Cronaca
Referendum sulla Giustizia, Grossi e Cavaliere spiegano il Sì in conferenza stampa a Pavia
Pubblicato
5 mesi fa-
di Emanuele Bottiroli
Anche in provincia di Pavia entra nel vivo la campagna a sostegno del Sì al referendum sulla giustizia. Il Comitato per il Sì avvia ufficialmente le proprie iniziative sul territorio e arriva una conferenza stampa in programma giovedì 29 gennaio alle ore 12, a Pavia, nella sede di Palazzo Ascom, in Corso Cavour 30 (di fronte al Tribunale). Protagonisti al tavolo dei relatori due avvocati penalisti per un incontro di carattere tecnico e apolitico.
L’incontro, dal titolo “Le ragioni del Sì”, rappresenta il primo appuntamento pubblico di un percorso di informazione e mobilitazione che coinvolge anche il territorio pavese, confermando come la campagna referendaria stia progressivamente radicandosi a livello locale. L’obiettivo è spiegare nel merito i contenuti della riforma e le motivazioni che hanno portato alla nascita del Comitato anche in provincia, favorendo un confronto diretto e consapevole sui temi della giustizia.

A illustrare le ragioni del Sì saranno l’avvocato Andrea Cavaliere, componente della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane, e l’avvocato Eleonora Grossi, presidente della Camera Penale di Pavia. Due figure di primo piano del mondo forense che affronteranno, con un taglio tecnico ma accessibile, i nodi centrali della riforma costituzionale, le sue finalità dichiarate e i possibili effetti sull’assetto dell’ordinamento giudiziario. La conferenza stampa segna l’avvio di una fase di presenza attiva del Comitato sul territorio, con l’intento di coinvolgere cittadini, operatori del diritto e istituzioni locali in vista del voto.
Il quadro nazionale della consultazione è ormai definito. Il Consiglio dei ministri ha infatti indicato domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 come date del referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia. In quelle due giornate gli italiani saranno chiamati a esprimersi su una modifica di ampia portata, destinata a incidere sull’equilibrio tra i poteri dello Stato e sull’organizzazione della magistratura.

Il quesito referendario riguarda l’approvazione o il respingimento della legge costituzionale di riforma dell’ordinamento giudiziario e affronta in particolare il tema della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente, cioè tra giudici e pubblici ministeri, oltre alla revisione del sistema disciplinare. La riforma interviene su norme di rango costituzionale e, secondo i promotori, punta a rafforzare la specializzazione delle funzioni e l’indipendenza dei rispettivi ruoli.
Si tratta di un referendum confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione. A differenza dei referendum abrogativi, non è previsto alcun quorum di partecipazione: l’esito dipenderà esclusivamente dalla maggioranza dei voti validamente espressi. Se prevarrà il Sì, la legge costituzionale entrerà in vigore. In caso contrario, la riforma verrà respinta.
Il testo del quesito che comparirà sulla scheda recita: «Approvare il testo della legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e istituzione del tribunale disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30». Il No mantiene l’attuale assetto della magistratura, respingendo la riforma proposta dal Governo. Il Sì, invece, ne conferma l’impianto, modificando in modo strutturale l’ordinamento giudiziario.
La principale novità introdotta in caso di vittoria del Sì riguarda proprio la separazione delle carriere. L’attuale normativa consente, con limiti e condizioni, il passaggio nel corso della carriera dal ruolo di giudice a quello di pubblico ministero e viceversa. Un meccanismo pensato, secondo l’impostazione vigente, per garantire una conoscenza reciproca delle funzioni e un equilibrio complessivo del sistema.
La riforma costituzionale elimina questa possibilità. Giudici e pubblici ministeri seguirebbero due percorsi professionali distinti e non comunicanti, regolati da due Consigli superiori autonomi, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. Non sarebbe più consentito alcun cambio di ruolo, sancendo una separazione netta e permanente tra funzione giudicante e funzione requirente.
Accanto a questo intervento, la legge prevede l’istituzione di un nuovo organismo: una Alta Corte di giustizia disciplinare. Composta da 15 membri, di cui tre nominati dal Presidente della Repubblica, tre estratti a sorte da un elenco predisposto dal Parlamento e i restanti selezionati tra magistrati con almeno vent’anni di esperienza, la nuova Corte assumerebbe la competenza esclusiva in materia disciplinare. Verrebbe così superato l’attuale sistema, che affida queste funzioni agli organi interni di autogoverno.
Il referendum del 22 e 23 marzo 2026 si presenta quindi come un passaggio decisivo per il futuro della giustizia italiana. La conferenza stampa di Pavia del 29 gennaio rappresenta il primo momento pubblico di un percorso di informazione sul territorio, destinato a proseguire ed articolarsi, con l’obiettivo di fornire ai cittadini gli strumenti necessari per una scelta consapevole su una riforma che inciderà in modo profondo sul futuro del Paese.
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La Polizia Stradale sta cercando di ricostruire la dinamica dello schianto e di chiarire se il diciottenne stesse regolarmente procedendo in sella al mezzo oppure se fosse stato costretto a spingerlo a causa di un’avaria.
Il conducente dell’auto coinvolta nell’incidente, un uomo di 45 anni, è stato trasportato all’ospedale di Lecco. Le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni.
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RAPALLO (ITALPRESS) – Si è conclusa con una grande partecipazione di investitori istituzionali, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e operatori dei mercati finanziari la prima edizione dell’Optimum Investors Summit – The Portofino Conversation, il summit internazionale promosso da Optimum Asset Management che per tre giorni ha trasformato la Riviera ligure in un luogo di confronto sui principali temi economici, geopolitici e finanziari che stanno ridefinendo gli equilibri globali.
Ad aprire il dibattito sono stati alcuni dei protagonisti più autorevoli del panorama politico ed economico internazionale. Tra questi Mike Pompeo, già Segretario di Stato degli Stati Uniti e Direttore della CIA, che ha offerto una riflessione approfondita sulle sfide geopolitiche del XXI secolo, soffermandosi in particolare sul Medio Oriente, sulla guerra in Ucraina, sul ruolo dell’Iran e sulla crescente competizione tra Occidente e Cina.
“La vera sfida strategica non è la Russia, ma il Partito Comunista Cinese”, ha affermato Pompeo, che ha inoltre ribadito la necessità di rafforzare la cooperazione tra Europa e Stati Uniti e di aumentare gli investimenti nella sicurezza e nella difesa. “Le nostre relazioni sono istituzionali, vanno oltre i singoli leader. Ma ogni nazione deve fare di più per proteggere la propria sovranità, non solo in termini militari ma anche sul fronte della tecnologia, della cybersicurezza, dell’energia e delle infrastrutture critiche”.
Sul Medio Oriente l’ex Direttore della CIA ha espresso forti perplessità sulla possibilità di una normalizzazione dei rapporti con Teheran. “Gli iraniani hanno violato ogni accordo sottoscritto in passato. Il regime deve cambiare. Se tra due o tre anni ci trovassimo con lo stesso governo a Teheran e un programma nucleare nuovamente operativo, avremmo perso un’occasione storica”.
Accanto a Pompeo sono intervenuti il Senatore Matteo Renzi, già Presidente del Consiglio dei Ministri, il Viceministro Edoardo Rixi, i Sottosegretari Claudio Durigon e Matilde Siracusano, il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, rappresentanti di Cassa Depositi e Prestiti e il Presidente di Federacciai e Duferco e rappresentante di Confindustria, Antonio Gozzi, contribuendo ad alimentare un confronto di alto profilo sui temi della competitività europea, delle infrastrutture, dell’energia, degli investimenti e delle prospettive di crescita dell’economia internazionale.
“Il nostro desiderio era quello di organizzare un evento che ci permettesse di stare con gli investitori in un modo nuovo – spiegano i partner di Optimum Asset Management – Volevamo creare un’occasione di confronto capace di portare contenuti di valore e di favorire il dialogo tra persone con esperienze e prospettive diverse. Economia, crescita, investimenti, geopolitica e competitività sono stati al centro del dibattito. Crediamo che il risultato finale sia stato estremamente soddisfacente”.
Optimum Asset Management S.A., fondata nel 2009 da Alberto Matta, è una società indipendente di investimento e asset management specializzata nei mercati privati e negli investimenti alternativi, con oltre 1,6 miliardi di euro di asset gestiti e una presenza internazionale attraverso uffici a Lussemburgo, Berlino, Londra e Boston. Tra i partner italiani figurano anche Rodolfo Misitano, Enrico Maria Imbraguglio e Andrea Suriano.
– foto ufficio stampa Optimum Asset Management –
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