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Politica

Papa Leone “No muri verso chi è diverso”

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ROMA (ITALPRESS) – “Oggi abbiamo urgente bisogno di pensare la fede per poterla declinare negli scenari culturali e nelle sfide attuali, ma anche per contrastare il rischio del vuoto culturale che, nella nostra epoca, diventa sempre più pervasivo. In particolare, la Facoltà di Teologia è chiamata a riflettere sul deposito della fede e a farne emergere la bellezza e la credibilità nei differenti contesti contemporanei, perché appaia come una proposta pienamente umana, capace di trasformare la vita dei singoli e della società, di innescare cambiamenti profetici rispetto ai drammi e alle povertà del nostro tempo”. Lo ha detto Papa Leone inaugurando l’anno accademico alla Pontificia Università Lateranense.

“Vorrei anche immaginare insieme a voi l’Università Lateranense come uno spazio che ha occhi e cuore puntati verso il futuro, e si lancia nelle sfide contemporanee attraverso alcune dimensioni peculiari che brevemente sottolineo – ha aggiunto -. La prima è questa: al centro della formazione devono esserci la reciprocità e la fraternità. Oggi, purtroppo, si usa spesso la parola ‘persona’ come sinonimo di individuo, e il fascino dell’individualismo come chiave per una vita riuscita ha risvolti inquietanti in ogni ambito: si punta alla promozione di sé stessi, si alimenta il primato dell’io e si fatica a fare cooperazione, crescono pregiudizi e muri nei confronti degli altri e in particolare di chi è diverso, si scambia il servizio di responsabilità con una leadership solitaria e, alla fine, si moltiplicano le incomprensioni e i conflitti. La formazione accademica ci aiuta a uscire dall’autoreferenzialità e promuove una cultura della reciprocità, dell’alterità, del dialogo. Contro quello che l’Enciclica Fratelli tutti definisce “il virus dell’individualismo radicale” (n. 105), vi chiedo di coltivare la reciprocità, attraverso relazioni improntate alla gratuità ed esperienze che aiutino la fraternità e il confronto tra culture diverse. La Pontificia Università Lateranense, ricca dalla presenza di studenti, docenti e personale dei cinque continenti, rappresenta un microcosmo della Chiesa universale: siate perciò segno profetico di comunione e di fraternità”.

“La seconda dimensione che vorrei richiamare è la scientificità, da promuovere, da difendere e da sviluppare – sottolinea Papa Leone -. Il servizio accademico spesso non gode del dovuto apprezzamento, anche a motivo di radicati pregiudizi che purtroppo aleggiano pure nella comunità ecclesiale. Si riscontra a volte l’idea che la ricerca e lo studio non servano ai fini della vita reale, che ciò che conta nella Chiesa sia la pratica pastorale più che la preparazione teologica, biblica o giuridica. Il rischio è quello di scivolare nella tentazione di semplificare le questioni complesse per evitare la fatica del pensiero, col pericolo che, anche nell’agire pastorale e nei suoi linguaggi, si scada nella banalità, nell’approssimazione o nella rigidità. L’indagine scientifica e la fatica della ricerca sono necessarie. Abbiamo bisogno di laici e preti preparati e competenti. Perciò, vi esorto a non abbassare la guardia sulla scientificità, portando avanti una appassionata ricerca della verità e un serrato confronto con le altre scienze, con la realtà, con i problemi e i travagli della società. Questo esige che l’Università abbia docenti preparati, posti nelle condizioni – pastorali, giuridiche ed economiche – di dedicarsi alla vita accademica e alla ricerca; che gli studenti siano motivati ed entusiasti, disposti allo studio rigoroso. Esige che l’Università dialoghi con altri centri di studio e di insegnamento, perché in questa prospettiva inter- e trans-disciplinare si possano intraprendere percorsi ancora inesplorati”.

“La terza dimensione che sinteticamente richiamo è quella del bene comune – conclude -. Il fine del processo educativo e accademico, infatti, dev’essere formare persone che, nella logica della gratuità e nella passione per la verità e la giustizia, possano essere costruttori di un mondo nuovo, solidale e fraterno. L’Università può e deve diffondere questa cultura, diventando segno ed espressione di questo mondo nuovo e della ricerca del bene comune”.

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– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Mattarella convoca per venerdì 13 marzo il Consiglio Supremo di Difesa

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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10 con il seguente ordine del giorno: La guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso.

– Foto di repertorio Ministero della Difesa –

(ITALPRESS).

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Politica

Referendum, nasce il fronte del SÌ dei corpi intermedi

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ROMA (ITALPRESS) – “Non più solo un dibattito per addetti ai lavori o una sfida tra partiti: la riforma della giustizia diventa una battaglia di civiltà che parte dal basso”. Nasce ufficialmente un cartello trasversale composto da ben 26 organizzazioni civiche, sindacali, culturali, datoriali e sportive, unite per sostenere attivamente la campagna referendaria per il SÌ. L’iniziativa, nata dalla spinta propulsiva dei Presidenti Nazionali di ASI e OPES, segna l’ingresso dirompente del mondo dell’associazionismo e del terzo settore nella partita referendaria. La decisione di scendere in campo – maturata dopo settimane di confronto interno tra le sigle – “punta a dare voce a quella “maggioranza silenziosa” di cittadini, famiglie e imprese che subisce quotidianamente le inefficienze del sistema giudiziario”, si legge in una nota.

Per il cartello “la riforma non è un tecnicismo, ma una necessità democratica. L’obiettivo è un sistema che garantisca: equilibrio tra i poteri, per una democrazia più matura e trasparente; efficienza dei tempi, perché la giustizia lenta è, di fatto, una giustizia negata a lavoratori e imprese; responsabilità, per restituire ai cittadini la fiducia nelle istituzioni. La giustizia non riguarda solo i tribunali, ma la tenuta del tessuto sociale del Paese. Ogni ritardo ricade direttamente sui territori che rappresentiamo”, fanno sapere i promotori del fronte.

L’azione portata avanti nelle scorse settimane, culminerà il prossimo 17 marzo a Roma. A pochi giorni dal voto, i leader delle organizzazioni si riuniranno nella Capitale per un evento di confronto. “Sarà l’occasione per presentare i risultati del lavoro di sensibilizzazione svolto nelle ultime settimane e per lanciare un appello finale agli elettori – prosegue la nota -. Con questa mossa, il mondo del sociale e dello sport organizzato rivendica il proprio ruolo di corpo intermedio, capace di informare concretamente l’opinione pubblica su temi cruciali per la crescita civile del Paese, andando oltre gli steccati ideologici della politica tradizionale”.

Ecco la lista delle realtà associative, sindacali e rappresentative di categorie o interessi diffusi, nonché le grandi organizzazioni sportive o del Terzo Settore che hanno aderito: Asi, Opes, Endas, Msp, Scais, Gruppi Ricerca Ecologica Ets, Fare Ambiente, Ambiente e/è Vita Ets, Modavi, Modavi Protezione Civile, Ciao Lab, Meritocrazia Italia, Primavera Meridionale, Ugl Operatori dello Sport, Ugl Ferrovieri, Ugl Giovani, Fesica, Consuma Italiano, Condintesa, Agdo, Confederazione Autodemolitori Riuniti, Fp-Cida, AL.AM. Conciliatori, Federazione Frassati, EcoItaliaSolidale, Fiap Autotrasporti.

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– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Mattarella “Le donne italiane hanno dato molto alla Repubblica. Oggi sono ai vertici in sport, cultura, professioni e istituzioni”

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ROMA (ITALPRESS) – “Fino a qualche tempo fa, nel nostro Paese, lo sport di cui si parlava era coniugato con ampia prevalenza al maschile. Oggi lo scenario è ben diverso. Le nazionali femminili e le atlete italiane vincono, entusiasmano, sollecitano partecipazione e orgoglio”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della Donna al Quirinale. “La donna italiana è scienziata, imprenditrice, artista, magistrata, astronauta, campionessa, leader politica e sindacale, è ai vertici dello Stato”.

Il percorso per la parità “potrà dirsi concluso soltanto quanto non si chiederà alle donne di assumere modelli di comportamento maschili per vedere riconosciute le proprie capacità e qualità. Finché questo non avverrà, continuerà a esserci una perdita di valori e di opportunità per l’intera società italiana”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

“La Repubblica Italiana, nei suoi ottant’anni di storia, ha saputo svilupparsi e consolidarsi nella libertà anche grazie al contributo delle donne. Continuerà a farlo se continuerà a dare voce, spazio e libertà ai loro talenti”, ha spiegato.

“La presenza femminile nelle professioni o nelle istituzioni non è una questione di quote: è il segno di una Repubblica che riconosce e valorizza tutte le energie migliori di cui dispone. La Repubblica ha dato molto alle donne. Le donne hanno dato molto alla Repubblica e l’equilibrio non è ancora alla pari”, ha sottolineato.

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“Una società che investe sulle donne diventa, oltre che più equa, più forte, più innovativa, più dinamica. Tutti i fattori indicano che l’economia cresce con il lavoro femminile e con esso cresce la qualità complessiva della vita”, ha detto. “Promuovere politiche che favoriscano l’inclusione, la formazione, la leadership femminile, sostenere la maternità senza penalizzazioni di carriera, sono fattori fondamentali per il futuro della nostra Italia”, ha ribadito Mattarella.

“È paradossale doversi occupare di sovente di violenza di genere. Eppure è, purtroppo, necessario. L’impegno di civiltà di consegnarla al passato non richiede soltanto il rafforzamento delle norme di legge e degli strumenti di tutela, ma richiede soprattutto di depurare gli animi da una mentalità distorta che si alimenta di pregiudizi atavici e di ignoranza colpevole”, ha detto Mattarella. “Educare al rispetto in famiglia anzitutto, a scuola, negli ambienti di lavoro è la risposta più efficace per costruire una società in cui nessuna donna possa aver paura o possa esser lasciata da sola”.

“La nostra Repubblica deve continuare a valorizzare il ruolo delle donne, abbattendo gli ostacoli che tuttora ne limitano le potenzialità: il divario salariale, la scarsa presenza nei ruoli apicali delle aziende, la violenza di genere, la conciliazione tra vita e lavoro”, ha concluso.

– foto Quirinale –

(ITALPRESS).

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