Economia
Giochi, Leo “Rendere compatibile parte di interesse pubblico con salute”
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3 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La Delega per la riforma fiscale “è strutturata in quattro parti. Nella prima abbiamo i principi generali sia nazionali che internazionali. La seconda parte del provvedimento riguarda i tributi. Vogliamo sviluppare a 360° gli interventi sui singoli tributi. Partendo da quelli diretti sino a quelli indiretti senza dimenticare i segmenti importanti del nostro sistema, mi riferisco al settore delle Dogane, delle Accise e al settore dei Giochi”. Lo ha detto il vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, nel corso di un’audizione sulla riforma fiscale davanti alle Commissioni riunite Finanze di Camera e Senato, secondo quanto riporta Agimeg.
Per Leo bisogna intervenire “sul mondo dei giochi senza abbandonare il sistema concessorio, ma cercando di rendere compatibile la parte dell’interesse pubblico con la salute. Pensare al gioco online e disciplinarlo”.
“La terza parte riguarda i procedimenti, sia quello collaborativo tra Amministrazione Finanziari e contribuente che quello accertativo. In ultimo i materiali: i testi unici e il Codice Tributario”, ha aggiunto il viceministro.
Il viceministro Leo, sottolinea Agimeg, “fa certamente riferimento, nel suo intervento, alla parte oscura del gioco online, quella dell’irregolarità e dell’illegalità. In Italia la regolamentazione del gioco distingue in maniera netta i giochi non consentiti da quelli consentiti. Nel nostro Paese gli operatori di gioco possono svolgere il proprio lavoro poiché autorizzati dallo Stato tramite concessione e i siti online legali sono contrassegnati dai loghi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”.
“L’azione dell’Agenzia è rivolta all’individuazione e all’inibizione di quei siti web privi delle autorizzazioni previste, un’esperienza che ha posto l’Amministrazione stessa all’avanguardia in Europa – prosegue Agimeg -. Ad oggi sono inseriti nella Black List, l’elenco dei siti non autorizzati alla raccolta di gioco in Italia, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli 9.505 siti illegali”.
– foto Agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).
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Economia
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Pubblicato
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9 Febbraio 2026di
Redazione
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme Ue sugli aiuti di Stato, “un prestito di salvataggio fino a 390 milioni di euro per Acciaierie d’Italia (“AdI”, ex Ilva)”. E’ quanto si legge in una nota della Commissione, che precisa come la misura miri a garantire che AdI possa coprire i propri costi operativi fino al trasferimento dell’attività a un nuovo operatore. Quest’ultimo sarà a sua volta selezionato tramite una gara d’appalto attualmente in corso. Il comunicato di Bruxelles ricorda che AdI è il principale produttore siderurgico integrato in Italia, con otto diversi siti produttivi e di assistenza. Il più grande di questi è l’acciaieria integrata di Taranto. L’azienda impiega circa 10.000 persone. Lo stabilimento di Taranto occupa una superficie di 15 milioni di metri quadrati, impiega circa 8.000 dipendenti e ha una capacità produttiva limitata a 6 milioni di tonnellate di acciaio al carbonio grezzo all’anno.
Lo stabilimento di Taranto rifornisce i settori automobilistico e della componentistica, degli elettrodomestici, dell’edilizia e delle infrastrutture, del packaging, dell’ingegneria meccanica e dell’industria energetica. AdI si trova attualmente in difficoltà finanziarie, ricorda il comunicato della Commissione europea, ed è sottoposta a procedura di insolvenza da febbraio 2024. L’attività è oggetto di una gara d’appalto in corso. L’Italia prevede di completare a breve la procedura di vendita e di trasferire l’attività all’offerente selezionato. Fino ad allora, precisa la Commissione, AdI dovrà far fronte a un grave fabbisogno di liquidità per coprire i costi operativi, come il pagamento dei fornitori e degli stipendi. Il prestito di salvataggio autorizzato dalla Commissione mira dunque a coprire tali costi operativi per i mesi a venire.
Poiché il settore siderurgico è attualmente escluso dagli orientamenti del 2014 sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione (“orientamenti R&R”), la Commissione ha valutato la misura alla luce delle norme Ue in materia di aiuti di Stato. Considerati i nuovi e sostanziali sviluppi intervenuti nei mercati siderurgici all’interno dell’Ue e a livello mondiale dal 2014, la Commissione ha proposto, nell’ambito della revisione in corso, di ampliare l’ambito di applicazione degli orientamenti per includere il settore siderurgico.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
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29 minuti fa-
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Redazione
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– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Unicredit da record nel 2025, utile netto di 10,6 miliardi
Pubblicato
10 ore fa-
9 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Unicredit chiude un 2025 da record con un utile netto di 10,6 miliardi di euro (+14%). “UniCredit – ha sottolineato l’amministratore delegato Andrea Orcel – ha conseguito ancora una volta una crescita e una redditività da record nel 2025 raggiungendo 10,6 miliardi di utile netto, in rialzo del 14% rispetto allo scorso anno, ed un RoTE del 19,2%, segnando 20 trimestri consecutivi di crescita redditizia e in grado di generare capitale, e superando le nostre stesse aspettative. Questo risultato è stato ottenuto nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi nell’anno, anticipati per rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo. Abbiamo concluso l’anno con un solido CET1 ratio del 14,7% e una distribuzione agli azionisti tra le migliori nel settore per 9,5 miliardi, dei quali 4,75 miliardi in dividendi. Abbiamo dato prova ulteriore di una efficienza operativa fra le migliori nel settore e pari al 38%. La nostra ambizione sta portando con costanza a sovraperformare in termini di crescita redditizia e in grado di generare capitale e in termini di distribuzioni, e siamo fiduciosi di poter mantenere questa traiettoria nei prossimi cinque anni”.
“Guardando avanti – aggiunge – la forza combinata delle nostre persone, delle nostre fabbriche prodotto, della nostra capacità di servire i clienti con un approccio multicanale, e delle nostre risorse nell’ambito digitale, dei dati e della IA supporta la nostra ambizione di conseguire una crescita redditizia attrattiva e in grado di generare capitale che porti ad un utile netto pari a circa 13 miliardi e ad un RoTE superiore al 23% nel 2028, con la prospettiva di un ulteriore miglioramento nel 2030. Rimaniamo focalizzati su una esecuzione disciplinata in ogni contesto macroeconomico e siamo entusiasti di quello che il futuro ha in serbo per UniCredit, per i nostri investitori, per i nostri clienti, per le nostre persone e per le nostre comunità”.
Unicredit prevede nel 2026 “un utile netto pari a circa 11 miliardi con un RoTE superiore al 20%”. Nella transizione da ‘Unicredit Unlocked’ a ‘Unicredit Unlimited’ ambisce a distribuzioni totali cumulate agli azionisti pari a circa 30 miliardi nei prossimi tre anni e pari a circa 50 miliardi nei prossimi cinque anni. “Distribuzioni annue aggiuntive, sottolinea la banca in una nota, saranno valutate di anno in anno sulla base del capitale in eccesso a disposizione”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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