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Economia

A Milano la quarta edizione del Forum del Commercio Internazionale

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GENOVA (ITALPRESS) – Giunto alla sua quarta edizione, il Forum si è progressivamente affermato come il più significativo evento italiano dedicato al commercio internazionale, alle politiche commerciali europee, alla compliance, alla sicurezza economica e agli equilibri geopolitici mondiali, consolidando un posizionamento distintivo fondato su contenuti di alto profilo, credibilità scientifica e capacità di creare relazioni di valore. In un contesto segnato da profonde trasformazioni geopolitiche, tensioni commerciali, nuove barriere tariffarie e crescente complessità normativa, il commercio internazionale è tornato al centro delle scelte strategiche di imprese e istituzioni.

È in questo scenario che nasce e cresce il Forum del Commercio Internazionale: uno spazio di confronto capace di mettere in relazione visioni, competenze ed esperienze diverse attorno ai grandi temi che stanno ridefinendo gli scambi globali. Giunto alla sua quarta edizione, il Forum si è progressivamente affermato come il più importante evento italiano dedicato al commercio internazionale, alle politiche commerciali europee, alla compliance, alla sicurezza economica e agli equilibri geopolitici mondiali, consolidando un posizionamento distintivo fondato su contenuti di alto profilo, credibilità scientifica e capacità di creare relazioni di valore.

L’edizione 2026 vedrà la partecipazione di importanti rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo economico e dell’analisi geopolitica internazionale. Tra i protagonisti: Maroš Šefcovic, Commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza economica; Matthias Petschke, Direttore Generale DG TAXUD – Commissione Europea; Silvia Salis, Sindaco di Genova; Brando Benifei, Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con gli Stati Uniti; Carlo Fidanza, membro della Commissione Affari Esteri del Parlamento europeo; Dario Fabbri, analista geopolitico e direttore di Domino A moderare i lavori sarà Mariangela Pira, giornalista e conduttrice di Sky TG24.

Il Forum è organizzato da ARcom formazione, realtà impegnata nello sviluppo di progetti e iniziative dedicate al commercio internazionale, alla compliance, al diritto doganale e alla sicurezza economica globale. Direttore scientifico di ARcom è l’avvocato Sara Armella, tra i massimi esperti italiani in diritto doganale e commercio internazionale, che ha ideato e sviluppato il Forum con l’obiettivo di creare in Italia uno spazio stabile di confronto tra istituzioni, imprese, professionisti e stakeholder del settore.

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Sara Armella è inoltre counselor del Board of Directors dell’International Customs Law Academy (ICLA), associazione internazionale senza scopo di lucro che riunisce i maggiori esperti mondiali di diritto doganale, selezionati tramite invito e attraverso un rigoroso processo di selezione. L’Accademia conta al massimo 100 membri a livello globale, distinti per esperienza professionale e produzione scientifica nel settore.

Per ICLA l’ingresso avviene esclusivamente attraverso un rigoroso processo di selezione internazionale e non è prevista alcuna possibilità di autocandidatura. Nel corso del Forum verrà inoltre annunciato che il World Customs Law Meeting, il più importante congresso internazionale dedicato al diritto doganale e al commercio internazionale organizzato da ICLA, si svolgerà nel 2028 a Genova, confermando il crescente ruolo della città come punto di riferimento internazionale sui temi legati al commercio globale, alla logistica e alla portualità.

“Viviamo una fase storica in cui il commercio internazionale è profondamente intrecciato ai grandi equilibri geopolitici, economici e strategici globali. Il Forum nasce con l’obiettivo di offrire un luogo autorevole di confronto capace di mettere in dialogo istituzioni, imprese, professionisti ed esperti per interpretare il cambiamento e costruire strumenti concreti per affrontarlo. Oggi più che mai servono visione, competenze e capacità di creare connessioni”, sottolinea Sara Armella, ideatrice del Forum.

Il Forum nasce infatti dalla convinzione che le sfide del commercio internazionale non possano più essere affrontate in modo settoriale o isolato. Per questo mette in dialogo istituzioni europee e nazionali, imprese, top management, professionisti, consulenti, mondo accademico, esperti di geopolitica, media economici e stakeholder del commercio globale, con l’obiettivo di creare un luogo in cui lettura strategica e confronto concreto possano convivere.

Nel corso delle precedenti edizioni il Forum ha costruito una significativa capacità di amplificazione mediatica e digitale, registrando oltre 100 mila visualizzazioni online e più di 50 mila interazioni sui social, oltre all’attenzione dei principali media nazionali e a un rilancio internazionale attraverso circuiti istituzionali. Nel Forum verrà presentato inoltre ARGO – Osservatorio sul commercio internazionale, un centro studi permanente dedicato all’analisi delle trasformazioni che incidono sugli scambi globali, con focus su scenari geopolitici, evoluzioni normative, politiche commerciali, sostenibilità, compliance, dogane e sicurezza economica e che ha l’obiettivo di rendere fruibile ed intellegibili dati complessi per aziende e professionisti del settore.

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Particolare attenzione sarà dedicata anche alle nuove generazioni attraverso il Premio Alfiere del Commercio Internazionale – Young International Trade Specialist, iniziativa rivolta agli under 35 con l’obiettivo di creare un collegamento concreto tra giovani talenti e mondo del commercio internazionale, offrendo opportunità di networking, visibilità e connessione con imprese e professionisti del settore.

-Foto ufficio stampa Forum del Commercio Internazionale-
(ITALPRESS).

Economia

Investimenti in aerospazio, difesa e sicurezza: Confindustria lancia Connext Filiere

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ROMA (ITALPRESS) – Trasformare la nuova stagione di investimenti in aerospazio, difesa e sicurezza in una leva di sviluppo industriale per il Paese. Con questo obiettivo Confindustria ha lanciato oggi, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made In Italy Adolfo UrsoConnext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza il nuovo progetto dedicato alla costruzione e al rafforzamento delle filiere industriali strategiche italiane partendo da un comparto che nei prossimi anni sarà tra i principali motori della crescita del tessuto produttivo europeo. Tra i relatori dell’evento di lancio anche Giacinto Ottaviani, Direttore Nazionale degli Armamenti; Lorenzo Mariani, Amministratore Delegato e Direttore Generale Leonardo; Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale Fincantieri; Riccardo Procacci, Amministratore Delegato Avio Aero.

“Quello di oggi è un dibattito sulla politica industriale”, ha sottolineato nel suo intervento il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. “L’obiettivo NATO della spesa in difesa al 3,5% del Pil entro il 2035 non è solo un traguardo finanziario: deve essere uno dei pilastri della politica industriale italiana ed europea. Questa decisione, infatti, impone una strategia nazionale capace di trasformare tale scelta in un’opportunità per costruire un piano industriale di lungo periodo per il Paese in cui gli investimenti si traducano in innovazione, competenze, occupazione qualificata e competitività. La cosa da evitare è che questi investimenti finiscano all’estero. Per il nostro sistema delle imprese è prioritario generare crescita in Italia, puntando su ricerca e sviluppo a livello nazionale, nella consapevolezza che gli investimenti nei settori dell’aerospazio e della difesa generano sempre importanti ricadute dual use, con applicazioni strategiche anche in ambito civile. L’Europa e l’Italia devono capire che solo sostenendo con risorse adeguate le loro filiere strategiche saranno in grado di non perdere la grande sfida che ci lanciano Stati Uniti e Cina. Germania, Francia e Spagna, infatti, stanno rafforzando le proprie basi industriali. La Spagna, secondo i dati SIPRI, tra il 2024 e il 2025 ha aumentato del 50% le spese nel comparto e negli ultimi 9 anni queste sono passate dal 1,1% del PIL nel 2016 al 2,1% nel 2025. Noi non possiamo rimanere indietro”.

“Lo spazio è da sempre una dimensione naturale dell’Italia e rappresenta oggi una delle maggiori potenzialità di crescita dell’economia italiana ed europea. È uno dei settori in cui si stanno definendo i nuovi equilibri economici, tecnologici e geopolitici globali: la competizione non è più soltanto tra nazioni, ma tra continenti e grandi sistemi industriali”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali del Governo, sen. Adolfo Urso. “La forza italiana – ha aggiunto – sta nella sua filiera, che unisce grandi campioni nazionali, PMI altamente specializzate, startup innovative e distretti industriali diffusi in sedici regioni del Paese. Per questo abbiamo messo in campo 7,8 miliardi di euro entro il 2028 per rafforzare l’ecosistema spaziale nazionale e sostenerne la crescita. Il programma Artemis, con Luca Parmitano pilota della missione Artemis III e il modulo abitativo lunare sviluppato a Torino dall’industria italiana, è una dimostrazione concreta del ruolo che il nostro Paese può svolgere nei programmi più avanzati a livello internazionale”. “È questa la sfida che abbiamo di fronte: trasformare le nostre competenze industriali e tecnologiche in maggiore competitività, occupazione qualificata e leadership europea nei settori strategici del futuro”, ha concluso Urso.

Il raggiungimento dell’obiettivo NATO del 3,5% del PIL per la difesa entro il 2035 potrebbe tradursi, per l’Italia, in un incremento cumulato del PIL pari al +3% (+51 miliardi) grazie a un effetto moltiplicativo stimato intorno a due volte il valore degli investimenti, questo a patto che destiniamo l’aumento della spesa alle filiere del nostro tessuto produttivo. Qualora, invece, decidessimo di rivolgere gli investimenti strategici importando dall’estero la crescita cumulata non supererebbe lo 0,9% del PIL. Si prevede, inoltre, una forte crescita della produttività, con un valore aggiunto dell’industria che aumenta più del PIL (+6,5%) e traina occupazione (+2,1%) ed entrate fiscali, oltre a generare importanti ricadute tecnologiche sull’intero sistema produttivo.

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L’Italia parte da una base industriale già consolidata. Secondo la mappatura realizzata da CTNA – Il Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio – e Confindustria, il settore aerospaziale nazionale vale oltre 21,4 miliardi di euro di fatturato, impiega 54.300 addetti e investe circa il 5% dei ricavi in ricerca e sviluppo. La filiera è composta per oltre l’80% da piccole e medie imprese altamente specializzate e diffuse su tutto il territorio nazionale.

Il progetto guarda sia alla space economy che ai comparti della difesa, della cybersecurity, dell’aeronautica civile e della cantieristica, settori accomunati da elevata intensità tecnologica e da una crescente integrazione tra applicazioni civili e militari. Nella space economy, ad esempio, la produttività supera del 65% la media nazionale e il nuovo documento strategico di settore prevede risorse per 7,8 miliardi di euro entro il 2028. Il mercato italiano della cybersecurity invece vale oltre 2,2 miliardi di euro e cresce a ritmi superiori al 12% annuo.

Uno degli elementi centrali del progetto è il coinvolgimento delle PMI. Per Confindustria, il rafforzamento della filiera passa dalla capacità di accompagnare le imprese nei percorsi di crescita dimensionale, aggregazione, accesso al credito e partecipazione ai grandi programmi industriali e tecnologici.

“Senza PMI forti non esiste una filiera forte” ha sottolineato Giorgio Marsiaj, vice presidente di Confindustria per l’Aerospazio. “In uno scenario internazionale caratterizzato dal rafforzamento delle politiche industriali nazionali e dalla crescente competizione tra sistemi produttivi, Confindustria punta a svolgere un ruolo sempre più operativo nel favorire connessioni industriali, investimenti e sviluppo dimensionale delle imprese. La sfida non è creare una filiera da zero, ma valorizzare e rafforzare un patrimonio industriale già esistente, affinché la crescita del settore si traduca in crescita per l’intero Sistema Paese. Ci muoviamo in questa direzione con una logica di filiera, per garantire che i campioni nazionali siano in grado di attivare e coinvolgere il tessuto delle piccole e medie imprese italiane, valorizzando l’intero ecosistema industriale nazionale”.

Strumento operativo del progetto è, infatti, ConnextFilierela piattaforma digitale proprietaria sviluppata da Confindustria per favorire scouting, profilazione e matching industriale tra imprese. L’obiettivo è rendere visibili competenze, capacità produttive e specializzazioni presenti nel sistema industriale italiano, creando nuove opportunità di collaborazione lungo le catene del valore.

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L’Aerospazio, Difesa e Sicurezza rappresenta la prima applicazione concreta della piattaforma. Dopo il convegno di lancio del 24 giugno, il progetto proseguirà con una serie di appuntamenti territoriali nella seconda metà del 2026 e nel corso del 2027, con l’obiettivo di estendere progressivamente il modello ad altre filiere strategiche.

-Foto locandina evento ufficio stampa Confindustria-
(ITALPRESS).

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Economia

Corte dei Conti “Mantenere il controllo dei conti pubblici e garantire una attenta selezioni degli interventi”

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ROMA (ITALPRESS) – “Si conferma l’esigenza, da un lato, di mantenere il controllo sui conti pubblici, e, dall’altro, di garantire una più attenta selezione degli interventi da avviare al fine di contrastare gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche e, conseguentemente, ridefinire le priorità con una sempre maggiore attenzione alla valutazione costo – efficacia che deve orientare l’azione del Governo nella definizione delle misure da attuare”. Lo afferma il presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, nell’introduzione alla relazione sul rendiconto generale dello Stato. “La restrizione dei margini di bilancio impone dunque una rigorosa ridefinizione delle priorità di spesa, inclusa la riprogrammazione di alcuni aumenti settoriali come quelli destinati alla difesa, pur mantenendo fermi i presidi a tutela dei redditi delle famiglie e della liquidità aziendale”, prosegue.

“Non può peraltro essere sottaciuto che tale quadro di stabilità rimane esposto a fortissimi rischi esogeni, nella considerazione soprattutto che l’instabilità del contesto globale potrebbe rendere necessarie revisioni significative degli scenari economici in tempi brevi e la conseguente adozione di politiche anticicliche atte a contenere in via preventiva gli effetti negativi di tale perdurante instabilità – sottolinea Carlino -. In tale ambito resta di particolare rilievo l’accelerazione della spesa per gli interventi, in via di conclusione, finanziati con il PNRR al fine di garantirne l’obiettivo principale volto alla modernizzazione del Paese, nonché lo sviluppo delle misure di riforma e degli investimenti diretti all’allungamento del periodo di aggiustamento del PSB e suscettibili di determinare nuove pressioni sulla spesa riconducibili a spese per difesa, invecchiamento della popolazione, tutela della salute e trasformazione delle economie – spiega il presidente della Corte dei Conti -. Anche sotto il profilo della spesa infrastrutturale, principale motore della crescita, si sottolinea l’importanza di decisioni orientate alla coesione nazionale, alla riduzione dei divari e al rafforzamento dell’accessibilità che richiede una attenta riflessione in vista del progressivo esaurimento degli effetti prodotti dalle risorse iniettate nel sistema con il PNRR”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Istat, nel 4° trimestre del 2025 rallenta il mercato immobiliare

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ROMA (ITALPRESS) – Le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo onerosi per unità immobiliari ammontano a 220.404 nel III trimestre 2025 (+2% rispetto al trimestre precedente – dato destagionalizzato – e +5,1% su base annua – dato grezzo) e a 282.274 nel IV trimestre 2025 (-1,5% rispetto al trimestre precedente e -0,9% su base annua). Lo rende noto l’Istat.

Nel IV trimestre 2025 le compravendite del comparto abitativo diminuiscono, rispetto al trimestre precedente, nel Nord-est (-3,3%), al Sud (-1,6%), nel Nord-ovest (-1,0%) e nelle Isole (-0,7), mentre crescono nel Centro (+2,7%). Le compravendite di immobili a uso economico diminuiscono in tutte le aree geografiche del Paese: Nord-est (-14,3%), Centro (-10,8%), Nord-ovest (-9,3%), Isole (-6,7%) e Sud (-3,1%).

Il 93,8% delle convenzioni stipulate nel IV trimestre 2025 riguarda i trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (264.634), il 5,9% quelli a uso economico (16.522) e lo 0,4% quelli a uso speciale e multiproprietà (1.118). Rispetto al IV trimestre 2024, le transazioni immobiliari registrate nel IV trimestre 2025 diminuiscono nel comparto abitativo (-0,8%) e ancor di più nel comparto economico (-2,3%). A livello territoriale, le compravendite del comparto abitativo calano su base annua al Sud (-6,4%), nel Nord-est (-1,9%) e al Centro (-0,8%), mentre crescono nel Nord-ovest (+2,1%) e nelle Isole (+1,5%); quelle del comparto economico calano in tutte le aree geografiche del Paese: Sud (-7,6%), Isole (-6,8%), Nord-ovest (-4,0%) e Centro (-1,0%), ad eccezione del Nord-est (+5,3%). Il calo riguarda sia i grandi sia i piccoli centri (rispettivamente -0,2% e -1,3% nel comparto abitativo; -3,3% e -1,6% in quello economico).

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare ammontano a 88.183 nel III trimestre 2025 (-0,2% rispetto al trimestre precedente – dato destagionalizzato – e +10,8% su base annua – dato grezzo) e a 104.669 nel IV trimestre 2025 (+1,4% rispetto al trimestre precedente e +6,1% su base annua). Su base congiunturale l’aumento registrato nel IV trimestre 2025 riguarda il Centro (+5,9%), il Sud (+1,4%), il Nord-ovest (+1,3%), mentre nelle Isole e nel Nord-est si registra una diminuzione (rispettivamente -1,8% e -0,4%). Su base annua la crescita interessa tutto il territorio nazionale: Nord-ovest (+8,9%), Nord-est (+5,4%), Isole (+5,3%), Centro (+4,2%) e Sud (+3,4%), grandi e piccoli centri (rispettivamente +6,9% e +5,6%).

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Nell’intero anno 2025, il mercato immobiliare con 986.940 convenzioni notarili di compravendita registra un andamento in crescita rispetto all’anno precedente (+3,9% nel complesso; +4,0% il settore abitativo e +1,5% il comparto economico). I mutui, con 382.389 convenzioni, sono in aumento del 15,5%.

“Il quarto trimestre chiude l’anno 2025 con 282.274 compravendite immobiliari. I volumi intermediati diminuiscono dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Su base congiunturale, l’indice destagionalizzato diminuisce (-1,5%), dopo l’incremento del III trimestre (+2%) – commenta l’Istat -. Nello stesso trimestre le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (104.669) aumentano del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’indice destagionalizzato mostra una ripresa (+1,4%) dopo la stabilità osservata nel III trimestre”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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