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Cronaca

Julian Assange patteggia con gli Stati Uniti, è libero

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ROMA (ITALPRESS) – Julian Assange è libero. Lo annuncia su X WikiLeaks, l’organizzazione fondata dal giornalista e attivista australiano. Assange ha lasciato il carcere di massima sicurezza di Belmarsh, nel Regno Unito, dove ha trascorso 1901 giorni, oltre 5 anni. Gli è stata concessa la libertà su cauzione dall’Alta Corte di Londra ed è stato rilasciato all’aeroporto di Stansted, dove si è imbarcato su un aereo ed è partito dal Regno Unito per fare ritorno in Australia.
Il fondatore di WikiLeaks ha concordato un patteggiamento con il dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, che aveva fatto richiesta di estradizione nei suoi confronti con l’accusa di cospirazione.
“Questo è il risultato di una campagna globale che ha coinvolto organizzatori di base, attivisti per la libertà di stampa, legislatori e leader di tutto lo spettro politico, fino alle Nazioni Unite – spiega WikiLeaks -. Ciò ha creato lo spazio per un lungo periodo di negoziati con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che ha portato a un accordo che non è stato ancora formalmente finalizzato. Forniremo maggiori informazioni il prima possibile”.
“Dopo più di cinque anni in una cella di 2×3 metri, isolato 23 ore al giorno, presto si riunirà alla moglie Stella Assange e ai loro figli, che hanno conosciuto il padre solo da dietro le sbarre”, prosegue l’organizzazione, che sottolinea: “WikiLeaks ha pubblicato storie rivoluzionarie di corruzione governativa e violazioni dei diritti umani, ritenendo i potenti responsabili delle loro azioni. In qualità di caporedattore, Julian ha pagato duramente per questi principi e per il diritto delle persone a sapere. Mentre ritorna in Australia, ringraziamo tutti coloro che ci sono stati accanto, hanno combattuto per noi e sono rimasti totalmente impegnati nella lotta per la sua libertà. La libertà di Julian è la nostra libertà”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

La Voce Pavese – Medici di base in provincia di Pavia, la carenza è strutturale

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Non si arresta la crisi dei medici di base anche in provincia di Pavia. Oggi sono 312, contro i 420 del 2011: 108 in meno in poco più di dieci anni, con una riduzione pari a circa il 26 per cento. L’ultimo bando pubblicato a ottobre, con 215 incarichi disponibili, è andato di fatto deserto: solo uno è stato coperto. Un dato che fotografa una difficoltà nazionale, tanto che Pavia viene considerata quasi un’isola felice rispetto ad altre province dove la situazione è ancora più critica.

La scarsa attrattività della medicina generale, meno competitiva rispetto alle specializzazioni universitarie che aprono alla libera professione, ha effetti concreti sull’assistenza. Sono circa 1.654 i cittadini che oggi, in attesa di un medico titolare, fanno riferimento a due ambulatori temporanei attivati da ASST Pavia, nei territori di Marzano, Landriano e Belgioioso.

Va però precisato che con l’introduzione del cosiddetto “ruolo unico” il dato sulle carenze include anche le ore richieste ai medici nelle Case di comunità e nelle aggregazioni funzionali, con il rischio di una parziale sovrastima. Resta comunque un quadro di sofferenza: ogni medico di base segue in media 1.470 assistiti, con numerosi professionisti che superano quota 1.500.

Per far fronte alle difficoltà, l’azienda sanitaria ha messo in campo una serie di contromisure. «In una situazione di carenza nazionale, la nostra è più favorevole grazie alle strategie attivate» spiega Giancarlo Iannello, direttore sociosanitario. Tra queste, l’utilizzo degli ambulatori nelle Case di comunità, incarichi provvisori grazie alla collaborazione tra colleghi, ambulatori temporanei e il potenziamento degli infermieri di famiglia e comunità: circa 80 professionisti che affiancano i medici nella gestione di pazienti fragili e cronici.

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Le criticità restano, ma secondo ASST il sistema tiene. L’obiettivo dichiarato è evitare che anche un solo cittadino pavese resti senza medico di riferimento, in un contesto che continua a risentire più delle dinamiche del mercato del lavoro che di una reale mancanza di medici.

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Cronaca

Tg News 14/1/2026

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ROMA (ITALPRESS) – Chiara Ferragni assolta da accusa truffa per Pandoro Gate – Proteste in Iran, dura repressione in corso – Von Der Leyen “La Groenlandia è del suo popolo e nella Nato” – Al via missione in Asia, Giorgia Meloni in Oman – Morta Valeria Fedeli, sindacalista ed ex ministro Istruzione – Sicurezza, a Roma in centro storico scattano i 30 km/h – Indagine Antitrust, volano prezzi degli alimentari – Nordio “Sul referendum Anm ha paura di confrontarsi con me” – Previsioni 3B Meteo 15 Gennaio.

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Cronaca

Nordio “Sul referendum l’Anm ha paura di confrontarsi con me”

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ROMA (ITALPRESS) – La data del confronto “deve ancora essere fissata, ma solo loro che hanno esitato: io mi sono dichiarato disponibile. Ritengo che il ministro dovrebbe confrontarsi con il rappresentante dell’Anm e non con il semplice rappresentante di un comitato del ‘nò. Allora evidentemente hanno paura di confrontarsi con me perchè le loro obiezioni sono insostenibili da un punto di vista giuridico e anche da un punto di vista logico”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine della presentazione del suo libro “Una nuova giustizia”. “Se l’obiezione più radicale è quella che noi vogliamo sottoporre il pm o addirittura i giudici sotto il potere esecutivo, basta leggere l’art.104 della riforma” per capire che “non solo la magistratura rimane indipendente e autonoma, ma addirittura il pubblico ministero viene elevato nella sua garanzia costituzionale a livello del giudice, cosa che oggi non è”, ha aggiunto. “Oggi la Costituzione assicura l’indipendenza e l’autonomia al giudice, non al pubblico ministero: noi eleviamo l’indipendenza e l’autonomia allo stesso pubblico ministero, quindi dovrebbero esserci grati per questo. Ma è tale evidentemente la mala interpretazione che danno di questo referendum, che secondo loro è punitivo, per cui arrivano a queste illogicità che sono incomprensibili, soprattutto se provengono da magistrati che – almeno per definizione – dovrebbero avere un fermo intelletto”, ha sottolineato Nordio.
Per il ministro “questo referendum non ha e non deve avere nulla di politico, non sta nè contro nè a favore del governo Meloni, del ministro della Giustizia o del Parlamento. Auspico che in questo si mantenga una discussione pacata, razionale e giuridica su una riforma che secondo noi è la logica conclusione di una iniziativa partita da Giuliano Vassalli, eroe della resistenza, più di 40 anni fa”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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