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Cronaca

Rapina aggravata a un anziano a Milano, fermato un 27enne con precedenti

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MILANO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Milano ha fermato un cittadino egiziano di 27 anni, con precedenti per rapina e furto con strappo ad anziani, per la rapina aggravata commessa ai danni di un uomo di 86 anni. Giovedì scorso, poco dopo le ore 12, l’equipaggio in moto “Nibbio” dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura era intervenuto in via Pezzotti perché era stata segnalata la rapina di una collanina in oro giallo ai danni di un uomo di 86 anni che, in passeggiata con la moglie, era stato scaraventato a terra e derubato del prezioso da parte di un giovane straniero che lo aveva dapprima afferrato per il collo e che era poi scappato verso via Antonini.

Gli agenti hanno visionato i video delle telecamere di sicurezza presenti nella zona della rapina e hanno estrapolato il volto dell’autore. Sabato pomeriggio, poco dopo le ore 16, l’uomo è stato notato dai poliziotti della Squadra Mobile nella stessa strada mentre osservava gli anziani che entravano e uscivano dalla chiesa parrocchiale. Fermato per un controllo, l’uomo, alla ricerca sul proprio cellulare dell’immagine di un documento di identità, ha fatto scorrere delle fotografie tra le quali i poliziotti ne hanno individuata una ove indossava gli stessi abiti e accessori che vestiva il giorno della rapina. I poliziotti hanno quindi eseguito il fermo nei confronti del 27enne egiziano, condotto presso la casa circondariale “Di Cataldo”.

– foto di repertorio Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Meloni-Frederiksen “No a immigrazione illegale, hub rimpatrio in Paesi terzi”

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ROMA (ITALPRESS) – “Siamo consapevoli che molti potrebbero interrogarsi sulla nostra collaborazione. Proveniamo da posizioni politiche molto diverse e certamente non siamo d’accordo su tutto. Ma siamo unite dal nostro desiderio di difendere l’Europa.
Non accettiamo un’immigrazione incontrollata verso l’Europa, e abbiamo promosso una politica migratoria rigorosa, sia nelle nostre Nazioni sia in Europa”. Così la premier Giorgia Meloni sui social, condividendo con il primo ministro della Danimarca Mette Frederiksen, alcune riflessioni “sul futuro dell’Europa, sulla sicurezza dei suoi cittadini e sulla necessità di difendere i nostri valori e il nostro modo di vivere. Nessuno può negare gli impatti negativi dell’immigrazione illegale sulle nostre società: aumento dei tassi di criminalità, crescente pressione sui servizi pubblici ed erosione della fiducia dei cittadini. E’ particolarmente grave quando migranti illegali, privi del diritto di rimanere nelle nostre Nazioni, commettono crimini violenti, trafficano droga o si rendono responsabili di violenze sessuali”, sottolineano Meloni e Frederiksen. “Comprensibilmente, i cittadini europei si aspettano azioni concrete dai propri rappresentanti politici. Per troppo tempo, soprattutto le persone comuni hanno pagato un prezzo troppo alto a causa di un’immigrazione incontrollata. E’ nostro dovere continuare a impegnarci con determinazione per offrire risposte concrete ai cittadini, specialmente i più esposti, e garantire maggiore sicurezza e tutela per le nostre comunità. Insieme – proseguono – siamo riuscite a modificare gli equilibri nell’applicazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nei confronti dei cittadini stranieri che commettono reati gravi. Di conseguenza, ora dovrebbero aumentare le espulsioni. E ora cosa possiamo fare di più? Bisogna realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell’Europa. Ci stiamo lavorando con impegno. Ma questo non basta. Il rispetto delle nostre leggi deve andare di pari passo con il rispetto dei valori europei. Ciò vale per i migranti illegali, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nelle nostre Nazioni e in tutta Europa. Entrambe siamo orgogliose del patrimonio culturale cristiano dell’Europa e vogliamo proteggerlo. Ci aspettiamo che chi arriva nei nostri Paesi e sceglie di fare dell’Europa la propria casa, rispetti i nostri valori e non cerchi di imporci modelli di vita che non condividiamo. Riteniamo che questa sia la strada giusta per proteggere l’Europa e i nostri valori comuni. E crediamo che milioni di europei condividano questa convinzione”, concludono le due premier.
(ITALPRESS).
-Foto: profilo facebook Meloni-

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Cronaca

Radio Pavia Breakfast News – 10 agosto 2026

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La crisi migratoria torna al centro delle prime pagine dei quotidiani italiani, mentre si apre un nuovo fronte tra Roma e Berlino sui rimpatri. In Medio Oriente Netanyahu respinge il piano americano per Gaza. Sul versante economico spazio agli investimenti nell’energia e alle novità fiscali. Lo sport saluta Livio Berruti, oro olimpico nei 200 metri a Roma 1960.

Cronaca e politica: dopo Madrid, tensione anche con Berlino

È ancora l’immigrazione a dominare l’informazione politica di questo lunedì 10 agosto. Dopo le tensioni tra Italia e Spagna sulla sospensione di Schengen, l’attenzione si sposta sulla Germania e sulla possibilità di nuovi trasferimenti di migranti verso il nostro Paese.

Il Corriere della Sera apre con “Ceuta, sale l’allarme per nuovi arrivi di migranti. Berlino: pronti a rimpatri in Italia. Roma frena”. Da una parte resta alta l’attenzione nella città autonoma spagnola per il rischio di nuovi ingressi, dall’altra si profila il confronto con il cancelliere Friedrich Merz sulle procedure europee di riammissione.

Tema analogo sulla Repubblica, che titola “Meloni sorpresa dalla mossa di Merz, no dell’Italia ai migranti dalla Germania”. Il quotidiano sottolinea la volontà tedesca di riprendere i trasferimenti verso i Paesi di primo approdo e la contrarietà manifestata da Roma.

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Più duro il taglio del Giornale, che sceglie “Il muro di Berlino”, mentre Libero titola “Ora pure Berlino vuole riempirci di immigrati. L’Italia dice no”. La Verità allarga lo sguardo al continente con “L’Europa collassa sugli immigrati”. Sul Fatto Quotidiano, invece, il titolo è “Merz fa il Meloni di Germania e ci rispedisce i nostri migranti”.

Sul fronte internazionale, Gaza resta un altro dei temi principali. La Stampa apre con “Netanyahu, no al piano di Trump per Gaza”: il premier israeliano respinge la roadmap americana e ribadisce che un ritiro dalla Striscia sarebbe possibile soltanto con il completo disarmo di Hamas. Anche Repubblica titola “Netanyahu non si ritira”, mentre il Corriere sceglie “Israele: no al piano di Trump”.

Il Fatto Quotidiano porta inoltre in prima pagina l’Iran, con il titolo “Iran, sventato un golpe anti-Khamenei: le sue condizioni su Hormuz”, mentre torna anche il caso Report con le polemiche intorno a Sigfrido Ranucci.

Altro tema trasversale è l’addio a Massimiliano Cencelli, ideatore del celebre “manuale” sulla distribuzione degli incarichi politici, ricordato da numerose testate.

Economia: energia, fisco e longevità

Sul fronte economico, La Stampa mette in apertura “Energia, via rapida per i 50 miliardi”. Il governo starebbe lavorando a un decreto per velocizzare gli iter autorizzativi delle rinnovabili, con l’obiettivo di sbloccare migliaia di progetti e ridurre il rischio che gli investimenti si spostino all’estero.

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Il Sole 24 Ore dedica invece la copertina del lunedì alla “longevity economy”: “Investimenti, fondi e polizze: ecco come gestire la terza età”. L’allungamento della vita porta infatti con sé nuove esigenze finanziarie, previdenziali, assicurative e sanitarie.

Sempre il Sole evidenzia le novità fiscali con “Fatture, l’Iva conquista l’extra time”: cambiano i tempi per registrazione e detrazione dell’imposta. Spazio anche ai bonus per le stabilizzazioni dei giovani e all’accesso alla prima casa per gli under 36.

Interessante anche il dato immobiliare: mutui più lunghi e garanzie pubbliche stanno favorendo l’acquisto della casa tra i più giovani.

Il Fatto Quotidiano guarda invece alla siccità del Nord, parlando del rischio di ripetere gli errori commessi durante la grande crisi idrica del 2022. E il caldo lascia segni evidenti anche sui grandi fiumi: Repubblica dedica un reportage al Po, mentre La Stampa racconta il Danubio e i reperti tornati alla luce per l’abbassamento delle acque.

Sport: addio a Livio Berruti, l’oro di Roma 1960

La notizia che unisce praticamente tutte le prime pagine sportive è la morte, a 87 anni, di Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri ai Giochi di Roma del 1960.

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La Gazzetta dello Sport gli dedica una copertina quasi interamente celebrativa: “Oro è sempre”. Il suo trionfo, gli occhiali scuri e le scarpe bianche restano tra le immagini simbolo dello sport italiano del dopoguerra.

Tuttosport saluta il campione torinese con “Ciao Livio, lui è l’oro”, mentre il Corriere dello Sport titola “Addio Berruti, oro di Roma”. Il ricordo trova grande spazio anche sui quotidiani generalisti.

Nel calcio tiene banco soprattutto il mercato. Tuttosport concentra l’attenzione sulla Juventus: “Juve, -13 al via. Cosa aspetti?”, sottolineando le difficoltà della squadra nel completare l’organico a pochi giorni dall’inizio della stagione.

Il Corriere dello Sport apre invece sul Milan e sul futuro di Ruben Amorim: “Amorim, ecco i gufi”, con il tecnico indicato tra quelli maggiormente sotto pressione. Nella stessa prima pagina spazio anche agli obiettivi di mercato di Juventus, Roma e Inter.

Per il tennis arriva la notizia del forfait di Jannik Sinner a Cincinnati. Il problema al ginocchio lo costringe a fermarsi per alcuni giorni in vista dei prossimi impegni.

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La Provincia Pavese: radar meteo, sicurezza e Oltrepò

Passando alla cronaca locale, La Provincia Pavese apre oggi con “Un nuovo radar su Pavia. Anticipa i disastri meteo”. Il nuovo strumento sarà installato sul tetto del Tamburo, alla biblioteca di Ingegneria dell’Università di Pavia, e consentirà di monitorare con maggiore precisione i fenomeni atmosferici estremi, dalla grandine alle cosiddette “bombe d’acqua”.

In primo piano anche la sicurezza a Vigevano: “Paura in pieno centro. Rissa, sangue e un agente colpito”, dopo una notte di tensione nel cuore della città.

A Pavia, invece, due fratelli sono riusciti a sventare una truffa bancaria da centomila euro, mentre sul fronte della scuola arriva l’allarme della Uil Sostegno: sarebbero circa 180 gli insegnanti mancanti.

Capitolo infrastrutture: per le strade provinciali vengono indicati 250 mila euro per riasfaltare, mentre a Voghera torna il caso del cimitero di Medassino, ormai vicino alla saturazione. Il quartiere chiede nuovi posti.

Spazio anche al territorio e alle tradizioni: a Redavalle il quotidiano racconta il mondo del rodeo e della scuola italiana di monta western con il titolo “Tra polvere, tori e cowboy. Il West è di casa in Oltrepò”.

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Nella fascia provinciale, a Varzi un diciassettenne è finito in ospedale dopo uno schianto in moto, mentre a Sannazzaro de’ Burgondi un incendio in un fienile ha portato alla mobilitazione del paese.

Lo sport locale celebra infine la giovanissima velocista Doualla, protagonista con la staffetta azzurra 4×100 e vincitrice dell’oro, mentre per il calcio si parla dell’Oltrepò, con Brocchi indicato alla ricerca di un “figlio Filippo in biancorosso”.

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Cronaca

L’ASTERISCO *diegosocialmediajournalist

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PIANURA PADANA TROPICO D’ITALIA: IL CALDO SOFFOCA, MA LA POLITICA RESTA A GUARDARE

Le temperature da record stringono la Pianura Padana in una morsa asfissiante. Un microclima estremo, aggravato dalla conformazione a conca tra Alpi e Appennini, ha trasformato la nostra regione in una vera e propria trappola termica. Valori percepiti, tassi di umidità e minime notturne superano ormai regolarmente quelli di molte aree del Sud America. Nelle nostre città, soffocate dall’asfalto e dall’effetto “isola di calore”, la popolazione letteralmente boccheggia. Non si tratta più di una semplice “ondata di estate calda”, ma di un’emergenza climatica e sanitaria drammatica.
A fronte di un quadro così critico, ciò che sconcerta maggiormente è l’assordante impasse degli amministratori nazionali, regionali e locali. Di fronte a una crisi che travalica i confini di un singolo comune o di una singola provincia, la risposta istituzionale appare frammentata, timida e rassegnata. Si continuano a gestire fenomeni ormai strutturali con la logica della perenne emergenza, affidandosi a palliativi mentre i progetti decisivi continuano a rimanere chiusi nei cassetti.
Dove sono i piani straordinari per rendere le nostre città “spugna”, capaci di abbattere le temperature al suolo attraverso la de-pavimentazione e una vera forestazione urbana? Che fine ha fatto la rete dei rifugi climatici pubblici per proteggere anziani e fragili? Per quale motivo la gestione della risorsa idrica e le limitazioni al consumo di suolo procedono a rilento, imbrigliate da veti incrociati e timori elettorali? Gli amministratori della Valle Padana dovrebbero fare fronte comune, superare i colori politici e pretendere interventi strutturali imponenti. Continuare ad aspettare che “passi l’estate” significa ignorare una realtà con cui dovremo convivere ogni anno di più.
Nel frattempo, ai cittadini viene chiesto di responsabilizzarsi, di fare attenzione all’uso dei condizionatori, di non sprecare l’acqua e di mostrare senso civico. Un richiamo al dovere che la popolazione comprende e cerca di applicare, ma che rischia di suonare come uno scaricabarile se le istituzioni per prime non dimostrano di avere la visione, il coraggio e la fermezza per guidare questo cambiamento indifferibile.

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