Economia
Lagarde “Dazi Usa al 25% ridurrebbero Pil Eurozona dello 0,3%”
Pubblicato
10 mesi fa-
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Redazione
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – L‘impatto dei dazi Usa sull’Europa è in una situazione di evoluzione e qualsiasi stima è soggetta a notevole incertezza. E’ quanto ha sottolineato Christine Lagarde, presidente della Bce, in audizione nella Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo.
“Detto questo, l’analisi della Bce suggerisce che una tariffa statunitense del 25% sulle importazioni dall’Europa ridurrebbe la crescita dell’area dell’euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno. Una risposta europea sotto forma di aumento delle tariffe sulle importazioni statunitensi aumenterebbe ulteriormente questa percentuale a circa mezzo punto percentuale. Il peso dell’impatto sulla crescita economica si concentrerebbe intorno al primo anno dopo l’aumento delle tariffe; poi diminuirebbe nel tempo, lasciando tuttavia un effetto negativo persistente sul livello di produzione” ha spiegato Lagarde.
Secondo la presidente della Bce “fondamentalmente dovrebbe essere una maggiore, non minore, integrazione commerciale, sia con i partner commerciali in tutto il mondo che all’interno dell’UE. L’integrazione commerciale, compresi gli accordi di libero scambio, è stata un motore di prosperità economica e può proteggere dalle misure commerciali unilaterali”.
Per Lagarde, infine, “nell’attuale contesto turbolento, solo un’Europa unita è un’Europa più forte. Dobbiamo continuare a sostenere il libero scambio e dobbiamo rafforzare la nostra unione. Il mercato unico lo consente, in quanto può contenere l’impatto della frammentazione del commercio globale. Continuiamo a rafforzare questo prezioso strumento e forgiamo il nostro destino nell’interesse di tutti gli europei”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-
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Economia
Confindustria, economia quasi ferma, industria volatile ed export debole
Pubblicato
9 minuti fa-
26 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il prezzo del petrolio non scende più, il dollaro debole compromette l’export, i casi di Venezuela e Groenlandia alimentano l’incertezza che in Italia spinge le famiglie a risparmiare frenando i consumi. In positivo agisce l’ultima accelerazione sul Pnrr, la riduzione dei tassi sovrani, la risalita del credito. L’industria resta volatile, gli investimenti sono l’unica spinta per il Pil”. E’ quanto emerge nella congiuntura flash di Confindustria.
“I dati del terzo trimestre sul reddito totale delle famiglie sono incoraggianti (+1,8%). Tuttavia, la propensione al risparmio, causa incertezza, fa un balzo da record (11,4% da 9,9%), tenendo a freno i consumi, che crescono solo di +0,1%. A novembre le vendite al dettaglio sono aumentate (+0,6% in volume) e a dicembre sono cresciuti anche gli acquisti di auto. Il numero di occupati, nonostante la lieve riduzione nell’ultimo mese, resta su un trend di espansione”, prosegue l’analisi.
Per quanto riguarda la produzione industriale, “a novembre recupera, dopo il calo di ottobre (+1,5% da -1,0%), determinando una variazione acquisita nel 4° trimestre di +1,0%. In dicembre, però, il PMI torna in area recessiva, dopo il buon dato del mese precedente (47,9 da 50,6) e anche la fiducia delle imprese industriali nei mesi finali del 2025 ha seguito un profilo simile in sali-scendi”. L’export italiano “ha registrato una crescita marginale a novembre (+0,2% a prezzi costanti), dopo il crollo in ottobre (-3,1%). Tra le destinazioni: resta debole la Germania, rallenta la Francia, cadono UK e Turchia, virano in negativo anche gli Usa; positivi invece alcuni mercati Ue (Spagna, Belgio, Austria) e asiatici (India, Giappone). Negative le prospettive a fine anno, secondo gli ordini manifatturieri esteri, a causa di tensioni e incertezza che frenano le filiere internazionali”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Lollobrigida “Italia da primato per i prodotti agroalimentari certificati, ora far crescere l’indotto”
Pubblicato
2 giorni fa-
24 Gennaio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Siamo una nazione che vanta un primato assoluto in Europa: 897 prodotti agroalimentari certificati. Il valore di produzione della DOP Economy è di 20,7 miliardi di euro in continua crescita e contribuisce per il 19% al fatturato totale del settore con un’esportazione che arriva a 12 miliardi sui 70 che la nostra nazione oggi riesce a garantire. Abbiamo ragionato in questi anni su iniziative per garantire ai consorzi di tutela gli strumenti per incentivare e implementare il loro modo di operare. Abbiamo fatto ingenti investimenti per rafforzare il settore primario: oltre 15 miliardi in 3 anni. E le nostre azioni incidono anche sul PIL che vede il settore primario riuscire a superare la crescita media nazionale. Ma bisogna far crescere tutto l’indotto collegato”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste Francesco Lollobrigida in un videomessaggio inviato al Forum Internazionale del Turismo in corso a Milano.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Fumarola “Tema salariale si risolve firmando i contratti. Sulle pensioni aprire un tavolo di confronto” / Video
Pubblicato
3 giorni fa-
23 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna firmare i contratti che sono in scadenza. Perché il tema salariale esiste ma si risolve se si sottoscrivono i contratti. Quindi invitiamo chi non lo ha fatto a farlo”. Lo ha detto la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola a margine della manifestazione del sindacato davanti all’ambasciata iraniana, a Roma. La soluzione sta nell’aumento della “produttività che va redistribuita sulle buste paga”; questa dunque “aumenta se si fanno investimenti in innovazione, in formazione e se nei luoghi di lavoro e nelle imprese si esercita una sana contrattazione”.
“Rispetto all’aspettativa di vita avevamo chiesto la sterilizzazione del periodo, perché bisogna aprire un tavolo di confronto che deve servire ad affrontare tutte le questioni che riguardano il sistema previdenziale”. Così sulle pensioni, a margine del presidio davanti all’Ambasciata iraniana a Roma. Fumarola ha poi manifestato la “necessità di avere una pensione di garanzia per giovani e donne e di immaginare flessibilità in uscita che possano mettere nella condizione i lavoratori e le lavoratrici, soprattutto i più esposti, di poter decidere quando uscire”. Sono tanti gli aspetti necessari da affrontare per la Fumarola, per cui bisogna “investire di più e meglio. Un primo passo è stato fatto con la manovra finanziaria rispetto alla previdenza complementare” che però, ha aggiunto, va promossa “sempre di più perché è lì che, soprattutto, chi entra oggi nel mercato del lavoro deve avere uno sguardo attento”.
E inoltre ha parlato del dovere di “ragionare sulle pensioni delle donne”, anche alla luce della cancellazione di Opzione donna per cui, ha precisato “siamo stati contrari”. La segretaria Cisl ha ribadito: “Rinnoviamo al governo la richiesta di aprire un tavolo di confronto per affrontare queste questioni” e inoltre “per un recupero più massiccio del potere d’acquisto anche delle pensioni di chi oggi è già pensionato”.
“TROPPI MORTI PER UN PAESE CHE SI DICHIARA CIVILE”
Sul tema della sicurezza sul lavoro “non abbiamo mai abbassato la guardia. E non possiamo abbassarla. Sono stati fatti dei passi in avanti anche nel lavoro con il ministero e con il governo. Serve una grandissima alleanza fra tutte le forze del lavoro, il ministero e il governo. Pensiamo che bisogna assolutamente inserire, così come abbiamo provato a fare, ma non basta, nei programmi scolastici il tema della sicurezza e del rispetto della vita. I troppi morti sono veramente una vergogna per un paese che si dichiara civile”.
– Foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).

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