Economia
Havas presenta la nuova sede e la ricerca Global Italy per supportare la crescita del business e il sistema Paese / Video
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7 mesi fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Uno spazio progettato per favorire collaborazione, contaminazione e l’attivazione fluida di tutte le competenze del Gruppo: è la nuova sede di Havas, inaugurata in via Crocefisso a Milano. E’ qui che prende forma l’evoluzione del posizionamento di Havas, che introduce il concetto di Growth, powered by desire: un acceleratore strategico in cui creatività, dati e il sistema operativo Converged.AI convergono per costruire brand rilevanti e competitivi sui mercati globali.
Un modello che potenzia l’integrazione di tutte le discipline della comunicazione – dalla creatività alle PR, dagli eventi all’advertising – per sostenere la crescita del business delle imprese.
“Questo è un luogo che rappresenta l’ambizione che abbiamo come agenzia nei confronti della nostra attività, supporto del business delle imprese. È un luogo nel centro di Milano che da sempre unisce creatività e business in modo integrato, un luogo aperto alla città e che dalla città trae anche linfa vitale perché tutte le funzioni e le capacità che abbiamo all’interno del nostro gruppo a livello strategico, creativo e livello operativo convivano e si alimentino l’uno verso l’altro”, ha dichiarato Caterina Tonini, CEO Havas Creative Network Italy e CO-Founder & CEO Havas Pr Milan.
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Havas risponde a queste esigenze, per portare la comunicazione dell’eccellenza italiana anche oltre i confini, con uno sguardo strategico e locale allo stesso tempo, oggi anche attraverso la nuova sede. Uno spazio co-creato tra il Gruppo e lo studio di progettazione e design Il Prisma che ha tradotto il ruolo di Havas in un ecosistema capace di connettere persone, competenze e visioni a supporto delle aziende.
La sede è un ambiente che integra creatività, media, dati e contenuti, diventando allo stesso tempo luogo di lavoro, hub creativo e punto di incontro con il territorio. “L’idea è stata quella di progettare delle collisioni positive e creative tra i vari team di Havas, ma anche tutto l’ecosistema che gravita intorno all’azienda: l’arte, la città, i clienti e tutte le persone che in qualche modo possono fruire di questi spazi e con l’occasione del concetto nuovo di organizzazione e condivisione di questi luoghi, stimolarsi reciprocamente. Quindi è un’idea per Havas di recepire creatività da Milano e restituire creatività alla città”, ha spiegato Stefano Carone, AD Il Prisma, sottolineando che “le idee hanno bisogno di spazio, stimoli, fiducia, ma anche di relazioni informali tra le persone. Ed è questo che abbiamo voluto mettere al centro del progetto”.
Proprio sullo spazio da lasciare alla creatività come motore delle idee, Tonini ha rimarcato come questa sia al centro “perché muove l’attenzione, le relazioni e deve essere pervasiva in ogni attività che l’azienda fa in chiave di comunicazione. Questo posto permette tutto questo perché è un luogo aperto dove le persone lavorano insieme, ma anche si interfacciano con sfide molto diverse fra di loro aiutandosi a vicenda per offrire consulenza sempre più precisa alle aziende”.
Partendo poi dai risultati della ricerca Global Italy sul valore reputazionale del Made in Italy, Tonini ha sottolineato come la consulenza con le aziende possa aiutare queste ultime a pianificare strategie adatte al paese estero verso cui vogliono rivolgersi. “La creatività è quell’elemento che fa aprire la narrazione dell’essere un prodotto o un servizio italiano. Quindi non ci si deve fermare ad un primo livello di narrazione, ma bisogna andare oltre perché l’opportunità di andare oltre alla funzionalità, all’estetica o alla qualità anche percepita di un prodotto è assolutamente possibile – ha spiegato – Dalla ricerca che abbiamo appena condotto sono stati soprattutto identificati dei bias e dei territori specifici country per country. Questo vuol dire essere capaci di entrare nei paesi e sapere quali sono le leve da accendere per potere sostenere al meglio la produzione italiana in quei territori. E per farlo la creatività e la narrazione sono le leve più importanti a supporto delle imprese”.
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La creatività non nasce però solo dalla condivisione di idee, ma anche dalla commistione di esperienze apparentemente lontane tra di loro. È il caso, ad esempio, della collaborazione tra imprese e artisti, un paradigma che Havas cerca di attuare.
“Sono fermamente convinta che il rapporto tra artisti e impresa sia non solo auspicabile, ma addirittura necessario perché gli artisti all’interno del mondo aziendale portano innovazione”, ha affermato Caroline Corbetta, curatrice arte contemporanea e giornalista culturale, sottolineando che questo è possibile perché “un artista è innovativo per definizione: deve sempre spingere l’asticella in avanti e mettere in discussione lo status quo. Quindi lo sguardo ‘laterale’ dell’artista all’interno di un’azienda può generare dinamiche innovative”.
“Havas, attraverso la sua divisione arte e cultura, cerca di mediare questa relazione tra arte e impresa che deve essere assolutamente autentica e improntata al dialogo. Attraverso questo lavoro di trait d’union tra le esigenze del mondo aziendale e quelle del mondo artistico, si può quindi arrivare ad una situazione win-win”, ha concluso.
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-Foto ufficio stampa Havas-
(ITALPRESS).
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Economia
L’Ocse rivede al rialzo le stime del Pil dell’Italia per il 2026, rallenta la crescita mondiale
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18 ore fa-
23 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2026 il Pil italiano crescerà dello 0,9% contro lo 0,5% precedentemente stimato. Resta invece invariata la stima per il 2027 allo 0,6%. E’ quanto emerge dalle prospettive economiche intermedie dell’Ocse presentate oggi a Parigi. Le stime sono state ritoccate rispetto al precedente outlook di giugno, quando l’organizzazione prevedeva per l’Italia una crescita dello 0,5% per il 2026. Per il 2027, la stima è rimasta invece invariata allo 0,6%. Per quanto riguarda l’inflazione, viene confermata la stima del 3% nel 2026 ma viene rivista al rialzo la stima per il 2027 dal 2,2% al 2,6%. Secondo l’Ocse a livello globale gli indicatori più recenti mostrano segni di rallentamento della crescita e la disinflazione si è stabilizzata. Inoltre, i dazi effettivi sulle importazioni indirizzate agli Stati Uniti sono aumentati ulteriormente da maggio.
Si prevede che la crescita mondiale subirà un rallentamento man mano che gli effetti dell’incremento dei dazi inizieranno a farsi sentire completamente. Tra i principali rischi al ribasso figurano gli ulteriori aumenti delle barriere commerciali, una ripresa delle tensioni inflazionistiche, gli accresciuti timori relativi ai rischi fiscali e le correzioni destabilizzanti dei prezzi sui mercati finanziari che potrebbero mettere a rischio la stabilità finanziaria. Sul versante positivo, la riduzione delle restrizioni agli scambi o il più rapido sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale potrebbero spingere la crescita economica verso un livello più elevato. Il rapporto intermedio afferma che i Paesi devono trovare il modo di interagire con spirito di cooperazione nell’ambito del sistema commerciale mondiale e collaborare per rendere le politiche commerciali più trasparenti e prevedibili.
Le banche centrali dovrebbero restare vigili, ma possono abbassare i tassi di riferimento nelle economie in cui si prevede che l’inflazione sottostante cali per convergere verso l’obiettivo, a condizione che le aspettative di inflazione rimangano ben ancorate. Occorre disciplina fiscale per salvaguardare la sostenibilità del debito più a lungo termine e consentire ai governi di reagire agli shock futuri. Servono sforzi di riforma strutturale più incisivi per migliorare in modo duraturo il tenore di vita e contribuire a trarre beneficio dai potenziali vantaggi offerti dalle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Industrial Accelerator Act, il Distretto Manifatturiero unico del Nord redige un documento unitario
Pubblicato
20 ore fa-
23 Settembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il Distretto Manifatturiero Unico del Nord, che riunisce le Regioni Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, ha elaborato un Position Paper unitario sul Draft Report dei relatori del Parlamento europeo relativo all’Industrial Accelerator Act (IAA), con l’obiettivo di contribuire alla definizione di uno strumento europeo capace di rafforzare concretamente la competitività industriale, sostenere gli investimenti e valorizzare le filiere produttive europee.
Per il Distretto è quindi importante costruire una politica industriale comune, facendo leva sulla forza delle filiere del Nord e sulle leadership dei territori: veri ecosistemi produttivi in cui imprese, innovazione e ricerca crescono e competono insieme.
Il documento è stato inviato nella giornata odierna al Governo italiano, alla Conferenza Stato-Regioni e a tutti gli europarlamentari eletti nelle circoscrizioni delle cinque Regioni, affinché le proposte del sistema manifatturiero del Nord possano essere portate all’attenzione del confronto istituzionale europeo.
Tra i punti qualificanti del Position Paper vi è innanzitutto la richiesta di un maggiore coinvolgimento delle Regioni nella definizione e nello sviluppo delle Industrial Manufacturing Acceleration Areas, considerando non solo i grandi insediamenti industriali, ma anche gli ecosistemi territoriali composti da PMI, grandi imprese, small mid-cap, reti d’impresa, cluster, università e centri di ricerca.
Il Distretto chiede inoltre una forte semplificazione amministrativa, con procedure più chiare, tempi autorizzativi certi e strumenti digitali interoperabili, evitando duplicazioni e applicazioni differenti tra gli Stati membri. Particolare attenzione viene dedicata alla necessità di garantire gradualità e maggiore trasparenza nell’introduzione dei requisiti europei, tenendo conto della disponibilità effettiva dei prodotti e delle tecnologie sul mercato, della complessità delle filiere e dei tempi necessari per adeguare la capacità produttiva europea.
E ciò a partire dai settori industriali di fondamentale importanza per il Distretto Manifatturiero del Nord, come l’ampio comparto dell’Automotive e della Componentistica. Le eventuali deroghe dovranno inoltre considerare l’indisponibilità dell’offerta, l’assenza di alternative tecnicamente compatibili e i costi manifestamente sproporzionati.
Un altro elemento centrale riguarda il principio di sussidiarietà: i requisiti applicati ai regimi di sostegno pubblico dovranno tenere conto delle caratteristiche dei singoli strumenti e delle competenze delle autorità europee, nazionali, regionali e locali nonché delle esigenze dei singoli contesti territoriali, evitando regole uniformi che possano ridurre l’efficacia degli incentivi.
Sul fronte finanziario, il documento propone di rafforzare il coordinamento tra politica di coesione e strumenti europei a gestione diretta, prevedendo criteri preferenziali per i progetti inseriti nelle aree di accelerazione industriale e valutando un adeguamento della disciplina degli aiuti di Stato, con possibili maggiorazioni delle intensità di aiuto per gli investimenti industriali strategici.
Il Position Paper sottolinea infine l’importanza di un monitoraggio effettivo dell’Industrial Accelerator Act, che tenga conto anche degli impatti sulle PMI, sui settori a valle, sull’occupazione, sugli investimenti, sulla competitività e sui diversi territori. Al monitoraggio dovrà però corrispondere la necessaria flessibilità degli strumenti nella fase successiva, così da poter intervenire e adeguare le misure qualora emergano effetti asimmetrici o criticità nell’applicazione.
Il Distretto Manifatturiero Unico del Nord intende così portare al confronto europeo la voce di un sistema industriale fortemente integrato, chiedendo un Industrial Accelerator Act concreto, proporzionato e applicabile, capace di rafforzare il contenuto industriale europeo, sostenere gli investimenti e le PMI e coniugare competitività, semplificazione, gradualità, trasparenza e sussidiarietà.
-Foto ufficio stampa Regione Lombardia-
(ITALPRESS).
Economia
Il cda di Pirelli approva un piano di investimenti pluriennale negli Usa per circa 1 miliardo
Pubblicato
2 giorni fa-
22 Settembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il cda di Pirelli & C. ha approvato a maggioranza – con il voto contrario dei consiglieri Zhang Haitao, Xi Xiaohong e Wang Kun – un piano di investimento negli Stati Uniti per circa 1 miliardo di euro (circa 1,2 miliardi di dollari), finalizzato all’ampliamento dello stabilimento di Rome in Georgia, già dedicato alle soluzioni tecnologicamente più avanzate per il mercato statunitense. Il piano di investimenti consentirà di sostenere la crescita di Pirelli nell’high calue in Usa e consolida ulteriormente l’impegno a lungo termine nel Paese, dove Pirelli è presente nello Stato della Georgia dal 2002. Il piano di espansione sarà distribuito su un arco pluriennale a partire dal 2027 e consentirà di incrementare la capacità produttiva nella fabbrica di Rome, inclusa la tecnologia Cyber Tyre. Grazie a tale piano, lo stabilimento in Georgia produrrà a regime nel 2033 circa 6 milioni di pneumatici car e occuperà circa 1.000 nuovi dipendenti.
L’ampliamento dello stabilimento di Rome, che diventerà un hub industriale con tecnologia all’avanguardia, avverrà in due fasi. La prima vedrà un incremento graduale della produzione robotizzata e basata sull’ultima evoluzione del MIRS (Modular Integrated Robotized System) – tecnologia proprietaria Pirelli – con un progressivo sviluppo della capacità produttiva già a partire dal 2028 e che arriverà a regime con 3 milioni di pezzi, attraverso sistemi modulari robotizzati autonomi che consentono la produzione di pneumatici High Value a elevato contenuto tecnologico. Inoltre, sarà realizzato un impianto tradizionale totalmente automatizzato e sviluppato con i più avanzati processi produttivi, rivolto ai prodotti premium, in grado di raggiungere una capacità a regime di ulteriori 3 milioni di pezzi. Il progetto non avrà impatto sui target 2026 e si prevede che il rapporto capex/ricavi nel 2027-2033 rimarrà sostanzialmente in continuità con i periodi precedenti, preservando la generazione di cassa di gruppo.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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