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Cronaca

Maltempo, Meloni “Polemiche non necessarie, 100 mln è solo primo stanziamento”

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CATANIA (ITALPRESS) – “Ho voluto fare questa mattina un giro di ricognizione prevalentemente in elicottero nelle zone colpite dall’alluvione dei giorni scorsi. Noi in 2-3 giorni abbiamo dichiarato lo stato di emergenza dopo avere fatto una riunione con i presidenti delle tre regioni coinvolte, li abbiamo nominati commissari per l’emergenza. Chiaramente significa che i commissari verranno messi e sono in parte giù messi nella condizione di operare con gli strumenti e con le risorse, quindi con i mezzi che sono necessari a rispondere ai bisogni che arrivano dai territori. Abbiamo accompagnato la dichiarazione dello stato di emergenza con un primo stanziamento di 100 milioni di euro”. Così il premier Giorgia Meloni, nel corso della riunione di oggi sull’emergenza maltempo nella sede della Capitaneria di Porto di Catania, alla quale hanno partecipato, tra gli altri: il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci; il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani; il capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano; il sindaco di Catania, Enrico Trantino; il sindaco di Messina Federico Basile; il sindaco di Siracusa, Francesco Italia; oltre che i prefetti di Catania, Messina e Siracusa.
“Sono un pò dispiaciuta per le polemiche, soprattutto qui in Sicilia, perchè nelle riunioni che abbiamo fatto anche prima del Consiglio dei Ministri con i presidenti delle tre Regioni coinvolte abbiamo ampiamente chiarito che si trattava di un primissimo stanziamento emergenziale per dare intanto un contributo immediato, una tantum, ai cittadini e alle aziende colpite, per consentirci la sospensione dei mutui, di dare ai sindaci e alle autorità locali le prime risorse necessarie – ha proseguito -. Nessuno pensa di poter affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre regioni, ma questo l’ho ampiamente chiarito”.
“Anche quando si è trattato dell’Emilia-Romagna, che viene spesso citata, il decreto che poi affrontava in maniera complessiva le necessità del dramma che c’era stato allora è arrivato dopo qualche settimana, perchè allo stato attuale per alcune regioni non abbiamo neanche la perimetrazione dei comuni che sono stati coinvolti – ha sottolineato Meloni -. All’inizio all’Emilia-Romagna fu dato di meno, poi chiaramente le risorse sono arrivate. Le risorse sono dei cittadini, non sono nostri, il lavoro va fatto con serietà, servono le informazioni sull’entità delle risorse necessarie. Come sempre le risorse arriveranno. Colgo l’occasione per fare un pò di chiarezza per polemiche che non capisco se sono pretestuose oppure no, ma non sono necessarie, perchè stiamo cercando di lavorare per dare risposte”.
A Niscemi “la situazione è particolarmente complessa, vista di persona è ancora più impattante di immagini che già sono abbastanza significative – ha spiegato il premier -. Nel sopralluogo di oggi abbiamo fatto un punto di situazione con il sindaco, con la Protezione Civile. Voglio ringraziare Fabio Ciciliano, tutta la Protezione Civile per un lavoro che è stato fatto oggettivamente straordinario, i piani di prevenzione hanno funzionato bene e questa è la ragione per cui noi oggi parliamo di ricostruire e non piangiamo delle vittime e quindi credo che vada dato atto al lavoro straordinario della Protezione Civile e poi ovviamente anche per insomma la velocità con la quale si cerca di affrontare tutte le questioni”.
“La situazione di Niscemi è particolarmente complessa. Questa mattina noi ci siamo concentrati soprattutto sulla necessità di dare risposte a circa 1500 attuali sfollati. Poi si capirà quanti sono i definitivi perchè la frana sta ancora muovendo – ha detto ancora il premier -. Sicuramente col ministro Musumeci, per le case che si trovano proprio sull’orlo del precipizio, possiamo intervenire con Casa Italia, abbiamo le risorse per intervenire anche da subito, ma le emergenze sono chiaramente le persone sfollate, sono la viabilità che lì è particolarmente compromessa perchè due strade provinciali su tre sono sostanzialmente inagibili ad oggi e quindi si sta lavorando a un piano di viabilità alternativo, anche usando diciamo le antiche trazzere dell’agricoltura”.
A Niscemi “ci sono tre scuole nella zona rossa tra elementari e asilo. Vorremmo tentare di dare risposte immediate per cercare il prima possibile di restituire alla cittadinanza una normalità, anche per la scuola”.
A Niscemi “finchè non si ferma la frana noi non siamo in grado di definire quale sia la parte dell’attuale zona rossa che va definitivamente perimetrata. Finchè questo non accade, il lavoro sulla messa in sicurezza e sulla ricostruzione totale non si può iniziare. Su questo ho stressato molto i miei interlocutori questa mattina per cercare di rimetterci seduti al tavolo nel minore tempo possibile e poter dare risposte definitive alla popolazione – ha aggiunto Meloni -. Ci siamo dati appuntamento tra massimo due settimane, sperando che chiaramente le condizioni meteo permettano soprattutto alla sabbia e all’argilla di asciugarsi e quindi di sedimentarsi”.
“Siamo intenzionati a dare risposte immediate. Voi sapete meglio di me perchè in questo territorio ci vivete che Niscemi non è nuova a questi disastri e il sentimento della popolazione rispetto a quello che è accaduto nel 1997, con indennizzi che sono arrivati dopo 14 anni e definitivamente anche dopo 28 anni, è qualcosa che mi rendo conto ha impattato giustamente sui cittadini e sulla aspettativa che i cittadini hanno dalla politica – ha evidenziato il premier -. Mi piacerebbe che insieme disegnassimo una storia completamente diversa e quindi il mio obiettivo è lavorare in velocità e dare risposte in velocità. Chiaramente per fare questo serve una filiera, non è una cosa che posso fare io da sola, che può fare il governo da solo, che può fare il ministro Musumeci da solo, che può fare il presidente Schifani da solo. Serve che ci lavoriamo tutti insieme in buona fede, evitando le polemiche, perchè qui tutti quanti abbiamo la stessa responsabilità, lo stesso obiettivo che a dare risposta ai nostri cittadini”.

– Foto screenshot da profilo X Giorgia Meloni –

(ITALPRESS).

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Atalanta cede 2-0 a Dortmund nell’andata del play-off di Champions

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DORTMUND (GERMANIA) (ITALPRESS) – Strada in salita per l’Atalanta. Nell’andata dei playoff di Champions League, la Dea si arrende in casa del Borussia Dortmund, che vince 2-0 grazie alle reti di Guirassy e Beier nel primo tempo. Il calcio d’inizio è posticipato di 15 minuti per un ritardo dei tedeschi nel raggiungere lo stadio. Kovac schiera in difesa il 2008 italiano Reggiani, che ha esordito in Bundesliga solo dieci giorni fa. Palladino sceglie Scamacca in avanti e Kossonou in difesa. Per quest’ultimo, però, l’inizio non è dei migliori, perchè dopo 120 secondi si fa sovrastare da Guirassy sull’1-0 del Dortmund. Beier serve Ryerson, che con un cross perfetto trova la testa del suo centravanti, bravo a svettare sbloccando subito il match. Gli ospiti, già costretti a rispondere, attaccano soprattutto sulla sinistra con la catena Kolasinac-Bernasconi-Zalewski. Una volta arrivata in area, però, la Dea non riesce a rendersi davvero pericolosa. Lo sono molto di più i gialloneri quando accelerano, come nel caso del raddoppio che arriva al 42′. Guirassy viene lanciato in profondita, brucia Djimsiti e arriva sul fondo, prima di mettere in mezzo dove Beier, lasciato solo, deve solo appoggiare in rete. Le squadre rientrano negli spogliatoi sul 2-0, risultato pesante per la squadra di Palladino. Al rientro in campo l’Atalanta sembra incapace di sfondare la retroguardia del Borussia, che si guarda bene dallo scoprirsi forte delle due reti di vantaggio. Così, anche a inizio ripresa sono i tedeschi a creare le occasioni più pericolose, pur senza strafare. Al 56′ Krstovic finisce a terra in area dopo un contatto con Anton, ma Gozubuyuk lascia correre. All’88’, con gli ultimi 20 metri ben protetti dai gialloneri, il neo entrato Samardzic ci prova da fuori: Kobel blocca senza problemi. L’Atalanta esce dai primi 90 minuti con due reti da recuperare mercoledì prossimo alle 18:45, quando al Gewiss Stadium si disputerà il secondo atto di questi play-off.
– Foto Ipa Agency –
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Tracollo Juve in Turchia, il Galatasaray fa festa per 5-2

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ISTANBUL (TURCHIA) (ITALPRESS) – La Juventus vive una serata da incubo in Turchia ed esce dall’Ali Sami Yen con le ossa rotte e con un piede e mezzo fuori dalla Champions League. Il Galatasaray allenato da Buruk rifila nell’andata del play-off un perentorio 5-2 ai ragazzi di Spalletti, protagonisti di un secondo tempo nefasto e condito da tanti errori individuali. I bianconeri hanno giocato in dieci dal 67′, a seguito dell’espulsione di Cabal. Per i turchi segnano Sara, Lang (doppietta), Sanchez e Boey: la doppietta di Koopmeiners, l’unica nota lieta per la Juve, che era riuscita a chiudere in vantaggio la prima frazione. La novità di formazione in casa Juve è lo schieramento di McKennie come prima punta, vista l’indisponibilità di David per un problema all’inguine. L’undici titolare del Galatasaray, invece, è come sempre super offensivo: oltre ad Osimhen e ai tre trequartisti, Sallai e Jacob fanno i terzini, mentre Sara è schierato nei due di centrocampo. Per tutta la partita emergono i pregi e difetti della squadra di casa: pericolosa ogni volta che attacca, ma fragile in fase difensiva. I turchi hanno il merito di sbloccare subito il risultato al quarto d’ora, grazie alla rete di Sava, nata da una palla persa di Yildiz. Neanche il tempo di gioire per il pubblico di casa che la Juve risponde. Dopo qualche secondo, infatti, Cambiaso scappa via sulla corsia di sinistra e crossa perfettamente per Kalulu: Cakir para il colpo di testa del francese, ma non può nulla sulla ribattuta a porta vuota di Koopmeiners che vale l’1-1. L’ex Atalanta non si ferma qui e, al 32′, realizza la rete del 2-1: dopo uno scambio con McKennie, l’olandese calcia di potenza sotto la traversa. La serata dei bianconeri, però, è tutt’altro che in discesa, anzi da qui in poi sarà da incubo. Nel finale di frazione si fa nuovamente male Bremer e nell’intervallo esce anche Cambiaso dopo l’ammonizione rimediata. L’ingresso di Cabal è tragicomico e il Galatasaray con due lampi ribalta il risultato. L’uomo in più dei turchi è sicuramente Yilmaz. Proprio da un tiro del numero 53, parato da Di Gregorio, arriva il 2-2 firmato da Lang. Sempre Yilmaz si conquista poi la punizione sull’out di destra da cui scaturisce il 3-2, realizzato di testa da Sanchez al 60′. Infine, per concludere in bellezza, l’ala turca fa prendere il doppio giallo a Cabal, che lascia la Juve in dieci al 67′. Il passivo in vista del ritorno peggiora ancora, quando Lang al 75′ segna il 4-2, approfittando del pasticcio congiunto di Thuram e Kelly. All’86’ c’è gloria anche per il neoentrato Boey che riceve palla da Osimhen e fissa il punteggio finale sul 5-2. A Torino tra otto giorni servirà tutt’altra Juve per riscattare la figuraccia in terra turca.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Milano-Cortina, numeri da record per la Regione che fotografano un successo eccezionale

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MILANO (ITALPRESS) – Presentati a ‘Casa Lombardia’, nella piazza della Regione, i numeri più significativi delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, riguardanti specificatamente il territorio della Lombardia.

All’evento ‘Valtellina, destinazione Giochi Olimpici’, sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’amministratore delegato e il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Andrea Varnier e Giovanni Malagò. Hanno partecipato anche Fabio Grazioli (Azienda Promozione e Formazione Valtellina), Fabio Dadati (Camera di Commercio Como-Lecco), Dario Benetti (Architetto e Autore) e Marco Chiapparini (Valtellina Quality Agrifood District).

“I dati di questi Giochi Olimpici – ha commentato il governatore Fontanavanno oltre le nostre più rosee aspettative. Abbiamo lavorato duro in questi anni e i risultati ci stanno riempiendo di orgoglio. Non sono contenti solo gli atleti, ma anche i tantissimi visitatori che hanno imparato ad amare la bellezza delle nostre montagne e l’efficienza della nostra organizzazione”.

“Come ho avuto modo di sottolineare in più occasioni – ha spiegato il presidente Giovanni MalagòRegione Lombardia, con il suo governatore Attilio Fontana, si è dimostrata all’altezza di un evento che entra a pieno titolo nella storia dello sport italiano. Un’ottima organizzazione basata sulla professionalità e la competenza di tutti gli attori chiamati in campo. Con un valore aggiunto non programmabile: le grandissime imprese degli atleti azzurri, numerosi dei quali, proprio lombardi”.

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I dati illustrati da Andrea Varnier riguardano le sedi olimpiche presenti in Lombardia: a Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena, Ice Skating Arena di Assago e a Rho Ice Hockey Arena e Speed Skating Stadium; a Livigno lo Snow Park e l’Arials and Moguls Park; a Bormio lo Stelvio Ski Center.

“Nelle sedi milanesi – ha ricordato l’amministratore delegato Varniersi sono disputate le gare di 4 differenti discipline: hockey, speed skating, pattinaggio di figura e short track. In Valtellina, quelle di sci alpino e sci alpinismo a Bormio e sci acrobatico e snowboard a Livigno. Gli atleti coinvolti sono stati 1655, con 441 medaglie assegnate durante 64 eventi sportivi”.

Diffusi anche i dati sull’ospitalità: fra le strutture a disposizione di atleti e delegazioni, oltre al nuovo Villaggio Olimpico di Milano, anche 7 hotel (4 a Bormio e 3 a Livigno), per un totale di 2.600 posti letto e oltre 120.000 pasti serviti. Il 64% dei biglietti venduti per assistere alle gare olimpiche riguarda eventi e gare che si sono svolti in Lombardia.

“Numeri – ha aggiunto Fontana – che evidenziano il successo degli impianti sportivi regionali, ma anche l’unicità della nostra accoglienza. Sono particolarmente soddisfatto delle reazioni del pubblico che ha raggiunto le sedi delle gare e che ha potuto apprezzare il cibo, il calore e la capacità organizzativa della nostra regione”.

Per quanto riguarda gli spettatori stranieri, particolarmente significativo il dato riguardante la Valtellina, con gli Stati Uniti che fanno segnare il 27,5% delle presenze. A seguire la Svizzera (14,5%) e la Germania (11,4%). Il record degli statunitensi si conferma anche a Milano con il 24,4%, seguiti dai tifosi olandesi (10,3%) e dai tedeschi (9,2%).

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“Puntando i riflettori poi a quello che, senza dubbio, può essere definito un grande ‘successo sportivo’ – ha evidenziato Varnier – va evidenziato il ‘sold out’ per assistere a Bormio allo sci alpinismo, disciplina all’esordio olimpico. Guardando specificatamente a Milano, si registra il 95% di biglietti venduti per le gare di speed skating, il 94% per lo short track, il 92% per il pattinaggio di figura e 90% per l’hockey. In Valtellina, è stato venduto il 94% dei biglietti per lo sci alpino, il 70% per lo sci acrobatico e il 69% per lo snowboard”.

Alta anche l’affluenza nei ‘Fan Village’: si registrano 260.000 visitatori a Milano, 32.000 a Livigno e 22.000 a Bormio. Tra le esperienze proposte, i 66 spettacoli andati in scena al braciere dell’Arco della Pace. Tutto ciò con numeri importantissimi anche per quanto riguarda il capitolo ‘audience-broadcast’: nella prima settimana dei Giochi, a livello social, l’account ‘@olympics’ ha raggiunto quota 7,4 miliardi di menzioni. Tra i broadcast, Warner Bros-Discovery ha fatto registrare un +102% ore di trasmissioni rispetto a Pechino 2022; inoltre l’Olympic Broadcasting Services (OBS) ha fatto registrare cifre da record in Europa e Nord America. Mentre la Rai ha fatto una media di share del 15,9% (che diventa del 20,3% se rapportato agli under 35).

-Foto xm4/Italpress-
(ITALPRESS).

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