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Cronaca

Kharlan riammessa ai Mondiali di scherma “Decisione importante”

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MILANO (ITALPRESS) – La Fie ha deciso di riammettere al Mondiale Olga Kharlan dopo la sospensione comminata ieri per essersi rifiutata di dare la mano all’avversaria russa dopo averla battuta in pedana. La sciabolatrice ucraina potrà dunque gareggiare con le compagne nella prova a squadre che assegna punti importanti per la qualificazione alle Olimpiadi di Parigi del prossimo anno. La decisione del Bureau della Fie arriva dopo il richiamo del Cio che aveva chiesto maggiore comprensione per gli atleti ucraini. La questione è anche finita sotto la lente di ingrandimento del governo italiano, con il ministro per lo sport Andrea Abodi che con una lettera ha chiesto delucidazioni a Coni, Federscherma e comitato organizzatore dei Mondiali.
“Ringrazio il Comitato FIE per questa decisione. La cosa più importante per gli atleti è poter competere – ha dichiarato la Kharlan in conferenza stampa -. Nel mio caso è davvero importante per la mia famiglia, per la mia squadra e per il mio Paese. In questi giorni difficili per me ho trovato la forza per gareggiare e ringrazio per la decisione”.
Poco prima di un’ennesima giornata convulsa, il presidente del Cio Thomas Bach con una lettera indirizzata all’ucraina le ha comunicato che a Losanna hanno deciso di fare un’eccezione e garantirle un posto a Parigi. “Cara Olga, da collega schermidore, è impossibile immaginare come tu ti senta in questo momento – scrive Bach – La guerra contro il tuo Paese, la sofferenza della gente ucraina, l’incertezza sulla tua partecipazione ai Mondiali di scherma a Milano, i conflitti interiori che tu e molti dei tuoi connazionali potreste avere e quindi gli eventi che sono accaduti ieri, una montagna russa di emozioni. E’ ammirevole come stai gestendo questa situazione incredibilmente difficile e voglio esprimere il mio completo supporto nei tuoi confronti. Vista la situazione unica, il Comitato Olimpico ti fornirà uno slot aggiuntivo per i Giochi Olimpici di Parigi 2024 nel caso tu
non riesca a qualificarti nei prossimi mesi. Facciamo questa unica eccezione anche perchè le procedure in corso non ti faranno recuperare in nessun caso i punti di qualificazione che hai perso a causa della tua squalifica. Inutile dire che devi soddisfare gli altri criteri di ammissibilità come qualsiasi altro atleta olimpico. Sappi che il Cio continuerà a supportare con piena solidarietà gli atleti ucraini e la comunità olimpica ucraina durante questi tempi così difficili”, chiosa Bach.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Cronaca

Ospedale di Napoli nelle mani del clan, 4 arrestati tra cui un avvocato

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NAPOLI (ITALPRESS) – Favori al clan Contini all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Per associazione di tipo mafioso aggravata dal carattere armato, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all’autorità giudiziaria, falsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsione, estorsione, usura, riciclaggio e autoriciclaggio, Guardia di Finanza e Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal Gip di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di quattro persone. Il provvedimento è stato eseguito nei confronti di tre indagati, mentre per un quarto le operazioni sono in corso.
Le indagini, originate dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, avrebbero consentito di accertare “numerose e redditizie attività illecite” poste in essere da affiliati al clan Contini all’interno dell’ospedale San Giovanni Bosco, rese possibili dalla forza intimidatrice del sodalizio criminale.
In particolare, è emerso che il clan, mediante minacce ed estorsioni ai danni dei dirigenti della struttura sanitaria, rapporti collusivi con pubblici ufficiali e intestazioni fittizie, avrebbe gestito di fatto i servizi di bar e buvette, nonchè i distributori automatici di snack e bevande presenti all’interno del nosocomio. Tali attività sarebbero state esercitate in assenza delle necessarie autorizzazioni, senza il pagamento dei canoni di locazione dovuti all’ASL e mediante l’utilizzo abusivo delle utenze dell’ospedale, con conseguente ingiustificato aggravio per le finanze dell’Ente.
Dalle attività investigative è emerso inoltre che, sempre secondo gli inquirenti, “attraverso un’associazione operante nel settore dei servizi di ambulanza e grazie alla complicità di personale sanitario e parasanitario, di addetti alla vigilanza privata e di dipendenti di altre ditte operanti all’interno dell’ospedale – talvolta anche mediante condotte di violenza e minaccia nei loro confronti – sarebbero stati garantiti illeciti favori ad esponenti del clan e di altre consorterie ad esso collegate. Tra questi figurano ricoveri ospedalieri effettuati in violazione delle procedure di accesso, il rilascio di certificazioni mediche false anche per ottenere scarcerazioni illegittime e il trasporto illegale di salme in ambulanza anzichè tramite servizi funebri autorizzati”.
Inoltre, avvalendosi della collaborazione di medici e professionisti compiacenti, gli indagati avrebbero realizzato, nell’interesse del clan Contini, numerose truffe ai danni di compagnie assicurative, simulando sinistri stradali. Le frodi sarebbero state attuate tramite il reclutamento di falsi testimoni appositamente retribuiti e la redazione di perizie mendaci.
Tra i destinatari del provvedimento figura un avvocato, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa: mettendo stabilmente le proprie competenze professionali al servizio del sodalizio, avrebbe veicolato informazioni da e verso ambienti carcerari, in particolare in relazione alle somme di denaro (cosiddette “mesate”) destinate ai familiari degli affiliati.
Avrebbe inoltre fornito consulenze finalizzate al mantenimento e all’incremento delle ricchezze accumulate dal clan, contribuito alla realizzazione delle truffe assicurative reinvestendone i proventi nell’acquisto di beni di valore (immobili, autovetture e quadri d’autore) e svolto, infine, il ruolo di intermediario con pubblici ufficiali infedeli per l’acquisizione di informazioni riservate, in un rapporto di stretta e stabile compenetrazione con l’organizzazione criminale.

– foto Carabinieri Napoli –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Trump, lungo discorso sullo Stato dell’Unione “Il nostro Paese è tornato”

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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Il nostro Paese è tornato più grande, più forte e più ricco che mai”. Donald Trump ha aperto così il suo discorso sullo stato dell’Unione, il più lungo di sempre al Congresso, durato quasi un’ora e 50 minuti, ribadendo ripetutamente il suo programma economico e parlando di “svolta storica” ed “età dell’oro”, rivendicando insomma successi nel suo primo anno alla presidenza degli Stati Uniti. Ha quindi affermato di aver ereditato “un’economia pessima” dalla precedente amministrazione, un’economia che però “ruggisce come mai prima d’ora”. Trump ha definito “deludente” e “sfortunata” la sentenza della Corte Suprema contro i dazi globali da lui imposti lo scorso anno. Le imposte “rimarranno in vigore in base a status giuridici alternativi pienamente approvati e testati”, ha assicurato il presidente americano. Sul tema dell’immigrazione, Trump ha elogiato i progressi compiuti dalla sua amministrazione nel ridurre quella illegale e nel proteggere il confine meridionale degli Stati Uniti, sebbene non abbia menzionato la repressione attuata in Minnesota, che secondo i sondaggi non è stata popolare tra gli americani.
Sull’Iran, Trump ha affermato che “preferisce risolvere questo problema attraverso la diplomazia”, ma ha messo in guardia Teheran dal perseguire un programma di armi nucleari. Più in generale, Trump ha esaltato l’operazione statunitense che ha portato l’arresto di Nicolas Maduro in Venezuela il mese scorso. “La mia politica estera – ha sottolineato – si basa sulla pace attraverso la forza”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Frodi fiscali per 5 miliardi e riciclaggio internazionale, 281 denunce

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ANCONA (ITALPRESS) – Si è conclusa una vasta indagine della Guardia di Finanza di Ancona, coordinata dalla Procura, che ha portato alla luce un articolato sistema di frodi fiscali e
riciclaggio di denaro su scala nazionale ed internazionale.
L’operazione denominata “Cash Back”, condotta dalla Tenenza di Senigallia, ha consentito di individuare e di
incidere su un sistema criminale, ramificato, sofisticato e capace di muovere 5 miliardi di euro, operando tra
Italia ed estero. Denunciate 281 persone, tre delle quali arrestate e disposti sequestri per oltre un miliardo di euro.
– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).

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