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Via libera della Camera al ddl sul nucleare, il testo passa al Senato

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Pina Picierno lascia il Pd: “Partito di Schlein diverso da quello che abbiamo fondato”

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ROMA (ITALPRESS) – “Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato e perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio. Dopo gli anni della Margherita abbiamo provato a unire le migliori tradizioni democratiche del paese, a conciliare la giustizia sociale con la libertà individuale, ad avvicinare e tenere insieme le aspirazioni socialiste e liberali. Questo era e sarebbe dovuto essere il Pd. Ma ha subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto. Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora. Resto democratica, non torno indietro”. Lo dice Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, che a Il Foglio argomenta la sua scelta di lasciare il Pd.

“Credo che ci sia bisogno di ridare dignità e prospettiva unitaria a milioni di elettori che in questi anni hanno progressivamente abbandonato il Partito democratico scegliendo altre proposte a destra o a sinistra o rimanendo a casa. Questa diaspora va ricomposta fuori dalle alchimie di coalizione e dalla riduzione in tende e cespugli, di vecchie e nuove formule. Serve un riformismo coerente e popolare, in grado di entusiasmare e di far scattare quella scintilla di costruire con fiducia il cambiamento. Credo che ci possa e ci debba essere un impegno comune per fare nascere, tenendo insieme le differenze e le storie, un nuovo soggetto politico largo, che tenga insieme, che nasca per unire esperienze e personalità politiche diverse. Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto” ha aggiunto.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Mattarella “I carabinieri sono parte integrante dell’identità dell’Italia” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 212° anniversario di costituzione dell’Arma dei Carabinieri, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale il Generale C.A. Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, accompagnato da una rappresentanza di appartenenti alla Forza Armata. Lo rende noto il Quirinale. Dopo l’intervento del Generale Luongo, il Presidente Mattarella ha rivolto un saluto ai presenti.

“I Carabinieri sono parte integrante della nostra identità, dell’identità dell’Italia. Ne hanno accompagnato e ne accompagnano da oltre due secoli la storia nella concretezza della vita quotidiana, ponendosi al servizio delle istituzioni e dei cittadini – ha detto il Capo dello Stato – In questi 80 anni di vita della Repubblica, l’Arma ha svolto un costante” e “prezioso ruolo, confermando un legame insostituibile con le comunità del nostro territorio, assolvendo la missione di garantire una cornice di sicurezza entro la quale si sviluppano le libertà dei cittadini, quelle garantite dalla Costituzione”.

“In questo complesso momento storico che caratterizza l’Italia, l’Europa e il mondo intero, i Carabinieri attendono al presidio quotidiano del nostro territorio con capacità di ascolto, di conoscenza dei luoghi e delle persone, al fine di prevenire ogni tipo di reato. Le stazioni dei Carabinieri sono un presidio della Repubblica, tradizionale, avvertito, apprezzato, amato dai nostri cittadini. Un presidio al quale spesso i cittadini si affidano nel bisogno, un presidio chiamato a intercettare e a prevenire situazioni di disagio e di fragilità”, sottolinea Mattarella.

IL VIDEO

-Foto ufficio stampa Quirinale-
(ITALPRESS).

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Caso Minetti, Procura Generale di Milano “Iter della grazia regolare, notizie di stampa infondate”. Nordio: “Vicenda chiusa”

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MILANO (ITALPRESS) – La Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano ha confermato la piena regolarità dell’iter che ha portato alla concessione della grazia a Nicole Minetti, firmata dal Presidente della Repubblica il 18 febbraio 2026. Il Procuratore Generale Francesca Nanni ha chiarito in un comunicato che gli accertamenti svolti hanno dimostrato l’infondatezza delle notizie di stampa che avevano sollevato dubbi sul caso. A seguito di articoli pubblicati da “Il Fatto Quotidiano”, il Quirinale aveva invitato il Ministero della Giustizia a svolgere verifiche urgenti. Le indagini, delegate ai Carabinieri e all’Interpol, hanno però stabilito che i fatti riportati “non corrispondono al vero” e non alterano il quadro probatorio che ha giustificato il beneficio. Nello specifico, la Procura ha precisato che “non risultano indagini o pendenze giudiziarie a carico di Nicole Minetti in Uruguay o in Spagna”. È stato confermato il grave quadro sanitario del minore (in cura presso il Boston Children’s Hospital) e la presenza stabile di Minetti in Italia per attività di volontariato dal gennaio 2024.

Sono state smentite le affermazioni circa festini a base di droga e sesso che avrebbero coinvolto l’interessata negli ultimi anni; tali accuse, inizialmente anonime, sono state smentite dalle testimonianze raccolte dai Carabinieri. La morte di un legale in Uruguay, citata dalla stampa, non riguarda figure coinvolte nella battaglia legale per l’adozione e non presenta ipotesi di reato.

La Procura Generale ha concluso la raccolta delle informazioni e ha trasmesso in data odierna una relazione dettagliata al Ministro della Giustizia, affinché quest’ultimo e il Capo dello Stato possano assumere le determinazioni finali di rispettiva competenza.

NORDIO “VICENDA CHIUSA, NOTIZIE INVENTATE”

“Ritengo che la vicenda si chiuda perché il parere della procura generale a seguito di indagini molto minuziose è nettissimo. Si tratta di notizie fasulle, puramente inventate”. Così il ministro della giustizia Carlo Nordio in un’intervista al Tg1 in onda questa sera alle 20. “Mi è dispiaciuto che sia stato attaccato anche il Quirinale, questo sì. E mi è dispiaciuto poi che siano state impiegate tante energie anche da parte della magistratura per una vicenda che sin dall’inizio si presentava infondata”.

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Sulla mancata rogatoria il ministro ha precisato che “non vi è possibilità di una rogatoria tra Uruguay e Italia al di fuori del casi specifici dove sia coinvolto un indagato. La stessa procura di Milano però a seguito di una serie di indagini ha dato atto di una assoluta inaffidabilità delle dichiarazioni rese a suo tempo da questa persona”. Sulla causa civile infine “Sicuramente si, andrò avanti. Non nei confronti di ranucci che si è scusato ma nei confronti di Mediaset e della Berlinguer l’eventuale risarcimento sarà devoluto in beneficenza”.

NORDIO TRASMETTE LA RELAZIONE DEL PG DI MILANO AL QUIRINALE

“Preso atto della relazione della Procura Generale di Milano sugli approfondimenti svolti relativamente alla grazia a Nicole Minetti, il Ministero ha trasmesso gli atti, come richiesto, alla Presidenza della Repubblica”. Lo comunica il ministero della Giustizia.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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