Economia
Manovra, Assobibe “Il rinvio di soli 6 mesi della Sugar tax è una spada di Damocle”
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2 ore fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – ASSOBIBE, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, accoglie con preoccupazione il rinvio di 6 mesi della Sugar tax previsto dalla bozza della Legge di Bilancio 2027, sottolineando come l’ennesima proroga non sciolga affatto l’incertezza che da anni frena il Settore, rimandando ogni decisione a una fase ancora più delicata.
“Il rinvio di soli 6 mesi dell’entrata in vigore della Sugar tax lascia appesa sopra le nostre teste una spada di Damocle che sta bloccando oltre 1 miliardo di investimenti delle aziende – ha dichiarato Giangiacomo Pierini, Presidente di ASSOBIBE – È mancato il coraggio di una scelta definitiva contro una misura inefficace per la salute pubblica e dagli effetti devastanti per tutta la filiera”.
“Rischiamo di ritrovarci – prosegue Pierini – a metà del prossimo anno con la stessa tassa sul tavolo, con le aziende impossibilitate a pianificare investimenti e attività su un orizzonte di 12 mesi e un quadro istituzionale reso ancora più precario dall’ipotesi di elezioni anticipate. L’entrata in vigore della tassa causerebbe un incremento fiscale del 28% al litro, una contrazione delle vendite del 16% e oltre 5.000 lavoratori a rischio. Un conto che, alla fine, ricadrebbe sulle famiglie, perché l’aumento fiscale si trasferirebbe sui prezzi, in un momento in cui il carrello della spesa è già sotto pressione. È uno scenario che francamente non riusciamo nemmeno a immaginare per le conseguenze sulla filiera, sui lavoratori e sui consumatori. Auspichiamo che in fase di approvazione si ripensi all’impatto che potrà avere sui lavoratori dell’industria e sui cittadini una nuova tassa. Per questo chiediamo al Governo di avere coraggio e di ritornare sui propri passi, optando per la cancellazione definitiva della Sugar tax, così da risolvere il problema anziché continuare a rinviarlo”.
-Foto ufficio stampa Assobibe-
(ITALPRESS).
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Economia
Intesa Sanpaolo e Fondazione Santo Versace inaugurano il progetto “Un’altra musica” a Rebibbia
Pubblicato
15 minuti fa-
28 Ottobre 2026di
Redazione
REBIBBIA ROMA (ITALPRESS) – Oggi pomeriggio presso la Casa Circondariale Maschile di Rebibbia Nuovo Complesso si è svolta l’inaugurazione del progetto “Un’altra musica”, realizzato dalla Fondazione Santo Versace in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Alla presenza di Santo Versace e Francesca De Stefano Versace, all’evento ha preso parte anche e il cantautore e compositore Ermal Meta che dopo il taglio del nastro si è esibito in un concerto per i detenuti e gli ospiti presenti.
Il progetto ha previsto la realizzazione, all’interno dell’istituto penitenziario, di un vero e proprio studio di registrazione professionale, composto da una regia e da una sala di ripresa acusticamente trattate e dotate di attrezzature e strumentazioni specifiche. Parallelamente è stato attivato un percorso formativo, non ancora concluso, per tecnici del suono, una figura professionale oggi richiesta in numerosi ambiti: dalla musica all’audiovisivo, dalla produzione di podcast ai contenuti digitali, fino al settore degli eventi.
L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: offrire alle persone detenute competenze specialistiche concrete e spendibili nel mondo del lavoro, trasformando il periodo di detenzione anche in un’occasione di formazione, responsabilizzazione e costruzione di nuove prospettive per il futuro.
Teresa Mascolo, direttore della Casa Circondariale “Raffaele Cinotti”- Rebibbia Nuovo Complesso ha dichiarato: “Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per la pregevole iniziativa, realizzata dalla Fondazione Santo Versace e Intesa San Paolo, nell’ottica della proficua disponibilità e collaborazione cui sono improntate le relazioni con questa Casa Circondariale. Questo progetto racconta una storia di fiducia, di dignità, di speranza e di gratitudine: ogni nuovo inizio merita un luogo ove diventare possibile”.
Con “Un’altra musica”, la Fondazione Santo Versace prosegue il proprio impegno nella promozione di percorsi capaci di creare opportunità reali e strumenti di autonomia, partendo dalla convinzione che formazione e lavoro rappresentino due elementi fondamentali nei processi di reinserimento sociale e professionale delle persone detenute.
Santo Versace ha aggiunto: “Credo profondamente nel valore del lavoro, perché il lavoro restituisce dignità, autonomia e la possibilità di costruire il proprio futuro. Con “Un’Altra Musica” vogliamo offrire alle persone detenute l’opportunità di acquisire competenze professionali concrete, che possano diventare strumenti di riscatto una volta terminata la pena. Una società che crede davvero nel reinserimento deve avere il coraggio di investire nelle persone e nelle loro possibilità di cambiamento”.
Per Francesca De Stefano Versace “Ogni persona, indipendentemente dagli errori commessi, meriti la possibilità di ricominciare. Ma non basta parlare di seconde possibilità, bisogna creare le condizioni perché diventino reali. Con “Un’Altra Musica” vogliamo che uno studio di registrazione diventi molto più di un luogo in cui fare musica: uno spazio in cui sentirsi ascoltati, riscoprire le proprie capacità e tornare a credere in sé stessi”.
Per Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa San Paolo: “Ogni storia, anche la più difficile, racchiude la possibilità di un nuovo inizio. Con ‘Un’Altra Musica’ le persone detenute acquisiscono competenze e nuove prospettive, dimostrando come formazione e inclusione possano trasformarsi in concrete opportunità di riscatto. È questo il valore della collaborazione tra Intesa Sanpaolo e la Fondazione Santo Versace: creare occasioni reali di crescita, promuovere il cambiamento e restituire fiducia nel futuro”.
“Quando lo Stato e la sensibilità civica del privato uniscono le forze, la rieducazione e la sicurezza sociale diventano obiettivi condivisi e concreti”, ha sottolineato il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni. “Formazione e lavoro sono i veri pilastri dell’inclusione sociale e gli strumenti più efficaci per prevenire la recidiva. Ma per fare formazione di qualità servono strutture adeguate. La realizzazione dello studio di registrazione professionale adiacente al teatro e la donazione dell’intero parco attrezzature e dei materiali tecnici rappresentano un investimento di straordinario valore che dota l’istituto di strumenti all’avanguardia destinati a rimanere nel tempo”.
-Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo-
(ITALPRESS).
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Intesa Sanpaolo e Fondazione Santo Versace inaugurano il progetto “Un’altra musica” a Rebibbia
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28 Ottobre 2026di
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REBIBBIA ROMA (ITALPRESS) – Oggi pomeriggio presso la Casa Circondariale Maschile di Rebibbia Nuovo Complesso si è svolta l’inaugurazione del progetto “Un’altra musica”, realizzato dalla Fondazione Santo Versace in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Alla presenza di Santo Versace e Francesca De Stefano Versace, all’evento ha preso parte anche e il cantautore e compositore Ermal Meta che dopo il taglio del nastro si è esibito in un concerto per i detenuti e gli ospiti presenti.
Il progetto ha previsto la realizzazione, all’interno dell’istituto penitenziario, di un vero e proprio studio di registrazione professionale, composto da una regia e da una sala di ripresa acusticamente trattate e dotate di attrezzature e strumentazioni specifiche. Parallelamente è stato attivato un percorso formativo, non ancora concluso, per tecnici del suono, una figura professionale oggi richiesta in numerosi ambiti: dalla musica all’audiovisivo, dalla produzione di podcast ai contenuti digitali, fino al settore degli eventi.
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Santo Versace ha aggiunto: “Credo profondamente nel valore del lavoro, perché il lavoro restituisce dignità, autonomia e la possibilità di costruire il proprio futuro. Con “Un’Altra Musica” vogliamo offrire alle persone detenute l’opportunità di acquisire competenze professionali concrete, che possano diventare strumenti di riscatto una volta terminata la pena. Una società che crede davvero nel reinserimento deve avere il coraggio di investire nelle persone e nelle loro possibilità di cambiamento”.
Per Francesca De Stefano Versace “Ogni persona, indipendentemente dagli errori commessi, meriti la possibilità di ricominciare. Ma non basta parlare di seconde possibilità, bisogna creare le condizioni perché diventino reali. Con “Un’Altra Musica” vogliamo che uno studio di registrazione diventi molto più di un luogo in cui fare musica: uno spazio in cui sentirsi ascoltati, riscoprire le proprie capacità e tornare a credere in sé stessi”.
Per Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa San Paolo: “Ogni storia, anche la più difficile, racchiude la possibilità di un nuovo inizio. Con ‘Un’Altra Musica’ le persone detenute acquisiscono competenze e nuove prospettive, dimostrando come formazione e inclusione possano trasformarsi in concrete opportunità di riscatto. È questo il valore della collaborazione tra Intesa Sanpaolo e la Fondazione Santo Versace: creare occasioni reali di crescita, promuovere il cambiamento e restituire fiducia nel futuro”.
“Quando lo Stato e la sensibilità civica del privato uniscono le forze, la rieducazione e la sicurezza sociale diventano obiettivi condivisi e concreti”, ha sottolineato il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni. “Formazione e lavoro sono i veri pilastri dell’inclusione sociale e gli strumenti più efficaci per prevenire la recidiva. Ma per fare formazione di qualità servono strutture adeguate. La realizzazione dello studio di registrazione professionale adiacente al teatro e la donazione dell’intero parco attrezzature e dei materiali tecnici rappresentano un investimento di straordinario valore che dota l’istituto di strumenti all’avanguardia destinati a rimanere nel tempo”.
-Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo-
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Unioncamere, 20mila imprese pronte all’export: 1 su 3 prevede un aumento del fatturato
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8 ore fa-
28 Ottobre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Sono circa 20mila le imprese italiane che potrebbero iniziare a esportare o rafforzare la propria presenza sui mercati esteri. È quanto emerge dall’indagine condotta nel 2026 da Unioncamere e dal Centro studi Tagliacarne su 4.500 aziende, presentata durante l’assemblea dei presidenti delle Camere di commercio, alla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Al centro dell’incontro la crescita delle esportazioni italiane e il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni e imprese per favorire l’internazionalizzazione. “Dopo l’accordo firmato a luglio, oggi ne abbiamo firmato uno operativo per rafforzare l’export”, ha dichiarato Tajani. L’intesa punta ad ampliare il numero delle aziende italiane presenti sui mercati internazionali. “Le Camere di commercio sono entrate a pieno titolo nella strategia del mio ministero per raggiungere i 700 miliardi di export entro il prossimo anno”, ha aggiunto il ministro, ricordando che il valore attuale delle esportazioni italiane è di circa 650 miliardi di euro. Tajani ha sottolineato anche il ruolo di Unioncamere nel sostenere le imprese interessate a crescere all’estero. “Sarà una collaborazione preziosa per far crescere il numero delle imprese che vorranno esportare”, ha affermato.
Tra gli obiettivi indicati anche il rafforzamento del sostegno delle ambasciate italiane alle aziende e la promozione degli accordi internazionali per ampliare gli scambi commerciali. Secondo l’indagine, le imprese che esportano sono più produttive e investono maggiormente nell’innovazione rispetto a quelle che operano soltanto sul mercato nazionale. A parità di dimensione, settore e localizzazione geografica, la produttività del lavoro è superiore di circa il 20%. Inoltre, un’impresa esportatrice su tre prevede un aumento del fatturato nel 2027, contro il 22% delle aziende non esportatrici. Le differenze riguardano anche gli investimenti. Nel triennio 2026-2028, il 43% delle imprese esportatrici prevede di investire in ricerca e sviluppo, rispetto al 16% delle altre aziende. Per le tecnologie 4.0 le percentuali sono rispettivamente del 51% e del 28%, mentre per la transizione verde si attestano al 47% e al 28%. Le aziende esportatrici prestano inoltre maggiore attenzione alla formazione del personale: il 61% prevede di investire nell’aggiornamento professionale dei dipendenti, contro il 48% delle non esportatrici. Una su cinque intende assumere lavoratori altamente specializzati.
Anche nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale emerge un divario, con il 26% delle imprese esportatrici che già la utilizza, rispetto al 19% delle altre. Il potenziale di crescita riguarda anche il Mezzogiorno, dove si contano 21 imprese potenzialmente esportatrici ogni 100 aziende già attive sui mercati esteri, contro 13 nel Centro-Nord. Un ruolo importante è svolto dai servizi delle Camere di commercio: tra il 2020 e il 2024, le imprese che ne hanno usufruito hanno registrato una probabilità di iniziare a esportare superiore del 41,4% rispetto a quelle non assistite. Il valore delle loro esportazioni è stato inoltre più elevato del 21,8%, con un impatto stimato tra 600 e 800 milioni di export aggiuntivo.
Nel corso dell’assemblea, il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, ha richiamato l’attenzione anche sulla dipendenza energetica italiana dall’estero. “L’Italia è troppo dipendente da forniture energetiche dall’estero”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di intervenire per affrontare le criticità del settore. “Bene le rinnovabili, ma non bastano. Il nucleare è una scelta da seguire”, ha aggiunto Prete, invitando a superare le resistenze e a considerare il nucleare tra le possibili fonti energetiche. Il presidente di Unioncamere ha inoltre richiamato il confronto con la Francia, che dispone di centrali nucleari e dalla quale l’Italia acquista energia elettrica.
– Foto xu1/Italpress –
(ITALPRESS).


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