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Politica

Case green, Pichetto “Guardiamo a obiettivi finali del 2050”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il governo condivide in pieno gli obiettivi di decarbonizzazione. Sappiamo che i fabbricati sono una delle principali cause delle emissioni di CO2 e che dobbiamo intervenire. Ci metteremo al lavoro sul Piano nazionale di ristrutturazione edilizia previsto dalla direttiva europea, ma lo facciamo guardando agli obiettivi finali europei del 2050 sul climate change”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, in merito alla direttiva sulle case green. Quanto alle scadenze del 2030 e del 2033, “cercheremo di stare anche dentro quegli obiettivi ma, per quanto il testo della direttiva sia migliorato, dobbiamo essere realisti. Per noi sono obiettivi difficili, anzi, diciamo pure impossibili”, anche perchè “l’Italia ha una storia e caratteristiche fisiche del tutto peculiari in Europa. Abbiamo il 70% dei fabbricati che ha oltre 70 anni, quindi sono edifici storici, una proprietà immobiliare diffusa, con l’80% delle famiglie che possiede un’abitazione, ed estremamente frazionata”. Sull’allarme risorse sollevato dal ministro Giorgetti, Pichetto dice: “Potenzialmente quelli interessati dalla direttiva sono milioni. Faremo quello che sarà possibile e compatibile con la finanza pubblica”. Il tutto con strumenti “fiscali per i contribuenti che hanno redditi elevati, quindi una detrazione con aliquota da definire. Per chi ha redditi bassi occorre un altro sistema. Anche con un contributo diretto dello Stato”.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Politica

Il Tar del Lazio respinge il ricorso sul referendum sulla giustizia, confermata la data del 22-23 marzo

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ROMA (ITALPRESS) – E’ stata pubblicata oggi la sentenza n.1694 con cui il Tar del Lazio si è pronunciato nel merito, stabilendo infondato il ricorso avanzato contro il decreto del presidente della Repubblica del 13 gennaio 2026 (e contro la relativa deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2026) che ha indetto, per il 22 e 23 marzo prossimi, il referendum costituzionale concernente la legge costituzionale relativa a “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvata dal Parlamento il 30 ottobre 2025. I ricorrenti – promotori di una raccolta di sottoscrizioni avente ad oggetto un quesito referendario parzialmente diverso da quello ammesso dall’Ufficio centrale per il referendum il 18 novembre 2025 e sul quale il decreto impugnato ha indetto la consultazione popolare – miravano a ottenere la sospensione e l’annullamento del decreto presidenziale al fine di completare la raccolta delle firme e sottoporre il proprio quesito al giudizio di legittimità dell’Ufficio centrale per il referendum.

Il Tar del Lazio si è pronunciato nel senso dell’infondatezza del ricorso rilevando che la disciplina applicabile sia principalmente finalizzata a permettere che la legge di riforma costituzionale, approvata dal Parlamento a maggioranza assoluta dei propri componenti, sia sottoposta, in tempi certi, all’approvazione da parte della volontà popolare, a prescindere da quale tra i soggetti a cui l’art. 138 della Costituzione attribuisce l’iniziativa referendaria (almeno un quinto dei membri di una delle Camere o cinque consigli regionali o cinquecento mila elettori) abbia avanzato per primo la richiesta di referendum.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Meloni nelle zone colpite dal maltempo in Sicilia, è arrivata a Niscemi per un sopralluogo

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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata a Niscemi, il comune del Nisseno coinvolto da un’imponente frana. Prima di arrivare in Municipio ha sorvolato la zona in elicottero con il capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano.

IL VIDEO

– Foto Vigili del Fuoco/IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Misure di sicurezza in vista di Milano-Cortina, Piantedosi incontra l’ambasciatore Usa: il braccio operativo dell’Ice non è coinvolto

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ROMA (ITALPRESS) – Questa mattina al Viminale si è svolto un incontro tra il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e l’ambasciatore Usa in Italia, Tilman J. Fertitta. Nell’occasione è stato confermato che per le Olimpiadi di Milano-Cortina le autorità americane tra le varie agenzie coinvolgeranno anche l’Home Security Investigation, organismo investigativo di ICE – dunque non il braccio operativo dell’agenzia – e che i loro analisti lavoreranno esclusivamente all’interno delle loro sedi diplomatiche e non sul territorio. Più nel dettaglio, in occasione delle Olimpiadi, gli Usa allestiranno, presso il proprio Consolato a Milano, una propria sala operativa dove saranno presenti rappresentanti delle Agenzie americane potenzialmente interessate all’evento.

In questo contesto saranno impegnati anche esperti dell’Homeland security investigation, ma con funzione di supporto alla gestione dei grandi eventi all’estero e di rapporto con gli Ufficiali di collegamento. Il Viminale in una nota ribadisce che gli investigatori dell’Homeland Security Investigation, saranno rappresentati non da personale operativo come quello impegnato nei controlli sulla migrazione in territorio Usa, ma da referenti esclusivamente specializzati nelle investigazioni, privi di alcuna attribuzione sul territorio italiano e principalmente deputati alla consultazione delle proprie banche dati e di supporto agli altri attori coinvolti. Gli investigatori di Home Security Investigation – braccio investigativo di ICE – sono presenti in oltre 50 nazioni, da anni anche in Italia, ma non svolgono operazioni o servizi di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri. Tutte le operazioni di sicurezza sul territorio dunque restano come sempre sotto esclusiva responsabilità e direzione delle autorità italiane.

IL PUNTO SULLE MISURE DI SICUREZZA

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presieduto al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine e delle agenzie di intelligence, per un approfondito aggiornamento sulle misure di sicurezza in vista delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. Nel corso della riunione è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento della pianificazione delle attività di sicurezza, confermando il modello di collaborazione interforze e il costante coordinamento tra tutte le amministrazioni coinvolte, in linea con gli standard previsti per i grandi eventi internazionali. È stato evidenziato l’impegno complessivo di circa 6.000 unità del sistema sicurezza nazionale. Il dispositivo prevede l’impiego di sistemi di sorveglianza avanzati, tra cui droni e dispositivi di vigilanza aerea, a supporto delle attività di prevenzione e controllo del territorio. Particolare attenzione è rivolta alla tutela dell’ordine pubblico, alla sicurezza delle infrastrutture e alla gestione dei flussi, nonché ai profili di prevenzione, anche in ambito tecnologico.

LA NOTA DI ICE MEDIA

“Ovviamente, l’ICE non svolge operazioni di controllo dell’immigrazione nei Paesi stranieri. Durante le Olimpiadi, il dipartimento per la sicurezza interna dell’ICE supporta il servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato americano e la nazione ospitante nel verificare e mitigare i rischi derivanti dalle organizzazioni criminali transnazionali. Tutte le operazioni di sicurezza rimangono sotto l’autorità italiana”. E’ quanto si legge in una nota di Ice Media, pubblicata anche sulla pagina X di Homeland Security.

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LE PAROLE DI TAJANI

“Non è che arrivano loro a fare l’ordine pubblico in strada” ma “collaboreranno nelle sale operative”. Questo aveva dichiarato in mattinata il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i giornalisti al Quirinale a margine delle celebrazioni per il Giorno della Memoria, in merito all’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti alle Olimpiadi di Milano-Cortina.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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