Cronaca
Mondiali, mercato e lutti ma ora torna la Serie A
Pubblicato
3 anni fa-
di
Redazione
Di Italo Cucci
ROMA (ITALPRESS) – Mancano ormai pochi giorni alla ripartenza del Campionato con una partita di cartello, Inter-Napoli, e l’Italia calciofila, quella dei sessanta milioni di commissari tecnici, sembra non accorgersene. Il bar sport ha esaurito la chiacchiera mondiale, Messi e Mbappè, gli ultimi sfidanti del Qatar, sono già a Parigi, compagni di squadra già ampiamente presentati dall’Equipe, mentre i giornali nostrani raccontano le allegre disavventure di Pogba e altri vacanzieri ritratti in evoluzioni sulle nevi, come dimentichi di appartenere a un torneo interrotto: inutile ribadire il danno provocato dal Mondiale invernale subìto nel peggiore dei modi, senza l’Italia in giostra, e con una ulteriore sospensione che sembrerebbe dedicata solo al riposo dei settanta guerrieri stranieri che lì si sono esibiti non per l’Azzurro ma per le rispettive nazionali. E’ un mondo cambiato radicalmente, una ulteriore esibizione di quanto potrà costarci anche in futuro avere ridotto il campionato a una giostra esotica mentre Roberto Mancini raccoglie le speranze in un distratto stage a Coverciano.
A noi, in questi giorni – a ben pensarci – è restata soprattutto la funzione di piangere gli amici perduti – Sinisa Mihajlovic, Mario Sconcerti e Pelè – che giustamente allontanano vieppiù i tradizionali, naturali furori delle partite, e anche l’allegria pallonara è spenta nell’inverno del nostro scontento.
Dirò di più: le uniche voci di ripresa riguardano il penoso mercato d’inverno che, afflitto dai debiti di tanti club, è anticipato soprattutto da possibili fughe di tanti Rabiot verso altri lidi, l’Inghilterra in particolare dove ormai giocano come se il Mondiale – malamente perduto – non avesse mai interrotto la festa.
Non richiesto di pronostici – e anche questa è una novità – mi sento di confermare la perdurante e buona condizione del Napoli, poco disturbato dal Qatar, esemplarmente sottoposto al lavoro da Spalletti mentre altrove – vedi l’Inter – si discuteva del destino di Lukaku o peggio – vedi la Juventus – del destino…totale. Abbiamo saputo che la Signora è ormai nelle mani di Allegri, ma cosa potrà fare, il volonteroso Max, con la squadra, mentre la società è minacciata di severe sanzioni non solo pecuniarie? Far finta di niente? Crepi lo psicologo.
Ecco, meglio fermarsi qui, meglio attendere il fischio dell’arbitro che annuncerà l’inizio di Inter-Napoli, augurandoci che il nostro mondo immobile abbia la forza di riprendere la corsa verso il traguardo di maggio come se nulla fosse successo.
E con curiosità accentuata dall’ultima trovata arbitrale sul fuorigioco. Non la conoscete? Eccola: “La novità riguarda la differenza tra “deliberate play”, cioè la cosiddetta “giocata”, e “deviazione”.
Una distinzione essenziale, dato che la prima, se effettuata da un difendente, è tale da rimettere in gioco un attaccante che si trova oltre la linea del fuorigioco, mentre la seconda non “sana” la sua posizione. Per avere una giocata, secondo la regola n.11, è necessario che il calciatore che tocca il pallone ne abbia il “controllo”, e pertanto la possibilità di passarlo a un compagno, ottenerne il possesso o respingerlo”. Capito? Buon divertimento. E buon anno.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Referendum, Tajani “Il nostro lavoro per cambiare l’Italia continua”
Pubblicato
3 ore fa-
23 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto”. Così in una nota il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in merito al referendum sulla riforma della Giustizia.
“Rimangono da sottolineare comunque due questioni fondamentali.
La prima è che per l’attività di governo non cambia nulla – prosegue il segretario di Forza Italia -: lo abbiamo detto per tutta la campagna elettorale, noi abbiamo unicamente chiesto un voto sul merito della riforma, non un voto sull’esecutivo. Il voto sul governo sarà l’anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male. E di sicuro troveranno ancora una volta insieme Forza Italia con le altre forze del centro-destra.
La seconda è che la riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai ad occuparcene. Durante la campagna per il voto tutti hanno riconosciuto che questa necessità esiste, pur dividendosi sulle soluzioni”.
“Io voglio ringraziare dal profondo del cuore i milioni di cittadini che ci hanno ascoltato, nonostante la complessità tecnica della materia. Non sono voti con un colore politico, sono voti per una giustizia giusta. E noi non lasceremo inascoltata la richiesta che hanno espresso. Ringrazio in particolare le decine di migliaia di volontari, di attivisti di Forza Italia, così come quelli che non hanno tessera di partito, che si sono mobilitati negli ambienti più diversi per il Sì. E’ stato un impegno civico di straordinario valore, saranno una grande risorsa per il Paese anche in futuro – sottolinea Tajani -. Riconosciamo il risultato negativo, ma il nostro lavoro per cambiare l’Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto. Spero che nessuno usi più toni da guerra civile come quelli che abbiamo sentito da alcuni dei nostri avversari in questa campagna referendaria. Vorrei che fosse invece un dialogo pacifico, sereno, attento alle ragioni della controparte. La giustizia è troppo importante per tutti per continuare ad essere materia di una contesa politica inconcludente”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Referendum, Schlein “Messaggio politico chiaro per il Governo”
Pubblicato
3 ore fa-
23 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Si tratta di un messaggio politico chiaro per la Meloni e per il governo che devono riflettere e ascoltare il Paese e quali sono le vere priorità”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, nel corso di una conferenza stampa sul referendum.
“Non è stato un voto di conservazione, ma consapevole che non ogni cambiamento migliora la vita dei cittadini. Questo ci dà una grande responsabilità, ci faremo carico di ascoltare il Paese e proporre riforme che migliorano la vita dei cittadini. Anche la giustizia si può e si deve migliorare ma non lo si fa mettendola sotto il governo”, aggiunge.
“Si tratta di un messaggio anche per noi, gli italiani hanno votato per difendere la Costituzione e chiedono alla politica di attuarla e non di stravolgere gli equilibri – sottolinea Schlein -. Il nostro impegno proseguirà, insieme alla campagna per il No siamo stati impegnati in una campagna di ascolto e non abbiamo intenzione di smettere. Essere all’altezza delle speranze e dei bisogni delle persone che sono venute oggi a votare è un pezzo di lavoro da fare con le altre forze progressiste”. “Troveremo insieme” alle altre forze progressiste “le modalità per la costruzione del programma, discuteremo di tutto. Ho sempre detto che in caso di primarie sarei stata disponibile”.
“Noi batteremo Meloni alle prossime politiche, è chiaro che questo voto con una affluenza così alta è un messaggio di cui il governo deve tener conto. Per noi le priorità continuano ad essere il potere d’acquisto, i salari, le liste d’attesa. Continueremo a puntellare su questi punti”, afferma la segretaria del Pd.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Referendum, Salvini “Rimaniamo convinti che la giustizia debba migliorare”
Pubblicato
3 ore fa-
23 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della Giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione”. Così in una nota il vicepremier e ministro delle Infrastutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in merito al referendum sulla giustizia.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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