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Referendum sulla giustizia, vince il No. L’affluenza sfiora il 59%. Meloni “Rispettiamo decisione italiani, occasione persa”. Schlein “Batteremo il centrodestra alle prossime elezioni politiche”
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6 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Sta per ultimarsi lo spoglio dei voti per il referendum sulla riforma della giustizia. Il No al 53,60%, il Sì al 46,40%. Questa la situazione degli scrutini quando sul sito Eligendo del Viminale sono disponibili i dati di 61.441 sezioni su 61.533
È stata del 58,93% l’affluenza per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Questo il dato riferito sul sito del Viminale, quando sono disponibili tutte le 61.533 sezioni relative all’Italia.
MELONI “RISPETTIAMO LA DECISIONE DEI CITTADINI, MA OCCASIONE PERSA”
“Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”. Così su X il premier Giorgia Meloni sul referendum.
“La sovranità appartiene al popolo, e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il Governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini. I cittadini hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione”. La premier ha inoltre postato un video sui social. “Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia – prosegue Meloni -, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”.
SCHLEIN “BATTEREMO MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE”
“Ci sono più elettori di destra che hanno votato no che non il contrario”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando al Nazareno. “E’ stato un No a una riforma sbagliata e annosa, e’ stato in parte un No all’arroganza del governo che voleva cambiare la Costituzione da solo, la Carta è di tutti”. “Oggi c’è stata una grandissima mobilitazione popolare, due giornate straordinarie per la nostra democrazia. Abbiamo vinto, c’è una maggioranza nel paese che ha fermato una riforma sbagliata”, ha aggiunto.
“Si tratta di un messaggio anche per noi, gli italiani hanno votato per difendere la Costituzione e chiedono alla politica di attuarla e non di stravolgere gli equilibri. Il nostro impegno proseguirà, insieme alla campagna per il No siamo stati impegnati in una campagna di ascolto e non abbiamo intenzione di smettere. Essere all’altezza delle speranze e dei bisogni delle persone che sono venute oggi a votare è un pezzo di lavoro da fare con le altre forze progressiste”, ha spiegato.
“Noi batteremo Meloni alle prossime politiche, è chiaro che questo voto con una affluenza così alta è un messaggio di cui il governo deve tener conto. Per noi le priorità continuano ad essere il potere d’acquisto, i salari, le liste d’attesa. Continueremo a puntellare su questi punti”, ha concluso la segretaria Dem.
CONTE “AVVISO DI SFRATTO AL GOVERNO”
“Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!”. Così su X il presidente del M5S Giuseppe Conte, in merito al referendum sulla giustizia. “Quattro anni di governo, zero riforme. Il voto degli italiani è un segnale politico fortissimo, un avviso di sfratto al governo”, ha aggiunto Conte nel corso di una conferenza stampa sul referendum. “Fino a qualche mese fa tutte le previsioni davano per scontata una robusta vittoria del sì: si apre una nuova primavera politica, dove i cittadini sono protagonisti e vogliono voltare pagina, segnando la richiesta di una politica più attenta ai bisogni delle persone e meno occupata a tutelare i politici dalle inchieste”, ha aggiunto. “Il M5S ha tutto il diritto di interpretare questa nuova stagione da protagonista. Questo è un voto molto politico, ma molti degli argomenti utilizzati da Meloni sono stati menzogneri ed esposti a travisamenti. Si è parlato di maggior efficienza della giustizia e rimedi a errori giudiziari, ma in questo modo – ha aggiunto – si è fatta molta confusione con i messaggi veicolati dalla presidente del Consiglio: in quattro anni questo governo ha fatto zero riforme, i cittadini e le imprese hanno altre urgenze relativamente a lavoro povero, scarsa produzione industriale, un quadro internazionale in cui l’Italia non tocca palla”.
TAJANI “IL NOSTRO LAVORO PER MIGLIORARE L’ITALIA CONTINUA”
“Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto”. Così in una nota il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Rimangono da sottolineare comunque due questioni fondamentali. La prima è che per l’attività di governo non cambia nulla – prosegue il segretario di Forza Italia -: lo abbiamo detto per tutta la campagna elettorale, noi abbiamo unicamente chiesto un voto sul merito della riforma, non un voto sull’esecutivo. Il voto sul governo sarà l’anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male. E di sicuro troveranno ancora una volta insieme Forza Italia con le altre forze del centro-destra. La seconda è che la riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai ad occuparcene. Durante la campagna per il voto tutti hanno riconosciuto che questa necessità esiste, pur dividendosi sulle soluzioni”.
“Io voglio ringraziare dal profondo del cuore i milioni di cittadini che ci hanno ascoltato, nonostante la complessità tecnica della materia. Non sono voti con un colore politico, sono voti per una giustizia giusta. E noi non lasceremo inascoltata la richiesta che hanno espresso. Ringrazio in particolare le decine di migliaia di volontari, di attivisti di Forza Italia, così come quelli che non hanno tessera di partito, che si sono mobilitati negli ambienti più diversi per il Sì. È stato un impegno civico di straordinario valore, saranno una grande risorsa per il Paese anche in futuro – sottolinea Tajani -. Riconosciamo il risultato negativo, ma il nostro lavoro per cambiare l’Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto. Spero che nessuno usi più toni da guerra civile come quelli che abbiamo sentito da alcuni dei nostri avversari in questa campagna referendaria. Vorrei che fosse invece un dialogo pacifico, sereno, attento alle ragioni della controparte. La giustizia è troppo importante per tutti per continuare ad essere materia di una contesa politica inconcludente”.
SALVINI “RIMANIAMO CONVINTI CHE LA GIUSTIZIA DEBBA MIGLIORARE”
“Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della Giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione”. Così in una nota il vicepremier e ministro delle Infrastutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
NORDIO “PRENDIAMO ATTO, NON E’ UN VOTO POLITICO”
“Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del referendum.
ANM “UN BEL GIORNO PER IL PAESE, RISULTATO È PUNTO DI PARTENZA”
“Oggi è un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutte le cittadine e i cittadini. Questo risultato tuttavia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Abbiamo contribuito a preservare l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione. I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia. Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione”. Così in una nota la Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati. “La relazione con la società civile ha arricchito la magistratura e sapremo trovare gli strumenti perché questa ricchezza sia condivisa e vada a beneficio di tutto il Paese – prosegue la nota -. Abbiamo assistito a una mobilitazione importante, che nasce dal confronto con la società civile e che si è tradotta in una partecipazione democratica al voto che restituisce un senso di appartenenza alle istituzioni repubblicane che è il modo migliore per festeggiare gli 80 anni del suffragio universale”.
LE ALTRE REAZIONI
“Si esce con un risultato abbastanza definito per il no. Ci rallegriamo comunque per la grande partecipazione al voto. C’è un Paese abbastanza spaccato, non sulla Costituzione. Sulla Costituzione tutti siamo solidali e a favore. La stessa Costituzione prevede dei meccanismi per essere riformata. C’è una spaccatura sul sentimento nei confronti della magistratura. Da domani c’è da rimettere insieme le macerie che questa campagna ha lasciato. L’ordine giudiziario è una colonna portante della nostra società”. Così in conferenza stampa Nicolò Zanon, presidente del Comitato “Sì Riforma”.
“Se questi primi dati saranno confermati occorre dare atto, come è doveroso in democrazia, che la maggioranza del Paese ha bocciato questa riforma costituzionale. Il nostro impegno come comitato per il sì è stato quello di informare i cittadini sul reale contenuto della riforma, per contrastare una formidabile campagna di mistificazione e di disinformazione che, evidentemente, ha dato i suoi frutti. Ciò ha determinato lo snaturamento del confronto referendario in uno scontro politico del tutto estraneo al contenuto della riforma. Resta un fatto molto grave, con il quale il Paese dovrà fare i conti nei prossimi anni: la magistratura si è fatta partito, e ha condotto duramente una battaglia politica con una parte del Paese contro un’altra. Ci vorranno anni, e l’impegno di tutti noi cittadini che coltiviamo e difendiamo l’idea dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, per rimediare a questo disastro. Esprimiamo la nostra più viva solidarietà e ammirazione per quei magistrati coraggiosi si sono espressi per il sì anche a nome dei tanti loro colleghi che lo hanno certamente fatto senza dirlo”. Lo affermano in una nota congiunta il presidente del Comitato Sì Separa, Gian Domenico Caiazza, e il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto.
“Non è una sconfitta di Forza Italia, il fronte del sì ha abbracciato molto al di là i confini del centrodestra e della maggioranza. Se le opposizioni vogliono iniziare a collaborare evitando di parlare di deriva autoritaria, si può cominciare a ragionare. Per noi non finisce qui, non rinneghiamo nulla”. Così Giorgio Mulè, coordinatore di Fi per la campagna per il sì al referendum, nel corso di un punto stampa nella sala Colletti di Forza Italia. Il capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri, osserva che “si sottovaluta come i referendum confermativi vedono vincere le ragioni nel no. Nel merito la nostra posizione è sempre la stessa, ma sulle dinamiche democratiche e referendarie credo che una riflessione di tipo storica vada fatta. Bisogna tenere conto del voto, ma neppure abbandonare le nostre posizioni”. “La separazione delle carriere era nel programma del 2022 che abbiamo presentato e che i cittadini hanno votato. Non cambierà nulla – afferma il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli – Cercheremo di essere impegnati per fare in modo di presentarci alle politiche del prossimo anno e vincere le elezioni. Auspichiamo che da oggi in poi si possa lavorare con le opposizioni per dare alla giustizia italiana”, ciò di cui ha bisogno.
“Come ampiamente e pubblicamente previsto ha prevalso il No. L’Italia ha una tradizionale propensione a mobilitarsi “contro” che è stata favorita anche da una campagna sbagliata e inutilmente aggressiva della destra che ha determinato una reazione di rigetto del paese che va oltre il merito della riforma. È chiaro che dietro ai numeri di questa partecipazione – comunque straordinaria e positiva, soprattutto di questi tempi – c’è anche un giudizio sulla qualità del governo nell’affrontare i problemi economici, sociali e internazionali. Io credo che la vicinanza, mai smentita, a Trump abbia danneggiato molto Meloni e l’esecutivo. Esiste la necessità di dare rappresentanza a chi vuole che il paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra”. Così il leader di Azione Carlo Calenda.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Carburanti, Urso “È possibile aumentare la produzione, abbiamo preservato le nostre raffinerie”
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ROMA (ITALPRESS) – “Apprezziamo la scelta responsabile dell’Eni e auspichiamo che altri seguano l’esempio. A dimostrazione dell’autorevolezza di questo governo e della credibilità che si è conquistata nel campo. Senza forzature”. Lo afferma il ministro Adolfo Urso in una intervista a Repubblica. È possibile aumentare la produzione di carburanti? “Penso di sì – risponde Urso -, tanto più che in questi anni abbiamo preservato le raffinerie italiane, mentre altri in Europa continuavano a chiuderle: basti evidenziare quanto abbiamo fatto per salvaguardare la prima raffineria italiana, l’Isab di Priolo, con il primo decreto della legislatura e accompagnandola ora nel ritorno in mani italiane. Lo stesso abbiamo fatto, esercitando con sapienza la golden power, nel passaggio di proprietà di Saras e IP. Aggiungo che siamo avanti rispetto ad altri Paesi europei anche per quanto riguarda le bioraffinerie. A breve inaugureremo anche il cantiere di Eni Versalis a Priolo”.
E alla domanda se sia stato miope ridurre il numero di impianti in Europa, Urso risponde: “Sì. Altri lo hanno fatto, noi abbiamo difeso quel che avevamo, anche perché abbiamo capito prima di altri che la sicurezza energetica ed economica diventa prevalente in un mondo in cui prevale il conflitto”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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Tajani “Su arresti in flagranza i magistrati non diano segnali di impunità. L’Anm: “Parole contrarie allo Stato di diritto”
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26 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo, in questo governo, dalla parte delle forze dell’ordine. Però non è che decidiamo noi su quello che fa la magistratura. Io dico a tutti i magistrati che decidono sugli arresti che è vero che c’è un problema di carceri piene, ma dobbiamo anche dare dei segnali che garantiscano ai cittadini il fatto che i ceffi non possono agire impuniti. Colpirne uno per educarne cento: credo che serva e che anche alcuni magistrati debbano mettersi la mano sulla coscienza”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della sua visita al Villaggio della Legalità, a Roma, ha risposto a una cittadina che chiedeva più sicurezza nelle borgate. Parole su cui Tajani è tornato in un post sui social. “I cittadini hanno un sacrosanto diritto alla sicurezza. Come è successo a Torino, troppe persone arrestate in flagranza di reato vengono subito rimesse in libertà da magistrati perdonisti – spiega il vicepremier -. Questo crea allarme sociale e demotiva polizia e carabinieri. È sufficiente parlare con le forze dell’ordine e con chi vive nei quartieri ad alta densità criminale per capire quello che intendo. Non ho mai chiesto di disapplicare la legge, ma al contrario di applicarla in pieno”.
“E ho chiesto ai magistrati di mettersi una mano sulla coscienza ogni volta che scelgono di rilasciare chi è stato colto sul fatto e, una volta libero, è pronto a reiterare il reato. La percezione di impunità aiuta solo i malviventi. Invocare lo Stato di diritto con gli arrestati in flagranza è quindi strumentale – conclude Tajani -. Lo Stato di diritto prevede che nessun innocente debba finire in carcere. Non che gli arrestati in flagranza possano tornare a delinquere il giorno dopo”.
ANM “PAROLE TAJANI CONTRARIE A STATO DI DIRITTO”
“Le parole del vicepresidente del Consiglio lasciano esterrefatti perché danno spazio a una logica contraria a ogni Stato di diritto. I magistrati devono semplicemente applicare la legge. La sicurezza non si garantisce scaricandone la responsabilità sulla magistratura. La giustizia non è e non può essere uno strumento di intimidazione nei confronti di nessuno”. Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati in una nota.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Foto ritoccata di Matilde Siracusano, bufera su Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale si difende: “Cercare meglio a chi rivolgere le accuse…”
Pubblicato
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26 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Certo. Ne ho già parlato con i miei avvocati. Quello che ha fatto è reato. Non si può consentirlo a nessuno, figuriamoci a qualcuno che chiede, anzi minaccia, di andare in Parlamento”. Così la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, risponde alla domanda se denuncerà Roberto Vannacci in merito alla sua foto ritoccata pubblicata in un post social dal leader di Futuro Nazionale. “Vorrei dire che sono senza parole. In realtà qualche parola ce l’avrei. In siciliano, della mia terra. Molto chiara e netta. Ma poiché io rappresento l’istituzione, e ho il dovere di contenere sia l’irritazione sia la pena, per ora diciamo che si muoveranno i miei avvocati. Comunque è un attacco scadente che qualifica pienamente chi lo ha fatto”, sottolinea Siracusano, che aggiunge: “Che cosa vile. Ma nel senso più pieno e anche etimologico: cosa povera, che non vale nulla. È assurdo doversi occupare, e nel 2026, di questi mezzucci usati contro gli avversari…”.
“A chi mi accusa, senza alcuna concretezza, di aver modificato una foto con la IA, rispondo di cercare meglio e di rivolgere le accuse, eventualmente, a chi di dovere… Quando mancano gli argomenti, gli attacchi diventano personali… Continuate pure a occuparvi di scollature…”. Così su Facebook il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, pubblicando il link del blog Iacchitè, che aveva pubblicato l’immagine generata con l’IA che includeva una foto ritoccata di Matilde Siracusano, sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento e compagna del governatore della Calabria Roberto Occhiuto, accanto al candidato alle suppletive di Reggio Calabria Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia, e Claudio Lotito, senatore forzista e nuovo patron della Reggina Calcio.
LE REAZIONI
In un post sui social, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha pubblicato ieri un post per la campagna elettorale delle suppletive a Reggio Calabria, con una foto ritoccata di Matilde Siracusano, sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento e compagna del governatore della Calabria Roberto Occhiuto, accanto al candidato Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia e Claudio Lotito, senatore forzista e nuovo patron della Reggina Calcio. Numerosi da FI e non solo i messaggi di solidarietà a Siracusano. “Quello di Roberto Vannacci contro Matilde Siracusano è un comportamento di una volgarità senza precedenti. La libertà di espressione non può diventare un alibi per svilire una persona e utilizzare il corpo femminile come strumento di attacco”, dichiara la deputata di Forza Italia Rita Dalla Chiesa. “Perché alterare una foto e mostrare una donna con una scollatura non presente nell’immagine originale? Qual è lo scoop di un atteggiamento di questo tipo? Forse per Vannacci le donne sono una figurina da comporre a suo piacimento? È davvero inaccettabile – conclude Dalla Chiesa – una deriva di questo tipo. Non è lui che come ha proclamato ridarà dignità alla Calabria. Perché la dignità i calabresi ce l’hanno proprio nel loro dna, e la Calabria è ritornata sotto i riflettori con Forza Italia, Cannizzaro e il presidente Occhiuto. Smettiamo di chiamare generale o ex generale un uomo che quotidianamente svilisce l’onore di chi porta una divisa. Vicinanza all’amica Matilde”.
“Manipolare l’immagine di una donna in politica, alterandone l’abbigliamento e pubblicando una foto falsificata, è semplicemente indecoroso. E lo è per chi lo fa. Non è umorismo, non è ironia, non è campagna elettorale: è mancanza di rispetto verso una persona, verso un’istituzione e verso il Paese”, afferma Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia. “Matilde Siracusano è una rappresentante delle istituzioni. Va giudicata per il suo lavoro, per le sue idee, per i risultati che ottiene. Non per un fotomontaggio volgare costruito per colpire e umiliare. Chi sceglie questa strada abbassa il livello del confronto e offende tutte le donne che scelgono di stare in politica – prosegue -. Forza Italia ha sempre sostenuto un confronto franco, anche aspro, ma fondato sui fatti. Alterare una fotografia per ridicolizzare una collega è il contrario del senso dello Stato che si invoca a parole. E qualifica impietosamente chi lo fa”.
“Roberto Vannacci pubblica sui suoi social una fotografia ritoccata del sottosegretario Matilde Siracusano, modificandone pesantemente l’abbigliamento e mostrando una scollatura molto, ma molto più accentuata rispetto alla fotografia originale, fino a far scomparire di fatto il top sotto la giacca. È una cosa semplicemente indecente”, dichiara Catia Polidori, responsabile nazionale di Azzurro Donna Forza Italia. “Ancora una volta, l’ex generale dimostra di avere un’idea delle donne che passa attraverso la loro sessualizzazione. Non gli basta confrontarsi sul terreno politico: per provocare sceglie di manipolare l’immagine di una donna, alterandone il corpo e trasformandolo in un oggetto da esibire – prosegue -. È davvero pietoso che, ancora oggi, una donna impegnata in politica debba essere rappresentata attraverso una scollatura artificiosamente esasperata invece che per le sue idee, il suo lavoro e il suo ruolo istituzionale. E questo dovrebbe indignare tutte le forze politiche, al di là degli schieramenti. Sincera solidarietà alla collega Siracusano”. “Se ancora ci fosse qualche dubbio sul maschilismo di Roberto Vannacci e del suo partito, ora è caduto. Per schernire il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, Vannacci pubblica una foto della sua compagna, la Sottosegretaria Matilde Siracusano, con una profonda scollatura creata artificialmente. È un’aggressione intollerabile e un atto di bullismo sessista senza precedenti nella nostra politica – afferma Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati -. Nessuno si sognerebbe mai di pubblicare foto manipolate della moglie e delle figlie di Vannacci per attaccarlo politicamente. L’idea della donna che il generale propone è inaccettabile e, per quanto mi riguarda, rappresenta uno degli aspetti più pericolosi del suo programma politico. Mi batterò con tutte le mie forze perché questa visione retriva e umiliante non passi e spero in una mobilitazione collettiva di donne e uomini indisponibili ad arretrare rispetto a un traguardo di civiltà. Non sarà un esaltato qualunque a mettere in discussione quello che faticosamente abbiamo conquistato. Alla sottosegretaria Siracusano va tutta la mia solidarietà”. “Modificare la fotografia di Matilde Siracusano, alterandone il corpo per ridicolizzarla, è un gesto volgare e inaccettabile. Quando per attaccare un’avversaria si ricorre a questo, significa che gli argomenti sono finiti”, dichiara Fulvio Martusciello, capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo. “Matilde è una donna delle istituzioni, una dirigente politica autorevole, che non si è mai sottratta alle battaglie e alle critiche. Qui, però, non si è contestata una sua posizione politica – prosegue -: si è scelta la strada dell’offesa personale. Antonio Tajani ha fatto bene a intervenire con parole chiare. Le battaglie politiche si fanno sulle idee, sulle scelte e sui fatti. Alterare il corpo di una donna per trasformarlo in uno strumento di dileggio significa portare lo scontro su un terreno che con la politica non ha nulla a che fare. A Matilde va la nostra piena solidarietà”.
“La foto ritoccata di Matilde Siracusano è squallida e inaccettabile. Sessualizzare l’immagine di una donna e usarne l’aspetto fisico per colpirla è un gesto vile, che non ha nulla a che vedere con il confronto politico. Episodi del genere rivelano un livello culturale e morale davvero misero. Che a ricorrere a un simile espediente sia un ex generale rende il tutto ancora più sconcertante. All’amica Matilde va la mia affettuosa vicinanza per questo indegno attacco”. Lo dichiara il ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati.
“La pubblicazione della foto manipolata di Matilde Siracusano conferma l’impressione che dalle parti di Futuro Nazionale avevano già abbondantemente dato in tema di donne e di concezione del confronto politico: scarso rispetto per le persone e per la realtà, e idee confuse. Altro che ‘vera destra’”. Lo dichiara Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.
“Roberto Vannacci attacchi pure Forza Italia o me, se pensa che possa servirgli per le elezioni suppletive, che sono a Reggio Calabria e non in Sassonia. Si confronti sul merito, sui contenuti, sul futuro dei nostri territori e del Paese, se ne è capace, con me o anche con Matilde Siracusano. Ma chi per fare politica ha bisogno di ritoccare con un software il corpo di una donna ha già perso, prima ancora di cominciare. Questo non è il centrodestra in cui mi riconosco, e non credo sia quello in cui si riconoscono gli italiani”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia.
“La foto manipolata e sessista diffusa da Vannacci contro Matilde Siracusano – cui va la nostra solidarietà – e il tentativo degli esponenti di Futuro Nazionale di impedire a uno scienziato, l’infettivologo Matteo Bassetti, di parlare sono due facce della stessa politica: propaganda aggressiva e intolleranza al confronto. Le vannacciate dimostrano che FN non ha cultura di governo, affidabilità né senso di responsabilità, ed è incompatibile con i valori e con la proposta politica del centrodestra”. Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.
“Esprimo piena solidarietà e vicinanza a Matilde Siracusano per il grave e inaccettabile episodio che l’ha vista coinvolta. Le parole utilizzate da Roberto Vannacci, insieme alla manipolazione dell’immagine, sono espressione di un linguaggio violento e offensivo che va sempre condannato, senza se e senza ma. A Matilde, che conosco come donna e rappresentante delle istituzioni, va la mia solidarietà personale e istituzionale. Il rispetto della persona deve venire prima di ogni contrapposizione politica”. Così su Facebook il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
“L’uso pecoreccio dell’intelligenza artificiale da parte di Vannacci e Futuro Nazionale porta la politica alla stregua di certi filmetti degli anni Settanta. Solo che qui non c’è nulla da ridere”. Lo afferma Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia in Sicilia e presidente della Commissione Difesa della Camera. “A Matilde Siracusano va tutta la mia solidarietà e sostegno”, conclude Minardo.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS)


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