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Nei test in Bahrain di F1 Verstappen il più veloce

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SAKHIR (BAHRAIN) (ITALPRESS) – Il circo della Formula 1 è ripartito nel 2023 esattamente come si era chiuso nel 2022. Lungo il circuito di Sakhir, Max Verstappen, a bordo della Red Bull, è stato il più veloce di tutti nella prima delle tre giornate di test in Medio Oriente. Quasi tutte le vetture del 2023 sono scese in pista a pochi giorni dal via del Mondiale, che scatterà il 5 marzo proprio con il Gran Premio del Bahrain.
Il pilota olandese con cittadinanza belga, vincitore degli ultimi due Mondiali, ha fermato il cronometro a 1’32″837. Alle sue spalle, secondo tempo per la sorprendente Aston Martin di Fernando Alonso, “più lento” di Verstappen di soli 29 millesimi. Terza e quarta piazza di giornata, poi, per le due nuove Ferrari: nell’ordine lo spagnolo Carlos Sainz è terzo a 0″416, il monegasco Charles Leclerc è quarto a 0″430. A ruota quinta posizione per la McLaren di Lando Norris (a 0″625), sesta la Mercedes di Lewis Hamilton (a 0″671), settima la Williams di Alexander Albon (a 0″834). Ottavo riscontro cronometrico per Zhou Guanyu su Alfa Romeo (a 1″337).
Più staccati gli altri piloti, con George Russell (con la seconda Mercedes) nono e Logan Sargeant (Williams) decimo a chiudere la top ten. Seguono Nico Hulkenberg (Haas) e Valtteri Bottas (Alfa Romeo). Felipe Drugovich (con la seconda Aston Martin) è quattordicesimo; Oscar Piastri (con l’altra McLaren) è diciottesimo.
Il messicano Sergio Perez, compagno di scuderia di Verstappen, non è sceso in pista oggi. Domani dovrebbe ricevere il testimone dal campione iridato. Si torna in pista sia domani che sabato con altre due sessioni per ogni giornata: la prima dalle 8 alle 12 e la seconda dalle 13 alle 17.30 (orari italiani).
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

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Show Dembelè contro una Norvegia rimaneggiata, Francia prima nel girone

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BOSTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La Francia fa tre su tre e supera per 4-1 una Norvegia imbottita di riserve, con Haaland lasciato a riposo. E’ una fantastica tripletta del Pallone d’oro Dembèlè, maturata interamente nel primo tempo, a regalare il primato nel gruppo I ai ragazzi guidati da Didier Deschamps, oggi assente perchè rientrato temporaneamente in patria in seguito alla morte della madre.
La prima accelerazione di Mbappè si vede dopo appena trenta secondi, quando entra in area e scaglia una bordata di destro che si stampa sulla traversa. Al 4′ è Konè a provarci con un destro dal limite che viene salvato in tuffo da Selvik. Il gol è nell’aria e arriva già al 7′. Mbappè taglia il campo per Dembèlè, il quale dalla destra entra in area, ubriaca il diretto marcatore e infila Selvik con un destro a mezza altezza che vale l’1-0. Al 14′ è Strand Larsen ad avere sul destro la palla del pareggio ma spara alto da ottima posizione. Tre minuti dopo è ancora Selvik a sbarrare la strada a Mbappè. Il fuoriclasse del Real Madrid è decisivo al 20′ quando mette a referto un nuovo assist vincente per il solito Dembèlè, il quale si accentra sul mancino e fulmina dal limite Selvik per il 2-0. Gli scandinavi non ci stanno e un minuto dopo accorciano immediatamente le distanze grazie ad Aasgaard, che riceve palla in area, spiazza Upamecano con una finta e trafigge Maignan con il destro. I Bleus reagiscono e al 32′ calano il tris uno scatenato Dembèlè, che batte ancora Selvik con un sinistro a giro siglando la tripletta personale. Un primo tempo dalle mille emozioni si chiude sul 3-1. Gli uomini di Solbakken ripartono bene e al 3′ si procurano un rigore con Bobb, atterrato in area da Theo Hernàndez. Dal dischetto si presenta Strand Larsen, che si fa però ipnotizzare da Maignan. All’11 è Mbappè a sfiorare il poker con un destro a giro dal limite che esce a pochi centimetri dall’incrocio dei pali. I vicecampioni del mondo in carica si fanno trovare scoperti al 27′, ma Maignan è decisivo nel chiudere lo specchio a Bobb in uscita. In pieno recupero arriva il 4-1 finale, grazie a un’incornata vincente di Douè su cross dalla sinistra di Barcola. Ai sedicesimi di finale, la Francia incontrerà quasi certamente la Svezia mentre la Norvegia se la vedrà con la Costa d’Avorio.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Il Senegal travolge 5-0 l’Iraq e spera nei sedicesimi

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TORONTO (CANADA) (ITALPRESS) – Il Senegal vince 5-0 contro l’Iraq nella terza e ultima giornata del gruppo I e spera ancora nella qualificazione ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026. Nella classifica delle terze classificate i senegalesi hanno superato Corea del Sud e Scozia, tra le squadre finora a quota 3 punti la nazionale di Thiaw è quella con la migliore differenza reti (+2), ma per festeggiare bisognerà ancora attendere la fine della fase a gironi.
Prima del calcio d’inizio sono state ricordate, con un minuto di silenzio, le vittime del tremendo terremoto che nelle scorse ore ha colpito il Venezuela. I senegalesi hanno trovato subito il vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo, col colpo di testa di Seck deviato da Diarra. Dopo nove minuti la partita è cambiata nuovamente, Sulaka ha commesso fallo per chiara occasione da gol su Mane, dopo una revisione al Var Taylor ha tolto il cartellino giallo estraendo quello rosso. L’Iraq è andato in totale confusione con l’uomo in meno, il Senegal ha sfiorato a più riprese il 2-0, Ismaila Sarr si è divorato il raddoppio calciando alto da pochi passi. Al termine del primo hydration break, l’Iraq ha cercato di reggere nonostante l’inferiorità numerica, la squadra di Thiaw ha invece faticato a costruire gioco in fase offensiva. Al 33′ Jakobs ha tentato il mancino dal limite, il pallone è terminato però sul fondo. L’altro tentativo, prima del fischio finale del primo tempo, è stato quello di Mane, l’attaccante dell’Al-Nassr ha sfiorato la traversa. La ripresa è iniziata col Senegal in avanti per cercare di ritoccare la differenza reti: Sarr ha provato a sorprendere il neo entrato Hassan, che però ha neutralizzato la conclusione pericolosa. Dopo pochi minuti, all’11’, Camara ha scippato il pallone a Iqbal, per lo stesso Sarr è stato semplicissimo trovare il 2-0 da dentro l’area piccola. Tre minuti più tardi Pape Gueye, entrato da pochi istanti, ha segnato il 3-0 con una conclusione a giro dalla distanza imparabile per Hassan. Il centrocampista del Villarreal, al 26′, ha trovato la doppietta con una gran conclusione di controbalzo dopo la sponda di Jackson. Nel quarto d’ora finale ci ha provato anche Mane, l’ex Liverpool ha però colpito il palo. Al 37′ è arrivato il 5-0 di Iliman Ndiaye, con una conclusione violenta sul primo palo arrivata dopo un recupero palla dell’attaccante del Como Diao. La vittoria del Senegal estromette di fatto la Scozia dalle otto migliori terze, la squadra di Thiaw dovrà ora attendere i risultati degli altri gironi per capire se avrà la possibilità di qualificarsi ai sedicesimi di finale. I cinque gol rimangono comunque un record, il Senegal è la prima nazionale africana a segnare un pokerissimo nella storia del Mondiale.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Da Berlino all’Uzbekistan, per Cannavaro 20 anni di emozioni Mondiali

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di Enrico Currò

ATLANTA (USA) (ITALPRESS) – “Il nostro Mondiale non è finito. Abbiamo una partita da giocare e da onorare. I risultati delle prime due giornate sono ingannevoli nel punteggio, ma ci confortano il gioco e la volontà di non lasciare l’iniziativa agli avversari. Al di là degli incastri con gli altri gironi, che rendono complicata la qualificazione attraverso l’eventuale terzo posto nel nostro gruppo, l’Uzbekistan deve essere orgoglioso della sua prima partecipazione”. A poche ore dal duello con la Repubblica Democratica del Congo, che ha un punto in classifica e che potrebbe dunque essere scavalcata con una vittoria, Fabio Cannavaro racconta le premesse emotive della sfida. E confida a Italpress che a 52 anni il capitano dell’Italia di Berlino 2006, l’uomo che alzò la coppa e poi vinse il Pallone d’oro, si può ancora emozionare parecchio, in un contesto senza paragoni: “È la forza del Mondiale. Faccio il ct di una nazionale inesperta, ma dal chiaro potenziale, che si sta misurando contro i migliori del mondo in un’atmosfera unica e dentro stadi sempre pieni. Anche per me è un’esperienza straordinaria”.

Sono passati vent’anni dalla sera dell’Olympiastadion, eppure certi brividi si possono rivivere in un altro ruolo, quello di commissario tecnico e di pigmalione. Il 3-1 con la Colombia di Luis Diaz poteva essere un pareggio e il 5-0 col Portogallo di Cristiano Ronaldo non racconta del tutto il copione che il gol sotto l’incrocio di Ganiev, annullato per un fallo su Cancelo nella stessa azione, avrebbe potuto modificare sullo 0-2. L’inesperienza è il prezzo da pagare contro avversari non solo più forti tecnicamente, ma soprattutto più scafati.

Nel ritiro di Atlanta Cannavaro e il suo staff hanno analizzato con la squadra le due sconfitte, traendone una convinzione: tra le cosiddette piccole l’Uzbekistan è stata la sola ad avere affrontato subito due rivali di primo livello (il Portogallo quinto nel ranking Fifa alla vigilia del torneo, la Colombia tredicesima). Il calendario l’ha penalizzata. La scelta di promuovere dalle Under alcuni giocatori come il diciottenne terzino destro Karimov, in aggiunta a due ventiduenni, il centrale difensivo Khusanov, talento del Manchester City, e Fayzullaev, ala del Basaksehir in Turchia, è stata comunque meditata: i giovani uzbeki si stanno facendo valere contro i pari età asiatici e si sono qualificati per il Mondiale Under 17 in Qatar, dove sono finiti nel girone dell’Italia, che affronteranno il 26 novembre.

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Intanto il Mondiale dei grandi, che la Nazionale italiana non vive dal 2014, resta una ferita. Ma per gli eroi di Berlino è anche un anniversario da celebrare (per Cannavaro ben più della grigia Olimpiade 1996 di Atlanta, le cui partite gli azzurri le giocarono in realtà a Birmingham, in Alabama, e a Washington).

Il capitano della storica finale, che negli Usa è accompagnato dalla famiglia, ha come naturale priorità l’Uzbekistan, però rimane un simbolo della Nazionale di Marcello Lippi. Il primo dei quarti di finale del Mondiale in corso si giocherà in concomitanza col ventennale del 9 luglio, del quale Cannavaro, se la nazionale uzbeka sarà tornata a casa, diventa il cerimoniere più logico.

Alla sua idea originaria di una cerimonia molto intima – un pellegrinaggio nello stadio del trionfo insieme alla moglie Daniela – si affianca quella di un’iniziativa collettiva col gruppo del 2006, con lui come coordinatore. Perché il Mondiale gli mette sempre i brividi.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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