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Cronaca

Riforma Aifa, Salutequità “Serve più coinvolgimento dei pazienti”

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ROMA (ITALPRESS) – ‘L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) svolge un ruolo cruciale per la Salute e l’accesso alle cure dei pazienti. La sua capacità di garantire con le risorse a disposizione il più alto livello di tempestività ed equità di accesso ai farmaci, a partire da quelli innovativi, coinvolgendo nei processi decisionali i pazienti, rappresentano importanti fattori di qualità del suo operato. A tal fine, otto mesi fa è stata approvata la cosiddetta ‘Riforma dell’AIFA’, attraverso la pubblicazione in G.U. del Decreto del Ministero della Salute n.3 dell’8 gennaio 2024. Un Decreto che rivede la governance dell’Agenzia, a partire ad esempio dalla soppressione della figura del Direttore Generale, dall’istituzione del Direttore tecnico scientifico e del direttore amministrativo, sino all’introduzione della Commissione (unica) scientifica ed economica del farmacò. Lo afferma Tonino Aceti, presidente di Salutequità.
‘Sciolte le riserve su tutte le caselle chiave e iniziata già da qualche mese la fase di messa a terra della riforma, oggi – da un’analisi dell’Osservatorio Salutequità – servono un maggiore protagonismo e coinvolgimento dei pazienti nei processi decisionali, nonchè ulteriori leve su tempi ed equità di accesso ai farmaci, anche pensando a possibili future limature/integrazioni alla riforma stessa e veri e propri interventi normativi ad hoc – sottolinea Aceti -. Sul coinvolgimento delle Associazioni di pazienti e cittadini
Bisogna fare molto di più. Andando infatti ad analizzare il Decreto di riforma dell’Aifa, non si colgono ad esempio innovazioni volte al riconoscimento formale delle Associazioni di pazienti e cittadini tra gli attori della governance dell’Agenzia. Proprio in questo senso va la decisione sulla composizione del suo Consiglio di Amministrazione: nessuna riserva specifica è stata prevista ai rappresentanti delle Associazioni dei pazienti. Stessa situazione per la composizione della Commissione scientifica ed economica del farmaco .
E se la cura dei rapporti con le Associazioni dei pazienti è oggi in capo al Presidente dell’Aifa, supportato dall’area relazioni esterne, dall’organigramma dell’Agenzia (in aggiornamento) non sembra ancora esserci un’Area o un Ufficio che si occupi specificatamente dei rapporti con le Associazioni dei cittadini e pazienti per un loro coinvolgimento strutturale e sistematico nelle politiche farmaceutiche del nostro Paesè.
‘Decisamente più aperta e moderna è invece la strategia di coinvolgimento adottata dall’European Medicines Agency (EMA), la quale all’interno del suo Consiglio di Amministrazione riserva due posti ai rappresentanti delle Organizzazioni dei pazienti . Ciò permette a quest’ultimi, a differenza dell’Italia, di essere parte attiva anche nella procedura di nomina del Direttore Esecutivo dell’Ema – spiega ancora il presidente di Salutequità -. Infine, le Associazioni di pazienti sono membri di molteplici ed importanti Comitati scientifici dell’Ema come: il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PRAC), il Comitato per i medicinali orfani (COMP), il Comitato per le Terapie Avanzate (CAT) e il Comitato Pediatrico (PDCO).
Altrettanto inclusivo nei confronti delle Associazioni dei pazienti è il Regolamento (UE) 2021/2282 relativo alla valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA), e l’atto implementativo del 23 maggio 2024 . Quest’ultimo, infatti, agli articoli 9 e 14 prevede la possibilità per i pazienti di fornire contributi sulla proposta consolidata di ambito di valutazione e sulle bozze della relazione di valutazione congiunta e della relazione di sintesi. Invece, ritornando ancora all’Italia e in particolare alla Commissione Scientifico-Economica del farmaco dell’AIFA, non solo i rappresentanti delle Associazioni di pazienti non figurano tra i componenti della stessa Commissione, ma il loro punto di vista, che può (anzichè deve) essere richiesto dalla Commissione ai sensi dell’art. 11 del suo Regolamento – dice ancora Aceti -, ha ‘natura esclusivamente informativà, cioè: non è obbligatorio, non è vincolante e non è necessario da parte dell’Aifa ‘render contò di un suo eventuale scostamento nella decisione. Allo stesso regime sono sottoposti i pareri espressi dalle società scientifiche. La mancata previsione del coinvolgimento delle Associazioni dei pazienti sembra emergere anche in occasione di un altro recente passaggio delle politiche farmaceutiche del nostro Paese e cioè la Determina di costituzione del Tavolo tecnico per la revisione delle Note AIFA e Piani Terapeutici . Ragionare sulla revisione delle condizioni di ammissione alla rimborsabilità dei farmaci e sulle loro modalità di prescrizione ed erogazione, non dovrebbe mai prescindere dal punto di vista, dall’esperienza e dai bisogni dell’utente considerando anche l’impatto che possono avere sull’aderenza alle terapie e ciò che ne consegue per la salute della persona e per l’efficacia e l’efficienza del SSN’.
‘Un altro banco di prova della Riforma dell’Agenzia è certamente rappresentato dalla riduzione dei tempi di accesso alle terapie da parte dei pazienti, a partire da quelli con malattie croniche e rare. Su questo, se da una parte la riforma dell’Aifa elimina il doppio passaggio dei dossier tra Commissione tecnico scientifica e Commissione Prezzi e rimborso attraverso la costituzione della nuova Commissione (Unica) Scientifica-Economica del farmaco, che dovrà nella sua attività svolgere il compito non semplice di garantire il corretto bilanciamento tra la dimensione di analisi tecnico-scientifica e quella economica scongiurando il rischio che a guidare le scelte non sia sempre quest’ultima, dall’altra però la Commissione può contare su 10 membri anzichè su 20 come previsto prima della riforma – sottolinea Aceti -, con un compenso fermo al 2012 e pari a 25 mila euro annui lordi (per i componenti non di diritto) e il tutto, secondo la Relazione tecnica della Riforma, senza un rilevante rafforzamento della dotazione organica degli uffici. E se va riconosciuto che c’è stato un recupero nello smaltimento di pratiche accumulate nei precedenti mesi, è evidente che per abbattere in modo strutturale i tempi di accesso bisognerà lavorare velocemente anche a nuovi modelli di procedure semplificate, anche spostando sugli uffici tutto ciò che è processabile direttamente da loro e che non necessita dell’analisi della Commissione Unica. Come pure andrebbe subito semplificata la procedura di trasmissione in Gazzetta Ufficiale delle Determine, che oggi occupa mediamente un tempo inaccettabile di 60 giorni, attraverso l’individuazione di una modalità di pubblicazione semplificata ad esempio sul sito della stessa AIFA. Questo meccanismo, a costo zero, potrebbe ridurre mediamente di due mesi il tempo di accesso ai farmaci da parte dei pazienti e non sarebbe affatto poco! Anche perchè, poi, ai tempi delle procedure nazionali vanno sommati quelli delle Regioni, alcune delle quali hanno previsto ulteriori processi decisionali attraverso, ad esempio – prosegue il presidente di Salutequità -, i cosiddetti Prontuari Terapeutici Ospedalieri Regionali (PTOR) vincolanti, che incidono e molto sull’equità di accesso, minando uno dei principi che l’Aifa ha proprio nella sua mission: l’unitarietà del sistema farmaceutico. Su questo fronte la riforma dell’Agenzia e i successivi provvedimenti non individuano leve specifiche di intervento nei confronti delle Regioni, come ad esempio l’abrogazione dei Prontuari Regionali vincolanti e/o l’attivazione di un sistema di monitoraggio/valutazione dei tempi e dell’equità di accesso ai farmaci nelle Regioni. Infatti, il Rapporto sulle tempistiche delle procedure di prezzo e rimborso dei farmaci curato periodicamente dall’Aifa non fa riferimento alle tempistiche di accesso regionali. Allo stesso modo l’unico sistema istituzionale di monitoraggio e valutazione delle performance delle Regioni nella garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza, cioè il Nuovo Sistema di Garanzia dei Lea, non prevede alcun indicatore specifico sulla tempestività ed equità di accesso ai farmaci da parte delle Regioni – conclude Aceti -. Una lacuna importante da colmare subitò.

– Foto Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Hong Kong mantiene il primato di economia più libera al mondo

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HONG KONG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Hong Kong è stata nuovamente classificata come l’economia più libera al mondo, secondo il Rapporto annuale 2026 sulla libertà economica nel mondo, pubblicato ieri dal Fraser Institute.

Tra le cinque aree di valutazione, Hong Kong ha mantenuto il primo posto nella categoria “libertà di commercio internazionale” e si è classificata seconda nella categoria “regolamentazione”.

Secondo un portavoce del governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong (HKSAR), il rapporto ha ribadito i punti di forza di Hong Kong come economia di libero mercato, insieme al suo contesto imprenditoriale aperto, efficiente ed equo.

In un contesto caratterizzato da crescenti incertezze economiche globali e dall’aumento del protezionismo commerciale, Hong Kong resta fermamente impegnata a mantenere il proprio status di porto franco, la politica di dazi zero e un regime fiscale semplice e con aliquote basse, offrendo un ambiente imprenditoriale e di investimento sicuro, stabile, equo, prevedibile e internazionalizzato per investitori e imprenditori di tutto il mondo.

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Il portavoce ha affermato che, poichè la Cina rimane impegnata in un’apertura reciproca di alto livello e continua a compiere progressi significativi nell’innovazione tecnologica, rappresenta un’importante forza stabilizzatrice e un motore trainante per la crescita economica globale. Nell’ambito del principio “un Paese, due sistemi”, Hong Kong gode del forte sostegno della madrepatria e mantiene stretti legami con il mondo.

Guardando al futuro, con il fermo sostegno del Paese, il governo della HKSAR continuerà a collaborare con tutti i settori della comunità per rafforzare ulteriormente il ruolo di Hong Kong come “quattro centri e un hub” e accelerare lo sviluppo della Metropoli settentrionale, così da imprimere maggiore slancio alla crescita sociale ed economica, aprire prospettive di sviluppo più ampie per le imprese locali e per i cittadini e offrire maggiori opportunità alle imprese, agli investitori e ai talenti di tutto il mondo, ha aggiunto il portavoce.
(ITALPRESS).
– Foto Xinhua –

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Tg News 7/10/2026

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ROMA (ITALPRESS) In questa edizione – Carburanti, Meloni “Valutiamo accise mobili” – 7 Ottobre, Netanyahu “Faremo i conti con tutti gli assassini” – Missile russo fa strage di civili in Ucraina – Polonia, studente 19enne entra a scuola con accetta – Garlasco, altro atto del Ris non venne depositato nel 2007 – Assalto a Cgil, confermate in Appello condanne – Neonato morto dopo il parto, primario ai domiciliari a Napoli – Clima, verso il White Paper della ricerca polare in Artico, Antartide e Himalaya – Previsioni 3B Meteo 8 Ottobre.

L’articolo Tg News 7/10/2026 proviene da Pavia Uno TV.

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Cronaca

Carburanti, Meloni “Pronti a intervenire di nuovo con accise mobili”

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ROMA (ITALPRESS) – “Siamo pronti a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili, ma ci stiamo interrogando se sia più efficace spendere queste risorse in questo momento in cui comunque ci sono delle misure di contenimento, o tenerle come provvista quando le misure di contenimento dovessero terminare”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa al termine del vertice MED9 a Spalato, in merito al caro carburanti.
“Quello che io posso auspicare è che si possa pienamente ripristinare il price cap”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).
-Foto: Palazzo Chigi-

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