Cronaca
L’APPELLO DI GHEZZI SCUOTE IL CENTROSINISTRA, NEL PD DUE POSIZIONI. BAZARDI CAUTAMENTE APERTA, BETTO INVITA A COLLABORARE OLTRE OGNI PREGIUDIZIALE E FACENDO UN “MEA CULPA”
Pubblicato
2 anni fa-
di
Redazione
di Emanuele Bottiroli
C’è un Partito Democratico di Voghera o ce ne sono due? Ieri sera a La Voce Pavese sulle nostre emittenti, Pier Ezio Ghezzi, leader del gruppo consiliare e del movimento Alleanza Civica (17% di voti alle ultime consultazioni Ndr), ha aperto la partita per rimettere insieme il centrosinistra in vista delle prossime elezioni amministrative fra due anni. L’ha fatto nel giorno di una conferenza stampa, a mezzogiorno, al bar Portici di piazza Duomo nel corso della quale ha fatto un appello agli antagonisti del centrodestra, dal Movimento Cinque Stelle, all’Unione di Centro per arrivare allo stesso Partito Democratico. Chiaro il messaggio di Ghezzi: “Insieme si vince, ognun per sé non si hanno chance”. Il Pd di Voghera un appello dello stesso tenore l’aveva lanciato il 19 ottobre scorso, dalla propria sede, nel corso dell’evento pubblico pomeridiano alla presenza dell’assessore del Comune di Milano, Lucio Maran, poi protagonista la sera stessa anche di un altro appuntamento con Alleanza Civica in Sala Zonca. Forse convinta del fatto che l’aria fosse cambiata, la recentemente riconfermata (ad ampio suffragio) segretaria cittadina del partito, Alessandra Bazardi, ha preso parte alla conferenza stampa di Ghezzi di ieri, per abbandonarla però entro breve, quando Ghezzi ha tirato le orecchie al Pd vogherese rinnovando antiche critiche relative all’alleanza con l’Unione di Centro alle ultime elezioni e aggiungendo qualche altra punzecchiatura. Se Ghezzi voleva una reazione l’ha trovata, anzi nel Pd ne ha generate due. La prima stamane da Bazardi che sulle colonne del quotidiano La Provincia Pavese ha spiegato: “Fa piacere che Alleanza Civica abbia capito che per battere il centrodestra bisogna essere uniti”. Una frase che riassume tanti puntini di sospensione, a sottolineare quello che è stato il recente passato segnato da pesanti distinguo e dal dito puntato da Alleanza Civica al Pd per la scelta di allearsi con l’Unione di Centro alle ultime amministrative, già costola del centrodestra dell’ex sindaco Carlo Barbieri. Antonio Marfi, leader locale del Movimento Cinque Stelle, rispetto all’apertura di Ghezzi ha già socchiuso la porta: “Bisogna ragionare sui programmi prima ancora che sulle alleanze, perché ognuno ha la propria identità”. Più aperto Nicola Affronti, capogruppo dell’Udc: “Parliamo di questa alleanza e dei suoi contenuti, dopodiché sulla linea da seguire si esprimerà il nostro direttivo”.

Ma c’è una seconda posizione nel Partito Democratico di Voghera e ad esprimerla è l’antagonista di Bazardi alle ultime elezioni per la segreteria del Pd di Voghera, Franco Betto, che abbiamo raggiunto oggi. Betto riflette: “Come PD, a mio parere, dobbiamo cogliere al volo l’interessante e ampia apertura politica manifestata con nettezza e chiarezza da parte di Alleanza Civica. E’ una svolta nuova e importante, un invito che dovrebbe essere accolto da tutte le forze politiche moderate e di centro sinistra presenti in città. Spero che anche i 5 Stelle possano riflettere in maniera più approfondita in quanto è determinante per il successo di questo progetto politico anche la loro partecipazione insieme a quella dellUDC. E’ infatti necessario, fin da ora, porre le basi politiche e programmatiche, anche a Voghera come avviene già a livello nazionale e provinciale, di un campo largo che possa costituire un’alternativa unitaria alle destre alle prossime elezioni cittadine”. Betto esorta: “Come PD dobbiamo mettere da parte ogni incomprensione, riconoscendo anche i nostri errori del passato e iniziare da subito una fattiva collaborazione con Alleanza Civica e con le tutte le forze politiche che aderiranno al progetto. Certamente il PD ha e deve ancora più avere un ruolo importante anche a Voghera, ma deve essere capace di dimostrarlo sul campo”.
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ROMA (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 93 anni, Valentino Garavani, uno dei più grandi stilisti della storia della moda internazionale, simbolo di eleganza senza tempo, lusso raffinato e artigianalità italiana.
Lo annuncia in una nota la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. La camera ardente sarà allestita presso Pm23, in piazza Mignanelli 23 a Roma, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle 11 alle 18. Il funerale si terrà venerdì 23 gennaio, alle ore 11, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica 8.
Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino ha costruito un impero creativo capace di attraversare decenni, mode e rivoluzioni culturali, rimanendo sempre fedele a un’idea precisa di bellezza. Negli anni cinquanta, dopo essersi fatto notare partecipando a un importante concorso, si trasferisce a Parigi ed entra come collaboratore nella Casa di Moda di Jean Dessès e nell’atelier di Guy Laroche. Fa ritorno in Italia e a fine degli anni cinquanta è a Roma, allievo di Emilio Schuberth per poi collaborare presso l’atelier di Vincenzo Ferdinandi prima di aprire una propria maison.
Nel 1959 apre il suo atelier a Roma in via dei Condotti e nel 1960 inizia la sua collaborazione con Giancarlo Giammetti che seguirà lo sviluppo del suo marchio. Nel 1962, dopo il trionfo della sua prima collezione a Pitti Moda di Firenze, Valentino diviene in breve uno dei più apprezzati e dei più popolari couturiers del mondo. Il successo internazionale arriva rapidamente, anche grazie al celebre “rosso Valentino”, una tonalità inconfondibile che diventa la sua firma stilistica e un’icona della moda mondiale.
Le sue creazioni vestono regine, first lady, attrici e celebrità di ogni epoca. Valentino Garavani non è stato solo uno stilista, ma un vero architetto dell’eleganza, capace di trasformare un abito in un’opera d’arte e la moda in un linguaggio universale.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Nordio “Esondazione da parte del Csm, correnti interferiscono su vita politica”
Pubblicato
41 minuti fa-
19 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il Csm è un organo di autogoverno, si è molto modificato nella sua dinamica ed è arrivato addirittura ad avanzare critiche a dei disegni di legge proposti dal governo che, da un punto di vista tecnico possono essere plausibili visto che il magistrato è deputato ad applicare le leggi, ma negli anni vi è stata una esondazione da parte del Csm che si è permesso di dare degli indirizzi in merito di ordine politico. Questo non solo non ci sta nella Costituzione ma è esattamente il contrario di quanto dicevano i padri costituenti”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo a un convegno sulla giustizia.
“Le correnti, che avevano anche un significato positivo agli inizi, si sono trasformate in strumenti di potere, cosa che oggi ammettono tutti. Questo sistema correntizio ha provocato una serie di condizionamenti della magistratura. Tutti sanno che, se non sei iscritto a una corrente, non sei certamente condizionato sul contenuto delle decisioni, ma ciò che riguarda la tua vita professionale dipende da questo gioco di potere. Queste correnti si sono associate in un modo pregnante da un punto di vista politico, interferendo con la vita politica, e l’hanno sottoposta a una sovranità limitata. Questa è una affermazione che Vassalli ha fatto nel 1987 dove diceva che in Italia certe riforme non si potevano fare perchè la politica italiana è sottoposta a una sovranità limitata. Se queste cose le ha dette Vassalli, possiamo dirle anche noi”, ha aggiunto Nordio.
“Una cosa è certa: se dovesse passare la conferma alla revisione costituzionale è ovvio che il prossimo Csm dovrebbe essere composto secondo i criteri della nuova Costituzione, ma sappiamo benissimo che questa aspettativa qualcuno la tiene per sè e spera che in un modo o nell’altro si vada avanti. Se vince il sì in ogni caso il Csm nuovo deve essere indicato con i criteri nuovi altrimenti si farebbe un oltraggio alla Costituzione e agli italiani”, ha concluso il ministro.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-
Cronaca
Lombardia Live 24 Breaking News – 19/1/2026
Pubblicato
2 ore fa-
19 Gennaio 2026di
Redazione
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