Cronaca
Reati su minori, in Italia quasi 7.000 nel 2023. 19 al giorno
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2 anni fa-
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ROMA (ITALPRESS) – Sono stati 6.952 i reati a danno di minori in Italia nel 2023, in media 19 al giorno, 95 in più rispetto al 2022. Aumentati del 35% in 10 anni e addirittura dell’89% dal 2006. I reati più diffusi, che registrano anche l’incremento più alto, sono i maltrattamenti in famiglia: ben 2.843 casi, cresciuti del 6% dal 2022 e più che raddoppiati dal 2013. I dati, elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, sono stati resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes alla Camera dei Deputati – alla presenza del Presidente della Camera on. Lorenzo Fontana, e della Vice Questore della Polizia di Stato Eugenia Sepe, – in occasione della presentazione del Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2024 e in vista della Giornata internazionale delle bambine (11 ottobre). Dal Dossier emerge che sono proprio le bambine e le ragazze ad essere colpite in misura maggiore dai reati a danno di minori, nel 61% dei casi sono loro le vittime. A spingere questa percentuale soprattutto i crimini sessuali: a partire da violenza sessuale e violenza sessuale aggravata, che vedono rispettivamente l’89% e l’85% di vittime femminili, passando per gli atti sessuali con minorenni (il 79% di vittime è femmina), detenzione di materiale pornografico e corruzione di minorenne (entrambi con il 78% di vittime di genere femminile), fino alla prostituzione e pornografia minorile (in entrambi le vittime sono al 64% bambine o ragazze). Hanno invece in maggioranza vittime maschili l’omicidio volontario (67%), l’abbandono di persone minori o incapaci (61%), l’abuso dei mezzi di corruzione o di disciplina (59%) e la sottrazione di persone incapaci (55%). Le vittime sono pressochè in parità nei reati di violazione degli obblighi di assistenza familiare (entrambi i generi al 50%) e di maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli (vittime femminili 51%). Se i maltrattamenti in famiglia segnano l’aumento più significativo, rispetto al 2022 sono in crescita anche le violenze sessuali, che con 912 casi (+1% dal 2022 ma +51% dal 2013) sono il secondo reato più diffuso; la sottrazione di persone incapaci (302 casi, +4% dal 2022 e +39% dal 2013); l’abbandono di persone minori o incapaci (568 casi, +3% dal 2022 e +25% in 10 anni); gli atti sessuali con minorenni (+3% dal 2022 e +5% dal 2013, con un totale di 444 casi); l’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina (+1% con 349 casi; +47% dal 2013); la pornografia minorile (171 casi, aumentati dell’1% dal 2022 ma calati del 7% dal 2013). Calano, invece: la prostituzione minorile, che con 28 casi è il reato che segna il calo maggiore sia sull’anno (-24%) sia rispetto agli ultimi 10 (-65%); la detenzione di materiale pedopornografico (59 casi, in calo del 18% sul 2022 ma in aumento, sempre del 18%, rispetto al 2013); la corruzione di minorenne (94 casi, -12% in un anno e -24% dal 2013); le violazioni degli obblighi di assistenza familiare (525 casi, -5% dal 2022 e -48% dal 2013). Diminuiscono, infine, rispetto allo scorso anno i casi di violenza sessuale aggravata (645 casi, -7%), reato che registra però uno degli aumenti maggiori sui dieci anni (+73% dal 2013). Restano, invece, invariati gli omicidi volontari con 12 casi sia nel 2023, sia nel 2022 che nel 2013. ‘I dati dimostrano un incremento delle denunce da parte delle vittime. Ciò significa che le azioni intraprese dalle Forze di Polizia sul fronte delle campagne di informazione, tese a scardinare gli ostacoli di carattere socioculturale che hanno alimentato ed alimentano ancora le violenze e gli abusi sui minori, stanno producendo risultati che confermano il rapporto di fiducia instaurato con le vittime. Un risultato, tuttavia, che non distoglie il nostro sguardo dal “numero oscuro” di casi non denunciati e da tutti quei delitti che si consumano nel “mondo virtuale” dove i minori sono sempre più esposti ed indifesì, ha dichiarato la dott.ssa Eugenia Sepe, vice questore Polizia di Stato. ‘Due fattori, che devono farci riflettere, emergono dagli ultimi dati dei reati sui minori – ha dichiarato Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes – In primo luogo l’immagine della famiglia come luogo sicuro e accogliente, come nido in cui i bambini possono crescere per imparare a spiccare il volo, mostra più di una crepa e chiama in causa tutti i nostri sforzi affinchè i genitori non debbano affrontare in solitudine una fragilità che appare sempre più evidente. In secondo luogo, la violenza, soprattutto quella fisica, continua a consumarsi in maggioranza sul corpo delle bambine e delle ragazze e questo, non ci stancheremo mai di dirlo, costringe tutti noi a non mollare la presa su una battaglia culturale, per superare la struttura patriarcale e creare una società più inclusiva fondata sul rispetto dell’altro, che è ancora lontana dal produrre i cambiamenti speratì. Dal Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”, che racchiude e analizza tutti i fenomeni che mettono a rischio la vita, la salute e i diritti delle bambine e delle ragazze, in Italia e nel mondo, emerge anche un aumento negli ultimi anni del disagio psicologico dei ragazzi, e soprattutto delle ragazze, in Italia. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, il 52% delle ragazze ritiene che la pandemia abbia avuto un impatto negativo sulla propria salute mentale, dato che scende al 31% tra i coetanei maschi. Questo malessere aumenta con l’età: tra gli undicenni è stato riscontrato dal 33% delle bambine e dal 25% dei bambini, mentre tra i teenagers di diciassette anni lo ha vissuto il 66% delle ragazze e il 41% dei maschi. La tendenza è confermata anche a livello mondiale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che riscontra un peggioramento nel benessere dei giovani in generale e delle ragazze in particolare. Il 28% delle quindicenni segnala una profonda solitudine, a fronte del 13% dei coetanei maschi. Terre des Hommes, insieme a Scuola Zoo, ha provato a indagare questo malessere attraverso Osservatorio indifesa, al quale hanno partecipato oltre 2.000 ragazze tra i 14 e i 26 anni. Emerge, innanzitutto, che la quasi totalità, 9 ragazze su 10, percepisce forti rischi per la propria salute mentale. Tra le cause che compromettono il benessere psicologico delle ragazze, prima tra tutte, per il 76%, è la difficoltà di accettarsi e stare bene con il proprio corpo. Troviamo, poi, le relazioni difficili con i genitori o la famiglia (indicate dal 73% delle risposte) e le prestazioni scolastiche (66%). Più del 50% delle ragazze vede, inoltre, come rischi le preoccupazioni per il proprio futuro, le relazioni complicate con amici o coetanei, la solitudine, la depressione, la violenza di ogni genere. Altri motivi di preoccupazione sono un rapporto di coppia incostante (43%), le relazioni con gli insegnanti (28%), il timore per la situazione globale (25%) e l’Eco-ansia (17%). Intervenire è, quindi, fondamentale e sono le ragazze a indicare la strada: il 75% chiede che la scuola si occupi di più di salute mentale e il 66,5% vorrebbe uno psicologo gratuito fuori dalla scuola. La Campagna indifesa di Terre des Hommes, nata nel 2012 in occasione della prima Giornata mondiale delle bambine e ragazze, ha come obiettivo quello di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulle gravi violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze che ogni giorno si verificano nel mondo e sull’importanza di assicurare loro protezione e sostegno. Nel corso degli anni, la Fondazione si è impegnata per cambiare la vita di centinaia di migliaia di bambine e ragazze tramite i suoi progetti. Nel 2023 sono state 372.000 le bambine e ragazze beneficiarie dirette dei progetti di Terre des Hommes per l’educazione inclusiva di qualità, la prevenzione di matrimoni e gravidanze precoci, il contrasto allo sfruttamento lavorativo, la protezione di bambine e bambini rifugiati e di ragazze vittime di abusi e violenze in diversi paesi del mondo. In Italia Terre des Hommes collabora con scuole, federazioni sportive e istituzioni per coinvolgere ragazze e ragazzi in attività di formazione e sensibilizzazione volte a favorire la partecipazione giovanile e il protagonismo delle giovani generazioni sui temi del contrasto alla discriminazione e violenza di genere.(ITALPRESS).
Foto: Agenzia Fotogramma
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Cronaca
Varese, frode fiscale transnazionale. 300 perquisizioni e sequestri per 11 mln
Pubblicato
2 ore fa-
8 Ottobre 2026di
Redazione
VARESE (ITALPRESS) – Il Nucleo P.E.F. Varese della Guardia di Finanza, in collaborazione con personale del Nucleo P.E.F. Milano, nell’ambito dell’operazione “Hermes”, coordinata da EPPO – Uffici di Milano e Palermo, relativa ad una strutturata frode carosello all’IVA nel settore del commercio dei prodotti elettronici/informatici trasversale a più Stati UE, ha eseguito un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e un Decreto di sequestro preventivo emessi dal G.I.P. del Tribunale di Milano. Le misure cautelari personali riguardano 6 soggetti (2 in carcere domiciliati a Roma, 1 agli arresti domiciliari in provincia di Bergamo e 3 con obbligo di dimora in provincia di Salerno e Roma) mentre il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, è stato disposto relativamente a beni, valori e denaro, riconducibili a 8 indagati e 3 imprese coinvolte, fino a concorrenza di circa 11 milioni di euro. Per la parte italiana della frode, sono 93 le società coinvolte, operanti nelle provincie di Bergamo, Milano, Roma, Salerno, Como e Brescia, per un volume complessivo di fatture false di oltre 450 milioni di euro, riferito al quadriennio 2022-2025. L’attività si inquadra in un più ampio dispositivo che ha visto operare, simultaneamente, sotto l’egida dei singoli uffici della Procura Europea dei Paesi coinvolti, coordinati dall’Ufficio Centrale di EPPO Lussemburgo, anche collaterali organi di polizia e/o agenzie esteri di Spagna, Malta, Portogallo, Francia, Austria, Paesi Bassi e Germania, presso le abitazioni, le sedi e gli uffici di persone fisiche e/o giuridiche a vario titolo collegate al sistema di frode, dove sono state altresì eseguite misure cautelari ed effettuate perquisizioni e sequestri. Per la parte italiana, sono stati operati, anche, sequestri di denaro depositato presso banche svizzere. L’operazione “Hermes” ha coinvolto gli uffici dell’EPPO a Madrid (Spagna), Porto (Portogallo), Milano e Palermo (Italia), Parigi (Francia), Graz (Austria), La Valletta (Malta), Bucarest (Romania), Rotterdam (Paesi Bassi), Francoforte (Germania) e Vilnius (Lituania) e ha potuto contare sul sostegno di Europol e delle Forze dell’ordine e delle Agenzie fiscali di quei Paesi. Le frodi carosello vengono realizzate sfruttando il regime di non imponibilità ai fini IVA previsto per le operazioni commerciali intracomunitarie, interponendo, in un’operazione tra imprese di Paesi diversi, un soggetto economico fittizio, c.d. “cartiera” (o società fantasma o missing trader), che acquista la merce dal fornitore comunitario senza l’applicazione dell’IVA per poi rivenderla ad un’impresa nazionale (anch’essa coinvolta nella frode) con l’applicazione dell’IVA ordinaria italiana. E’ in questa fase che si realizza la condotta fraudolenta, in quanto la società “cartiera”, invece di vendere la merce maggiorata del proprio utile e versare l’IVA incassata dalla sua cessione, la vende sottocosto senza versare all’Erario l’imposta indicata sulla relativa fattura emessa. La missing trader, infatti, sprovvista di strutture operative e di dipendenti, di norma gestita da prestanome, senza adempiere ad alcun obbligo fiscale, oltre quello di emettere fatture soggettivamente false, dopo una breve vita (massimo 24 mesi) viene fatta cessare e sostituita da altra impresa dalle analoghe caratteristiche. Lo schema fraudolento, che consente di immettere sul mercato nazionale beni a prezzi molto concorrenziali, prevede sovente ulteriori passaggi in cui la merce viene venduta, sempre sottocosto, a favore di altre imprese italiane (c.d. filtro o buffer), inserite nel circuito con l’esclusiva finalità di rendere più difficile l’identificazione dello schema e dei suoi beneficiari finali, rappresentati dalle società c.d. broker ovvero imprese effettivamente operative che, acquistando il prodotto dalla buffer con applicazione dell’IVA, vantano nei confronti dell’Erario il credito IVA corrispondente. Possono quindi rivendere la merce sul mercato interno, approfittando del prezzo d’acquisto artificiosamente concorrenziale, oppure rivenderla all’estero spesso alle stesse aziende comunitarie che hanno avviato la catena commerciale vendendo originariamente alla missing trader, per far sì che il carosello ricominci. Il danno per l’Unione Europea è costituito dall’IVA indicata nelle fatture emesse dalle missing traders o “cartiere”, che hanno acquistato la merce senza applicare l’imposta e che la collocano sul mercato nazionale applicandola invece al compratore, senza però versarla all’Erario, ma ripartendola tra i complici della frode. (ITALPRESS).
Foto: Guardia di Finanza
Cronaca
Veneto, infiltrazioni del clan dei Casalesi. Eseguite condanne definitive
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2 ore fa-
8 Ottobre 2026di
Redazione
VENEZIA (ITALPRESS) – Nelle province di Venezia, Caserta, Cosenza, Napoli, Potenza, Rovigo e Padova, investigatori della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno eseguito congiuntamente 24 provvedimenti restrittivi, emessi dalla Procura generale della Repubblica di Venezia nei confronti di altrettanti soggetti, già condannati dalla Corte d’Appello lagunare, a giugno 2025, ad esito del secondo grado di giudizio.
Si tratta, in particolare, di 24 dei 27 imputati che, nel corso della complessa vicenda giudiziaria in argomento, hanno originariamente optato per il rito ordinario e che – a conclusione del giudizio di appello – sono stati dichiarati colpevoli, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altri gravi reati aggravati dall’agevolazione o dal metodo mafioso, con pene previste tra i 3 anni ed i 30 anni di reclusione, formulando successivo ricorso per cassazione. Al riguardo, le indagini svolte all’epoca dei fatti avevano accertato, come noto, l’operatività di una organizzazione criminale, espressione del clan dei casalesi, radicata nel Veneto
orientale e, in particolare, nel comprensorio di Eraclea (VE), documentando la silente infiltrazione di quel sodalizio nel tessuto imprenditoriale locale e nelle dinamiche politico amministrative del territorio.
Nei giorni scorsi, la Corte di Cassazione, riconoscendo la solidità dell’impianto argomentativo posto a sostegno della sentenza della Corte di Appello lagunare, ha confermato, per 24 posizioni processuali, la bontà di quelle valutazioni di merito, in ordine all’esistenza e all’operatività del contesto mafioso, consentendo alla Procura generale della Repubblica di Venezia di emettere i conseguenti ordini di esecuzione per la carcerazione, due dei quali sospesi.
Per le posizioni di altri 3 imputati la Corte di Cassazione ha rinviato ad altra sezione della Corte d’Appello di Venezia, in due casi per la rivalutazione del compendio probatorio, e, per il terzo, limitatamente al trattamento sanzionatorio. Le operazioni sono state condotte da investigatori della Squadra mobile della Questura di Venezia, del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Venezia e del GICO della Guardia di Finanza di Trieste. Le attività sono state supportate dalla Sezione investigativa dello SCO di Venezia, dalle Squadre mobili delle Questure di Caserta e Potenza, dai Comandi Provinciali dei Carabinieri di Napoli, Caserta e Cosenza e dai Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Caserta e Venezia. Il complesso, articolato dispositivo operativo ha visto impiegati oltre 100 tra carabinieri, poliziotti e finanzieri.
(ITALPRESS).
Foto: Guardia di Finanza
Cronaca
Radio Pavia Breakfast News – 8 ottobre 2026
Pubblicato
3 ore fa-
8 Ottobre 2026di
Redazione
Dalla crisi dei mercati finanziari alle tensioni politiche per il 7 ottobre, passando per la riforma elettorale e il provvedimento di clemenza del Quirinale. Le prime pagine dei giornali italiani raccontano una giornata ricca di notizie. Nello sport riflettori su Messi, Modric, Sinner e il mercato. In provincia di Pavia spazio all’inchiesta di Garlasco, alla peste suina e al futuro dell’ospedale di Vigevano.
Cronaca e politica: dalla grazia di Mattarella alle polemiche sul 7 ottobre
È il provvedimento di clemenza concesso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a un gioielliere condannato per aver ucciso due rapinatori uno dei temi più presenti sulle prime pagine di oggi, giovedì 8 ottobre.
Il Corriere della Sera titola «Il Colle: firmati tre atti di clemenza. Uccise due rapinatori, grazia a un gioielliere», mentre la Repubblica apre con «Dal Colle lezioni di grazia». Al centro della vicenda Guido Gianni, il commerciante che nel 2008 sparò durante una rapina nel proprio negozio. Il Quirinale ha disposto una riduzione parziale della pena.
Anche La Stampa dedica ampio spazio alla notizia, sottolineando il significato istituzionale della decisione, mentre Libero propone un titolo che richiama il precedente caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato per aver sparato a due rapinatori nel 2021.
Grande attenzione anche al clima politico internazionale nel terzo anniversario delle stragi del 7 ottobre in Israele. Il Sole 24 Ore racconta le commemorazioni in un clima segnato dalle tensioni elettorali. Il Tempo apre con «I cattivi maestri del 7 ottobre», criticando le manifestazioni e le posizioni considerate ostili a Israele. Sulla stessa linea Libero, che titola «Gli scemi del 7 ottobre», mentre il Corriere della Sera dedica spazio al ricordo delle vittime e alle parole del presidente israeliano Isaac Herzog.
Un altro argomento divisivo riguarda la nascita a Padova di una camera arbitrale privata rivolta alla comunità musulmana. Il Giornale sceglie il titolo «Arriva il tribunale islamico», mentre La Verità parla di «Primo “tribunale” islamico in Italia». Le due testate sollevano interrogativi sul rapporto tra il nuovo organismo arbitrale, la Sharia e l’ordinamento italiano. Il tema riguarda una struttura privata di mediazione e arbitrato, non un tribunale statale.
Sul versante parlamentare, la legge elettorale entra in una fase decisiva. La Stampa scrive «Legge elettorale a un passo», mentre la Repubblica evidenzia come il governo stia già ragionando sulle possibili modifiche dopo il voto finale. Anche il Corriere della Sera sottolinea le tensioni tra maggioranza e opposizione.
Sul fronte politico e giudiziario, Il Fatto Quotidiano dedica la propria apertura allo scontro tra Forza Italia e il magistrato Roberto Graviano, con il titolo «FI in Ue contro Graviano. Il legale: “Così starò zitto”». Il quotidiano ricorda inoltre Barbara Spinelli, giornalista e intellettuale scomparsa a 80 anni, alla quale dedicano spazio anche La Stampa, il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore.
Economia: mercati sotto pressione, petrolio in rialzo e allarme debito
È una giornata dominata dalle preoccupazioni finanziarie quella fotografata dai principali quotidiani economici.
Il Corriere della Sera apre con «Borse giù per la crisi del debito», evidenziando la brusca flessione dei listini europei e il ritorno delle tensioni sui titoli di Stato. Milano chiude con una perdita del 2,51%, mentre lo spread torna intorno a quota 115 punti.
Il Sole 24 Ore sceglie «Mercati, tempesta su Borse e bond», collegando l’incertezza finanziaria all’aumento del prezzo del petrolio e ai timori per i conti pubblici. Il quotidiano economico richiama anche l’allarme della Corte dei Conti europea, che prospetta un debito dell’Unione vicino ai mille miliardi nel 2027.
Anche La Stampa affronta il tema con il titolo «Dalle Ue via libera a 29 miliardi», riferendosi alle nuove possibilità di flessibilità per spese energetiche e difesa. Le tensioni internazionali e il caro carburanti rischiano infatti di pesare nuovamente sull’inflazione e sui bilanci delle famiglie.
Il governo valuta interventi sulle accise per contrastare l’aumento dei prezzi alla pompa. Il Giornale riporta le parole della premier Giorgia Meloni e la prospettiva di ulteriori tagli sulla benzina, mentre Libero sottolinea l’ipotesi di una nuova riduzione del prezzo del gasolio.
Sul fronte bancario, Il Sole 24 Ore e Il Giornale raccontano il possibile ingresso della famiglia Benetton nell’operazione di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena. Una partita finanziaria che potrebbe modificare gli equilibri tra i grandi protagonisti del credito italiano.
Spazio infine alla politica industriale e alla concorrenza internazionale. Il Sole 24 Ore riporta l’inchiesta giapponese sui grandi produttori di birra, mentre La Verità dedica l’apertura economica ai numeri di stipendi, sanità, pensioni e crescita, contestando la lettura economica proposta dalle opposizioni.
Sport: Messi saluta l’Argentina, Modric guarda avanti e Sinner resta al centro dell’attenzione
Le prime pagine sportive si dividono tra il futuro delle grandi stelle internazionali e le prospettive del calcio italiano.
La Gazzetta dello Sport apre con un’intervista ad Arrigo Sacchi e il titolo «I miei ragazzi d’oro». Il tecnico del Milan degli invincibili riflette sul calcio moderno, sul talento dei giovani e sulla necessità di restituire entusiasmo al movimento azzurro. Spazio anche al nuovo corso della Nazionale, con Bobbo Vieri e Pio Esposito protagonisti della ripartenza.
Il quotidiano rosa dedica inoltre attenzione all’addio di Lionel Messi alla Nazionale argentina, con il titolo «L’addio, le lacrime. Ha guadagnato oltre 1,6 miliardi». Un bilancio non soltanto sportivo, ma anche economico, della straordinaria carriera del fuoriclasse.
Il Corriere dello Sport punta invece su Luka Modric: «Modric tira dritto. Io non mi fermo». A 41 anni, il centrocampista croato del Milan non intende ancora appendere gli scarpini al chiodo e guarda al futuro, con la prospettiva di entrare nello staff del Real Madrid dopo la carriera da giocatore.
Sempre il Corriere dello Sport dedica spazio al Napoli con «Napoli, Scott c’è», annunciando l’idoneità sportiva ottenuta da Scott McTominay dopo gli accertamenti per una lieve aritmia benigna.
Tuttosport apre invece con un messaggio di grande solidarietà sportiva nei confronti di Jannik Sinner. Il titolo è «Jannik, sei il migliore. Tornerai ancora più forte». Parole di affetto e incoraggiamento arrivano da Matteo Berrettini, Carlos Alcaraz e numerosi protagonisti del tennis internazionale dopo lo stop dell’altoatesino.
Sul calcio mercato, il quotidiano torinese scrive «Palmisani chiama Juve», riferendosi all’interesse bianconero per il giovane portiere del Frosinone e dell’Under 21. Per il Torino l’obiettivo è invece il polacco Mikolajewski.
Non manca la Formula 1, con l’attenzione rivolta al confronto tra Max Verstappen e la Ferrari, mentre il basket italiano si prepara alla nuova stagione di Serie A.
La Provincia Pavese: Garlasco, peste suina e sanità in primo piano
La cronaca del territorio occupa la prima pagina de La Provincia Pavese di giovedì 8 ottobre, con un’apertura dedicata agli aiuti europei contro la peste suina africana e un richiamo importante alle nuove acquisizioni investigative sul delitto di Garlasco.
Il titolo principale è «Peste suina, dall’Europa 12,5 milioni di ristori». Il quotidiano riferisce dell’arrivo di nuovi finanziamenti per gli allevamenti colpiti dall’emergenza, con un contributo governativo che dovrebbe portare le risorse complessive fino a 25 milioni di euro. Un sostegno atteso da un settore particolarmente importante per l’economia agricola pavese e lombarda.
Grande evidenza anche all’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. «Pedali di Stasi, niente sangue. Ma spunta un Dna maschile» è il titolo scelto dal giornale. Gli accertamenti sulla bicicletta di Alberto Stasi avrebbero escluso tracce ematiche sui pedali, evidenziando tuttavia un profilo genetico maschile sul quale proseguono gli approfondimenti. Un nuovo elemento investigativo che necessita ancora di verifiche e interpretazioni.
A Pavia torna l’allarme sicurezza nel centro cittadino: «Ancora paura in centro. Rissa in corso Cavour, armati di spray e coltelli». Il quotidiano racconta un episodio di violenza che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza urbana.
Spazio anche alle attività commerciali con «Autobus al posto dei dehors. La protesta dei locali: “Persi migliaia di euro”», una vicenda che riguarda la convivenza tra mobilità pubblica e attività economiche.
Sul fronte sanitario, tra i richiami in apertura, due notizie significative. A Vigevano, «Bertolaso sblocca i fondi: nel 2027 pronti 250 milioni per il nuovo ospedale», mentre a Pavia viene annunciato un cambiamento ai vertici del pronto soccorso, con la dottoressa Guerriero destinata a prendere il posto di Perlini.
Nelle pagine locali si parla inoltre della riscoperta della produzione agricola innovativa, con la sperimentazione del riso del futuro, resistente a malattie e parassiti, grazie alla collaborazione con l’Università di Milano.
Infine, spazio alla cultura cittadina con il progetto di riqualificazione del parco Horti: «S. Marco rinasce in una scultura di fili metallici nel parco Horti», mentre l’Università di Pavia rende omaggio al premio Nobel Camillo Golgi.
La rassegna di oggi restituisce dunque il quadro di un Paese attraversato da tensioni economiche, contrapposizioni politiche e questioni giudiziarie, mentre il territorio pavese si confronta con le emergenze della sicurezza, della sanità e dell’agricoltura, senza rinunciare all’innovazione e alla valorizzazione culturale.
L’articolo Radio Pavia Breakfast News – 8 ottobre 2026 proviene da Pavia Uno TV.


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