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Mattarella dichiara aperti i Giochi di Milano Cortina 2026, accesi per la prima volta due bracieri. A San Siro ovazione per l’Italia Team
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Si è conclusa l’emozionante cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 allo stadio San Siro. Alle ore 22.50, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato aperta la 25esima edizione dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026.
Subito dopo, la fiamma olimpica è arrivata a San Siro. Una coppia di tedofori, formata da Franco Baresi e Beppe Bergomi, simboli di Milan e Inter, porta dentro San Siro la fiamma olimpica, dando avvio a una staffetta simbolica. La Fiamma viene poi affidata a un gruppo di tre atleti italiani e poi ad un altro che continuano il percorso accompagnando la fiamma fuori lo stadio. Nel frattempo, Andrea Bocelli accompagna la scena cantando “Nessun dorma”.
Entra quindi in scena Ghali. L’artista recita in italiano, francese e inglese, i versi di “Promemoria” di Gianni Rodari, che aprono una riflessione potente sul rifiuto della guerra. E’ l’attrice sudafricana Charlize Theron, a questo punto, Ambasciatrice di Pace dell’ONU, che ha preso la parola con un messaggio di speranza ispirato a Nelson Mandela che attraversa confini e generazioni.
E’ poi la volta della bandiera olimpica. Con i suoi cinque cerchi intrecciati, rappresenta l’unione dei continenti e l’incontro pacifico tra popoli, culture e nazioni diverse sotto gli stessi valori di rispetto, dialogo e competizione leale. A Milano, la Bandiera è accompagnata da Tadatoshi Akiba, Rebeca Andrade, Maryam Bukar Hassan, Nicolò Govoni, Filippo Grandi, Eliud Kipchoge, Cindy Ngamba, Pita Taufatofua, figure impegnate nella promozione della pace, dei diritti e della solidarietà, a sottolineare il legame profondo tra ideali Olimpici e responsabilità civile. A Cortina, la Bandiera è affidata a due sportivi iconici, Franco Nones e Martina Valcepina, che ne incarnano i valori attraverso il gesto atletico e l’esempio sportivo. Successivamente, arriva il momento dei giuramenti ufficiali.
Alberto Tomba con Deborah Compagnoni a Milano e Sofia Goggia a Cortina sono stati gli ultimi tedofori. L’ultimo tratto ha visto protagonisti, tra gli altri, Manuela Di Centa, Enrico Fabris, Gustavo Thoeni (a Cortina). I Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 sono così pronti per partire: al termine della cerimonia inaugurale sono stati accesi i due bracieri olimpici, quello allestito presso l’iconico Arco della Pace a Milano e l’altro a Cortina d’Ampezzo, in Piazza Dibona.
LA FOTOGALLERY DELLA CERIMONIA DI APERTURA
OVAZIONE PER L’ITALIA TEAM NELLA SFILATA DELLE DELEGAZIONI, FISCHI PER VANCE E ISRAELE
Dopo le coreografie e le esibizioni di diverse stelle di musica e spettacolo, gli atleti hanno iniziato, alle 20.40, la sfilata all’interno di San Siro. Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici, la parata degli atleti si svolge in forma diffusa, coinvolgendo le sedi di gara di Milano, Livigno, Predazzo e Cortina. Prima delle 92 delegazioni a sfilare, come da protocollo olimpico, è stata la Grecia.
L’Italia è stata l’ultima delegazione a sfilare, in quanto organizzatrice dell’evento. A guidare la delegazione azzurra nello stadio di San Siro sono Arianna Fontana, l’atleta italiana più medagliata nella storia delle Olimpiadi invernali, e Federico Pellegrino. Federica Brignone sulle spalle di Amos Mosaner: così si sono presentati, invece, i portabandiera azzurri da
Cortina. L’Italia è stata preceduta dalla Francia che ospiterà la prossima edizione fra quattro anni e dagli Stati Uniti che ospiteranno l’edizione del 2034.
“Mamma mia, che figata. Quando siamo entrati dentro è stato proprio bello, non pensavo una cosa così”. Lo ha detto il portabandiera azzurro Federico Pellegrino. “Ho perso il senso dell’orientamento, non mi aspettavo una cosa così forte, sono senza parole. Indimenticabile.”
“E’ stato davvero emozionante, mi stavo commuovendo, poi è arrivato Chicco (Pellegrino, ndr) che mi ha abbracciato. È stato bello, prima di entrare abbiamo cantato tutti insieme, i ragazzi ci hanno dato una carica enorme. Poi appena sono entrata, vedere San Siro stracolmo di gente, il saluto del presidente Mattarela, è stato qualcosa di unico”. Così Arianna Fontana, visibilmente emozionata.
“È stata un’emozione fortissima. Ad Amos ho detto: ce la fai a portarmi, sono pesante? È stata una delle emozioni più forti che ho provato fuori dalle competizioni. Non mi ero immaginata il momento, volevo solo viverlo senza avere troppe aspettative. È stata davvero un’emozione gigante”. Così Federica Brignone dopo la sfilata a Cortina.
“È stata una giornata davvero indimenticabile, prima con le due partite vinte, poi per questa cerimonia d’apertura. È stata una grande figata sventolare il tricolore in alto insieme a Federica, è stato magnifico e indimenticabile. L’ho caricata sulle spalle nei primi metri ed è stato stupendo. È stata una giornata fantastica che resterà per sempre nel mio cuore”. Così il portabandiera azzurro a Cortina, Amos Mosaner, senza celare la sua emozione.
Non è mancato qualche fischio durante la sfilata della delegazione israeliana a San Siro. Israele, che nello stadio milanese era guidata dalla pattinatrice di figura Mariia Seniuk e contava altri tre atleti, ha sfilato anche a Cortina con Jared Firestone, atleta dello skeleton, come altro portabandiera. Pioggia di applausi per l’Ucraina. La delegazione era guidata dalla short tracker Yelyzaveta Sydorko mentre a Cortina il portabandiera era Vladyslav Heraskevych, atleta dello skeleton. Il pubblico di San Siro riserva applausi agli Usa ma non a JD Vance. La squadra statunitense guidata dalla pattinatrice Erin Jackson ha ricevuto una calorosa accoglienza ma quando sul maxi-schermo è apparso il vicepresidente sono arrivati i fischi.
MELONI “PORTATE IN GARA VOSTRO CUORE, NOI TIFEREMO PER VOI”
“Portate in gara il vostro cuore: noi saremo lì a tifare per voi. Buone Olimpiadi a tutti gli atleti e forza Azzurri”. Così la premier Giorgio Meloni sui social.
MALAGO’ “PRONTI A SCRIVERE UNA NUOVA PAGINA OLIMPICA”
“Questa sera l’Italia accoglie il mondo. Lo accoglie a braccia aperte. Dall’eleganza e dallo stile di Milano alle meraviglie alpine di Cortina d’Ampezzo. Vi diamo il benvenuto in un Paese di storia e innovazione, di creatività, cultura e passione”. Lo ha dichiarato il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò. “Questi Giochi Olimpici si inseriscono nella grande continuità dell’eredità Olimpica italiana: Cortina d’Ampezzo 1956, Roma 1960, Torino 2006. E nei settant’anni trascorsi dall’organizzazione dei nostri primi Giochi Olimpici Invernali, il mondo – così come il Movimento Olimpico – è profondamente cambiato. I Giochi di Cortina segnarono una svolta storica: la prima trasmissione televisiva in diretta di competizioni sportive a livello europeo. Questa volta i Giochi saranno seguiti da miliardi di persone, in più di cento Paesi. Siamo pronti a scrivere una nuova pagina della storia Olimpica, ispirati dai valori che ci uniscono tutti: eccellenza, amicizia e rispetto”.
“Quella che ci attende nelle prossime due settimane è un’edizione pionieristica dei Giochi Invernali: diffusa su un vasto territorio, rispettosa dell’ambiente, portatrice di un’eredità solida, conforme alle regole del Cio e la più equilibrata di sempre in termini di rappresentanza tra donne e uomini”, ha aggiunto. “Questi Giochi si svolgeranno con Spirito Italiano, uno spirito italiano vibrante e contemporaneo, in un contesto unico di bellezza naturale e culturale. Perché la bellezza italiana non ci appartiene come un bene: ci è stata affidata dalla storia come una responsabilità. La bellezza è più di un valore estetico. È un’energia. Un’energia che scorre sotto la superficie di ciò che vediamo. Vive solo se si trasmette, se diventa forza morale, culturale e civica, capace di plasmare il futuro”.
“Questa sera, questa celebrazione unica ha per me un significato particolarmente profondo, perché so quanto tutti noi abbiamo lottato per arrivare fin qui. A essere sincero, il percorso non è stato privo di difficoltà, ma, come tutta la squadra di Milano Cortina 2026, ero determinato a non rinunciare mai perché, semplicemente, amo il mio Paese, amo lo sport e amo il Movimento Olimpico”, ha sottolineato. “Ringrazio il Comitato Internazionale Olimpico, la sua presidente, Kirsty Coventry, e la presidente della Commissione di Coordinamento, Kristin Kloster, per il loro sostegno incrollabile. Grazie di cuore. Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza le comunità e le istituzioni che hanno lavorato insieme, senza sosta: il governo italiano, le città di Milano e Cortina d’Ampezzo, le regioni Lombardia e Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano, i Comitati Olimpico e Paralimpico italiani, e tutti i nostri partner. Coordinare così tante realtà diverse, unite nella realizzazione di un unico sogno, è stata una dimostrazione straordinaria della capacità di questo Paese di portare a termine un progetto di tale complessità. Vorrei quindi dire grazie al popolo italiano. Grazie alle migliaia di volontari che renderanno questi Giochi così eccezionali. E grazie a tutti coloro che gareggeranno e prenderanno parte a questo spettacolo storico”.
“Non sono mai stato così orgoglioso di essere italiano come questa sera. Agli atleti, questo è il vostro momento, i vostri anni di dedizione, il vostro coraggio di sognare, la vostra determinazione a superare i limiti del possibile, questi Giochi sono vostri. In un’epoca in cui gran parte del mondo è divisa dai conflitti, la vostra presenza dimostra che un altro mondo è possibile. Un mondo fatto di unità, rispetto e armonia”, ha poi affermato. “Cari atleti, venite da tradizioni, culture e Paesi diversi. Eppure, siete uniti dallo sport, questo linguaggio universale. Siete la famiglia Olimpica e io non sarei qui stasera senza il sostegno della mia famiglia. Ora siamo qui riuniti, come membri di una grande famiglia globale, per sostenere tutti voi. Un messaggio all’Italia Team. Siete il nostro orgoglio. Nelle prossime due settimane, noi festeggeremo con voi. Qualunque sarà il risultato, voi unirete tutta l’Italia. Tra pochi istanti, la Fiamma Olimpica illuminerà il suolo italiano. Brillerà in più luoghi, con due bracieri, per la prima volta assoluta nella storia dei Giochi Olimpici. Questo momento magico sarà una fonte immensa di orgoglio nazionale. Perché questi Giochi hanno dimostrato, ancora una volta, che nonostante tutte le sfide che affrontiamo, l’influenza culturale e sportiva dell’Italia – e dell’Europa – continua a risplendere con forza nel mondo. Grazie a tutti”, ha concluso.
COVENTRY AGLI ATLETI “E’ IL VOSTRO MOMENTO”
“Benvenuti ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Benvenuti ai vostri Giochi, questo è il vostro momento, so cosa state provando, l’euforia e il nervosismo per tutte le giornate dure, per i sacrifici, per arrivare fino a questo momento. Ce l’avete fatta, prima di tutto siate fieri per essere arrivati fino a qui, ora date il meglio di voi, divertitevi in ogni momento. Nelle prossime due settimane ci regalerete qualcosa di speciale, ci insegnerete ad essere umani, sognare, superare le difficolta, a prendersi cura degli altri, ci mostrerete che non ci sono solo le vittorie, ma anche il coraggio, l’empatia, il cuore”. Lo ha dichiarato la presidente del Cio Kirsty Coventry durante la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 allo stadio San Siro di Milano.
MATTARELLA “ARRIVA” IN TRAM A SAN SIRO, GUIDA VALENTINO ROSSI
Alle 20.22 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva invece fatto il suo ingresso nello stadio per sedersi in tribuna al fianco della Presidente del CIO, Kirsty Coventry, accolto da un’ovazione. Mattarella è “arrivato” in tram alle Olimpiadi. E’ stata questa l’entrata, a sorpresa, del Presidente della Repubblica, che caratterizza il prologo della cerimonia d’apertura. Con un autista d’eccezione: Valentino Rossi. Un filmato che vede il Presidente della Repubblica seduto come un comune cittadino, su un tram su cui salgono e scendono comuni cittadini, ma anche passeggeri speciali: gli orchestrali del Teatro La Scala o atlete e atleti con gli sci. Quando Mattarella scende, si accorge che il tram è stato condotto da un autista d’eccezione: Valentino Rossi in perfetta divisa da tranviere. Con un saluto al pluricampione mondiale di motociclismo si conclude il viaggio di questo tram davvero speciale.
GLI ALTRI MOMENTI PRINCIPALI DELLA CERIMONIA
La Cerimonia si è aperta con un un video, un racconto per immagini e suoni che restituisce l’essenza dell’Italia e dell’Armonia che la abita. È un’Italia illuminata dal sole, accarezzata dalla neve, autentica e imperfetta, capace di trasformare la semplicità in linguaggio e la vita di ogni giorno in Armonia. Il numero 20 ha dato inizio al conto alla rovescia: sugli schermi immagini broadcast di Milano e Cortina fino allo 0, sincronizzato con i braccialetti luminosi del pubblico fino a quando lo zero si è trasformato nella “O” di Armonia, segnando l’inizio della cerimonia.
Omaggio a Raffaella Carrà nella seconda sezione della prima parta della cerimonia (Armonia italiana): la fantasia. La cantante, attrice, ballerina e presentatrice, ha rivoluzionato il linguaggio dell’intrattenimento in Italia. Il segmento era stato aperto da una direttrice d’orchestra, interpretata dall’attrice Matilda De Angelis, che, ispirata dai tre dei grandi maestri della musica lirica italiana – Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioachino Rossini – dà inizio alla Sinfonia della Fantasia, interpretata da un gruppo di Note danzanti.
Una grande sfilata corale di personaggi ha poi animato lo show. I personaggi sono ispirati a categorie simboliche dell’immaginario e della creatività italiana, in cui storia, cultura e fantasia convivono in un unico racconto visivo. I riferimenti includono: l’Antica Roma, la cucina italiana, la moda, la letteratura, Il 500 e il Rinascimento, l’architettura, il design, il Carnevale di Venezia.
Mariah Carey, una delle star internazionali, ha quindi cantato “Nel blu, dipinto di blu”. La cantante si è poi esibita con uno dei suoi brani più iconici, “Nothing Is Impossible”, canzone simbolo dello spirito sportivo.
Uno dei momenti più iconici quello dell’ingresso della bandiera italiana. Tre gruppi di modelle sfilano indossando creazioni disegnate da Giorgio Armani: verde, bianco e rosso diventano movimento, trasformando la bandiera italiana in un’immagine vivente. È un momento di riconoscimento collettivo, un omaggio alla moda italiana e all’eleganza senza tempo di uno dei suoi protagonisti più celebrati. Dalle file delle modelle emerge la portabandiera di Milano, Vittoria Cerettia, scelta per rappresentare lo spirito creativo e contemporaneo della città. È lei a portare la bandiera nazionale fino al palco protocollare, dove il vessillo viene affidato al Corpo dei Corazzieri. In simultanea, a Cortina, un gruppo di portabandiera, espressione della tradizione sportiva e rappresentato dalla staffetta oro nella 4×10 km a Lillehammer Fulvio Valbusa, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer, Cristian Zorzi, compie lo stesso gesto.
Per la prima volta nella storia dei Giochi olimpici l’alzabandiera dell’Italia è stato effettuato dal Reggimento Corazzieri con un plotone di nove uomini in uniforme di Gran Gala.
L’inno di Mameli è risuonato contemporaneamente nelle due città ospitanti, costruendo un unico momento condiviso tra Milano e Cortina. A Milano, Laura Pausini apre l’esecuzione, dando avvio al canto dell’Inno nello stadio. A Cortina, un coro di montagna ne raccoglie e amplifica la forza emotiva, estendendo il suono nello spazio urbano e montano. L’attore italiano Pierfrancesco Favino ha successivamente letto “L’infinito” di Giacomo Leopardi.
146 AZZURRI SFILANO NELLE CERIMONIE DI APERTURA
Sono in tutto 146 gli atleti dell’Italia Team che sfilano nelle cerimonie di apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. Così suddivisi: a San Siro, guidati dai portabandiera Arianna Fontana e Federico Pellegrino e con il segretario generale del CONI e capo missione Carlo Mornati, sfileranno 70 atleti di cinque discipline (short track, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità, hockey e sci di fondo). A Cortina, guidati dagli alfieri Federica Brignone e Amos Mosaner, saranno 35 gli atleti di quattro discipline (curling, sci alpino, skeleton e slittino). A Predazzo sfileranno 13 atleti di tre discipline (salto con gli sci, sci di fondo e combinata nordica); mentre a Livigno saranno 28 di quattro discipline (sci alpinismo, sci alpino, freestyle e snowboard).
– foto Quirinale –
(ITALPRESS).
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Il ct della Bosnia Barbarez “Più importante per noi che per l’Italia”. Dzeko “Esultanza Dimarco? Tutto ok, ma in era social…”
Pubblicato
2 ore fa-
30 Marzo 2026di
Redazione
SARAJEVO (BOSNIA) (ITALPRESS) – “Ci sono tante emozioni per l’Italia, per loro sarà una partita molto importante, ma dal punto di vista della situazione del nostro Paese direi che forse è molto più importante per noi”. Lo ha dichiarato il ct della Bosnia Erzegovina Sergej Barbarez, durante la conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Italia, finale playoff per la qualificazione ai Mondiali 2026. “Tutti stanno bene dopo la partita contro il Galles, tranne io che ho perso la voce, ma abbiamo avuto tempo di riprenderci, siamo molto felici, vogliamo giocare al massimo”.
“Il nostro piano? Se segniamo l’1-0 parcheggiamo l’autobus davanti alla porta. A parte gli scherzi, ce la godremo, sono molto felice, abbiamo questo supporto da parte del pubblico, vedremo come andrà la partita. Dobbiamo avere abbastanza coraggio e impegnarci al massimo, dobbiamo fare bene i dettagli, non dobbiamo avere panico, poi avere un po’ di fortuna e sperare di segnare qualche gol. Dobbiamo essere pronti a tutto”, ha aggiunto Barbarez.
“L’esultanza di Dimarco? Per me è tutto normale. Meno male che il focus della partita si è spostato su un’altra questione. Ognuno ha delle preferenze con chi vuole giocare o meno, solo che bisogna essere intelligenti, al giorno d’oggi coi social ogni cosa può andare in un’altra direzione”, ha invece detto l’attaccante e capitano della Bosnia Erzegovina Edin Dzeko, sempre in conferenza stampa.
“L’esultanza di Dimarco? Abbiamo visto tutto quello che è successo, per me è una cosa normalissima, tutti noi abbiamo le preferenze, la mia era quella di non giocare contro l’Italia, è anche normale. Oggi bisogna essere attenti, oggi coi social diventa tutto una cosa più grande, ma per me non ci sono problemi. L’Italia non voleva giocare in Galles non so perché, noi siamo andati lì e abbiamo vinto. Non so perché l’Italia debba avere paura di Galles o Bosnia, è una nazionale incredibile, hanno vinto quattro Mondiali, se hanno paura di giocare lì qualcosa non funziona”, ha aggiunto Dzeko.
“Io amo il calcio italiano, mi sono trovato benissimo lì, ci ho vissuto quasi nove anni. Cosa manca ora? Mancano i Totti, i Del Piero, questa Italia ha qualità, ma quelli di una volta erano un’altra cosa”, ha concluso.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Sinner accorcia su Alcaraz, Cobolli sale al 13esimo posto: ecco il nuovo ranking Atp
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4 ore fa-
30 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Jannik Sinner continua a mettere pressione su Carlos Alcaraz. Il 24enne altoatesino ha sfruttato al meglio il doppio appuntamento sul cemento americano e grazie ai successi prima di Indian Wells e poi di Miami ha ridotto a 1.190 punti il distacco dalla prima posizione del ranking Atp occupata dallo spagnolo: a Montecarlo potrebbe consumarsi il sorpasso.
Alexander Zverev, sconfitto proprio da Sinner nella semifinale di Miami, si riprende intanto la terza posizione a scapito di Novak Djokovic, con Lorenzo Musetti stabile al quinto posto, col carrarino che guadagna anche qualcosa su De Minaur. L’altra novità nella Top Ten è lo scambio di posizioni fra Auger-Aliassime (settimo) e Fritz (ottavo): l’americano ora deve guardarsi da Shelton, distante appena 10 punti. Chiude in decima piazza Daniil Medvedev.
Per quanto riguarda gli altri italiani, nonostante l’eliminazione al secondo turno di Miami Cobolli ritocca il suo best ranking salendo al 13esimo posto, scivola indietro di una posizione Darderi (19^), fra i primi cento anche Sonego (63^, -1), Bellucci (73^, +4) e Berrettini, che però crolla fino alla 91esima casella: l’uscita al terzo turno a Miami, dove un anno fa aveva raggiunto i quarti, gli costa 23 posizioni.
IL NUOVO RANKING ATP
1. Carlos Alcaraz (Esp) 13.590 (–)
2. Jannik Sinner (Ita) 12.400 (–)
3. Alexander Zverev (Ger) 5.205 (+1)
4. Novak Djokovic (Srb) 4.720 (-1)
5. Lorenzo Musetti (Ita) 4.265 (–)
6. Alex De Minaur (Aus) 4.095 (–)
7. Felix Auger-Aliassime (Can) 4.000 (+1)
8. Taylor Fritz (Usa) 3.870 (-1)
9. Ben Shelton (Usa) 3.860 (–)
10. Daniil Medvedev (Rus) 3.610 (–)
13. Flavio Cobolli 2.520 (+1)
19. Luciano Darderi 2.050 (-1)
63. Lorenzo Sonego 810 (-1)
73. Mattia Bellucci 740 (+4)
91. Matteo Berrettini 650 (-23)
107. Matteo Arnaldi 605 (-6)
114. Francesco Maestrelli 577 (-2)
130. Andrea Pellegrino 490 (-2)
140. Luca Nardi 444 (-1)
142. Stefano Travaglia 444 (+19)
AL FEMMINILE SABALENKA ALLUNGA, PAOLINI OTTAVA
Il bis a Miami non le consente di guadagnare punti ma Aryna Sabalenka resta saldamente in testa alla classifica Wta con ampio margine. La prima “inseguitrice” è Elena Rybakina, sconfitta di nuovo dalla bielorussa – ma in semifinale – dopo Indian Wells: la kazaka è seconda ma a quasi tremila punti. Coco Gauff, grazie alla finale di Miami, ritorna terza scavalcando Iga Swiatek, Jessica Pegula rimane quinta ma vede avvicinarsi Amanda Anisimova mentre Jasmine Paolini scivola in ottava posizione, superata da Elina Svitolina: trasferta nordamericana amara per la tennista toscana, che se a Indian Wells si era spinta almeno fino agli ottavi, a Miami è uscita di scena invece al terzo turno, per mano di Jelena Ostapenko.
Chiudono la Top Ten Victoria Mboko e Mirra Andreeva mentre l’altra italiana fra le prime cento al mondo, Elisabetta Cocciaretto, guadagna una posizione ed è 43esima: la marchigiana, che sarà testa di serie a Charleston e farà il suo ingresso direttamente al secondo turno, a Miami non è andata oltre il secondo match ma ha portato al terzo set quella che sarebbe stata poi la finalista, Coco Gauff.
IL RANKING WTA
1. Aryna Sabalenka (Blr) 11.025 (–)
2. Elena Rybakina (Kaz) 8.108 (–)
3. Coco Gauff (Usa) 7.278 (+1)
4. Iga Swiatek (Pol) 7.263 (-1)
5. Jessica Pegula (Usa) 6.243 (–)
6. Amanda Anisimova (Usa) 6.180 (–)
7. Elina Svitolina (Ukr) 3.965 (+1)
8. Jasmine Paolini (Ita) 3.907 (-1)
9. Victoria Mboko (Can) 3.531 (–)
10. Mirra Andreeva (Rus) 3.121 (–)
43. Elisabetta Cocciaretto 1.280 (+1)
148. Lucrezia Stefanini 526 (-5)
150. Nuria Brancaccio 506 (+1)
161. Lucia Bronzetti 456 (-9)
187. Lisa Pigato 387 (+23)
208. Silvia Ambrosio 335 (+6)
226. Camilla Rosatello 310 (-2)
248. Jessica Pieri 276 (+1)
267. Jennifer Ruggeri 259 (+4)
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Sport
Più forte della pioggia e di Lehecka, Sinner vince a Miami: è Sunshine Double
Pubblicato
6 ore fa-
30 Marzo 2026di
Redazione
MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Un temporale di nome Jannik Sinner si abbatte su Miami. Nove anni dopo Roger Federer, tocca a al 24enne altoatesino centrare il “Sunshine Double”: l’azzurro non si lascia scappare l’occasione di scrivere un’altra pagina di storia e, due settimane dopo il successo di Indian Wells, conquista per la seconda volta in carriera il “Miami Open”.
Campione nel 2024 e costretto a saltare la scorsa edizione per il caso clostebol, Sinner gestisce da fuoriclasse la lunga attesa determinata dalla pioggia – circa tre ore complessive – e regala un’altra grande prestazione nella finale sul cemento dell’Hard Rock Stadium, mandando al tappeto anche Jiri Lehecka. Il ceco, numero 22 del mondo e grande rivelazione del torneo, prova come può a opporsi ma alla fine capitola sotto i colpi della Volpe Rossa: 6-4 6-4 dopo 93 minuti di gioco.
La finale inizia con largo ritardo e Lehecka, arrivato fin qui senza perdere mai il servizio, si fa strappare la battuta già al secondo turno. Nel quarto gioco potrebbe rifarsi (0-40) ma Sinner infila cinque punti consecutivi e lo tiene a distanza, conducendo in porto il set dopo aver sfiorato un altro break.
Col ceco al servizio in apertura di secondo parziale (15-30) torna a piovere su Miami, si riparte dopo 88 minuti e alla ripresa il 24enne originario di Mlada Boleslav si presenta più aggressivo, anche a costo di correre qualche rischio in più. Il campione azzurro ha diverse chance per spezzare l’equilibrio e alla fine riesce a farlo al nono gioco, un break che gli spiana la strada verso il titolo.
“Le finali sono sempre difficili, ho cercato di rimanere solido, il campo era molto pesante – confessa Jannik – E’ stato un incredibile swing, non avrei mai pensato di fare il “Sunshine Double”, è molto difficile da ottenere, ma ho lavorato tanto per trovarmi in questa situazione e sono contento di tornare a casa con due trofei”.
Sinner – con tanto di dedica a Kimi Antonelli e Marco Bezzecchi, gli altri volti vincenti della domenica italiana – diventa inoltre il primo giocatore a centrare l’accoppiata Indian Wells-Miami senza perdere nemmeno un set e con il match di oggi salgono a 34 i parziali consecutivi vinti nei Masters 1000, una striscia iniziata dopo il ritiro al terzo turno di Shanghai contro Griekspoor lo scorso 5 ottobre, al terzo set.
E ancora: considerato il trionfo a Parigi, Sinner diventa il terzo tennista di sempre a imporsi in tre Masters 1000 consecutivi, come solo Djokovic e Nadal. Il 24enne altoatesino – che prima di oggi aveva battuto tre volte su tre Lehecka e senza mai concedere set – sale inoltre a quota 26 titoli nel circuito maggiore a fronte di 35 finali disputate, senza contare l’affermazione alle Next Gen Atp Finals 2019.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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