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Economia

Per Webuild nel 2023 ricavi a 10 miliardi, raddoppia l’utile netto

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MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Webuild (MTA: WBD) ha approvato il Bilancio Consolidato e il Progetto di Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2023, nonchè, esaminato i “Dati Consolidati Adjusted” al fine di comparare l’andamento gestionale su base omogenea. Nel 2023 il Gruppo Webuild ha ulteriormente consolidato il percorso di sviluppo avviato a partire dal 2012, segnando, si legge in una nota, ‘risultati ai massimi storici, resi possibili grazie ad una strategia chiara e consistente, supportata dai mega trend strutturali a livello globale che stanno dando un forte impulso agli investimenti in infrastrutture.
‘Sulla traiettoria del solido track record di risultati operativi conseguito negli ultimi anni – continua la nota – Webuild chiude il 2023 con risultati straordinari, superando nettamente la guidance per l’anno. I ricavi si attestano a 10 miliardi di euro e l’EBITDA ad 819 milioni. La generazione di flussi di cassa operativa è stata eccezionale con una posizione di cassa netta di €1.431 milioni, e una leva finanziaria che si è ridotta a 3,2x rispetto a 4,6x dell’esercizio precedentè.
Webuild ha registrato per il terzo anno consecutivo record di order intake con ordini acquisiti per 22 miliardi di euro e un book to bill di 2,7x, superando nettamente il target di 1,1x per l’anno. Il portafoglio ordini ha raggiunto i massimi storici di €64 miliardi, superando già il target atteso di fine Piano al 2025. Oltre a coprire il 100% del fatturato ed EBITDA target del Business Plan 2023-2025, il backlog dà una visibilità di oltre 6 anni sui ricavi del Gruppo, tracciando in maniera evidente il percorso di crescita del Gruppo.
Webuild si è confermata prima al mondo nel settore acqua, tra le prime 10 posizioni dei contractor internazionali attivi in USA e Australia e nella top 10 nel settore per progetti in mobilità sostenibile, secondo Engineering News-Record (ENR), la più autorevole rivista statunitense del settore.
Nel 2023 il Gruppo ha completato opere fondamentali per lo sviluppo dei territori come il ponte sul Danubio a Braila, in Romania, secondo ponte sospeso più lungo dell’Europa Continentale; le stazioni Tricolore e San Babila della linea Metropolitana 4 di Milano, che consente di raggiungere il centro città dall’aeroporto in 12 minuti; la Galleria del Sottoattraversamento Isarco, parte della Galleria di Base del Brennero, il collegamento ferroviario sotterraneo più lungo al mondo; il nuovo centro direzionale dell’Eni a San Donato Milanese.
‘Il 2023 segna un anno di progressi significativi per le nostre ambizioni ESG – si legge ancora nella nota – superando di gran lunga gli obiettivi che il gruppo si era prefissato con il Piano ESG 2021-2023. In particolare, il tasso di intensità delle emissioni ha registrato una riduzione del 67% (rispetto alla baseline del 2017), sovraperformando il target di riduzione del 50% al 2025 definito nel ‘Sustainability-Linked Financing Framework’. Inoltre, in termini di salute e sicurezza, il tasso di infortuni con perdita di giornate lavorative (LTIFR) ha registrato nel 2023 un ulteriore miglioramento, dopo aver raggiunto l’obiettivo fissato nel precedente esercizio (-41% rispetto al target del – 2 Relativo ai segmenti Highways e Mass transit and rail 3 40% al 2022). In aggiunta alla recente conferma come “leader mondiale nelle azioni di contrasto del cambiamento climatico” da parte di CDP (ex Carbon Disclosure Project), nel corso del 2023 Webuild è stato promosso ad “AA” da MSCI ESG Ratings, riconoscendone il costante impegno in materia di corporate governance e in ambito Health & Safety.
Nel corso dell’anno sono proseguiti con successo l’attività di M&A con l’acquisizione della Australiana Clough, che ha permesso al Gruppo di posizionarsi tra i top 5 players in Australia, e la valorizzazione di alcune partecipate come la cessione della quota del Gruppo nella concessione della Linea Metropolitana M4 di Milano per 141 milioni.
L’ampiezza e la qualità del portafoglio ordini nonchè la posizione di leadership in Paesi che stanno realizzando importanti piani di investimento in infrastrutture, consentono di anticipare al 2024 i ricavi di fine Piano ‘Roadmap al 2025 – The future is now”.
I Ricavi adjusted, dell’esercizio 2023, si attestano a 9.994 milioni di euro (8.163 milioni di euro per l’esercizio 2022) e segnano una crescita su base annua di 1.831 milioni di euto pari al 22%. Tale trend è sostenuto dallo sviluppo delle attività operative in Italia, grazie anche agli investimenti in mobilità sostenibile nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Alta Velocità/Alta Capacità ferroviaria Milano-Genova, Verona-Padova, Napoli-Bari e Strada Statale 106 Jonica), e da una maggiore produzione delle commesse in Australia (Snowy 2.0, North East Link e SSTOM Sydney Metro) e in Medio Oriente (Diriyah Square Super Basement).
L’EBITDA adjusted è pari a 819 milioni di euro in crescita del 43% rispetto all’esercizio 2022 (572 milioni di euro), mentre l’EBIT adjusted raggiunge €475 milioni (321 milioni di euro nel 2022) con un incremento su base annua del 48%. Il miglioramento della marginalità è il risultato di un portafoglio ordini di alta qualità, che include progetti acquisiti grazie alla migliore offerta tecnica, con soluzioni contrattuali che contengono clausole per l’adeguamento all’inflazione, e dell’attuazione del programma di riduzione dei costi operativi.
La gestione finanziaria adjusted evidenzia oneri netti per circa 92 milioni rispetto a 73 milioni di euro dell’esercizio 2022.
Tale voce comprende: oneri finanziari per 245 milioni (213 milioni di euro nel 2022), parzialmente compensati da proventi finanziari per 119 milioni di euro (119 milioni nel 2022); risultato della gestione valutaria positivo, pari a 34 milioni (positivo per 20 milioni nel 2022), principalmente dovuto alle fluttuazioni dell’euro rispetto alla Naira nigeriana e al Peso colombiano. L’incremento degli oneri finanziari è principalmente riconducibile i) all’aumento del costo del debito a causa dell’andamento dei tassi di interesse di riferimento che influisce sulla parte dell’indebitamento finanziario a tasso variabile; e ii) allo storno degli interessi attivi su alcuni crediti nei confronti del committente in Etiopia come conseguenza della contrattualizzazione delle rivendicazioni contrattuali.
Il risultato prima delle imposte adjusted si attesta a 393 milioni (252 milioni nel 2022), in crescita del 56%.
Le imposte sul reddito adjusted ammontano a 143 milioni (109 milioni nel 2022).Il risultato adjusted delle attività continuative è positivo per 250 milioni di euro (143 milioni nel 2022), in miglioramento del 75% su base annua. Il risultato delle attività operative cessate evidenzia un onere netto di €10 milioni (18 milioni nell’esercizio 2022) ed è riferito alle divisioni estere ex Astaldi che non rispondono alle strategie di pianificazione commerciale e industriale del Gruppo (principalmente Centro e Sud America per i dati reddituali 2023).
Nell’esercizio 2023, l’utile attribuibile alle interessenze dei terzi è pari a 4 milioni (7 milioni nel 2022). Le dinamiche sopra esposte determinano un utile netto adjusted attribuibile al Gruppo di €236 milioni, raddoppiando di fatto i risultati ottenuti nell’esercizio 2022 (118 milioni).
La posizione finanziaria netta delle attività continuative al 31 dicembre 2023 è positiva (cassa netta) per 1.431 milioni, registrando il miglior risultato mai ottenuto dal Gruppo. Il deciso miglioramento di 1.166 milioni rispetto al 31 dicembre 2022 (265 milioni) è imputabile al positivo andamento delle attività industriali e alla variazione del capitale circolante netto. Tale ultimo risultato è stato possibile grazie alla costante ottimizzazione delle dinamiche e della qualità del circolante, anche attraverso lo smobilizzo di alcune partite slow-moving e ai significativi risultati ottenuti a livello commerciale nel corso del 2023.
L’indebitamento lordo si attesta a 2.609 milioni, in miglioramento di 11 milioni rispetto al 31 dicembre 2022 (2.619 milioni di euro). Il rapporto Debito lordo/EBITDA al 31 dicembre 2023, su base consolidata, è pari a 3,2x, in riduzione rispetto al dato di 4,6x al 31 dicembre 2022. Si precisa in ultimo che il Gruppo riporta totale disponibilità liquide per €3.061 milioni. Al 31 dicembre 2023, l’89% dell’ammontare outstanding dei finanziamenti corporate è a tasso fisso con le prime scadenze rilevanti nel quarto trimestre del 2024. Nel 2023, il portafoglio ordini totale risulta pari a 63,7 miliardi, di cui 54,9 miliardi relativi a construction e 8,9 miliardi di euro riferiti a concessions e operation & maintenance. Prosegue il trend di crescita del backlog construction di circa il 25% rispetto all’esercizio 2022. Oltre il 90% del backlog construction del Gruppo è relativo a progetti legati all’avanzamento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. In termini di geografie il portafoglio ordini risulta prevalentemente distribuito tra Italia, paesi dell’Europa Centrale e del Nord, Stati Uniti, Medio Oriente ed Australia – principalmente in segmenti legati alla mobilità sostenibile quali l’alta velocità, il settore ferroviario e il settore stradale – portando i progetti in queste geografie a oltre l’85% del backlog construction.
Il totale dei nuovi ordini acquisiti nel 2023, comprensivo di variation orders, ammonta a circa 22,4 miliardi di cui oltre 95% è stato acquisito in geografie chiave con basso profilo di rischio. Da inizio 2024 i nuovi ordini, includendo i progetti per i quali Webuild è risultata migliore offerente, sono pari a circa 4,9 miliardi.
La pipeline commerciale di breve termine del Gruppo ammonta a circa 76,8 miliardi di euro e include gare presentate e in attesa di aggiudicazione per circa 13,3 miliardi di euro.
Webuild continua a monitorare diverse geografie quali l’Europa, l’Australia, il Nord America e il Medio Oriente, che hanno avviato notevoli piani di sviluppo per il settore delle infrastrutture come principale fattore di stimolo per l’attività economica e la transizione energetica e climatica.
In Europa, gli investimenti in infrastrutture stanno beneficiando dei fondi messi a disposizione dal Next Generation EU Fund. Inoltre, l’Unione Europea ha lanciato il programma REPowerEU che prevede 6 l’investimento di 208 miliardi di euro per accelerare la transizione energetica, aumentando gli investimenti in energia pulita e per il risparmio energetico, oltre ai 600 miliardi inclusi nel Green Deal europeo già destinati ad interventi diretti alla lotta ai cambiamenti climatici.
In Australia, i nuovi investimenti saranno trainati principalmente dai segmenti climate ed energy, con più di AUD $40 miliardi di fondi messi a disposizione dal Powering Australia Plan, approvato nel 2021, che si pone l’obiettivo di rendere il Paese leader nella produzione di energia pulita. Un impulso al mercato delle infrastrutture verrà fornito anche dagli ulteriori investimenti nei segmenti water e resources.
Negli Stati Uniti il settore sarà trainato dai piani di stimolo come l’Infrastructure Investment and Jobs Act (IIJA), l’Inflation Reduction Act (IRA) e CHIPS and Science Act, che contribuiranno ad una forte crescita nel settore delle infrastrutture civili, prevalentemente ferrovie e strade, infrastrutture industriali ed energetiche.Gli investimenti infrastrutturali nel Medio Oriente saranno trainati dall’ambizioso programma di investimenti in Arabia Saudita – progetto “Saudi Vision 2030” – volto a diversificare l’economia del Paese, ridurre la dipendenza dal petrolio e incoraggiare lo sviluppo del turismo. Il programma prevede giga projects come Neom e Diriyah, in cui Webuild ha acquisito recentemente commesse rilevanti. Un ulteriore spinta agli investimenti in infrastrutture è prevista arrivare dall’EXPO 2030 e dai mondiali FIFA 2034.
‘Il 2023 segna un anno di progressi significativi per le ambizioni ESG del Gruppo – continua la nota – In aggiunta alla recente conferma come ‘leader mondiale nelle azioni di contrasto del cambiamento climaticò da parte di CDP (ex Carbon Disclosure Project), nel corso del 2023 Webuild è stato promosso ad “AA” da MSCI ESG Ratings, riconoscendone il costante impegno in materia di corporate governance e in ambito Health & Safety.
Affermando la sua posizione tra i top player di settore, il Gruppo mantiene un’ottima valutazione da parte anche di altre agenzie di rating ESG, quali ISS-ESG con “B- livello Primè e Moody’s ESG – ex Vigeo Eiris – con ‘livello Advanced’, oltre a far parte del MIB® ESG Index di Borsa Italianà.
Il 2023 è stato l’anno di chiusura del piano, avviato nel 2021, con cui Webuild si è posta l’obiettivo di migliorare la sostenibilità ambientale dei propri progetti e delle proprie attività, contribuendo ad ottimizzare l’efficienza del settore in termini di salute, sicurezza, diversità e inclusione, anche tramite investimenti in innovazione e digitalizzazione. Webuild ha ampiamente raggiunto tutti gli obiettivi prefissati e ha consolidato il suo posizionamento in termini di sostenibilità.
7 Tra i risultati raggiunti, Webuild ha superato il target atteso di riduzione del tasso di intensità delle emissioni di gas serra (scope 1&2), in calo del 67% rispetto alla baseline del 2017, rispetto al target al 2025 del -50%.
Inoltre, gli investimenti aggiuntivi in progetti innovativi ad alto potenziale da realizzare entro il 2023 sono raddoppiati rispetto alle aspettative, superando quota 57 milioni di euro, di gran lunga oltre i 30 milioni previsti.
In linea con i target del Piano, il tasso di infortuni – denominato LTIFR – ha registrato, nel 2022 una riduzione del 41% rispetto alla baseline del 2017, ed è migliorato ulteriormente nel 2023. Infine, è stata raggiunta la percentuale prevista di donne identificate nel processo aziendale di succession planning, pari al 25%.
A conferma del costante impegno di Webuild nel rispondere concretamente alle sfide globali, il Gruppo si è posto nuovi obiettivi sfidanti fino al 2025.
Con il nuovo Piano ESG, con cui si conferma la strategia di business orientata al raggiungimento dei target di sviluppo sostenibile definiti dalle Nazioni Unite, il Gruppo intende continuare a: (i) contribuire ad accelerare la transizione climatica verso un’economia a basse emissioni, investendo in clean technology , migliorando la sostenibilità ambientale dei progetti nelle fasi di costruzione e delle opere nelle fasi di utilizzo; (ii) continuare a rappresentare il benchmark di settore in termini di salute e sicurezza, sviluppo delle competenze, inclusione ed efficienza produttiva attraverso investimenti in innovazione e digitalizzazione.
Il nuovo Piano si basa sui medesimi pilastri che hanno guidato il Gruppo con successo nello scorso piano ESG (Green, Safety & Inclusion, Innovation), focalizzandosi sul raggiungimento dei seguenti target: ridurre l’intensità delle emissioni di gas serra dirette del 10% entro il 2025 rispetto ai livelli del 2022;
ridurre il tasso di infortuni LTIFR del 6% entro il 2025 rispetto al 2022; aumentare del 20% le donne managers del gruppo entro il 2025; effettuare non meno di 430 milioni di euro investimenti in cleantech e in progetti innovativi ad alto potenziale entro il 2025.
I risultati dell’esercizio 2023, con performance economiche-finanziarie al di sopra delle aspettative, insieme
ad un mercato globale caratterizzato da cospicui piani di investimento e all’ampiezza e qualità del backlog, consentono di essere molto fiduciosi sulle prospettive future del Gruppo e di anticipare al 2024 i ricavi di fine Piano “Roadmap al 2025 – The future is now”. Per il 2024 è atteso un book-to-bill maggiore di 1,0X, e il proseguimento del trend di crescita con ricavi
superiori a €11 miliardi ed EBITDA maggiore di €900 milioni. Nonostante la crescita, il Gruppo continuerà a focalizzarsi sulla generazione di cassa, mantenendo una solida posizione di cassa netta, attesa superiore a 400 milioni di euro.
Webuild, in linea con la Roadmap al 2025, continuerà a perseguire le proprie linee strategiche attraverso: l’evoluzione e l’espansione del business facendo leva sul: i) portafoglio ordini, ii) l’organizzazione, le persone, il know-how e la presenza locale nei principali mercati di riferimento, con focus sui Paesi a minor rischio; iii) valorizzazione delle partecipate;
il Piano di efficientamento operativo e la generazione di cassa;
investimenti in sicurezza dei lavoratori, in innovazione e nella sostenibilità ambientale.
Il Consiglio di Amministrazione ha, inoltre, deliberato di convocare, per il 24 aprile 2024 (unica convocazione), l’Assemblea degli Azionisti in sede ordinaria e straordinaria (per deliberare, tra l’altro, sulla proposta di modifica statutaria pervenuta dal socio Salini S.p.A. come da precedenti comunicati del 4 e 7 marzo 2024). Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea degli Azionisti la distribuzione, a valere
sugli utili di esercizio e sulle “Altre Riserve Avanzo di Scissione”, di un dividendo unitario complessivo di 0,071 euro
al lordo della ritenuta di legge per ciascuna azione ordinaria esistente e avente diritto al dividendo alla data di
stacco della cedola, e di 0,824 euro al lordo della ritenuta di legge per ciascuna azione di risparmio esistente. Il
Consiglio di Amministrazione ha altresì deliberato di fissare la data di stacco cedola dei suddetti dividendi ordinari e di risparmio il 20 maggio 2024 e la data di pagamento il 22 maggio 2024 (record date: 21 maggio 2024).
‘Il Consiglio di Amministrazione – conclude la nota – ha deliberato di sottoporre agli azionisti una proposta di rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie, previa revoca della precedente deliberazione di autorizzazione assunta dall’assemblea degli azionisti del 27 aprile 2023, per la parte rimasta ineseguità.

– Foto: Infografica ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS).

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Economia

Nel primo trimestre del 2026 la pressione fiscale è stata pari al 37,6%, +0,3% rispetto allo scorso anno

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ROMA (ITALPRESS) – Nel primo trimestre, secondo i dati Istat, la pressione fiscale è stata pari al 37,6%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,6% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,4%.

Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8,0%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di una variazione dello 0,8% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,8%.

Nel primo trimestre, secondo i dati Istat, l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -7,8% (-8,4% nello stesso trimestre del 2025). Il saldo primario delle amministrazioni (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -4,4% (-4,7% nel primo trimestre del 2025). Il saldo corrente delle amministrazioni è stato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil del -2,9% (-3,3% nel primo trimestre del 2025).

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Nasce Be Closer, la nuova communication company da oltre 122 milioni di ricavi

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MILANO (ITALPRESS) – Essere più vicini ai bisogni di marche e CMO e alle dinamiche del business, con un approccio più integrato e più efficace nel generare valore nel tempo. Questo è l’obiettivo di Be Closer, la nuova communication company italiana indipendente, che nasce dall’unione di tre realtà storiche della comunicazione. Il progetto, promosso inizialmente dal Gruppo SAE di Alberto Leonardis, ha infatti aggregato a fine 2024 Next14, pioniere nel media planning data driven e Different, leader nella comunicazione integrata.

A fine 2025 si è poi sviluppato ulteriormente, con un investimento da €20 milioni del fondo di private equity QuattroR a supporto della crescita e con l’ingresso nel perimetro del gruppo di Uniting, ecosistema collaborativo focalizzato su live experience, influencer marketing e disruptive creativity.

Il nuovo brand Be Closer, con oltre 122 milioni di euro di ricavi realizzati nel 2025, ha l’ambizione di raddoppiare le dimensioni del business nei prossimi tre anni, attraverso crescita organica e nuove operazioni di M&A. Il Gruppo ha oggi un azionariato composto dai due promotori (Gruppo SAE, azionista di controllo attraverso la società HIC ed il fondo di private equity QuattroR) e da sette imprenditori, fondatori delle tre realtà imprenditoriali originarie: Marco Ferrari, group ceo e fondatore di Next14; Alessandro Talenti, general manager; Giancarlo Sampietro, chief strategy & innovation officer; Luca Colombi, chief commercial officer, e Alessandro Martinelli, chief culture & people officer, fondatori di Uniting; Davide Arduini, chief market officer, e Andrea Cimenti, chief customer officer, fondatori di Different.

Il management – tra fondatori e prime linee – detiene attualmente ancora il 40% circa della company. Il presidente di Be Closer è Donato Iacovone, per oltre 10 anni alla guida di EY South Europe e attuale presidente di BIP, mentre Alberto Leonardis, fondatore e amministratore delegato di Gruppo SAE, ricopre il ruolo di vicepresidente del gruppo.

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“Il percorso che ci ha portato al lancio di Be Closer è stato molto più intenso di un rebranding, ma ha significato ripensare, in questi primi mesi di unione, struttura e processi della nostra company dalle fondamenta – sottolinea Marco Ferrari – . Un lavoro profondo ma entusiasmante, fatto fianco a fianco con i founder delle tre realtà e coinvolgendo tutta la nostra community di manager. Un percorso che ci ha portato a condividere una nuova direzione, trasformando profondamente i nostri ruoli e il nostro modo di lavorare. Ascoltando il mercato, evolvendo l’offerta, fissando le nostre ambizioni industriali. L’obiettivo rimane quello di diventare grandi, offrendo sempre più eccellenza e vicinanza ai nostri clienti, ma senza diventare grigi, ossia crescere senza perdere la curiosità e la voglia di mettersi in discussione che ha caratterizzato la nostra esperienza imprenditoriale. Con il supporto di tutte le nostre 400 persone, sono davvero convinto che Be Closer riuscirà ad essere all’altezza della sfida”.

“Siamo convinti che il nostro settore sia attraversato da una trasformazione senza precedenti – evidenzia Alessandro Talentie che questo debba portare ad un nuovo modo di approcciare clienti e mercato, senza disperdere il patrimonio di eccellenza e know-how maturato in questi anni, ma con il coraggio di evolvere in qualcosa di nuovo. Oggi con Be Closer inauguriamo una nuova fase di crescita, dando vita ad un ecosistema inedito, capace di accompagnare le marche lungo l’intero funnel di comunicazione, integrando strategia, creatività, media, dati e tecnologia. Abbiamo costruito un ponte tra le competenze specialistiche e verticali delle nostre boutique e una visione strategica e unitaria dei business dei nostri clienti, un ponte necessario per essere più vicini ai loro bisogni ed offrire soluzioni ai loro problemi reali. È una sfida davvero stimolante, che raccogliamo con entusiasmo”.

Secondo Davide Arduini, “l’evoluzione di Be Closer completa un percorso di integrazione che abbiamo iniziato anni fa e che va nella direzione che ci indica il mercato in modo chiaro. Un mercato fatto da oltre 43.000 imprese attive e che ha bisogno di fare più sistema, anche attraverso processi di aggregazione e trasformazione. Dobbiamo offrire ai clienti soluzioni all’altezza delle sfide che l’accelerazione della tecnologia e la trasformazione delle organizzazioni presentano ogni giorno. Be Closer nasce proprio per questo: vogliamo essere un saldo punto di riferimento e un valido supporto per le aziende italiane e multinazionali che investono nel nostro Paese, distinguendoci per prossimità ai bisogni dei clienti, integrazione nella delivery dei servizi e misurabilità dei risultati”.

Il mercato italiano della comunicazione – considerando anche l’experiential marketing che include eventi, influencer, branded content e sponsorship – vale circa 17 miliardi di euro nel 2025. È un mercato profondamente frammentato, con oltre 43.000 imprese attive, dominato dalle grandi holding internazionali e attraversato da una fase di profonda trasformazione e innovazione nella sua costante crescita.

“La nascita di Be Closer è la risposta alle nuove esigenze del mercato”, spiega la communication company. “La traiettoria di tre solide esperienze imprenditoriali italiane converge in un’unica company che integra dati, human insights, creatività, media e tecnologia in un sistema operativo che viene messo a disposizione dei clienti, con l’obiettivo di rendere la comunicazione più chiara, coerente, vicina ed efficace. L’ambizione è quella di competere con i gruppi principali per scala, solidità e capacità di integrazione, mantenendo qualità, identità e prossimità e aiutando marche e CMO a decidere con senso, coerenza, tempismo ed energia creativa”. Il nuovo nome Be Closer “racchiude il principio fondativo del Gruppo: ridurre le distanze tra brand e persone, tra dati e decisioni, tra visione e azioni”.

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 “Il nuovo modello operativo nasce da un principio chiaro: valorizzare l’approccio di sistema senza rinunciare alla forza delle competenze verticali”, continua Be Closer. “Il sistema centrale presidia governance, strategia, dati, tecnologia e processi garantendo visione d’insieme e coerenza. Attorno a esso, le brand boutique – con un track record di esperienze di successo costruito in anni di posizionamento sul mercato – continuano ad esprimere eccellenza e credibilità nei rispettivi ambiti”.

Grazie ad un bridge operativo costituito da Client Lead come interlocutori di riferimento e Solution Team interdisciplinari, Be Closer è in grado di mettere a disposizione per i propri clienti un’unica regia attraverso un solo punto di contatto, combinando la capacità di orchestrazione, i dati e la tecnologia di un grande gruppo con l’agilità e la prossimità di una boutique verticale. Per il cliente, questo si traduce in tre vantaggi concreti: meno complessità da gestire, dati e tecnologia dietro ogni azione e misurazione puntuale dell’impatto sul business.

La dorsale commerciale dell’offerta continua ad essere articolata su tre pilastri: Creativity & Experiences (advertising, branded content, social & creator, PR, live experience e grandi eventi), Media & Touchpoints (strategia e pianificazione media omnicanale, planning & buying, retail media, influencer marketing, market research & consumer insights) e Retail & E-Commerce (in-store communication, retail activation, loyalty & proximity marketing, e-commerce e marketplace). A presidiarli operativamente sono le boutique del Gruppo con le rispettive specializzazioni: Different e Kiwi per creatività e contenuti, All per le live experience, Flu per l’influencer marketing, Next Media per media e touchpoint, Next Retail per retail marketing, EMG per ricerche e insight. Ad abilitare e potenziare trasversalmente tutte le aree è Be.X, l’infrastruttura tecnologica al cuore del modello Be Closer.

Si tratta del cuore tecnologico di Be Closer, basato su dati proprietari (principalmente localizzati in Italia). Un sistema operativo che ha integrato negli ultimi 10 mesi tutte le piattaforme sviluppate internamente negli anni dalle company oggi parte di Be Closer e che beneficia di un team dedicato di oltre 25 persone tra developer, data scientist e product manager. La tecnologia agentica è il fulcro dell’innovazione e della componente high-tech di BE.X, un framework in grado di combinare modelli AI e oltre 1 miliardo di data point per offrire ai clienti soluzioni end-to-end ad alto valore tecnologico.

Basato su un’architettura a micro-moduli, è progettato per rispondere alle esigenze del marketer contemporaneo, spaziando dalla social intelligence al creator marketing, dal tracking dei dati retail all’analisi della mobilità, fino a modelli econometrici avanzati arricchiti da dati sintetici e panel proprietari. Il sistema si fonda su un data lake federato che aggrega oltre 1 miliardo di datapoint: social (450M di creator censiti e 25M+ post analizzati), GEO (oltre 20M di mobile device tracciati), panel sintetici (con più di 1000 Synthetic Personas create), live tracking di eventi e installazioni retail (oltre 500), la nostra CDP (con oltre 50M+ di device data e 1000+ target audience create), dati e tool di terze parti (Nielsen, GWI, Meta, Google, TikTok, Magnific AI, Adform, Amazon, Linkedin, Reddit, Hubspot, AWS, X…) oltre a connessioni ad hoc con i dati e le soluzioni dei nostri clienti. “La sfida non è solo quella di integrare strutture e processi con l’aiuto della tecnologia, ma quella di costruire una cultura comune che diventi il vero motore di crescita”, spiega la communication company.

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“Per questo motivo – prosegue -, le persone sono il cuore dell’evoluzione di Be Closer e la Company Culture rappresenta una leva strategica per sostenere il posizionamento distintivo del Gruppo e la creazione di valore nel lungo periodo e si traduce in iniziative concrete volte alla creazione di un ambiente positivo che permetta alle persone di stare bene, crescere e raggiungere i risultati di business. Le quasi 400 persone del gruppo, con un’età media di 36 anni e con un team a marcata (67%) prevalenza femminile sono coinvolte in un percorso di sviluppo e formazione continua, con il supporto del Team Leadin’Lab del Politecnico di Milano che affianca le funzioni interne con l’obiettivo di valorizzare le diversità e il senso di appartenenza comune, coniugando benessere e performance e mettendo al centro l’attrazione, lo sviluppo e la valorizzazione del talento individuale. La trasformazione di Be Closer SPA in Società Benefit ci consente di inserire i principi ESG nella governance, nei processi decisionali, nella company culture e nel posizionamento competitivo, trasformando compliance e responsabilità in vantaggio strategico. A tal fine, il Gruppo ha già approvato un piano strategico triennale orientato a un modello di governance etica e trasparente. Questo percorso è studiato per radicare strutturalmente i criteri di sostenibilità sociale e ambientale nei processi operativi e nell’offerta di servizi al mercato e, soprattutto, all’interno della cultura aziendale. L’obiettivo è generare valore reale e duraturo sia per la crescita e il benessere dei nostri talenti, sia per l’intero ecosistema di partner, clienti e stakeholder esterni, ponendo la responsabilità d’impresa come uno dei pilastri dell’identità di Be Closer”.

La compagnia può già contare su un patrimonio unico di oltre 300 clienti, con altissimo tasso di retention e che include alcuni dei principali investitori italiani in comunicazione tra cui: Amazon, Barilla, Bayer, BlackRock, BMW, Brico io, Coca-Cola, Danone, Ferrarelle, Vileda, Generali, Kellanova, Klepierre, Haier, Heineken, Iliad, Iren, Il Sole 24 Ore, Lactalis, L’Oreal, JTI, Luxottica, MBE, Banca Mediolanum, Moby, Plenitude, Sperlari, GBfoods, Stock, RAI, Venchi, Unicredit.

-Foto ufficio stampa Be Closer-
(ITALPRESS).

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Economia

Maurizio Molinari nominato Direttore Editoriale del Gruppo SAE

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SASSARI (ITALPRESS) – A partire dal 1° luglio 2026, Maurizio Molinari assumerà l’incarico di Direttore Editoriale del Gruppo SAE, succedendo ad Antonio Di Rosa, che contestualmente assumerà l’incarico di Direttore de La Stampa. Nel nuovo ruolo, Molinari avrà la responsabilità di coordinare lo sviluppo delle attività editoriali del Gruppo SAE e lo sviluppo negli Stati Uniti. Il Gruppo SAE ufficializza inoltre la nomina di Giacomo Bedeschi a Direttore de La Nuova Sardegna, incarico che assume succedendo a Luciano Tancredi che entrerà a far parte della direzione de La Stampa con il ruolo di Vicedirettore Vicario. Alla guida de La Provincia Pavese arriverà invece Manila Alfano, giornalista entrata a far parte del Gruppo SAE nel 2025.

“Le nuove nomine confermano l’impegno del Gruppo SAE nella valorizzazione delle migliori professionalità interne e nel rafforzamento della qualità e l’autorevolezza delle testate che ne fanno parte. Si tratta di un passo che guarda al futuro, sostenendo i progetti di crescita e innovazione previsti dal piano di sviluppo del Gruppo e consolidando la nostra presenza editoriale in Italia e all’estero”, ha dichiarato Alberto Leonardis, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo SAE.

Maurizio Molinari, giornalista e saggista, ha ricoperto nel corso della sua carriera ruoli di primo piano nel panorama dell’informazione italiana. È stato Direttore de La Stampa e successivamente Direttore de La Repubblica, oltre ad aver lavorato a lungo come corrispondente ed editorialista.

Giacomo Bedeschi inizia la sua carriera giornalistica in Emilia Romagna. Entra nel Gruppo SAE nel dicembre 2020, assumendo la direzione della Gazzetta di Modena, della Gazzetta di Reggio e de La Nuova Ferrara. Successivamente ha diretto La Nuova Sardegna e, nel 2025, la Provincia Pavese.

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Manila Alfano ha lavorato per oltre vent’anni a Il Giornale occupandosi di esteri e attualità, per poi approdare al Gruppo SAE dove ha diretto il portale Mamme Magazine e sviluppato collaborazioni con Il Tirreno, La Nuova Sardegna e La Provincia Pavese. Nel corso della sua carriera ha firmato articoli per Il Foglio, Donna Moderna e la rivista The Bunker. È autrice di diversi libri e insegna comunicazione sportiva alla IULM di Milano.

– foto Comin & Partners –

(ITALPRESS).

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