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Manita da Champions del Bologna, crolla la Lazio

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BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Bologna fa festa e si regala un grande pomeriggio rifilando una strepitosa “manita” alla Lazio: 5-0 il risultato finale del match del Dall’Ara, senza diritto di replica. Gli uomini di Italiano salgono, almeno momentaneamente, al quarto posto, in attesa di Fiorentina-Juventus. I capitolini, scavalcati proprio dal Bologna, scendono al sesto posto. Il tecnico dei felsinei conferma l’undici che la scorsa settimana ha battuto il Verona, con l’unico cambio costituito dal rientro di Freuler dalla squalifica. Baroni, invece, deve fare a meno di Tavares, che si ferma nel riscaldamento: al suo posto Marusic.

Avvio frizzante del Bologna con Castro, poi è la Lazio a provare a prendere l’iniziativa con gli spunti di Dia e Lazzari. Il risultato si sblocca al 16′: cross di Miranda per l’inserimento di Odgaard, che elude la marcatura di Gila e insacca in spaccata. La Lazio prova a ricostruire la propria partita ma non riesce a trovare spazi per il tiro. Cosa che invece riesce a Orsolini, che con un tiro a giro diretto all’incrocio impegna Provedel.

Il pomeriggio complicato si trasforma in incubo per la Lazio in avvio di ripresa. Al 48′ Ndoye legge il movimento di Orsolini, completamente perso nella marcatura da Marusic, con il numero 7 che con lo scavetto batte Provedel. Si riparte ma Guendouzi si addormenta e dà il via al contropiede del Bologna con Ferguson, che dalla fascia mette in mezzo una palla arretrata su cui arriva Ndoye: 3-0. Dopo dieci minuti, Zaccagni, unica nota positiva in una partita da dimenticare per la Lazio, si mette in proprio e da fuori coglie il palo. Al 74′ Pobega ruba palla a Gila e mette in mezzo per Castro, che vince il contrasto con Romagnoli e si iscrive al tabellino dei marcatori.

C’è ancora spazio per il quinto gol: il Bologna fa accademia con tocchi di prima, Miranda firma il secondo assist di giornata servendo Fabbian, che di testa insacca. I rossoblù centrano la quarta vittoria consecutiva e ora sognano davvero la conferma in Champions League, mentre la Lazio, irriconoscibile e probabilmente anche affaticata dagli impegni europei, si ferma dopo sei risultati utili consecutivi.

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– foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Cio, alle Olimpiadi tornano i test genetici SRY per l’idoneità alle gare femminili

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LOSANNA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – D’ora in avanti, alle Olimpiadi e in tutti gli altri eventi sotto egida Cio, alle gare femminili potranno prendere parte le atlete che biologicamente sono donne a tutti gli effetti. È quanto annuncia il Comitato Olimpico Internazionale, con l’introduzione dei test per il gene SRY: l’esame sarà effettuato solo una volta e in caso di esito negativo le atlete saranno autorizzate a competere nelle gare femminili. Secondo il Cio, “sulla base delle evidenze scientifiche, la presenza del gene SRY è costante per tutta la vita e rappresenta una prova altamente accurata dello sviluppo sessuale maschile. Inoltre, il test (tramite saliva, tampone orale o campione di sangue) è considerato poco invasivo rispetto ad altri metodi”. Qualora invece l’esito fosse positivo, gli atleti, “inclusi quelli transgender XY e quelli XY-DSD sensibili agli androgeni, potranno comunque competere in altre categorie per cui risultano idonei”, ovvero le gare maschili, le gare miste nei posti riservati agli uomini, o nelle gare “open”, senza divisione per sesso. “Oggi noi del Cio abbiamo adottato una politica di tutela della categoria femminile. Comprendo che si tratti di un tema molto sensibile – commenta Kirsty Coventry, numero uno del Comitato Olimpico Internazionale – Come ex atleta, credo fermamente nel diritto di tutti gli olimpici a competere in modo equo”.

Coventry sottolinea che si tratta di misure “basate sulla scienza e sui pareri di esperti. Le evidenze scientifiche sono molto chiare: i cromosomi maschili conferiscono un vantaggio nelle prestazioni negli sport che richiedono forza, potenza o resistenza. Ai Giochi Olimpici, anche le minime differenze possono determinare la vittoria o la sconfitta. È quindi chiaro che non sarebbe equo permettere a chi è biologicamente un maschio competere nella categoria femminile. Inoltre, in alcuni sport non sarebbe nemmeno sicuro. Ogni atleta deve essere trattato con dignità e rispetto, e gli atleti dovranno essere sottoposti a screening una sola volta nella vita. È necessario garantire una chiara informazione sul processo, con supporto psicologico e consulenza medica specialistica”. “I Giochi Olimpici sono focalizzati sullo sport d’elite, e nello sport d’elite dobbiamo garantire equità, sicurezza e integrità in tutte le competizioni – ha aggiunto – Sono consapevole che ci saranno molte domande, e il Cio lavorerà con tutte le parti interessate per affrontarle nei prossimi mesi. Questo è solo un primo passo del processo. Ci saranno molte altre informazioni in arrivo”.

Da Losanna precisano che “l’idoneità dovrebbe basarsi sul sesso biologico” e che la decisione assunta è frutto di un lavoro iniziato nel settembre 2024 e che ha coinvolto Federazioni e atleti. “È emerso un ampio consenso sulla necessità di regole chiare, scientifiche, per garantire equità e sicurezza nella categoria femminile”, si legge ancora nella nota del Cio, aggiungendo che quanto stabilito “non mette in discussione l’identità di genere o il sesso legale dell’atleta”.

Il Cio aveva utilizzato i test genetici fra il 1968 e i Giochi di Atlanta 1996 ma aveva poi escluso di fare marcia indietro dopo le polemiche che avevano accompagnato il caso di Imane Khelif nel torneo olimpico femminile di boxe a Parigi2024, sebbene nel 2021 avesse dato carta bianca alle Federazioni internazionali di stabilire autonomamente le proprie linee guida sul tema. Le misure annunciate oggi di fatto allineano il Cio a quanto stabilito in altre discipline come atletica leggera, pugilato e sci ma non avranno valore retroattivo – l’oro della Khelif non è dunque in discussione – e saranno applicate a partire da Los Angeles 2028. Evitato di fatto uno scontro con l’amministrazione Trump che già lo scorso anno aveva vietato agli atleti transgender di competere nelle categorie femminili negli eventi scolastici, universitari e professionistici, col presidente statunitense che si era detto deciso a estendere il divieto anche ai Giochi del 2028.

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Calcio italiano in lutto, è morto a 79 anni Beppe Savoldi

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BERGAMO (ITALPRESS) – Il calcio piange Beppe Savoldi: si è spento a 79 anni l’ex attaccante di Atalanta, Bologna e Napoli. A darne notizia, sulla sua pagina Facebook, il figlio Gianluca: “Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe. I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all’ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell’amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore. Ringraziamo di cuore i medici e gli infermieri del Papà Giovanni XXIII e dell’Istituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche”.

Originario di Gorlago, nel bergamasco, classe 1947, Savoldi è stato uno dei centravanti simbolo della sua epoca. Cresciuto all’Atalanta, dove debuttò in serie A appena diciottenne, nel 1968 passò al Bologna dove rimase per 7 stagioni, vincendo due Coppe Italia e il titolo di capocannoniere della serie A 1972-73. Nell’estate 1975 il passaggio al Napoli per un miliardo e 400 milioni di lire più il cartellino di Clerici e la metà di Rampanti, valutati altri 600 milioni: da lì il soprannome di “Mister Due Miliardi”, per quella che all’epoca fu l’operazione più costosa di sempre del calcio italiano. Savoldi vinse lì un’altra Coppa Italia, per poi tornare nel ’79 a Bologna da capitano salvo poi essere coinvolto nello scandalo del Totonero. Ridotta la squalifica di due anni, chiuse all’Atalanta, in B, nella stagione 1982-83. Appese le scarpette al chiodo (168 reti in 405 presenze in serie A il suo bottino complessivo), si dedicò per qualche anno alla carriera di allenatore fra C1 e C2. Difficile il rapporto con la Nazionale, dove raccolse appena 4 presenze (e un gol su rigore nell’amichevole contro la Grecia), tutte nel 1975.

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Italia-Irlanda del Nord, Bastoni tra i 23 convocati. Out Scamacca

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BERGAMO (ITALPRESS) – Alessandro Bastoni sì, Gianluca Scamacca no. Tra i 23 convocati per la semifinale play-off di questa sera contro l’Irlanda del Nord in programma a Bergamo, c’è il difensore dell’Inter, recuperato, mentre, come previsto, non è disponibile l’attaccante dell’Atalanta.

I CONVOCATI PER ITALIA-IRLANDA DEL NORD

Portieri: 1 Gianluigi Donnarumma, 12 Marco Carnesecchi, 22 Alex Meret.

Difensori: 2 Marco Palestra, 3 Federico Dimarco, 4 Leonardo Spinazzola, 6 Alessandro Buongiorno, 13 Riccardo Calafiori, 19 Federico Gatti, 27 Giorgio Scalvini, 21 Alessandro Bastoni, 23 Gianluca Mancini.

Centrocampisti: 5 Manuel Locatelli, 8 Sandro Tonali, 14 Niccolò Pisilli, 16 Bryan Cristante, 17 Davide Frattesi, 18 Nicolò Barella.

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Attaccanti: 7 Matteo Politano, 9 Mateo Retegui, 10 Giacomo Raspadori, 11 Moise Kean, 15 Pio Esposito. Oltre a Scamacca, in tribuna Caprile, Cambiaso, Coppola e Cambiaghi.

– Foto IPA Agency –

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