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Dalla Camera via libera al Decreto Transizione 5.0, è legge

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Perquisizioni della Guardia di Finanza nella sede del Garante della Privacy

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ROMA (ITALPRESS) – Secondo quanto anticipato da la Repubblica, perquisizioni da parte della Guardia di Finanza sono in corso nella sede del Garante della privacy. Gli accertamenti rientrerebbero nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco. Gli investigatori stanno procedendo al sequestro di telefoni cellulari e computer per acquisire elementi utili all’indagine. Il presidente dell’Autorità, Pasquale Stanzione, risulterebbe indagato. Nell’inchiesta, che riguarda il collegio del Garante, sono ipotizzati i reati di peculato e corruzione. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco e il fascicolo sarebbe stato aperto a seguito dei servizi di Report, sulle spese di rappresentanza dei componenti dell’Autorità.

Sarebbero indagati anche gli altri componenti del collegio, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. In un post sui social, il conduttore di Report, Sigfriudo Ranucci, scrive: “Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante della privacy. In seguito ai servizi di report, la procura ha aperto un’indagine. Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio e la mancata sanzione nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban stories”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Meloni arrivata a Tokyo, obiettivo salto di qualità nei rapporti Italia-Giappone

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ROMA (ITALPRESS) – La presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, è giunta questa mattina a Tokyo per la seconda tappa della missione ufficiale nel continente asiatico. Per la giornata odierna non sono previsti appuntamenti ufficiali, mentre domani è in programma un incontro presso la residenza ufficiale del primo ministro giapponese, Sanae Takaichi. Intanto, in un editoriale congiunto pubblicato sui quotidiani Corriere della Sera e Nikkei, Meloni e Takaichi sottolineano come “Italia e Giappone sono determinati a costruire un futuro di sicurezza, pace, prosperità e stabilità. In questo momento storico in cui ricorre il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra le nostre due nazioni, siamo pienamente consapevoli della responsabilità che i cittadini ci hanno affidato, e siamo impegnate a compierla al massimo delle nostre capacità. Italia e Giappone sono grandi nazioni creative e innovative e insieme possiamo diventare protagoniste in un futuro di progresso condiviso”.

Inoltre “la nostra convergenza strategica bilaterale si riflette nell’impegno per rafforzare il coordinamento nei principali organismi multilaterali, dal G7 alle Nazioni Unite, e difendere un ordine internazionale fondato su regole condivise e sulla forza del diritto. Un elemento distintivo di questa visione è la volontà di impegnarci attraverso il Mediterraneo allargato e l’Indo-Pacifico, spazi geopolitici centrali negli equilibri globali. In questa visione condivisa, la sicurezza economica assume un’importanza sempre maggiore. Siamo convinte che sia fondamentale sviluppare le interconnessioni e rendere le catene di fornitura più forti, sicure e resistenti agli shock esterni. Al tempo stesso, intendiamo continuare a lavorare per rafforzare la competitività delle nostre aziende, contrastando pratiche economiche sleali che distorcono il mercato e assicurando che possano operare in condizioni di parità, perché il commercio può essere libero, solo se è anche equo. La nostra visione comune si proietta anche verso il Sud Globale, incluso l’Africa”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Piantedosi “Contatti sospetti tra Hannoun e Hamas già dal 2003”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il 27 dicembre lo Stato ha colpito una rete terroristica operante sul nostro territorio, nell’ambito di una articolata attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura Distrettuale di Genova, avviata su impulso della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo: sono stati eseguiti i provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di nove soggetti ritenuti responsabili di associazioni con finalità di terrorismo, anche internazionale. Due di essi risultano tuttora irreperibili. Tra gli arrestati figura l’imam Mohammad Hannoun, cittadino giordano, residente da anni a Genova, figura di riferimento dell’associazionismo filo-palestinese in Italia e, secondo l’ipotesi investigativa, a capo della cellula italiana di Hamas. Dietro il linguaggio dell’umanitarismo e della religiosità, è emerso un sistema stabile di propaganda e finanziamento del terrorismo, una rete presente a Genova, Milano, Roma, e attiva nella raccolta di denaro in moschee, eventi pubblici e manifestazioni”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nell’informativa urgente sulla vicenda di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione palestinesi in Italia, in Aula alla Camera.

“Pur con la doverosa presunzione di innocenza che va riconosciuta in questa fase”, con l’indagine che ha portato all’arresto di Mohammad Hannoun “è stato sicuramente squarciato il velo su attività che, dietro il paravento di iniziative in favore della popolazione palestinese, venivano sistematicamente dirottate verso strutture di Gaza riconducibili all’egida di Hamas, per finalità di terrorismo. Ed è un dato su cui richiamo l’attenzione soprattutto di chi, in alcune occasioni, ha manifestato vicinanza critica e puramente ideologica a personaggi coinvolti nell’indagine, sottovalutando magari in buona fede la delicatezza e la complessità di contesti che si muovono in un’area non sempre netta tra intenti apprezzabili e propositi meno limpidi”. Hannoun ha evidenziato “l’eccellente qualità dei nostri apparati investigativi e di intelligence nel campo della prevenzione antiterrorismo, grazie a competenze solide e di grande professionalità”.

“Altro aspetto per noi ineludibile è il pieno utilizzo dell’efficace apparato tecnico-giuridico e operativo ai fini di prevenzione che consente, tra l’altro, di espellere soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza dello Stato. Dall’inizio di questa legislatura ad oggi abbiamo effettuato 217 espulsioni di individui pericolosi”, ha aggiunto.

“Il rischio che le odierne forme di radicalismo e di estremismo possano evolvere in qualche cosa di più preoccupante è alla costante attenzione delle forze dell’ordine e del Ministero dell’Interno, che sta dedicando risorse cospicue su questo fronte. La capacità di individuare e ricostruire e ricondurre a un quadro coerente e convincente un sistema e un insieme di tracce disseminato in una pluralità di paesi lontani richiede sicuramente competenze specialistiche che non sono comuni”, ha spiegato.

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“La Cassazione, in accoglimento di un ricorso del Ministero dell’Interno, ha di recente annullato con rinvio alla decisione dei giudici che aveva immesso in libertà l’imam di Torino Mohamed Shahin, destinatario di un provvedimento di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato. Lo dico perché sono stati ritenuti sussistenti i collegamenti tra tale soggetto ed esponenti delle associazioni pseudo-caritative pro-Pal facenti capo a Mohammad Hannoun, arrestati con quest’ultimo per il delitto di terrorismo internazionale”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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