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Bologna-Salernitana 3-0, rossoblù a -2 dalla Juventus

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BOLOGNA (ITALPRESS) – Ennesimo scatto verso la Champions League per il Bologna, che vince 3-0 contro la Salernitana, grazie alle reti di Orsolini, Saelemaekers e Lykogiannis, rafforzando la quarta posizione in classifica e portandosi a -2 dal terzo posto, occupato dalla Juventus. Successo fondamentale per gli uomini di Thiago Motta, che alimentano il sogno europeo. Notte fonda invece per i granata, alla ventesima sconfitta in trenta partite giocate: manca ormai solo la certezza aritmetica per sancire la retrocessione dei campani. La sfida del Dall’Ara è stata praticamente a senso unico, coi padroni di casa che hanno espresso il solito calcio propositivo: l’assenza di Zirkzee, partito dalla panchina, non ha rallentato una manovra fluida e di difficile lettura per la squadra di Colantuono. Il gol al 14′ confezionato dal solito Orsolini ha indirizzato il match, una conclusione a giro sul secondo palo praticamente imparabile per Costil. I rossoblù hanno dominato pure nel possesso palla, nemmeno il tiro di Simy respinto in corner da Ravaglia è riuscito a dare fiducia ad una squadra ormai abbandonata al proprio destino: al 44′ Saelemaekers, grazie anche alla complicità di Costil, si è inventato la rete del 2-0, sempre con una conclusione dalla distanza. Il gol incassato poco prima del finale di primo tempo ha complicato ancor di più la faccenda in casa granata, la squadra di Colantuono non è riuscita in nessun modo ad invertire la tendenza negativa. Da evidenziare l’incredibile prestazione di Riccardo Calafiori, a cui è mancato soltanto il gol: un chiaro segnale in ottica nazionale maggiore, in vista degli europei in programma in Germania. Nel finale Candreva ha provato a rendere meno amara la trama del match, ma Ravaglia in uscita è riuscito a bloccare l’offensiva del numero 87 dei campani. In pieno recupero Lykogiannis ha chiuso i conti con la rete del 3-0.
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Oklahoma schianta i Lakers, San Antonio continua a volare: il resoconto della notte Nba

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ROMA (ITALPRESS) – Oklahoma City schianta i Lakers nel big match della notte Nba: 139-96 il punteggio in favore di Thunder, che mettono la partita in ghiaccio con un primo quarto da 44-22. Shai Gilgeous-Alexander c’è con 28 punti, 7 rimbalzi e 7 assist. Passaggio a vuoto per Luka Doncic, che chiude con soli 12 punti e il 30% dal campo e poi esce nel terzo quarto per un infortunio al bicipite femorale della coscia sinistra: nelle prossime ore sarà sottoposto a risonanza. Sottotono anche Austin Reaves (15 punti) e LeBron James (13 punti) per quella che è la settima sconfitta peggiore di sempre nella storia dei Lakers: il gap più pesante rimane quello di 49 punti subito da Dallas nel 2017.

San Antonio passa in casa dei Los Angeles Clippers 118-99. Assente Victor Wembanyama, tenuto a riposo per un problema alla caviglia sinistra, ci pensano De’Aaron Fox, 22 punti, e Stephon Castle, 20 punti, a consegnare il successo esterno ai texani. I 24 punti di Kawhi Leonard non bastano ai Clippers per evitare il secondo ko consecutivo.

Detroit la spunta su Minnesota in casa 113-108. Sempre assente Cade Cunningham, continua a sorprendere Daniss Jenkins, a referto con 26 punti, 5 rimbalzi e 8 assist. Bene anche Jalen Duren con 22 punti e 14 rimbalzi. Sponda Timberwolves l’ultimo a mollare è Julius Randle con 27 punti, 6 rimbalzi e 6 assist. Donte DiVincenzo termina con soli 5 punti e 2/8 al tiro.

Charlotte domina Phoenix in casa: 127-107 per gli Hornets, che mettono insieme la solita ottima prova corale mandando in doppia cifra sei giocatori. Top scorer Miles Bridges con 25 punti. Kon Knueppel e LaMelo Ball aggiungono rispettivamente 20 e 15 punti. Brandon Miller risponde presente con 17 punti. Suns poco produttivi oltre Jalen Green, 25 punti, e Devin Booker, 22 punti.

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Cleveland batte a domicilio Golden State 118-111. Donovan Mitchell mette a referto 25 punti, gli fa eco Max Strus con 24. James Harden contribuisce con 19 punti e i liberi della sicurezza del finale. Doppie doppie per Jarrett Allen, 16 punti e 13 rimbalzi, ed Evan Mobley, 12 punti e 10 rimbalzi.

Portland si sbarazza di New Orleans 118-106. I Trail Blazers non sbagliano davanti ai propri tifosi e, grazie ai 27 punti di un vintage Jrue Holiday, confezionando la terza vittoria in fila. Prova consistente anche di Deni Avdija con 26 punti, 8 rimbalzi e 7 assist.

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Gravina si dimette da presidente della Figc, lascia anche Buffon. Nuove elezioni il 22 giugno

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ROMA (ITALPRESS) – Troppo grande il desiderio di cambiamento. Troppa, forse, la pressione dalla politica. Gabriele Gravina si è dimesso dopo la terza esclusione consecutiva (la seconda sotto il suo mandato) dell’Italia dai Mondiali. Il numero 1 federale lo ha annunciato in una riunione straordinaria in Federcalcio alla presenza dei massimi rappresentanti di quelle componenti che poco più di un anno fa lo rielessero con il 98.68% dei voti e che il 22 giugno dovranno riunirsi nuovamente a Roma per scegliere il successore. “Dopo tanti anni c’è un sentimento di grande amarezza, ma anche di serenità – ha detto un emozionato Gravina, ultimo a lasciare la sede di via Allegri -. Ringrazio tutte le componenti che anche oggi mi hanno dimostrato sostegno, grande stima e affetto, ma anche insistenza nel continuare. La mia scelta personale però è convinta e meditata”. Saluta anche Gianluigi Buffon, che definisce un “atto di responsabilità” le sue dimissioni da capo delegazione del gruppo azzurro. C’è attesa invece per la decisione del Ct Gennaro Gattuso in vista delle due amichevoli in programma in un giugno che si preannuncia bollente.

Le candidature per la carica di presidente federale dovranno essere presentate almeno 40 giorni prima dell’assemblea elettiva (il 13 maggio il gong), ma si fanno già i primi nomi. C’è chi, come il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, suggerisce la figura dell’ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, reduce dall’esperienza alla guida della Fondazione Milano Cortina 2026. Senza dimenticare l’ipotesi Giancarlo Abete, a dodici anni dalle sue dimissioni da numero 1 del calcio italiano. L’attuale presidente della Lega Dilettanti (componente che ha il 34% del peso elettorale) rinvia ogni valutazione: “Se mi metto a disposizione? È un problema che non mi pongo. Questa è la fase delle riflessioni sui problemi del mondo del calcio”. Sullo sfondo anche i nomi di Matteo Marani, presidente della Lega Pro, Demetrio Albertini e Michele Uva, nominato oggi Executive Director of Euro 2032 Italia. Nel vertice odierno però non si è parlato di candidati, come assicura il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli che invita a “lavorare sulle riforme, sui giovani, sul rafforzamento della governance e su quello patrimoniale delle società per tornare ai fasti del passato”.

Sullo stato di salute del calcio italiano avrebbe dovuto riferire Gravina l’8 aprile alla Camera, ma l’audizione è stata annullata. Dalla Figc trapela stupore, in virtù del fatto che il tutto era stato concordato ieri con il presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Federico Mollicone. Da via Allegri assicurano comunque che la relazione sarà presto resa pubblica. Sarà quella l’eredità da consegnare al futuro presidente, insieme al peso dell’ennesimo flop mondiale.

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Gravina e Buffon via, aspettando Gattuso… Parte il casting ct

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di Antonio Ricotta

PALERMO (ITALPRESS) – Prima Gabriele Gravina, subito dopo Gigi Buffon e Gennaro Gattuso? Al momento nessuna novità dal ct azzurro. La botta di Zenica è stata tremenda. Il numero 1 della Figc ha deciso di farsi da parte. Troppe le pressioni, anche e soprattutto politiche, una valanga di richieste di dimissioni che alla fine ha centrato il bersaglio. Il tutto nonostante la fiducia e la stima ribadite dalle componenti della Figc per un presidente che era stato eletto con oltre il 98% dei voti, ma che ha pagato il risultato che la Nazionale non ha ottenuto. “L’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti”, ha detto il capo delegazione azzurro, Gigi Buffon, che si è dimesso poco dopo il presidente Gravina. E Gennaro Gattuso? Anche lui farà un passo indietro, potrebbe farlo in queste ore. Probabilmente ha meno responsabilità di tutti. E’ arrivato per sostituire Spalletti, esonerato quando la qualificazione al Mondiale era già in salita. Le ha prese solo con la Norvegia, ha raggiunto la finale play-off e l’ha persa ai rigori in Bosnia. E’ anche vero, però, che a Zenica si è sofferto troppo pur andando in vantaggio.

In 11 contro 11 non si è trovata la soluzione per bloccare le fasce e per impedire ai compagni di Dzeko di mettere una miriade di cross in area. Soprattutto dopo l’espulsione di Bastoni, magari due linee a 4 avrebbero potuto limitare gli avversari e dare un po’ di respiro a Calafiori e Mancini. Detto questo Gattuso ha lavorato bene e su questo nessuno ha dubbi. Con lui la Nazionale ha ritrovato quella voglia di appartenenza, quel sentire la maglia che forse si era persa. Anche gli infortunati con Ringhio si sono presentati e sono rimasti a Coverciano, hanno sentito il richiamo della squadra, dello spogliatoio. Capitan Donnarumma si è detto orgoglioso dei suoi compagni, proprio per lo spirito di gruppo che il ct ha creato. Non è bastato. “Sinceramente oggi parlare del mio futuro non è importante. Oggi era importante andare ai Mondiali, ci dispiace”, ha detto Gattuso nell’immediato post-partita di Zenica. Quell’oggi è l’altro ieri, sono passate 48 ore e Gattuso non si è più visto nè sentito. Potrebbe rimandare il suo “arrivederci e grazie” superata Pasqua, ma potrebbe anche, per lo spirito di servizio che lo contraddistingue, accettare di guidare gli azzurri anche nelle inutili e tristi amichevoli di giugno, dove con ogni probabilità faremo da sparring-partner alle selezioni che faranno quel Mondiale che noi non giochiamo da 12 anni.

Potrebbe anche aspettare il nuovo presidente federale e poi rimettere a lui il mandato. Condizionali obbligatori, ma la decisione di Gattuso dovrebbe essere la stessa che hanno preso, per motivi diversi, Gravina e Buffon. E ovviamente è partito il toto-nomi. Dai più esotici e attraenti (Guardiola, Klopp, Mourinho) a ipotesi più concrete. Uno degli ultimi tre fallimenti iridati è targato Roberto Mancini, ma al Mancio è legato anche l’ultimo trionfo azzurro con l’Europeo vinto a Wembley. Poi da lì mesi da incubo tra Macedonia e addio a Ferragosto per dire sì all’Arabia Saudita. Lavora e allena in Qatar, in una situazione non facile. Sperava di tornare alla guida della Nazionale dopo l’esonero di Spalletti, non è andata così. Sente di avere qualcosa da farsi perdonare, ha dimostrato di saper fare bene il selezionatore. E’ tra i candidati in prima fila. Con lui anche un altro grande ex: Antonio Conte. Allena il Napoli e difficilmente De Laurentiis se lo farà scappare. Da ct, nel 2016, ha disputato un grande Europeo con una delle Nazionali più modeste degli ultimi 40 anni. Ha lasciato un grande ricordo in Figc e anche lui ricorda sempre con piacere il suo biennio azzurro.

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E poi c’è Massimiliano Allegri. Sta rilanciando il Milan ed è profondamente legato al mondo rossonero. Sembra avere tutte le caratteristiche necessarie per fare il commissario tecnico, non si perde in esasperati tatticismi e tira fuori il massimo dal materiale che ha a disposizione, senza guardare carte d’identità e schede tecniche. C’è anche l’ipotesi Simone Inzaghi, allena in Arabia Saudita, con la grinta e la passione di sempre. Potrebbe sentire il fascino della chiamata tricolore. Molti italiani sognano Carlo Ancelotti, uno dei più grandi in circolazione che, infatti, allena il Brasile. Farà il Mondiale con i verdeoro, si trova benissimo nella terra del “futebol bailado” e ci si chiede perchè dovrebbe accettare la missione di una Nazionale che non gioca un Mondiale dal 2014 e di una Federazione che il 22 giugno ripartirà da zero. E infine ci sarebbe la soluzione Coverciano: un tecnico federale come una volta. C’è Nunziata, c’è Baldini che ha iniziato con Gattuso e che sta facendo bene con l’Under 21. Si riparte tutti da zero, dirigenti e tecnici, anzi è il calcio italiano che riparte da un clamoroso -3, ovvero dai tre Mondiali consecutivi che i quattro volte campioni del mondo hanno clamorosamente mancato.

– foto IPA Agency –

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