dalla China Manned Space Agency, i membri dell’equipaggio sono apparsi con sensori e visori per la realtà virtuale utilizzati per monitorare le onde cerebrali.

I test rientrano negli oltre 100 progetti scientifici e applicativi in corso a bordo della stazione. Oltre agli esperimenti di medicina spaziale, l’equipaggio ha anche installato un dispositivo per lo studio dell’esposizione alle bioradiazioni e una telecamera esterna su uno dei moduli di laboratorio della stazione, oltre ad aver condotto test di carico con strumenti di misurazione. Secondo l’agenzia, verrà testato in orbita un nuovo tipo di batteria per l’accumulo di energia e i risultati dovrebbero contribuire ai futuri aggiornamenti della stazione spaziale.

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La Cina ha lanciato la navicella spaziale con equipaggio Shenzhou-23 il 24 maggio. Uno degli elementi principali della missione è la permanenza in orbita per un anno di uno dei membri dell’equipaggio. Le precedenti missioni con equipaggio sulla Tiangong sono durate circa sei mesi. Mentre il Paese procede verso l’obiettivo dell’esplorazione dello spazio profondo, le missioni di lunga durata dovrebbero diventare più frequenti, richiedendo agli astronauti una resilienza fisica e mentale sempre maggiore.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Farmaci, l’ipotesi di revisione del prontuario preoccupa la filiera e la politica

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ROMA (ITALPRESS) – Le possibili ricadute sull’accesso alle cure, sui costi per i cittadini e sull’equilibrio del sistema sanitario restano al centro del dibattito aperto dalla proposta dell’AIFA di rivedere il prontuario farmaceutico e i criteri di rimborso dei medicinali.
Secondo l’ipotesi avanzata dall’AIFA, per ciascuna categoria terapeutica il prezzo di rimborso dei farmaci come anti-ipertensivi o farmaci per il colesterolo sarebbe fissato non più solo tra quelli con lo stesso principio attivo, ma all’interno di gruppi terapeutici più ampi, rimborsando solo fino al costo del principio attivo più economico. In questo scenario, l’eventuale differenza di prezzo sarebbe a carico del paziente, salvo che le aziende produttrici decidano di ridurre il costo dei propri farmaci. Una prospettiva che rischierebbe di avere conseguenze immediate per chi riceve le cure, per le aziende farmaceutiche e per i lavoratori del settore.
Per il presidente della Commissione Finanze del Senato, il leghista Massimo Garavaglia, si tratta di una proposta di revisione “assolutamente deleteria” per l’industria.
“In un momento come questo – afferma all’Italpress -, con le criticità legate alle misure decise dall’amministrazione statunitense, non è il caso” di procedere a questa revisione. “Se vogliamo mantenere la forza del sistema e i posti di lavoro, bisogna avere una visione d’insieme. Da AIFA arriva una proposta tecnica, la politica ne prenda atto e, per il momento, decida di non fare assolutamente niente”.
Anche per le aziende, la prospettiva di ridurre i prezzi non è sostenibile perchè “nell’attuale scenario geopolitico, caratterizzato da un pressante e irreversibile incremento dei costi di produzione, le aziende non dispongono di margini per adeguare i prezzi senza compromettere la continuità delle forniture”, spiega il presidente di Egualia, Riccardo Zagaria, secondo cui il peso della revisione del prontuario “ricadrebbe interamente sui pazienti”.
La stessa preoccupazione è stata espressa dal presidente di Farmindustria, Marcello Cattani che, nell’ultima assemblea dell’associazione, aveva ricordato che “farmaci che presentano profili clinici differenti e che rispondono alle esigenze di pazienti diversi non si possono considerare confrontabili soltanto per abbassarne il costo per il SSN”.
Nella stessa occasione, il ministro della Salute, Orazio Schillaci aveva aperto al dialogo. “Ne discuteremo, nell’interesse soprattutto dei cittadini. Non voglio che non abbiano accesso ai farmaci” o che “paghino di più”. Questo perchè, con la revisione allo studio di AIFA, i pazienti potrebbero subire modifiche nelle terapie, ma anche trovarsi di fronte alla difficoltà di accedere a farmaci che finora erano coperti dal SSN.
Per la senatrice di Italia Viva Anna Maria Furlan, “quando si parla di farmaci non si possono scaricare sui cittadini i costi delle inefficienze del sistema, nè trasformare il contenimento della spesa in una riduzione delle tutele. Il primo dovere è non compromettere la continuità terapeutica, la libertà prescrittiva dei medici e il diritto dei pazienti a ricevere le cure più appropriate”.
L’effetto della revisione del prontuario, aggiunge la senatrice del Pd Ylenia Zambito, “non è soltanto contabile: il differenziale di prezzo a carico del paziente aumenta e una quota del costo oggi sostenuta dal sistema pubblico si trasferisce direttamente sulle famiglie”. “Non possiamo accettare che il contenimento della spesa sanitaria avvenga a scapito della continuità terapeutica e dell’accesso alle cure”, spiega Zambito, che sul tema ha presentato un’interrogazione al ministro Schillaci.

Fonte foto: www.pexels.com (ITALPRESS).

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