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Cronaca

Caro energia, senza riforme strutturali cresce il costo sociale

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ROMA (ITALPRESS) – La transizione energetica, pilastro delle politiche comunitarie, rischia di trasformarsi in un onere insostenibile per cittadini e imprese se non si affronta con urgenza il paradosso dei costi: è impossibile garantire equità sociale finchè l’Europa continua a registrare i prezzi dell’energia più alti su scala globale. E’ questo il messaggio lanciato dall’Associazione Reseller e Trader di Energia (ARTE), che solleva una riflessione critica sulla reale sostenibilità sociale del percorso di decarbonizzazione intrapreso dall’UE. Senza un riallineamento dei costi energetici, il passaggio alle fonti rinnovabili rischia di generare nuove forme di esclusione economica, minando la competitività del sistema produttivo e il potere d’acquisto delle famiglie.
L’Associazione ribadisce il ruolo fondamentale dei trader e dei reseller per i territori come garanti della concorrenza. In questa fase di profondo cambiamento, non basta gestire l’emergenza ma è indispensabile che l’intera filiera energetica sia funzionale, snella e allineata agli obiettivi di sviluppo del Paese. Proprio per questo motivo ARTE chiede interventi strutturali che superino la logica dei bonus temporanei, puntando su una semplificazione normativa che permetta agli operatori di trasferire efficienza ai consumatori finali. Gli operatori sono i veri motori del cambiamento, ma per guidare questa transizione serve un ecosistema che non penalizzi chi garantisce la fornitura energetica in un contesto di altissimo rischio finanziario e operativo.
“La transizione energetica può dirsi davvero socialmente sostenibile se l’Europa continua ad avere l’energia più cara del mondo? Noi operatori viviamo quotidianamente il mercato e cerchiamo di adattare questo cambiamento direttamente sul territorio. Proprio per questo riteniamo che la filiera debba essere più coordinata. Il nostro obiettivo è supportare concretamente le comunità locali, ma per farlo serve un sistema che non penalizzi chi deve guidare questa transizione sul campo”, ha dichiarato Diego Pellegrino, Portavoce di ARTE.
I temi al centro del dibattito sono stati presentati in occasione della IV Assemblea Nazionale di ARTE “Le rotte dell’energia: nel mare della transizione navigare è un’ARTE”, che si è svolta a Roma presso il Grand Hotel Parco dei Principi. L’evento ha rappresentato anche un’occasione di solidarietà: l’Associazione ha annunciato una donazione di 20.000 euro destinata al reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, a testimonianza dell’impegno non solo verso le sfide energetiche del Paese, ma anche verso le comunità e le persone più vulnerabili.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).

Cronaca

Milano, smantellata una banca occulta che riciclava proventi illeciti: 7 misure cautelari, sequestrati 2,5 milioni di euro

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MILANO (ITALPRESS) – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Milano nei confronti di 7 indagati (4 agli arresti domiciliari, un commercialista destinatario della misura interdittiva del divieto di esercitare attività professionale, i rimanenti due sottoposti uno all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’altro all’obbligo di dimora), ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati di frode fiscale e riciclaggio.

Contestualmente, è in corso un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 810 mila euro. L’operazione, scrivono le fiamme gialle in una nota, che segue le perquisizioni dello scorso 15 maggio, nel corso delle quali erano stati sottoposti a sequestro denaro e beni per oltre 1,7 milioni, ha permesso “di smantellare una sofisticata e “invisibile” infrastruttura finanziaria: un sistema illegale che faceva perno su una “banca occulta” utilizzata per evadere il fisco e riciclare i relativi proventi illeciti”.

Il circuito illecito si articolava in quattro fasi: le società cartiere: entità giuridiche, gestite da prestanome italiani e stranieri, offrivano a imprese italiane operanti nel settore dei metalli ferrosi un servizio illegale di emissione di fatture per operazioni inesistenti (oltre 134 milioni di euro il volume d’affari complessivo delle false fatturazioni emesse); il pagamento delle fatture fittizie: le imprese italiane beneficiarie della frode effettuavano i pagamenti delle false fatture ricevute, abbattendo così il proprio reddito imponibile; il trasferimento del denaro all’estero: il sodalizio cinese, a fronte dei bonifici ottenuti dalle imprese italiane, provvedeva a spostare il denaro su conti esteri riconducibili ad altri connazionali (oltre 80 milioni di euro l’importo dei trasferimenti verso l’estero accertati); il “cash-back” del denaro: l’importo corrisposto a titolo di pagamento delle fatture false veniva immediatamente restituito agli imprenditori italiani mediante la consegna, ad opera di corrieri appositamente incaricati dai broker cinesi, di un’equivalente cifra di denaro contante, al netto di una commissione per il servizio illegale reso.

Lo schema fraudolento ricostruito è riconducibile al meccanismo del cosidetto “underground banking system”, consistente nel trasferimento di denaro contante al di fuori dei canali finanziari ufficiali e regolamentati, così da aggirare i presidi antiriciclaggio. Nel corso delle indagini è emerso che uno dei punti di raccolta e smistamento del denaro contante era stato ricavato all’interno di un appartamento di Milano che fungeva da vera e propria sede della “banca occulta”.

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Qui i Finanzieri, nel corso delle perquisizioni svolte a maggio, avevano rinvenuto oltre 120 mila euro in contanti e diverse macchine conta-soldi di ultima generazione, capaci non soltanto di quantificare l’importo ma anche di leggere e memorizzare i numeri seriali delle banconote. Tra i soggetti colpiti da misura cautelare vi è anche un commercialista che, sulla base delle risultanze dell’indagine, avrebbe fornito assistenza all’organizzazione per strutturare la rete di società cartiere incaricate dell’emissione delle false fatture attraverso le quali sono state drenate ingenti risorse finanziarie.

Grazie alla preziosa sinergia con l’Autorità Giudiziaria di Milano, l’operazione di servizio testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria ed in particolare alle frodi fiscali e al riciclaggio di denaro sporco.

-Foto di repertorio Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).

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Smantellato traffico di droga tra l’Italia e l’Albania, 23 arresti

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LECCE (ITALPRESS) – All’alba, nelle province di Lecce, Brindisi, Bari, Roma, Vibo Valentia e Matera, la Direzione Investigativa Antimafia sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 23 soggetti (21 in carcere e 2 ai domiciliari) emessi dal gip di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di altrettanti soggetti indiziati di fare parte di due associazioni dedite al traffico internazionale di stupefacenti con canali di approvvigionamento albanese, per la cocaina, l’eroina e la marijuana, e calabrese, per la cocaina. Il termine “Whisper” (sussurro) con cui è stata denominata l’operazione deriva dalla modalità che gli indagati usavano per interloquire tra di loro, caratterizzata da estrema accortezza, quasi sottovoce. L’attività investigativa trae origine dalle risultanze emerse nell’ambito dell’indagine denominata “URA” (“ponte”), tra settembre 2021 e giugno 2022, eseguita dal Centro Operativo DIA di Bari, anche tramite la Squadra Investigativa Comune costituita tra D.D.A. di Bari e S.P.A.K. di Tirana, che documentava ‘un rilevante traffico di stupefacenti, gestito da un’organizzazione criminale albanese capeggiata da un noto trafficante del paese delle Aquile (destinatario oggi di misura restrittiva) stabilmente stanziato a Durazzo, destinato in parte alle province di Brindisi e Leccè.
L’indagine della DDA di Lecce è stata condotta dal 2022 al 2025, permettendo di disarticolare due distinte associazioni criminali dedite al traffico e spaccio internazionale di ingenti quantità di differenti tipologie di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana, eroina ed hashish), operanti rispettivamente nel territorio della provincia di Brindisi – in particolare nel Comune di Oria – e del capoluogo leccese, con disponibilità di armi da fuoco e che per la movimentazione dello stupefacente utilizzavano minori, donne nonchè soggetti di origine albanese, con compiti di corriere su autobus di linea (per la tratta internazionale Italia-Albania e viceversa).
Durante le varie fasi dell’attività investigativa sono stati sottoposti a sequestro circa 58 chili di sostanza stupefacente (3 chili di cocaina, 30 chili eroina e chili marijuana, individuando anche 2 laboratori attrezzati per il taglio ed il confezionamento dello stupefacente), 2 pistole complete di munizionamento e sono stati tratti in arresto in flagranza di reato 15 soggetti, tra cui 2 donne, 3 cittadini albanesi ed un pericoloso latitante oritano, inserito in contesti associativi di criminalità organizzata, sottrattosi alla cattura poichè colpito da più provvedimenti anche emessi dall’Autorità Giudiziaria estera, per vari reati.
– Foto screenshot video DIA –
(ITALPRESS).

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Amazon, Busnelli “Dal 2010 investiti in Italia oltre 25 miliardi”

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ROMA (ITALPRESS) – Amazon consolida il proprio radicamento in Italia e guarda con attenzione al Mezzogiorno. Ne parla Giorgio Busnelli, Country Manager del gruppo in Italia, intervistato da Claudio Brachino per il format tv Italpress Economy.
“Abbiamo celebrato il 15° anniversario di presenza in Italia lo scorso anno – ricorda Busnelli -. Abbiamo aperto nel nostro Paese nel 2010 e in questo periodo abbiamo investito più di 25 miliardi di euro e creato 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato”. Secondo alcuni studi, ha sottolineato il manager, Amazon è l’azienda privata che ha creato più occupazione nell’ultimo decennio, con una presenza che conta 60 siti su tutto il territorio nazionale.
Fondamentale, per il gruppo, anche il sostegno alle piccole e medie imprese: sono oltre 20.000 quelle che collaborano con Amazon per raggiungere clienti in Italia e nel mondo. Tra le iniziative, la vetrina dedicata al Made in Italy, che coinvolge 5.500 aziende italiane e più di 3 milioni di prodotti messi a disposizione a livello internazionale. Nel complesso, le aziende italiane che vendono su Amazon hanno esportato lo scorso anno beni per 3,5 miliardi di euro. Il 45% delle Pmi coinvolte si trova in zone rurali, un canale che secondo Busnelli permette a piccoli artigiani ed eccellenze locali di raggiungere clienti in Europa e nel mondo.
Sul fronte degli investimenti, Busnelli ha ricordato la recente apertura di un nuovo centro logistico a Jesi, nelle Marche, che porterà oltre 1.000 posti di lavoro nei prossimi tre anni.
Capitolo a parte per il Mezzogiorno, definito “centrale” nella strategia italiana del gruppo: oltre 2 miliardi di euro investiti dall’ingresso in Italia, 3.000 dipendenti e un indotto stimato in 1,5 miliardi di euro. Da qui il lancio del progetto “Amazon Destinazione Sud”, che comprende incentivi per le nuove Pmi meridionali che iniziano a collaborare con Amazon e il programma di formazione digitale “Accelera con Amazon”, aperto a tutte le imprese, anche a chi non vende sulla piattaforma. Sul fronte dei giovani, l’obiettivo è formare entro fine anno 200.000 ragazzi sulle materie Stem a livello nazionale, con borse di studio e target specifici dedicati proprio al Sud.
Busnelli si sofferma poi su “Amazon Dona”, il programma che punta a dare nuova vita ai resi e a sostenere le famiglie in difficoltà: dal 2025 600.000 prodotti donati per un controvalore di 8 milioni di euro a 35.000 famiglie fragili, grazie alla collaborazione di 1.400 enti del terzo settore. L’iniziativa, spiega il manager, si basa sulla legge anti-spreco – di cui quest’anno ricorre il decennale – e su un modello logistico innovativo sviluppato con i partner Fondazione Valore e Centro Five, che aggregano la domanda degli enti sul territorio.
Busnelli infine risponde a una domanda sul nuovo dazio doganale sulle spedizioni provenienti da Paesi extra Ue sotto i 150 euro. “Il 97% delle spedizioni in Italia e in Europa avviene all’interno dell’Unione – ha precisato Busnelli -, quindi la gran parte della nostra attività non è toccata da questo cambiamento”. Il manager comunque esprime apertura verso “una legislazione che porti a condizioni di concorrenza eque per tutti gli attori coinvolti”, auspicando un’applicazione “proporzionata e favorevole” per clienti e Pmi partner.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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