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Corsa alla presidenza Figc, Malagò e Abete incontrano i vertici di Assocalciatori e Assoallenatori

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ROMA (ITALPRESS) – Sono durati circa due ore ciascuno gli incontri che hanno visto protagonisti prima Giovanni Malagò e poi Giancarlo Abete con i vertici dell’Associazione calciatori e quella allenatori.

L’ex numero uno del Coni è stato indicato dalla Lega di Serie A come candidato alla presidenza della Figc. “Sono state due ore di incontro con l’Associazione calciatori e con quella allenatori, abbiamo parlato di tanti temi, mi hanno fatto presente le loro istanze e le loro problematiche, che si uniscono a quelle delle altre componenti – le parole di Malagò all’uscita dall’incontro in tarda mattinata -. Mi sono documentato: credo che debbano fare, la prossima settimana, un direttivo e delle riflessioni. Lo spirito dell’incontro è stato propositivo sotto tutti i punti di vista, era una visita doverosa”.

“L’incontro si è sviluppato in un clima di dialogo costruttivo con un confronto approfondito sui principali temi attualmente al centro del dibattito federale. Nel corso della riunione sono emersi elementi di convergenza su diverse questioni strategiche, a conferma della volontà condivisa di contribuire allo sviluppo e al rafforzamento del sistema calcistico italiano”. Con queste parole l’Assocalciatori riassume l’incontro di oggi a Roma con Giovanni Malagò e l’Assoallenatori, in vista delle elezioni per il presidente della Federcalcio, in programma il 22 giugno.

Alle ore 15.30 è stato il turno dell’altro potenziale candidato, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete. “Un incontro positivo e molto diretto”, come lo ha descritto Abete, perché “le problematiche le conosciamo da tanti anni, quindi si è fatta una riflessione sugli scenari generali e sulle priorità in relazione ai programmi che possono essere presentati entro il 13 maggio. Ci sentiremo nei prossimi giorni, non c’è ancora un incontro prefissato”. Abete auspica “che ci siano diverse candidature e che si parta dai contenuti, perché il problema non sono le persone. Sono soddisfatto che si cominci a parlare dei problemi del calcio. È importante che all’interno delle componenti ci sia una riflessione che non sia solo collegata al nome di una persona che può dare o novità o a un’altra che dia stabilità. Io vado avanti tranquillamente”, ha concluso Abete.

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“Abbiamo condiviso gli aspetti più importanti di ciò che si deve fare sia riguardo al club Italia, sia per quanto riguarda il coinvolgimento di un ex calciatore con un ruolo importante, che credo sia una necessità condivisa, e su tutta la situazione che riguarda i nostri vivai. È presto per un nome, bisogna capire che ruolo assegnare e poi individuare le persone adatte. C’è un’esigenza di avere un punto di riferimento, qualcosa che da Vialli a Buffon ha avuto un’implementazione e credo che serva un passo ulteriore perchè un ruolo di responsabilità forte aiuterebbe il futuro presidente federale”. Così il presidente dell’Aic, Umberto Calcagno, dopo aver incontrato il possibile candidato alla Figc, Giancarlo Abete, nella sede dell’Assocalciatori assieme al presidente dell’Aiac Ulivieri. Sul coinvolgimento di un ex calciatore in Federcalcio “c’è la disponibilità da parte di entrambi i candidati”, ha aggiunto Calcagno, che in mattinata aveva incontrato anche Giovanni Malagò.

“Bisogna cercare di avere una regia federale unica che riesca a metterci tutti insieme e capire come affrontare i problemi – ha aggiunto -. A noi la lista della spesa non piace come modalità di interlocuzione, i problemi sono conosciuti. Per me l’aspetto a cui teniamo è che la parte tecnico sportiva è legata alla parte economica. Oggi rivitalizzare il mercato interno, dando alla Serie B e alla Lega Pro una nuova centralità. Abbiamo visto ragazzi che si trovano quasi per caso in campo e poi riescono a fare una grande figura. Se riuscissimo a fare meglio questo mestiere anche il mercato interno ne avrebbe giovamento”, ha concluso.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Vent’anni fa l’Italia campione del mondo. Malagò “Celebrare il 2006 rappresenta uno stimolo per il futuro”

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ROMA (ITALPRESS) – “Questa celebrazione rappresenta uno stimolo per il futuro, perché dalle vittorie del passato la Nazionale deve trovare un nuovo slancio per poter rivivere al più presto quelle straordinarie emozioni. È nostro dovere lavorare ogni giorno affinché si torni a competere per questi successi. La maglia azzurra è orgoglio e appartenenza, un simbolo da onorare e il miglior volano possibile dei valori dello sport italiano nel mondo”. Lo ha detto il presidente Figc, Giovanni Malagò nel giorno del ventesimo anniversario del quarto titolo mondiale vinto dalla Nazionale il 9 luglio 2006. La Figc celebra il trionfo di Berlino con uno speciale dal titolo ‘Noi, i Campioni del 2006’ pubblicato sulla piattaforma digitale Vivo Azzurro TV e sui propri canali social. Un tributo all’impresa compiuta dagli azzurri attraverso le parole di alcuni dei grandi protagonisti di quel Mondiale, dall’ex Ct Marcello Lippi a Gigi Buffon, da Alessandro Del Piero a Francesco Totti. E poi ancora le testimonianze di Marco Materazzi, Fabio Grosso, Filippo Inzaghi, Gianluca Zambrotta, Gennaro Gattuso, Angelo Peruzzi e il commovente ricordo di Nicola Riva, figlio dell’indimenticato campione e team manager azzurro Gigi Riva.

“DT NAZIONALE? CI PUÒ ESSERE UNA SORPRESA”

“Non cambio opinione. Siamo a giovedì, ci sto lavorando molto. Grande sorpresa? Ci può anche essere una sorpresa. Una volta superato il primo argomento del dt, paradossalmente si potrebbe andare più facilmente sul resto”, ha detto riguardo la scelta del dt e del ct della nazionale italiana, dopo aver ricevuto una laurea honoris causa dall’istituto ACS Asomi College of Sciences.

GROSSO “PASSATI 20 ANNI DAL MONDIALE2006, PER ME DATA STORICA”

“Il Mondiale del 2006? Sono passati 20 anni, a prescindere dai risultati sportivi che ci sono stati, il livello che abbiamo toccato è stato talmente alto da farci rimanere nelle pagine di storia. Poi ne è passata tanta acqua sotto i ponti, è un ricordo speciale, per me è una data storica”. Lo ha dichiarato il nuovo allenatore della Fiorentina, Fabio Grosso, durante la sua presentazione al centro sportivo “Viola Park” riferendosi alla vittoria dei mondiali 2006 dell’Italia, con la finale contro la Francia vinta ai rigori (suo quello decisivo) esattamente 20 anni fa: 9 luglio 2006.

– foto IPA Agency –

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Wimbledon, venerdì è il giorno di Sinner-Djokovic: sarà il 2° match dalle 14.30 dopo Zverev-Fery

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LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Pubblicato da poco l’ordine di gioco di domani di Wimbledon, terza prova stagionale del Grande Slam, in scena sui campi in erba dell’All England Tennis Club di Londra. Torna in azione per le semifinali Jannik Sinner.

L’azzurro, campione in carica, affronterà il serbo Novak Djokovic nel secondo match in programma sul Campo Centrale a partire dalle 14.30 italiane. Sarà la rivincita della semifinale dello scorso anno del Major britannico, dove si impose l’altoatesino per 6-3 6-3 6-4. Apriranno la giornata dedicata alle semifinali maschili, invece, sempre sul Centrale, alle 14.30, il tedesco Alexander Zverev e il britannico, beniamino del pubblico locale, Arthur Fery.

Quella di domani sarà la dodicesima sfida fra Sinner e Djokovic. Nei precedenti conduce per 6-5 il 24enne italiano, che ha vinto cinque degli ultimi sei confronti (compresa la semifinale di Wimbledon del 2025). L’ultimo scontro diretto, però, è stato ad appannaggio del 39enne serbo, che si è imposto in rimonta in cinque set nella semifinale degli Australian Open di quest’anno.

– Foto Ipa Agency –

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Collina respinge gli attacchi “Nessuno influenza gli arbitri, nemmeno Infantino”

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ROMA (ITALPRESS) – Nessuno può affermare che l’arbitraggio Fifa possa essere influenzato da qualcuno, nemmeno dal presidente Gianni Infantino”. A dirlo in un’intervista ai media della federazione che governa il calcio internazionale è Pierluigi Collina, chief refereeing officer della Fifa, dopo le recenti polemiche per le direzioni di gara ai Mondiali. Donald Trump aveva definito “sospetto” Claus, l’arbitro che aveva espulso l’attaccante statunitense Balogun, mentre la Federcalcio egiziana ha criticato duramente il fischietto francese Letexier dopo la sconfitta con l’Argentina. “Il confronto costruttivo sulle decisioni farà sempre parte del calcio, ma le accuse infondate non hanno posto nel nostro sport. Nessuno può mettere in discussione l’integrità degli arbitri dei Mondiali. Quando ciò accade, si possono scatenare reazioni che sfociano in minacce contro di loro e le loro famiglie. Questo non è giusto”, ha sottolineato Collina che precisa come Infantino abbia “sempre dimostrato il suo pieno sostegno al Fifa Team One, riponendo in noi la massima fiducia e permettendoci di lavorare in completa indipendenza. Gli ufficiali di gara prendono decisioni oneste e, proprio come i giocatori e gli allenatori, cercano sempre di dare il massimo”.

“Solitamente, durante una competizione, preferiamo non concentrarci su episodi specifici – ha spiegato Collina -. Tuttavia, dopo aver chiarito di recente cosa osservano gli ufficiali di gara quando i giocatori in attacco cercano di impedire al portiere avversario di muoversi e di difendere la porta, abbiamo voluto fare chiarezza anche su un altro argomento che ha suscitato dibattito”. Il responsabile arbitrale ha quindi ricordato la procedura di analisi di ciascun episodio: “Dopo ogni gol, il Var controlla la fase di possesso offensivo. Se viene identificato un fallo nella fase di costruzione dell’azione e si ritiene che abbia influito sul gol, il Var raccomanderà una revisione in campo. Non esiste un limite definito né per quanto riguarda la distanza dalla porta né per il lasso di tempo intercorso tra l’episodio e il gol”.

Poi si passa all’analisi del singolo episodio: “Un esempio di ciò si è verificato nella partita Argentina-Egitto, dove il numero 19 egiziano Marwan Attia ha chiaramente calpestato il piede del numero 6 argentino Lisandro Martínez”, è il riferimento al gol annullato agli egiziani.

“Riteniamo che un fallo sia un fallo. Indipendentemente dal fatto che il fallo appaia ‘evidente’, se l’arbitro non lo ha visto sul campo di gioco, il Var può intervenire – ha aggiunto -. Allo stesso modo, se non viene rilevato alcun fallo nell’azione che ha portato a un gol, il Var informerà l’arbitro di conseguenza. Calpestare il piede di un avversario è fallo, mentre un difensore che tocca prima il pallone e poi effettua un normale contatto calcistico non commette infrazione. Anche in questo caso, un esempio si è verificato alla fine della stessa partita. L’arbitro e il Var hanno giudicato normale il contatto calcistico tra il numero 10 dell’Egitto Mohamed Salah e il numero 10 dell’Argentina Julián Alvarez”.

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In quell’occasione i Faraoni avevano chiesto un rigore. L’arbitro ha lasciato correre e il Var non è intervenuto, permettendo all’Albiceleste di proseguire l’azione e realizzare il gol del 3-2 con un gran colpo di testa di Enzo Fernandez. Tante le polemiche, ma il bilancio di Collina, a otto partite dalla fine del Mondiale, è positivo: “Nel complesso, siamo soddisfatti. Tuttavia, con un numero così elevato di partite giocate in un periodo di tempo relativamente breve, è normale che alcune cose non vadano come previsto. In questi casi, siamo pronti a lavorare ancora più duramente per assicurarci di essere pienamente preparati per la prossima partita”. A partire da stasera: Francia-Marocco, primo quarto di finale. Arbitra Facundo Tello, direttore di gara dal cartellino facile.

– Foto Ipa Agency –

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