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Cronaca

Milano, riaperte le docce pubbliche di via Pucci

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MILANO (ITALPRESS) – Riaprono le docce pubbliche di via Pucci 3, in zona corso Sempione, dopo i lavori di ristrutturazione e manutenzione straordinaria che hanno interessato l’edificio comunale. L’intervento ha riguardato la riqualificazione delle 22 docce dedicate agli uomini e delle 5 dedicate alle donne attraverso il rifacimento delle pavimentazioni, dei rivestimenti, degli impianti idrico-sanitari, fognari ed elettrici, dell’impianto meccanico di aspirazione dei vapori e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Grazie a un investimento di 361mila euro, finanziato con fondi PON-Metro e React-EU, viene restituito alla città un servizio fondamentale dedicato ai senza dimora e alle persone in difficoltà che si aggiunge a quello erogato nella struttura di via Anselmo da Baggio, anch’essa recentemente riqualificata e inaugurata ad aprile 2022. “Le docce – dichiara l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolè – sono un servizio fondamentale per le persone più vulnerabili ed è importante che a garantirlo sia l’Amministrazione pubblica e che gli ambienti e gli spazi in cui accogliamo questi uomini e queste donne siano funzionali, ma anche belli. L’attenzione ai bisogni primari deve essere il punto di partenza di un percorso di reinclusione sociale per accompagnare chi attraversa un momento di difficoltà temporanea o ha una fragilità cronica nel riappropriarsi della propria vita con dignità”. L’accesso è libero e gratuito, previo tesseramento, dal lunedì al sabato, dalle ore 9 alle 15.30. Oltre a usufruire delle docce, saranno messi a disposizione uno spazio nursery per le mamme con bambini, una lavanderia con lavatrici e asciugatrici, un guardaroba per la distribuzione di indumenti e la nuovissima ‘stanza dell’ascoltò, uno sportello aperto lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 9 alle 13.30 e dalle 14 alle 16 per una valutazione del bisogno e una prima presa in carico. “La garanzia di un accesso libero senza barriere – chiarisce l’assessore Bertolè – può essere l’occasione per superare il muro di diffidenza che spesso chi vive ai margini costruisce intorno a sè. Mettere a disposizione due presidi in altrettante strutture pubbliche, in via Pucci e via Anselmo da Baggio, restituite alla loro piena funzionalità grazie a interventi significativi, è un impegno importante per difendere la dignità delle persone, a partire da semplici gesti quotidiani di cura”. Le docce pubbliche sono un servizio molto richiesto e apprezzato: nel 2023 sono stati oltre 45mila gli accessi nella struttura di Baggio, con una media di 3.700 al mese e nel 95% dei casi si è trattato di utenti uomini. Con la riapertura dell’edificio di via Pucci si punta a raddoppiare l’offerta entro l’anno prossimo. Ad oggi, sono circa 5.700 le persone che hanno la tessera del servizio, che è gratuita, non richiede un’identificazione e serve per accedere ai servizi accessori. A volte non si tratta solo di persone senza dimora: in alcuni casi c’è chi, pur avendo una casa, si trova in difficoltà economica e non riesce a pagare le utenze o non ha a disposizione la lavatrice. A ogni accesso viene consegnato un kit con asciugamani usa e getta, sapone, shampoo, set per barba e materiale igienico. All’ingresso è possibile, inoltre, trovare materiale informativo sui luoghi in cui recarsi per avere un pasto, dormire, curarsi, avere un primo accesso ai servizi sociali o sanitari. Le docce pubbliche di via Pucci e di via Anselmo da Baggio sono cogestite insieme alla cooperativa Detto Fatto del Consorzio Farsi Prossimo che da molti anni collabora alla realizzazione di questo tipo di servizi e, contemporaneamente, favorisce l’inserimento lavorativo protetto di persone in condizioni di vulnerabilità.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio stampa Comune di Milano

Cronaca

Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 7 luglio 2026

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La giornata lombarda si apre con il tema della sanità pubblica. Il Corriere Milano segnala l’aumento di medici e infermieri negli ospedali lombardi, ma i sindacati frenano: il saldo, dopo oltre vent’anni, sarebbe di appena 670 lavoratori in più, con una crescita minima e il nodo delle dimissioni che resta aperto. Sempre sul fronte regionale, la Lombardia ha deciso di costituirsi parte civile per il rogo di Crans Montana, con l’obiettivo di accertare le responsabilità e chiedere il risarcimento dei danni sociali e patrimoniali subiti.

A Milano resta alta l’attenzione sulla sicurezza. È stato arrestato in città l’uomo accusato dell’omicidio avvenuto sulla spiaggia di Savona: dopo la fuga sarebbe arrivato a Milano, dove ha poi chiamato la polizia. In primo piano anche il caso dell’aggressione di via Capecelatro: il ferito lotta ancora tra la vita e la morte, mentre gli inquirenti ricostruiscono gli spostamenti dell’aggressore nei giorni precedenti. A Rozzano, invece, colpi d’arma da fuoco vicino a un supermercato: ferito un 34enne, con indagini orientate anche verso ambienti legati allo spaccio.

Disagi anche nei trasporti. Un guasto alla stazione Centrale di Milano ha provocato problemi alla rete elettrica ferroviaria e rallentamenti, con ripercussioni anche sulle linee tra Varese e Gallarate. La Provincia Pavese segnala ritardi anche per i pendolari pavesi, a conferma di una mattinata difficile per chi viaggia verso Milano.

Nel Pavese, la cronaca si concentra su più fronti. A Pavia momenti di paura in centro per una lite tra un farmacista e un passante. Sempre nel capoluogo fa discutere la scritta “Lissia raus” comparsa in via Brichetti contro il sindaco Michele Lissia. A Vigevano fiamme in un appartamento con una persona intossicata, mentre a Messora un incendio nei boschi ha bruciato circa duemila metri quadrati.

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Tra gli altri temi della provincia, pronto un nuovo autovelox tra Lomello e Mede, scoperta una serra di marijuana nella campagna pavese, ricoperti gli scavi in viale Gorizia e frontale tra auto e moto a Voghera con due feriti. Spazio anche all’economia e al territorio: Pavia viene raccontata come possibile polo tech, tra know-how, qualità della vita e aziende innovative.

Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore (Pavia Uno Tv/Radio Pavia, Lombardia Live 24, Itinerari News), potete trovare le notizie in breve del territorio Pavese e della regione Lombardia. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in pochi minuti.

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Cronaca

Pastore “GSE gestisce 2,5 mln di impianti, spiegare transizione è sfida decisiva”

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ROMA (ITALPRESS) – “Quando un cittadino installa un impianto fotovoltaico o un Comune costituisce una comunità energetica, lì c’è il GSE. Il nostro compito è essere l’abilitatore della transizione energetica in Italia. Si tratta di un tema che riguarda tutti perchè incide direttamente sulla vita quotidiana. Il sistema energetico è però complesso e il nostro ruolo è renderlo più comprensibile, offrendo servizi trasparenti e strumenti che aiutino cittadini e imprese a orientarsi”. E’ questo il messaggio che Vito Pastore, direttore Relazioni esterne e Programmazione strategica del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), affida alla diciottesima puntata di “Power Talks, il potere della comunicazione”, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, condotto da Andrea Ruggieri. Al centro della conversazione il ruolo del GSE – società partecipata dal MEF – nell’accompagnare la transizione energetica del Paese, la necessità di semplificare i processi senza banalizzarli e l’importanza di costruire una cultura dell’energia più consapevole. Un sistema complesso nel quale, sottolinea Pastore, la comunicazione non è un semplice megafono, ma un ponte tra istituzioni, imprese e cittadini. “Io guardo dove l’azienda va e lo comunico contestualmente – sottolinea Pastore -. La scelta dell’attuale amministratore delegato, Vinicio Mosè Vigilante, è stata quella di creare una direzione che prima non esisteva, costruendo un ponte verso l’esterno che aiutasse anche l’azienda, in questo momento particolare rispetto alla transizione energetica. L’obiettivo è mettere la comunicazione al tavolo dove si prendono le decisioni, facendola diventare uno strumento che accompagna la strategia e non un semplice megafono ex post”.
Ma dove sta andando il GSE? “Dopo oltre vent’anni di attività, il Gestore dei Servizi Energetici sta evolvendo sempre di più verso un ‘strumentò abilitatore della transizione energetica. Siamo stati dietro le quinte del cambiamento del sistema energetico italiano, un processo continuo e difficile da raccontare. Oggi la direzione è quella della semplificazione dei processi e dell’efficientamento di meccanismi che per anni sono stati percepiti come troppo burocratici. L’obiettivo è rendere il sistema più accessibile e più rapido, mantenendo il necessario rigore nella gestione delle risorse pubbliche”.
Sul tema delle autorizzazioni e, la tempististica, agli impianti da fonti rinnovabili, Pastore invita a distinguere i diversi livelli di competenza anche rispetto ad altre nazioni. “L’Italia ha caratteristiche territoriali e vincoli molto diversi da quelli di altri Paesi europei – spiega -. Le peculiarità morfologiche del nostro Paese incidono inevitabilmente sui procedimenti autorizzativi. Il GSE, comunque, non rilascia autorizzazioni, ma ha contribuito a velocizzare le procedure attraverso attività di pre-istruttoria affidate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dimezzando i tempi di approvazione”.
Secondo Pastore, dal 2022 il modo in cui cittadini e imprese guardano all’energia è profondamente cambiato. “Oggi è un tema di incredibile interesse che riguarda tutti perchè incide direttamente sulla vita quotidiana. Il sistema energetico è molto complesso e il nostro compito è renderlo più comprensibile, offrendo servizi trasparenti e strumenti che aiutino cittadini e imprese a orientarsi”.
“I numeri del GSE sono impressionanti: gestiamo circa due milioni e mezzo di impianti alimentati da fonti rinnovabili, in gran parte fotovoltaici. Questo significa confrontarsi ogni giorno con milioni di utenti e garantire, da un lato, rapidità nell’erogazione degli incentivi e, dall’altro, la massima attenzione nella gestione delle risorse pubbliche”.
Grande attenzione è riservata anche alla comunicazione. “Stiamo investendo nella formazione, nei social network e in nuovi strumenti digitali per spiegare temi spesso percepiti come riservati agli addetti ai lavori. L’energia è ormai una questione che interessa direttamente cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni”. Infine, uno sguardo al futuro: “Bisogna puntare sull’autoconsumo e sull’efficienza energetica. Produrre una parte dell’energia che si consuma e ridurre gli sprechi permette di proteggersi dalla volatilità dei prezzi. Oggi gli impianti costano molto meno rispetto al passato e ogni chilowattora autoprodotto rappresenta un risparmio concreto in bolletta”, conclude.

– Foto Italpress –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Tv 4K, cresce la diffusione dei televisori e dei contenuti Ultra HD

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ROMA (ITALPRESS) – Il 4K non è più una tecnologia per pochi appassionati: è ormai entrato stabilmente nelle nostre case. La vendita di televisori Ultra HD ha superato, nei primi mesi del 2026, il 55% del mercato nazionale, e racconta un cambiamento profondo nel modo di guardare la televisione. Non si tratta soltanto di una maggiore definizione dell’immagine e del sonoro, ma di una nuova esperienza domestica, più vicina a quella del cinema, fatta di schermi grandi, colori più ricchi e dettagli sempre più realistici. La crescita del 4K va di pari passo con l’aumento delle dimensioni dei televisori. Gli schermi sopra i 50 pollici rappresentano oggi oltre la metà delle vendite: un dato che conferma come i grandi impianti televisivi siano diventati il centro dell’intrattenimento familiare. Ma acquistare un televisore 4K non significa automaticamente ricevere canali in 4K. Per ricevere contenuti con questa qualità, le possibilità sono due. La prima è gratuita, attraverso tivùsat, la piattaforma satellitare italiana, senza alcun abbonamento, avendo una parabola, una CAM o un decoder certificato tivusat. La seconda sono i servizi a servizi a pagamento – Sky propone contenuti in 4K, ma anche le principali piattaforme di streaming hanno contribuito alla diffusione dell’Ultra HD: Netflix, Prime Video, Disney+, Apple TV+ e altri servizi rendono disponibili film e serie in 4K. Il punto centrale, quindi, non è più la disponibilità degli schermi, ormai ampia e accessibile, ma quella di individuare le piattaforme che li propongono.
– news in collaborazione con tivusat-
– foto ufficio stampa tivusat-
(ITALPRESS).

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