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Economia

Assemblea FEduF, l’educazione finanziaria leva strategica per il Paese

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ROMA (ITALPRESS) – In un contesto globale attraversato da profondi megatrend – dalla transizione demografica all’innovazione digitale, dalle tensioni geopolitiche alla trasformazione dei modelli economici e produttivi – la capacità di comprendere e interpretare le dinamiche finanziarie si configura sempre più come una competenza strategica. Non solo per gli operatori economici, ma per cittadini, famiglie e giovani chiamati a confrontarsi quotidianamente con scelte sempre più complesse e interconnesse. E’ proprio a partire da questo scenario che si inserisce l’Assemblea annuale FEduF, dedicata al tema “Educazione finanziaria nella complessità dei nuovi scenari”, come momento di riflessione e confronto sul ruolo dell’educazione finanziaria nel leggere, interpretare e governare i grandi cambiamenti in atto. Un appuntamento che intende porre al centro il valore strategico di questa competenza come strumento di orientamento in un contesto caratterizzato da incertezza, volatilità e crescente complessità.
Si tratta di una sfida particolarmente rilevante per l’Italia, dove i livelli di educazione finanziaria continuano a risultare inferiori agli standard internazionali. Secondo le rilevazioni OCSE, infatti, solo il 44,3% degli adulti raggiunge un livello sufficiente di alfabetizzazione finanziaria, mentre appena poco più di un terzo dimostra di comprendere correttamente i concetti economici di base, come inflazione, tasso di interesse e diversificazione. Le fragilità risultano ancora più evidenti tra alcuni segmenti della popolazione: secondo l’Edufin Index 2025, le donne registrano un punteggio medio di 54 punti, contro i 59 degli uomini, mentre tra i più giovani persistono livelli inferiori alla media nazionale, con i 18-24enni a quota 50, a conferma della necessità di rafforzare gli strumenti educativi proprio nelle fasce più esposte al rischio di vulnerabilità economica.
In questo quadro, l’educazione finanziaria si conferma una leva fondamentale di cittadinanza consapevole, inclusione economica e resilienza sociale. Non si tratta più soltanto di trasmettere conoscenze tecniche o nozioni di base, ma di fornire strumenti concreti per comprendere il presente e orientare le scelte future, in ambiti che incidono direttamente sulla sostenibilità della vita delle persone: dalla gestione del risparmio alla pianificazione previdenziale, dall’accesso al credito alla protezione dai rischi, fino alle nuove frontiere della finanza digitale e sostenibile.
A conferma di questa urgenza, i dati più recenti evidenziano una persistente fragilità nel rapporto degli italiani con la gestione delle proprie risorse economiche. L’Edufin Index 2025 di Alleanza Assicurazioni registra infatti un livello medio pari a 56 su 100 – al di sotto della soglia di sufficienza – e segnala come solo il 40% della popolazione sia in grado di adottare comportamenti finanziari realmente consapevoli. Un divario che non riguarda soltanto le conoscenze, ma soprattutto la capacità di tradurle in scelte concrete e coerenti nel tempo. Il tema riguarda in modo particolare le donne e i più giovani. Sul fronte femminile, i divari restano marcati lungo tutto il ciclo di vita economica: secondo il Rendiconto di genere INPS 2024, in Italia il tasso di occupazione femminile si ferma al 52,5%, contro il 70,4% degli uomini, con un divario di 17,9 punti percentuali, mentre il differenziale retributivo supera in media il 20% e si amplia ulteriormente nei comparti a più alta qualificazione. Discontinuità lavorativa, part-time involontario e minore continuità contributiva si traducono così in pensioni più basse e in una minore autonomia economica, con effetti che incidono anche sul potenziale di crescita del Paese. Per i giovani, invece, il nodo è sempre più previdenziale: ingresso tardivo nel mercato del lavoro, carriere frammentate e retribuzioni iniziali più basse rendono più difficile costruire nel tempo una posizione contributiva adeguata. Non a caso, secondo le proiezioni OCSE, chi entra oggi nel mercato del lavoro in Italia potrebbe arrivare all’età pensionabile fino a 71 anni, segnalando quanto sia urgente rafforzare fin da subito strumenti di educazione finanziaria capaci di accompagnare scelte informate su lavoro, risparmio e pianificazione del futuro.
E’ in questa prospettiva che FEduF – Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio – rinnova e rafforza il proprio impegno, promuovendo un approccio all’educazione finanziaria inteso come vera e propria infrastruttura culturale del Paese. Una competenza trasversale, capace di connettere i grandi fenomeni globali con le decisioni quotidiane, ridurre le vulnerabilità economiche e sociali e favorire una partecipazione più attiva e informata alla vita economica.
Da anni la Fondazione opera in questa direzione attraverso iniziative rivolte a studenti, insegnanti, famiglie e cittadini, sviluppate in dialogo con istituzioni, mondo scolastico, settore bancario e imprese. L’obiettivo è costruire un ecosistema educativo capace di rendere accessibili contenuti complessi e di tradurre la conoscenza in comportamenti consapevoli, responsabili e sostenibili. Nell’anno scolastico 2025/2026, questo impegno si traduce già in 785 eventi realizzati, con quasi 57.000 partecipanti, di cui oltre 54.000 studenti e 2.800 docenti. Un’attività capillare che conferma la capacità di FEduF di fare rete e di portare l’educazione finanziaria dentro i territori, rafforzandone l’impatto concreto sulle comunità scolastiche e sul sistema Paese.
“L’Assemblea FEduF affronta l’educazione finanziaria da un punto di vista estremamente indispensabile, che la rende ancora più utile, ed è quello dei grandi cambiamenti di questa epoca – afferma Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale di FEduF -. Cambiamenti demografici e l’intelligenza artificiale sono eventi che hanno grandissimo impatto sulla conoscenza. L’educazione finanziaria può aiutare i cittadini ad affrontare queste sfide.
Secondo Giancarlo Blangiardo, Presidente di demografia della Milano Bicocca ed ex presidente Istat “educare una popolazione che progressivamente sta cambiando è rilevante se si vuole fare in modo che questa popolazione faccia le scelte giuste. Educare al risparmio è un modo per rendere la gente più consapevole delle opportunità che si presentano in modo da fare le scelte giuste al momento giusto”.
Per Paola Soccorso, Responsabile Ufficio Educazione Finanziaria, “l’educazione finanziaria è uno strumento di cittadinanza attiva e il nostro tentativo è quello di rafforzare la cultura dei cittadini giovani e di offrire a loro gli strumenti per fare scelte veloci e quotidiane in un contesto sempre più complesso”.

– foto ufficio stampa FeduF –
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Economia

Intesa Sanpaolo, Barrese “Ampio programma di assunzioni di giovani”

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RIMINI (ITALPRESS) – Giovani, lavoro e sviluppo demografico sono temi cruciali per generare fiducia e trasformarla in progetti concreti di persone, famiglie, imprese. Per alimentare tale fiducia tutti, Istituzioni, imprese, privati, dobbiamo fare la nostra parte per la crescita diffusa e inclusiva del Paese, che non può prescindere dall’accesso alla formazione e all’occupazione per le giovani generazioni”. Lo ha detto Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, nell’ambito del Meeting di Rimini, in occasione dell’incontro sul tema “Giovani, Lavoro e Demografia”.

“E’ ciò che come Intesa Sanpaolo mettiamo al centro della nostra azione nei territori, come istituzione al servizio della società e del sistema economico del Paese – ha aggiunto -. L’impegno e la responsabilità prioritaria del nostro Gruppo è essere un motore per lo sviluppo di tutti i territori dove operiamo, un punto di riferimento per il credito e il sostegno a imprese, famiglie, comunità locali, con una attenzione particolare ad una crescita che sia diffusa e inclusiva per tutti, in primis, riguardo al tema della giornata, per le nuove generazioni. Dal 2021 abbiamo assunto 5.250 persone, in gran parte giovani, e contiamo di portare avanti il più ampio programma di assunzioni nel Paese”.

“Come Banca dei Territori Intesa Sanpaolo dal 2021 al 2026 abbiamo erogato 200 miliardi di euro di finanziamenti a imprese e famiglie, 21 dei quali nei primi sei mesi di quest’anno. Per supportare la nuova occupazione, giovanile e femminile in particolare, abbiamo messo a disposizione delle imprese nostre clienti il finanziamento S-Loan Soluzione Lavoro. Uno strumento che riconosce benefici e sconti sui prestiti per favorire nuove assunzioni attraverso investimenti in innovazione tecnologica: con tale soluzione abbiamo erogato quest’anno 700 milioni di euro, che hanno determinato circa 2.000 persone assunte da parte delle imprese beneficiarie – ha sottolineato Barrese -. Le Pmi italiane hanno ben presente il loro percorso di sviluppo a prescindere dalle incertezze del contesto, da parte nostra siamo impegnati nel sostenerne le strategie accompagnando al contempo l’aumento dell’occupazione. Per accompagnare i nostri giovani alla realizzazione delle loro ambizioni e del loro talento ad oggi abbiamo erogato più di un miliardo di euro a 54.000 giovani studenti che si sono avvalsi del nostro prestito Per Merito, che non richiede garanzie se non l’impegno nel corso di studi, per intraprendere percorsi universitari e post-diploma. Quasi uno su due di loro ci dice che senza questa possibilità avrebbe rinunciato al proprio percorso di studi. Tra le iniziative in quest’ottica riveste particolare importanza per il tessuto sociale anche il programma “Giovani e Lavoro”, che offre percorsi formativi gratuiti a giovani tra i 18 e i 29 anni e che ha formato finora circa 5.600 ragazzi, accompagnandone all’accesso al mondo del lavoro oltre l’80%”.

– Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

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Intesa Sanpaolo, Barrese “Ampio programma di assunzioni di giovani”

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RIMINI (ITALPRESS) – Giovani, lavoro e sviluppo demografico sono temi cruciali per generare fiducia e trasformarla in progetti concreti di persone, famiglie, imprese. Per alimentare tale fiducia tutti, Istituzioni, imprese, privati, dobbiamo fare la nostra parte per la crescita diffusa e inclusiva del Paese, che non può prescindere dall’accesso alla formazione e all’occupazione per le giovani generazioni”. Lo ha detto Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, nell’ambito del Meeting di Rimini, in occasione dell’incontro sul tema “Giovani, Lavoro e Demografia”.

“E’ ciò che come Intesa Sanpaolo mettiamo al centro della nostra azione nei territori, come istituzione al servizio della società e del sistema economico del Paese – ha aggiunto -. L’impegno e la responsabilità prioritaria del nostro Gruppo è essere un motore per lo sviluppo di tutti i territori dove operiamo, un punto di riferimento per il credito e il sostegno a imprese, famiglie, comunità locali, con una attenzione particolare ad una crescita che sia diffusa e inclusiva per tutti, in primis, riguardo al tema della giornata, per le nuove generazioni. Dal 2021 abbiamo assunto 5.250 persone, in gran parte giovani, e contiamo di portare avanti il più ampio programma di assunzioni nel Paese”.

“Come Banca dei Territori Intesa Sanpaolo dal 2021 al 2026 abbiamo erogato 200 miliardi di euro di finanziamenti a imprese e famiglie, 21 dei quali nei primi sei mesi di quest’anno. Per supportare la nuova occupazione, giovanile e femminile in particolare, abbiamo messo a disposizione delle imprese nostre clienti il finanziamento S-Loan Soluzione Lavoro. Uno strumento che riconosce benefici e sconti sui prestiti per favorire nuove assunzioni attraverso investimenti in innovazione tecnologica: con tale soluzione abbiamo erogato quest’anno 700 milioni di euro, che hanno determinato circa 2.000 persone assunte da parte delle imprese beneficiarie – ha sottolineato Barrese -. Le Pmi italiane hanno ben presente il loro percorso di sviluppo a prescindere dalle incertezze del contesto, da parte nostra siamo impegnati nel sostenerne le strategie accompagnando al contempo l’aumento dell’occupazione. Per accompagnare i nostri giovani alla realizzazione delle loro ambizioni e del loro talento ad oggi abbiamo erogato più di un miliardo di euro a 54.000 giovani studenti che si sono avvalsi del nostro prestito Per Merito, che non richiede garanzie se non l’impegno nel corso di studi, per intraprendere percorsi universitari e post-diploma. Quasi uno su due di loro ci dice che senza questa possibilità avrebbe rinunciato al proprio percorso di studi. Tra le iniziative in quest’ottica riveste particolare importanza per il tessuto sociale anche il programma “Giovani e Lavoro”, che offre percorsi formativi gratuiti a giovani tra i 18 e i 29 anni e che ha formato finora circa 5.600 ragazzi, accompagnandone all’accesso al mondo del lavoro oltre l’80%”.

– Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

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Consumi culturali, spesa delle famiglie italiane ai massimi dal dopo pandemia

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ROMA (ITALPRESS) – La spesa delle famiglie italiane per i consumi culturali continua a crescere e raggiunge i 108 euro, in media, al mese (nel 2025 era pari a 94 euro), il valore più alto dell’intera serie post-pandemica e ormai prossimo ai livelli del 2019 (113 euro). Nel paniere dei consumi culturali, le attività più diffuse si confermano, ai primi posti, la fruizione di programmi televisivi, film e serie (92%), l’ascolto della musica (87%) e della radio (82%). È quanto emerge dall’Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio in collaborazione con SWG.

La lettura mantiene un ruolo significativo: il 65% degli italiani ha letto almeno un libro dall’inizio dell’anno, mentre il 43% ha letto quotidiani in formato cartaceo o digitale a pagamento. Tra le attività che prevedono una spesa diretta, si confermano particolarmente diffuse il cinema (51%), le visite a musei, mostre e siti archeologici (49%), il teatro e gli spettacoli all’aperto (40%) e i concerti dal vivo (35%). Parallelamente aumenta l’interesse per i weekend culturali e oltre un italiano su due sarebbe molto interessato a riceverne uno in regalo, mentre il 42% si dichiara molto propenso a regalarlo a una persona cara. I più interessati sono le persone con titolo di studio elevato, le donne e gli over 55. Negli ultimi dodici mesi il 46% degli italiani ha effettuato almeno un weekend culturale, soprattutto fuori dalla propria regione (34%).

La spesa media pro capite sostenuta raggiunge 286,2 euro, in aumento rispetto alla precedente rilevazione (circa 235 euro nel 2025), mentre anche tra chi non ha ancora vissuto questa esperienza (il 54%) emerge una disponibilità di spesa prevista pari a 215,7 euro, segnale di una domanda potenziale ancora significativa. “La crescita dei consumi culturali è un segnale importante: dimostra che la cultura risponde a una domanda reale e rappresenta una leva decisiva per lo sviluppo, l’occupazione e la coesione sociale. Tuttavia, la partecipazione resta segnata da forti divari economici, sociali, generazionali e territoriali. Per questo, accanto al sostegno alle imprese e all’offerta, servono politiche strutturali capaci di rafforzare la domanda e misure concrete, come la detrazione fiscale delle spese per consumi ed esperienze culturali, così da favorire un accesso più ampio e avvicinare nuovi pubblici. – dichiara Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio -. L’interesse per i weekend culturali conferma inoltre le potenzialità dell’integrazione tra cultura, turismo e territori: una tendenza che va accompagnata e trasformata in valore diffuso per le comunità e per l’intero Paese”.

– Foto Ipa Agency –

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