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Politica

25 aprile, Mattarella a San Severino Marche “La pace è il senso della Resistenza”

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SAN SEVERINO MARCHE (MACERATA) (ITALPRESS) – “Il 25 aprile” celebriamo “la festa di tutti gli italiani amanti della libertà”. A dirlo è Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della Cerimonia dell’81° Anniversario della Liberazione a San Severino Marche da dove “intendiamo sottolineare – insieme al carattere della nostra ferma unità – la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera. Tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è amor di Patria – prosegue Mattarella -. Quello che, con immenso sacrificio, ebbero a testimoniare i militari lasciati allo sbando, in assenza di ordini dopo l’8 settembre 1943. I giovani che fuggivano i bandi della sedicente Repubblica Sociale Italiana e che si unirono nelle formazioni partigiane. I contadini che venivano strappati alla terra per essere comandati a lavorare alla cosiddetta Linea Gotica, ultimo tentativo del Reich hitleriano di ritardare la disfatta – ricorda – . Le donne, le famiglie verso cui si scatenò, anche in queste contrade, una cieca violenza. I sacerdoti trucidati per rappresaglia, come don Enrico Pocognoni, Medaglia d’oro al Merito civile, parroco di Braccano di Matelica. I Carabinieri che dettero la vita. Questa la storia, scritta con la loro vita. Da questi italiani”.

Il Capo dello Stato citando lo Scrittore statunitense, William Faulkner che “ammoniva nel suo ‘Requiem per una monaca’ che ‘il passato non è mai morto, non è neanche passato’. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”. Poi un lungo passaggio sulla pace. “Le dittature che avevano scatenato il Secondo conflitto mondiale avevano fatto della retorica della guerra un valore. Contro il loro disegno, dai morti tra la popolazione civile, dai militari caduti, dalle vittime dei campi di concentramento, si levava – e si leva – una sola invocazione: pace. La pace per ogni persona. Pace come diritto di ogni popolo. Pace per ogni Paese. Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo. Siamo qui perché, sulle macerie di un regime dittatoriale, anche in questo luogo si trovano le radici della Repubblica – evidenzia -. Nata ottant’anni or sono, dalla libera scelta delle cittadine e dei cittadini italiani, solennemente sanzionata dal referendum istituzionale. Nata sugli orrori della guerra, sulla contrapposizione a un occupante e per redimere l’onta dei collaborazionisti che lo avevano affiancato privilegiando il partito sulla Patria. Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore. Le popolazioni delle tante città e dei tanti borghi della penisola seppero dar vita a una nuova Italia, verso un Paese in cui ‘buongiorno vuol dire davvero buongiorno’ per usare le parole con cui Vittorio De Sica concluse ‘Miracolo a Milano’. Questo è stato il portato di ottant’anni di pace, di sviluppo, di progresso, segni distintivi dei valori raccolti nella Costituzione del nostro Paese, tanto cara agli italiani”, sottolinea Mattarella.

Il Capo dello Stato, inoltre, ricorda che a combattere con gli italiani c’erano partigiani di molte nazioni, “perché libertà e giustizia sono cause che non conoscono confini. E a esse non possiamo essere indifferenti. Così come, a unire popolazioni e Resistenti, in ogni Paese, era la comune aspirazione alla pace. Fu per rispondere a questo accorato appello” di pace “che la comunità internazionale progettò, con l’Onu, di ambire a liberare il mondo dall’incubo della guerra e, con il disegno dell’unità europea, di liberarne il nostro continente. In questi ultimi anni stiamo assistendo, dolorosamente, ad antistoriche velleità di affievolire se non addirittura di rimuovere quei percorsi. Dimenticando o ignorando che reagire alla guerra fra i popoli significa dar fiducia a istituzioni comuni di pace, renderle più autorevoli ed efficienti: un impegno oggi, in questo periodo, tanto più indispensabile – osserva -. Così come per quella opera di costruzione della pace attraverso la cooperazione che gli italiani e i popoli europei hanno realizzato sulle ceneri del nazifascismo e sulle rovine del comunismo sovietico”. Mattarella, infine, ricorda che l’Italia “raccolta intorno alla sua Costituzione, guarda con fiducia alle sfide del futuro, insieme agli altri popoli europei”.

Nel comune del Maceratese, il Capo dello Stato ha deposto una corona d’alloro presso il Monumento ai Caduti della Resistenza.

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MATTARELLA DEPONE CORONA DI ALLORO ALL’ALTARE DELLA PATRIA

Il presidente della Repubblica aveva in precedenza deposto una corona di alloro all’altare della Patria. Presenti, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il ministro della Difesa Guido Crosetto. Dopo la cerimonia degli onori e l’esecuzione dell’inno d’Italia il capo dello Stato ha deposto la corona sulla tomba del milite ignoto.

– foto Quirinale –

(ITALPRESS).

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Politica

Meloni si conferma leader sui social a luglio, cresce Vannacci

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ROMA (ITALPRESS) – La premier Giorgia Meloni si conferma protagonista della comunicazione politica italiana sui social. E’ quanto emerge dal monitoraggio di Leader Trend di Arcadia realizzato in esclusiva per Italpress. Nel mese di luglio emergono tre evidenze principali. La prima riguarda la nuova e significativa crescita degli account di Giorgia Meloni. La seconda è rappresentata dall’ulteriore incremento registrato da Roberto Vannacci, in particolare su Instagram e TikTok.
La terza riguarda il ritorno di Matteo Renzi, che supera il leader del M5S, e la buona performance di Angelo Bonelli su Instagram, probabilmente favorita dalla forte esposizione mediatica seguita alla partecipazione al podcast Pulp. Le classifiche dei like e delle visualizzazioni sono dominate dagli account di Giorgia Meloni, che totalizzano complessivamente oltre 5 milioni di like e più di 91 milioni di visualizzazioni.
L’account più prolifico è invece quello di Carlo Calenda su X, con 145 contenuti pubblicati tra il 1° e il 31 luglio.
Come di consueto, l’analisi comprende anche la speciale Hate Parade, la classifica costruita sulla variazione percentuale dei commenti negativi rispetto al mese di giugno rilevati sulle pagine Facebook dei leader. A luglio è la pagina di Roberto Vannacci a registrare l’incremento più marcato (+67%), seguita da quelle di Giorgia Meloni ed Elly Schlein.
Gli account X di Carlo Calenda e Nicola Fratoianni si confermano tra i più prolifici, con oltre cento contenuti pubblicati al mese. Si distingue, inoltre, la costante crescita di Roberto Vannacci, trainata in particolare dalle performance della sua pagina Facebook.


Dopo diversi mesi in cui il podio dei like era stato occupato quasi esclusivamente da Giorgia Meloni, a luglio la classifica presenta tre account diversi, tutti su Instagram. Accanto a Giorgia Meloni, infatti, figurano Roberto Vannacci e Matteo Salvini, rispettivamente al secondo e al terzo posto.


Il podio delle visualizzazioni conferma come il formato video,
e in particolare il reel, sia oggi il contenuto più efficace anche nella comunicazione politica. Ai primi tre posti si collocano, tutti su Instagram, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Roberto Vannacci.


Leader Trend è un report realizzato dalla collaborazione tra Arcadia e Liberi Network.
-foto Arcadia-
(ITALPRESS).

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Politica

Missioni, Crosetto “Il confronto sia serio, le informazioni erano state fornite”

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ROMA (ITALPRESS) – “Colpisce che chi grida oggi allo scandalo ed insulta con arroganza, piuttosto che accettare il confronto sereno offerto, solo poche settimane fa ha ricevuto ogni informazione, preso parte alle audizioni e votato le autorizzazioni. Il 5 marzo scorso il Parlamento ha approvato le risoluzioni che autorizzavano il dispiegamento e il rischieramento dei sistemi di difesa aerea e antimissile nella Regione del Golfo. Il 14 luglio, le Commissioni Esteri e Difesa del Senato e il 28 luglio la Commissione della Camera, hanno prorogato le missioni, che confermano e comprendono un’area, che include l’Arabia Saudita. Non una missione nuova, dunque, ma il riposizionamento all’interno di un’area già prevista e autorizzata di capacità esistenti e non più in grado di operare dal Kuwait”. Così in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Nel frattempo il Governo ha riferito più volte alle Camere: il 2 marzo, il 5 marzo e il 13 maggio. I Ministri degli Affari Esteri e della Difesa sono stati auditi il 9 giugno, il Capo di Stato Maggiore della Difesa il 17 giugno e il Comandante del COVI il 1° luglio, davanti alle Commissioni competenti – prosegue -. Di fronte a questo percorso istituzionale, sostenere che il Parlamento fosse all’oscuro non è una critica al Governo ma o la confessione di non aver seguito le audizioni e non aver letto gli atti o non aver compreso ciò che si è votato”.

“Ogni parlamentare ha il diritto ed il dovere di contestare le scelte del Governo. Non ha, però, il diritto di modificare i fatti, a deformare la realtà per lanciare accuse pesanti ma false. Le informazioni c’erano, erano pubbliche, sono state illustrate nelle sedi istituzionali e sono state oggetto di deliberazioni parlamentari – conclude Crosetto -. Su temi che riguardano la sicurezza nazionale sarebbe auspicabile un confronto basato su serietà e pacatezza, un confronto sul merito. Alimentare polemiche ipotizzando presunte omissioni, smentite dagli atti parlamentari, può servire alla propaganda, ma non rende un buon servizio al Paese. Ma ciò che rende un servizio ancor peggiore è l’utilizzo di insulti e di toni volutamente pesanti e offensivi”.

– Foto Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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L’Italia aderisce alla Pax Silica

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ROMA (ITALPRESS) – L’Italia ha aderito oggi alla Pax Silica, iniziativa strategica internazionale promossa dagli Stati Uniti che riunisce oltre venti Paesi e l’Unione Europea per rafforzare la cooperazione sulle tecnologie strategiche dell’era dell’intelligenza artificiale.

Lo rende noto la Farnesina, sottolineando che l’adesione conferma la centralità del partenariato transatlantico per promuovere sicurezza economica, innovazione e competitività, attraverso filiere affidabili e resilienti, in un contesto di crescente competizione strategica.

Su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’adesione italiana è stata formalizzata a Brindisi dall’Inviato Speciale per l’innovazione e le nuove tecnologie, ambasciatore Armando Varricchio, che ha firmato insieme all’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta.

La partecipazione italiana – sottolinea ancora la Farnesina –riflette la convinzione che innovazione tecnologica, sicurezza economica e sicurezza nazionale siano sempre più strettamente connesse. Dai semiconduttori ai minerali critici, dalle infrastrutture digitali ai sistemi ad alta tecnologia, la Pax Silica rafforza la cooperazione tra Paesi che condividono interessi strategici e standard comuni. L’iniziativa offrirà nuove opportunità di crescita e internazionalizzazione per le imprese italiane nei settori destinati a plasmare l’economia del futuro.

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– Foto Ministero degli Esteri –

(ITALPRESS).

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