Politica
Il CdM approva il pacchetto sicurezza, Meloni “Non misure spot, lo Stato restituisce sicurezza e libertà ai cittadini”
Pubblicato
3 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, ha approvato il pacchetto sicurezza.
“Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato nuovi provvedimenti in materia di sicurezza. Non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo Governo porta avanti fin dal suo insediamento. In questi anni abbiamo costruito un impianto chiaro: difendere i cittadini e mettere le Forze dell’ordine nelle condizioni di lavorare meglio e con maggiori tutele. È lo stesso percorso che ci ha portato a rafforzare con diverse misure la protezione dei cittadini e della legalità, a contrastare il crimine organizzato, ad aumentare le pene per chi aggredisce uomini e donne in divisa, ad assumere quasi 40 mila operatori e rinnovare contratti rimasti bloccati per anni, con risorse mai stanziate prima. Con i provvedimenti approvati oggi rafforziamo gli strumenti per prevenire e combattere la criminalità diffusa. Rafforziamo la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Introduciamo pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che diventa procedibile d’ufficio e la cancellazione del paradosso di finire indagato per sequestro di persona se fermi un ladro che ti ha appena derubato in attesa delle Forze dell’ordine. Ci occupiamo anche del fenomeno delle baby gang, con una stretta sui coltelli e il divieto di vendere ai minori ogni strumento atto ad offendere. Introduciamo inoltre strumenti specifici per prevenire la presenza e l’azione di gruppi organizzati dediti alla violenza, che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare e che utilizzano le piazze come pretesto per creare disordini e distruzione. Infine, una norma estremamente importante: se ti sei legittimamente difeso, non vieni automaticamente iscritto nel registro degli indagati, pur mantenendo tutte le tutele previste dalla legge. Continuiamo così ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini” conclude la premier.
PIANTEDOSI “RAFFORZATO DIVIETO USO O PORTO COLTELLI”
“C’è stata una proficua discussione”. Gli articoli approvati sono riservati alla “materia della sicurezza perché la materia immigrazione la tratteremo molto probabilmente la settimana prossima”. “Confermo che è stato introdotto il fermo di prevenzione. Preciso che l’interlocuzione con il Quirinale è sempre stata molto proficua, ma il testo esce come era stato proposto fin dall’inizio”. Lo afferma il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al termine del Cdm. “Ci sono tutte le garanzie possibili”, assicura.
Sono state approvate norme “che hanno rafforzato il divieto dell’uso o del porto di coltelli o strumenti atti ad offendere, l’intervento si fonda sulla necessità di accompagnare delle sanzioni penali a una serie di misure sanzionatorie di carattere amministrativo. Si tratta di strumenti maggiori per combattere questo fenomeno che si diffonde sempre di più”.
NORDIO “SCARCERAZIONI? LEGGI INADEGUATE, STIAMO INTERVENENDO”
Per quanto riguarda la scarcerazione degli antagonisti fermati dopo gli scontri di Torino, “quello che posso dire è che la magistratura applica la legge e se le leggi consentono che una persona che ha preso a martellate un poliziotto il giorno dopo venga messa agli arresti domiciliari, vuol dire che sono inadeguate ed è per quello che stiamo intervenendo”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri. “Credo nell’indipendenza e nell’autonomia della magistratura e, da ex magistrato, sono convinto che la magistratura applichi bene la legge, quindi penso che sia necessario cambiarla ed è quello che stiamo facendo”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Decreto lavoro in vista del Primo maggio, Meloni riunisce i ministri: obiettivo un pacchetto contro il caro vita
Pubblicato
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21 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nuova riunione a Palazzo Chigi per definire il decreto lavoro da approvare in vista del Primo Maggio, come si apprende da fonti di Palazzo Chigi. Di rientro dal Salone del Mobile di Milano, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato i ministri competenti per finalizzare un provvedimento volto a rispondere alle esigenze di lavoratori e imprese.
All’incontro hanno partecipato i Vicepresidenti del Consiglio, Antonio Tajani e Matteo Salvini (in videocollegamento), i Ministri Marina Calderone, Giancarlo Giorgetti e Tommaso Foti, il Sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra, i Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano, nonché il Ragioniere generale dello Stato, Daria Perrotta. L’intervento assume carattere di urgenza alla luce del contesto internazionale, che sottopone il mercato del lavoro a forti pressioni, richiedendo un’azione preventiva e strutturale.
L’obiettivo è l’adozione di un pacchetto organico di misure a sostegno delle categorie più esposte al caro vita, con interventi volti a garantire una retribuzione equa. Particolare attenzione sarà riservata a giovani e donne, per consolidare i segnali positivi già registrati e valorizzarne il potenziale. Si lavora, inoltre, a un più incisivo contrasto ai fenomeni di sfruttamento e caporalato.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Politica
Rilievi del Quirinale al dl Sicurezza, Meloni “Nessun pasticcio, faremo provvedimento ad hoc”. Oggi la fiducia alla Camera
Pubblicato
10 ore fa-
21 Aprile 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Sul decreto sicurezza, che non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e li trasformeremo in un provvedimento ad hoc perchè non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma, ma la norma rimane perchè è di buonsenso”. Così la premier Giorgia Meloni, a margine dell’inaugurazione del Salone del Mobile. “Mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni: non mi è chiara la ragione per la quale noi che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato”, ha aggiunto.
“A me non è chiaro e mi pare che sui rimpatri volontari assistiti siamo d’accordo, è uno strumento che l’Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti e sul quale stiamo lavorando per rafforzarlo. Almeno su questo mi pareva che fossimo d’accordo, ora scopro che non lo siamo ma andiamo comunque avanti con delle norme che consideriamo di assoluto buonsenso”, ha concluso Meloni.
LA RUSSA “CI STANNO LAVORANDO, SI TROVA IL RIMEDIO”
Per quanto riguarda lo stop del Quirinale al decreto sicurezza “ci stanno lavorando, si trova il rimedio”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine dell’inaugurazione della 64ma edizione del Salone del Mobile. A chi gli chiedeva se ci sia il rischio che il Parlamento rimanga aperto il 25 aprile per correggere il decreto, La Russa ha risposto: “No, non c’è il rischio perché hanno già deciso che non c’è bisogno di correggerlo. Stiamo trovando a una soluzione perché non c’è bisogno di correggere. Quindi l’allarme è rientrato, ma giustificato”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
La Russa “Il 25 aprile rifarei omaggio a partigiani e caduti Rsi”
Pubblicato
10 ore fa-
21 Aprile 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava, ma andai a rendere omaggio, portando rispetto con una corona, al monumento ai partigiani che c’è al cimitero di Milano e, poi, andai al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine dell’inaugurazione della 64ma edizione del Salone del Mobile, a chi gli chiedeva se festeggerà il 25 aprile. “Andai in forma privata perchè secondo me era un momento doveroso per una pacificazione che almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita mi sembra doverosa. E lo rifarei”, ha aggiunto.
-Foto: ufficio stampa Senato-
(ITALPRESS).


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