Seguici sui social

Economia

IMU 2026, aliquote e regole aggiornate tra semplificazioni e agevolazioni

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – L’IMU continua a essere una delle imposte più importanti per chi possiede immobili in Italia, in particolare seconde case, fabbricati diversi dall’abitazione principale e immobili a uso produttivo o commerciale.
Nel 2026, secondo quanto riporta idealista, l’imposta non cambia nella sua struttura generale, ma vengono introdotte alcune modifiche che puntano a rendere il sistema più semplice e uniforme. L’obiettivo principale della riforma è ridurre le differenze tra i vari Comuni e rendere più trasparente il calcolo dell’imposta, grazie a regole più rigide e standardizzate nella definizione delle aliquote locali.
Per quanto riguarda il pagamento, anche nel 2026 l’IMU resta dovuta soprattutto su seconde case, immobili di lusso, aree edificabili e terreni agricoli non esenti, oltre che su fabbricati produttivi e abitazioni principali di pregio (categorie catastali A/1, A/8 e A/9). Restano escluse o agevolate diverse situazioni, come l’abitazione principale non di lusso e alcune tipologie di immobili assimilati. Le scadenze rimangono quelle tradizionali: il 16 giugno per l’acconto o il pagamento in un’unica soluzione e il 16 dicembre per il saldo.
Una delle principali novità del 2026 riguarda le aliquote comunali. Con il nuovo sistema introdotto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, viene semplificato il cosiddetto “prospetto IMU”, riducendo drasticamente la varietà di casistiche applicabili rispetto al passato. Questo dovrebbe rendere il sistema più chiaro e meno soggetto a interpretazioni differenti tra i vari territori, aumentando al tempo stesso la trasparenza e la prevedibilità del tributo.
Accanto a questa riforma, si amplia anche la possibilità per i Comuni di prevedere aliquote ridotte per alcune categorie di immobili. Tra questi rientrano, ad esempio, immobili concessi in comodato, fabbricati inagibili o non utilizzabili, abitazioni non locate e immobili turistici o utilizzati come case vacanza. In alcuni casi è previsto anche l’invio di un avviso precompilato da parte del Comune, con possibilità di pagamento tramite sistemi digitali come pagoPA.
Un altro aspetto rilevante riguarda la seconda casa. I Comuni potranno applicare riduzioni fino al 50% dell’imposta in presenza di specifiche condizioni, come nel caso di immobili non affittati, non concessi in comodato e utilizzati solo in determinati periodi dell’anno. Si tratta, ad esempio, delle abitazioni al mare o comunque utilizzate in modo saltuario dal proprietario e non destinate a fini reddituali.
Per quanto riguarda le aliquote, non esiste una percentuale unica valida a livello nazionale, poichè ogni Comune ha margini di manovra entro limiti fissati dalla normativa statale. In generale, per gli immobili diversi dall’abitazione principale l’aliquota base resta pari all’8,6 per mille, con un massimo ordinario che può arrivare al 10,6 per mille e, in alcuni casi eccezionali, fino all’11,4 per mille. All’interno di questi limiti, i Comuni possono comunque applicare riduzioni o differenziazioni in base alle caratteristiche degli immobili.
Infine, rimangono numerose le esenzioni e agevolazioni. L’abitazione principale non di lusso continua a essere esente, così come diversi immobili assimilati, tra cui alloggi sociali e abitazioni assegnate in particolari situazioni familiari o lavorative. Sono inoltre esenti i terreni agricoli di determinate categorie, gli immobili destinati a finalità istituzionali o religiose e quelli appartenenti a enti pubblici. Previste anche riduzioni specifiche, come nel caso dei contratti a canone concordato, degli immobili inagibili o delle abitazioni utilizzate come case vacanza. In alcuni casi, infine, sono previste agevolazioni anche per i pensionati iscritti all’AIRE, con sconti che possono arrivare fino all’esenzione totale.
Nel complesso, l’IMU 2026 si muove quindi nella direzione di una maggiore semplificazione e uniformità, pur mantenendo un sistema articolato di aliquote, riduzioni ed esenzioni che continua a variare in base alla tipologia di immobile e alle decisioni dei singoli Comuni.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

Economia

Moody’s conferma il rating a Baa2: “Italia resiliente allo shock dell’energia”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – L’economia italiana ha mostrato “resilienza allo shock dei prezzi dell’energia derivante dal conflitto in Medio Oriente e prevediamo che sia mantenuto un orientamento di bilancio prudente. A seguito di una crescita media del Pil reale dello 0,9% nella prima metà dell’anno, abbiamo rivisto al rialzo la nostra previsione di crescita per il 2026 portandola allo 0,8%”. Lo afferma in una nota l’agenzia di rating Moody’s che, “non annuncia un’azione di rating né indica una probabile azione sul rating nel breve periodo”.

Moody’s ha di fatto confermato il rating Baa2 sull’Italia. L’agenzia riferisce di avere completato la revisione periodica senza assumere decisioni sulla valutazione di affidabilità creditizia. Le prospettive restano quindi stabili. “Il rating dell’Italia è sostenuto da un’economia ampia, diversificata e a reddito elevato, con una forte base di investitori interni che sostengono il finanziamento dei titoli di Stato”.

L’Italia beneficia anche anche dell’appartenenza all’Unione europea e all’area euro; questi punti di forza vengono bilanciati dall’elevato debito pubblico italiano, dice l’agenzia, che limita la flessibilità di bilancio ed ha prospettive di crescita moderata. Moody’s prevede per l’Italia un deficit al 3% del Pil nel 2026 e al 2,9% nel 2027, solo leggermente inferiore al 3,1% del 2025. Quanto al rapporto debito pubblico/Pil si prevede che si stabilizzi intorno al 138% nel 2026 e nel 2027, per poi iniziare una graduale diminuzione, grazie a solidi avanzi primari e all’attenuarsi dell’effetto dei crediti d’imposta per la ristrutturazione edilizia degli anni precedenti.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Economia

Terminata l’Opas di Poste Italiane su Tim, raggiunto l’85,82% del capitale

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – L’offerta di Poste Italiane su Tim si chiude con Poste a circa l’85,82% del capitale dell’azienda telefonica. “Sulla base dei risultati provvisori della riapertura dei termini, laddove confermati, Poste Italiane verrà a detenere complessivamente n. 1.832.917.988 azioni Tim, pari a circa l’85,822% del capitale sociale di Telecom Italia”, si legge in una nota.

Risulta portato in adesione all’offerta (incluse le adesioni raccolte durante il periodo di adesione e durante la riapertura dei termini), complessivamente, il 65,718% circa del capitale sociale di Telecom Italia. Poste italiane verrà a detenere complessivamente 1.832.917.988 azioni Tim, pari a circa l’85,822% del capitale sociale di Telecom Italia.
Poste, in una nota, precisa che “sulla base dei suddetti risultati (laddove confermati), non si sono verificati i presupposti per il Diritto di Acquisto ai sensi dell’art. 111 del TUF o per la Procedura Congiunta. I risultati definitivi della Riapertura dei Termini saranno resi noti nel Comunicato sui Risultati Definitivi della Riapertura dei Termini, che sarà diffuso a cura dell’Offerente entro le ore 7:29 (ora italiana) del 1° ottobre 2026″.

– foto di repertorio ufficio stampa Poste Italiane –

(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Economia

L’Eni fissa un tetto limite al prezzo dei carburanti, 2,19 euro/litro per il gasolio e 1,99 per la benzina. Il Governo ringrazia: “Atto lodevole”

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – Eni ha fissato un limite massimo al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive pari a 2,19 euro/litro per il gasolio e a 1,99 per la benzina (circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali). Il price cap è correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore e sarà applicato a partire dal 28 settembre, per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Eni – si legge in una nota – intende dare un nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela, che si unisce alle iniziative già intraprese dalla società dallo scorso marzo attraverso un ribaltamento solo in via parziale dell’aumento delle quotazioni internazionali sui prezzi consigliati presso i propri distributori, assorbendone così una parte significativa.

Eni – prosegue la nota – è anche impegnata nella gestione delle bioraffinerie realizzate a Venezia e Gela, nonché nello sviluppo e trasformazione di Livorno e in altri siti sul territorio nazionale, salvaguardando l’occupazione e l’ambiente, investendo capitali significativi nel territorio e preservando capacità di raffinazione (per di più in prodotti sostenibili) che altrimenti sarebbe mancata al mercato.

GOVERNO RINGRAZIA ENI, “LODEVOLE ATTO DI ATTENZIONE ALL’ITALIA”

Il Governo “ringrazia Eni per l’importante iniziativa di porre un tetto massimo al prezzo di benzina e gasolio. Un lodevole atto di attenzione all’Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Advertisement

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.