Cronaca
Salute del cervello: Fondazione Aletheia con SIN e CRI per la prevenzione
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4 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Società Italiana di Neurologia (SIN), Croce Rossa Italiana e Fondazione Aletheia hanno firmato nella Sala Nassirya del Senato il protocollo d’intesa che dà avvio alla campagna nazionale “Salute del cervello: Prevenzione, Politiche, Prospettive”. L’iniziativa si è svolta in occasione della Settimana del Cervello (16-22 marzo), con l’obiettivo di consolidare una strategia condivisa per rispondere al peso crescente delle patologie neurologiche.
Secondo il Global Status Report on Neurology dell’OMS, i disturbi neurologici interessano 3,4 miliardi di persone e costituiscono la prima causa globale di cattiva salute e disabilità. Il peso di una patologia come la demenza è destinato a crescere in Italia: secondo il nuovo rapporto The Prevalence of Dementia in Europe 2025 di Alzheimer Europe, oggi nel nostro Paese vivono oltre 1.430.000 persone con demenza, un numero che aumenterà del 54% entro il 2050, raggiungendo circa 2,2 milioni di casi, con l’Italia al primo posto nell’Unione Europea per incidenza in rapporto alla popolazione.
“Le evidenze indicano che tra i fattori di rischio per la demenza come ipertensione, diabete, obesità, inattività fisica, fumo, perdita uditiva non trattata, isolamento sociale e inquinamento, alcuni sono modificabili e intervenire su di essi potrebbe ridurre il rischio di demenza fino al 45% – ha spiegato
Mario Zappia, Presidente SIN – Anche la malattia di Parkinson, una delle principali malattie neurodegenerative al mondo e seconda causa di disabilità motoria nell’adulto dopo l’ictus, è il risultato della combinazione tra predisposizione genetica, fattori ambientali e condizioni legate allo stile di vita. Questo protocollo nasce dalla volontà di portare la prevenzione neurologica allo stesso livello di ciò che il nostro Paese ha già saputo fare per le malattie oncologiche o cardiovascolari. Insieme a Croce Rossa Italiana e Fondazione Aletheia vogliamo rendere questo impegno una priorità nazionale”.
A questi elementi si aggiunge il ruolo della dieta: gli alimenti ultra-formulati (o ultra-processati) sempre più affermati tra la popolazione e le nuove generazioni sono associati a un aumento del declino cognitivo, mentre la dieta mediterranea mostra un effetto protettivo fino al 30%.
Secondo Riccardo Fargione, Direttore della Fondazione Aletheia: “Agire su fattori di rischio modificabili per l’insorgenza di patologie croniche non trasmissibili, tra cui quelle neurodegenerative, è cruciale per garantire un futuro di salute alle nuove generazioni. L’alimentazione è una medicina naturale imprescindibile e la Dieta Mediterranea rappresenta uno scudo protettivo in grado di ridurre fino al 30% i rischi di demenza e altre patologie neurodegenerative migliorando le funzioni cognitive nel corso della nostra vita. Oggi Aletheia, SIN e Croce Rossa Italiana – prosegue Fargione – avviano un percorso serio per la prevenzione neurologica perchè come spesso ricordiamo, la salute nasce anche a tavola”.
L’alleanza intersettoriale punta ora a sviluppare un programma congiunto di sensibilizzazione e prevenzione lungo tutto l’arco della vita, integrando corretti stili di vita, alimentazione equilibrata, educazione sanitaria e iniziative territoriali grazie anche alla capillarità di Croce Rossa Italiana.
“La presenza capillare sul territorio, il coinvolgimento delle comunità attraverso il nostro Volontariato e l’impegno nel supporto alle persone più vulnerabili sono elementi che contraddistinguono l’azione della Croce Rossa Italiana. In questo senso, la prevenzione rappresenta uno dei pilastri fondamentali delle attività della CRI, che negli anni ha sviluppato sempre più interventi multidimensionali, in cui l’accesso ai servizi sanitari, la promozione di stili di vita sani e il sostegno alle persone in condizioni di vulnerabilità si integrano con i temi della sostenibilità economica, ambientale e sociale. Il protocollo firmato oggi con la Società Italiana di Neurologia e la Fondazione Aletheia rafforza un percorso già avviato dalla Croce Rossa Italiana e rappresenta un’importante opportunità per mettere a sistema competenze scientifiche, presenza territoriale e capacità di coinvolgimento delle comunità. Grazie a questa collaborazione – ha dichiarato Valerio Mogini, Direttore Socio-sanitario della Croce Rossa Italiana – sarà possibile promuovere azioni di sensibilizzazione e prevenzione sempre più incisive, contribuendo alla tutela della salute delle persone lungo tutto l’arco della vita, anche sotto il profilo neurologico”.
Alla conferenza sono intervenuti la senatrice Tilde Minasi, componente della Commissione affari sociali del Senato e promotrice dell’incontro, che ha sottolineato: “La salute del cervello deve essere considerata una priorità pubblica. Il protocollo firmato oggi tra Società Italiana di Neurologia, Croce Rossa Italiana e Fondazione Aletheia rappresenta un passaggio importante, perchè afferma con chiarezza che la prevenzione neurologica non può più essere un tema marginale, ma deve entrare stabilmente nell’agenda delle Istituzioni. Di fronte a numeri così rilevanti, non basta registrare i problemi: occorre governarli, rafforzando appunto prevenzione, informazione, presa in carico e prossimità dei servizi. E’ in questa direzione che continuiamo a muoverci come Governo e attraverso le Commissioni competenti, traducendo le evidenze scientifiche in scelte pubbliche efficaci e costruendo una strategia sempre più solida a tutela della salute neurologica, delle famiglie e della qualità della vita delle persone”.
Giovanni Leonardi, Capo Dipartimento della salute umana, della salute animale, dell’ecosistema (One Health) e dei rapporti internazionali del Ministero della Salute è intervenuto all’incontro evidenziando: “Una quota significativa delle principali patologie neurologiche è associata a fattori di rischio potenzialmente modificabili sui quali è possibile intervenire efficacemente attraverso un approccio integrato e multidisciplinare, nell’ottica One Health, al fine di promuovere comportamenti salutari lungo tutte le età della vita, accrescere la consapevolezza dei cittadini e favorire contesti di vita favorevoli alla salute”.
-foto ufficio stampa Aletheia –
(ITALPRESS).
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Mattarella a Seveso a cinquant’anni dal disastro ambientale: “Intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali” / Video
Cronaca
Lombardia Live 24 Breaking News – 10/7/2026
Pubblicato
39 minuti fa-
10 Luglio 2026di
Redazione
Tg Lombardia – 10/07/2026 MILANO – In questa edizione: Seveso, Mattarella per i 50 anni del disastro – Caso Malpensa, condannato l’ex sindacalista – Terrore in metrò a Milano, ragazza sfregiata – Deposito Brt Milano, spento il rogo e revocate le restrizioni – Schianto a Pavia, quattro feriti in via Lardirago – Scontro tra bici e monopattino in centro a Pavia – Pavia, tre dipendenti comunali indagati per abusi edilizi – Pronto Meteo Lombardia per 11 Luglio
SEVESO, MATTARELLA PER I 50 ANNI DEL DISASTRO ICMESA
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato in visita ufficiale a Seveso in occasione della cerimonia solenne per il cinquantesimo anniversario del disastro ambientale dell’Icmesa. Al suo arrivo presso il Bosco delle Querce, l’area naturalistica sorta sulle ceneri dei terreni contaminati dalla diossina nel 1976, il Capo dello Stato è stato accolto da un lungo e caloroso applauso della cittadinanza e delle autorità locali. Nel suo discorso, Mattarella si è rivolto in particolare alle giovani generazioni, affidando a loro la memoria storica e il futuro di un territorio diventato simbolo globale di rinascita ecologica e di riflessione sul delicato equilibrio tra industria, salute pubblica e ambiente.
CASO MALPENSA, CONDANNATO L’EX SINDACALISTA
Importante svolta giudiziaria nel processo bis per le molestie ai danni di un’hostess all’aeroporto di Malpensa. La Corte d’Appello di Milano ha condannato a un anno e due mesi di reclusione un ex sindacalista di 48 anni, ribaltando le precedenti assoluzioni che avevano sollevato dure polemiche a livello nazionale. Il caso era diventato un simbolo a causa delle motivazioni dei primi giudici, secondo i quali la vittima avrebbe impiegato circa trenta secondi per reagire all’aggressione, tempo giudicato eccessivo per configurare il reato. Il nuovo verdetto, disposto dopo il rinvio della Cassazione, corregge radicalmente la linea interpretativa e rimette al centro del dibattito la piena tutela delle vittime di violenza.
TERRORE IN METRÒ A MILANO, RAGAZZA SFREGIATA
Resta altissima la tensione nel capoluogo lombardo dopo la violenta aggressione consumatasi all’interno della stazione della metropolitana Duomo, nel cuore della città. Una ragazza di 22 anni è stata colpita violentemente al volto con un coltello mentre si trovava sulla banchina in compagnia di un’amica. Secondo il drammatico racconto della giovane, l’assalitore l’avrebbe prima apostrofata con pesanti insulti per poi sferrare improvvisamente il fendente prima di dileguarsi. L’episodio, avvenuto in uno degli snodi ferroviari urbani più frequentati e presidiati, riaccende violentemente le polemiche sulla sicurezza dei passeggeri all’interno dei mezzi di trasporto pubblico e nelle aree sotterranee.
DEPOSITO BRT MILANO, SPENTO IL ROGO E REVOCATE LE RESTRIZIONI
I Vigili del Fuoco hanno ufficialmente concluso le lunghe operazioni di spegnimento del maxi rogo divampato mercoledì sera nel magazzino della Bartolini in via Don Minzoni a Milano. A seguito dello spegnimento e dopo aver consultato i tecnici dell’Arpa per i rilievi ambientali, l’Ats ha comunicato la revoca parziale delle restrizioni precedentemente imposte alla cittadinanza, come il divieto di attività fisica e l’uso degli spazi all’aperto per scuole e asili nido. Permane tuttavia, in via precauzionale, la stretta necessità di evitare il consumo di verdure ed ortaggi coltivati sui balconi e negli orti privati situati all’interno di un raggio di 500 metri dal sito dell’incendio.
SCHIANTO A PAVIA, QUATTRO FERITI IN VIA LARDIRAGO
Grave incidente stradale nella tarda serata di ieri alla periferia di Pavia, lungo via Lardirago, dove per cause ancora in corso di accertamento si sono scontrate frontalmente una Fiat Panda e una Fiat 500X. Il bilancio complessivo è di quattro persone rimaste ferite. Per liberare uno dei conducenti, rimasto incastrato tra le lamiere contorte dell’abitacolo, è stato necessario il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno lavorato a lungo con cesoie e divaricatori idraulici. I feriti sono stati poi presi in carico dai sanitari del 118 e trasferiti al Policlinico San Matteo. I rilievi planimetrici per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro sono stati eseguiti dalle forze dell’ordine.
SCONTRO TRA BICI E MONOPATTINO IN CENTRO A PAVIA
Nuovo incidente stradale nel cuore del centro storico di Pavia, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza delle aree pedonali. L’impatto è avvenuto in corso Strada Nuova, all’altezza del civico 100, dove si sono scontrati un monopattino elettrico condotto da un giovane di 25 anni e una bicicletta. Ad avere la peggio è stata una donna di 66 anni che si trovava in sella alla bici, rovinata pesantemente al suolo e successivamente soccorsa dal personale medico. L’episodio ripropone la complessa tematica della convivenza e della gestione degli spazi urbani tra pedoni e veicoli della micromobilità elettrica, spesso al centro di segnalazioni per il mancato rispetto delle norme di circolazione.
PAVIA, TRE DIPENDENTI COMUNALI INDAGATI PER ABUSI EDILIZI
Si apre un delicato caso giudiziario e amministrativo tra le mura di Palazzo Mezzabarba a Pavia. L’Amministrazione comunale ha avviato tre procedimenti disciplinari formali nei confronti di altrettanti dipendenti pubblici in servizio presso gli uffici tecnici. Secondo quanto emerso dalle verifiche interne, i tre impiegati avrebbero istruito e poi deliberatamente accantonato e lasciato in sospeso diverse pratiche relative a presunti abusi edilizi sul territorio comunale, bloccando di fatto l’iter sanzionatorio e di ripristino. L’indagine interna punta a fare piena luce sulla trasparenza gestionale degli uffici e a verificare eventuali profili di responsabilità penale nel rapporto con i privati.
PRONTO METEO LOMBARDIA PER 11 LUGLIO
Per la giornata di domani, sabato 11 luglio, le previsioni ufficiali dei meteorologi di 3B Meteo indicano una decisa svolta instabile causata dal progressivo cedimento dell’anticiclone africano. Il transito di un fronte perturbato determinerà sin dalle prime ore del mattino una spiccata instabilità su Alpi e Prealpi, in estensione nel pomeriggio e in serata alle pianure di Milano e Pavia. Sono attesi temporali sparsi che potranno assumere carattere di forte intensità, con rischio di intense grandinate e forti raffiche di vento. Le temperature subiscono un sensibile calo nei valori massimi, che non supereranno i 30-31 gradi, interrompendo così la forte ondata di calore. Per i dettagli consultare il sito 3bmeteo.com o prontometeo.it.
L’articolo Lombardia Live 24 Breaking News – 10/7/2026 proviene da Pavia Uno TV.
Cronaca
Seveso, Mattarella “Svolta per la cultura della sicurezza e della prevenzione”
Pubblicato
1 ora fa-
10 Luglio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Il disastro ambientale che, cinquant’anni fa, dalla periferia di Meda sconvolse la comunità di Seveso e coinvolse anche quelle di Cesano Maderno e Desio, fu un evento tra i più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare e, ancora oggi, i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli eventi più gravi a livello globale. Un intero paese, un’intera zona della operosa Brianza si fermarono. L’intera Regione, l’intera Italia erano sgomente”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Seveso alla cerimonia commemorativa del 50esimo anniversario del disastro ambientale nello stabilimento Icmesa del 10 luglio 1976. “Nessuno dei testimoni diretti potrà mai dimenticare il trauma, le sofferenze, l’angoscia per la nube tossica e, poi, l’esodo che fu necessario disporre. Come nessuno potrà cancellare dalla memoria collettiva l’allarme e le paure che allora si diffusero in un’area molto vasta – ha proseguito -. Quel che accadde divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione, cui l’emergenza di Seveso impresse una doverosa, significativa accelerazione. Quanto avvenne era inammissibile, e le norme successivamente elaborate su scala continentale ebbero valore storico perchè si fondarono sulla tutela della vita delle persone, sulla tutela delle comunità e dell’ambiente come diritto umano primario”.
“Tante volte, nelle sedi processuali e più in generale nelle pubblicazioni che hanno indagato e riflettuto sull’accaduto, sono stati ricostruiti minuziosamente i fatti. Risalta ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, l’intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravità di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell’aria fu così prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante è la circostanza che soltanto il disastro svelò che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi”, ha sottolineato Mattarella. “L’imperdonabile ritardo delle informazioni – che, invece, sarebbero dovute doverosamente giungere, con precisione e immediatezza, alle istituzioni e alla popolazione, divenne esso stesso causa del protrarsi dell’esposizione alla diossina di persone e di animali”, ha sottolineato poi il Capo di Stato.
In questa ricorrenza “il pensiero si rivolge anzitutto a quanti subirono le conseguenze umanamente più pesanti per la fuoriuscita dalla fabbrica di quella grande quantità di sostanze altamente tossiche. A chi perse la vita in seguito a malattie causate, o aggravate, dall’esposizione prolungata alla diossina. Ai loro familiari che, oltre lo choc dei primi giorni e degli abbandoni forzati delle case e della terra, convissero con i patimenti dei propri cari. Ai quasi 200 bambini di allora che vennero colpiti da una seria patologia della pelle. Alle donne che si trovarono improvvisamente con la propria gravidanza a rischio di malformazioni di chi doveva ancora affacciarsi alla vita. A quanti, a distanza di anni, si ammalarono con il comprensibile sospetto che ne fosse responsabile la contaminazione dell’aria, del cibo, della terra per effetto di quel veleno”, ha proseguito ancora. “Altri drammi personali: l’allontanamento dalla propria casa, dal terreno coltivato, la morte degli animali allevati, la rinuncia all’attività commerciale o d’impresa costruita e sviluppata con impegno e fatica. Drammi per la comunità che si interrogava sulla continuità del proprio insediamento. Accanto alle vicende più gravi e dolorose è giusto, in questo giorno, ricordare le donne e gli uomini della solidarietà, che si impegnarono ad alleviare i tanti affanni. Chi prestò subito soccorso alle popolazioni colpite, a cominciare dai Vigili del fuoco, che intervennero quando erano ancora incerte le conseguenze su loro stessi della nube tossica. Chi aiutò nell’evacuazione. Chi vi provvide nei controlli. Va rinnovato il ringraziamento e l’apprezzamento nei confronti dei medici e degli operatori sanitari che, nell’emergenza, si prestarono con coraggio alla cura dei tanti che si trovavano nel bisogno e nel pericolo, o che nutrivano timore per i propri familiari. Medici e personale sanitario, ancora una volta, mostrarono in quelle circostanze incerte un impegno senza sosta ben oltre i doveri della professionalità. Va ricordata l’opera preziosa svolta dall’Ospedale di Desio”. Inoltre, ha proseguito il Capo di Stato, “pensando al senso civico e di solidarietà mostrata nell’emergenza, assume aspetto di alto valore simbolico la figura di Carlo Galante, scomparso da più di due decenni, al quale la Repubblica ha conferito la medaglia d’argento al valor civile. Operaio dell’Icmesa, entrò nel reparto in cui il reattore aveva innescato il violento getto di vapore letale e al cui interno una nebbia velenosa, potenzialmente mortale, avvolgeva tutto. Con una semplice maschera sul viso, Carlo Galante riuscì ad azionare la valvola del raffreddamento e quell’operazione consentì di limitare l’uscita della sostanza tossica, riducendo un danno, pur ormai gravissimo, che, senza il suo intervento, sarebbe divenuto di gran lunga più devastante. Fu un’azione, la sua, di vero eroismo, che merita perenne riconoscenza”, ha concluso Mattarella.
(ITALPRESS).
– foto: Ufficio stampa Quirinale –
Cronaca
Mattarella a Seveso a cinquant’anni dal disastro ambientale: “Intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali” / Video
Pubblicato
5 ore fa-
10 Luglio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è a Seveso per la cerimonia commemorativa del 50esimo anniversario del disastro ambientale nello stabilimento Icmesa del 10 luglio 1976. Il Capo dello Stato, entrando nella tensostruttura allestita per la cerimonia istituzionale nel Bosco delle Querce di Seveso, è stato accolto da un lungo applauso e, successivamente dalle note dell’inno di Mameli, suonato dalle due bande di Seveso (La Cittadina e Santa Cecilia) e cantato dal Coro Il Rifugio di Seregno. Presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, la sindaca di Seveso Alessia Borroni, il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, il prefetto di Monza Brianza Enrico Roccatagliata e il presidente della Provincia di Monza Brianza Luca Santambrogio.
Prima della cerimonia istituzionale, il presidente Mattarella – insieme al governatore Fontana, alla sindaca Borroni, al prefetto Roccatagliata, al presidente Santambrogio e al vicedirettore di Ersaf Roberto Bettaglio – ha assistito al flashmob “Il Bosco del Futuro” – messo in scena dai giovani attori dell’associazione culturale “Teatro Contatto” di Baruccana di Seveso nell’area antistante al ‘grande pioppo’, l’unico salvato dalla bonifica totale delle aree dopo il disastro – come metafora di rinascita, resilienza e memoria collettiva
È stata poi svelata la stele che attesta l’aggiudicazione al Bosco delle Querce del Marchio del Patrimonio Europeo e posizionato il modello tridimensionale in scala del “ponte ecologico” che scavalcherà la futura Autostrada Pedemontana Lombarda permettendo l’ampliamento a est del Bosco delle Querce.
IL VIDEO
“Tante volte, nelle sedi processuali e più in generale nelle pubblicazioni che hanno indagato e riflettuto sull’accaduto, sono stati ricostruiti minuziosamente i fatti. Risalta ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, l’intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravità di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell’aria fu così prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante è la circostanza che soltanto il disastro svelò che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi“. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo a Seveso alla cerimonia commemorativa del 50esimo anniversario del disastro ambientale nello stabilimento Icmesa del 10 luglio 1976. “L’imperdonabile ritardo delle informazioni – che, invece, sarebbero dovute doverosamente giungere, con precisione e immediatezza, alle istituzioni e alla popolazione, divenne esso stesso causa del protrarsi dell’esposizione alla diossina di persone e di animali”, ha sottolineato poi il Capo di Stato.
“In questa ricorrenza il pensiero si rivolge anzitutto a quanti subirono le conseguenze umanamente più pesanti per la fuoriuscita dalla fabbrica di quella grande quantità di sostanze altamente tossiche – ha detto Mattarella – A chi perse la vita in seguito a malattie causate, o aggravate, dall’esposizione prolungata alla diossina. Ai loro familiari che, oltre lo choc dei primi giorni e degli abbandoni forzati delle case e della terra, convissero con i patimenti dei propri cari. Ai quasi 200 bambini di allora che vennero colpiti da una seria patologia della pelle. Alle donne che si trovarono improvvisamente con la propria gravidanza a rischio di malformazioni di chi doveva ancora affacciarsi alla vita. A quanti, a distanza di anni, si ammalarono con il comprensibile sospetto che ne fosse responsabile la contaminazione dell’aria, del cibo, della terra per effetto di quel veleno”.
“Accanto alle vicende più gravi e dolorose è giusto, in questo giorno, ricordare le donne e gli uomini della solidarietà, che si impegnarono ad alleviare i tanti affanni. Chi prestò subito soccorso alle popolazioni colpite, a cominciare dai Vigili del fuoco, che intervennero quando erano ancora incerte le conseguenze su loro stessi della nube tossica. Chi aiutò nell’evacuazione. Chi vi provvide nei controlli”, ha ricordato Mattarella. “Va rinnovato il ringraziamento e l’apprezzamento nei confronti dei medici e degli operatori sanitari che, nell’emergenza, si prestarono con coraggio alla cura dei tanti che si trovavano nel bisogno e nel pericolo, o che nutrivano timore per i propri familiari. Medici e personale sanitario, ancora una volta, mostrarono in quelle circostanze incerte un impegno senza sosta ben oltre i doveri della professionalità. Va ricordata l’opera preziosa svolta dall’Ospedale di Desio”.
Inoltre, ha proseguito il Capo di Stato, “pensando al senso civico e di solidarietà mostrata nell’emergenza, assume aspetto di alto valore simbolico la figura di Carlo Galante, scomparso da più di due decenni, al quale la Repubblica ha conferito la medaglia d’argento al valor civile. Operaio dell’Icmesa, entrò nel reparto in cui il reattore aveva innescato il violento getto di vapore letale e al cui interno una nebbia velenosa, potenzialmente mortale, avvolgeva tutto. Con una semplice maschera sul viso, Carlo Galante riuscì ad azionare la valvola del raffreddamento e quell’operazione consentì di limitare l’uscita della sostanza tossica, riducendo un danno, pur ormai gravissimo, che, senza il suo intervento, sarebbe divenuto di gran lunga più devastante. Fu un’azione, la sua, di vero eroismo, che merita perenne riconoscenza”, ha concluso Mattarella.
-Foto ufficio stampa Quirinale-
(ITALPRESS).


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