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AMERICA WEEK – 14 MARZO 2025

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Con Wall Street in picchiata la Casa Bianca di Trump sembra un Castello di Carta. La presidenza di Donald è sempre stata un ottovolante, ma questa settimana il tracciato punta dritto verso un burrone. In soli cinque giorni, le sue decisioni erratiche hanno scosso Wall Street, allarmato gli alleati e persino diviso il suo partito. Se i dazi non sono una tattica, ma la strategia di lungo termine di Trump per “Make America Great Again”, cosa succederà quando l’inflazione salirà e il potere d’acquisto degli americani crollerà? Trump ha sempre vantato il suo ruolo nel mantenere l’economia forte, ma ora la sua guerra dei dazi sta facendo crollare la fiducia di Wall Street. L’ultima impennata delle tariffe su acciaio e alluminio canadesi – fino al 50% – ha gettato nel panico gli investitori. L’S&P 500 è già sceso oltre il 10% dal suo massimo, e dietro le quinte i CEO delle grandi aziende preparano una ribellione. "Se il mercato crolla oltre il 20%, inizieranno ad attaccare pubblicamente Trump", ha rivelato una fonte al Wall Street Journal. Se l’economia affonda, anche il più grande argomento elettorale di Trump potrebbe trasformarsi nella sua rovina. Intanto mentre le azioni Tesla precipitano, Trump cerca disperatamente di salvare Musk. Il Dipartimento dell’Efficienza (DOGE), affidato a Elon Musk, è sotto accusa per licenziamenti selvaggi, tagli senza criterio e un piano per privatizzare la previdenza sociale. Trump interviene? No, anzi. Si fa filmare mentre compra una Tesla alla Casa Bianca. Minaccia anche azioni contro chi specula su Tesla e chi protesta contro Musk. Ma i mercati non si controllano con le minacce. La fiducia in Musk sta evaporando.

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Tg News 10/06/2026

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Tg News 10/06/2026
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione: Meloni da Confcommercio “No alla patrimoniale” – Piantedosi: “Ok a decreto su Ia per forze Polizia” – Negoziati a rilento, Trump pronto a nuovi attacchi – Zelensky: “Missile Flamingo contro impianto russo” – Omicidio Pierina Paganelli, Dassilva assolto e liberato – Venezi impugna lettera di recesso dalla Fenice – Sinner, esami ok, da oggi si allena per Wimbledon – In Sicilia giustizia più vicina ai cittadini, aprono 30 Uffici di Prossimità – Previsioni 3B Meteo 11 Giugno.

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Tg Lombardia – 10/06/2026

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Tg Lombardia – 10/06/2026 – In questa edizione: Pavia per Papa Leone XIV: esauriti tutti i pass per il 20 giugno – Voghera, capriolo spaventato in centro salvato nel campo da tennis – Droga in Lombardia, smantellata la banda dell’hashish: tre arresti della Dda – Milano, caccia al branco dopo lo stupro della studentessa Erasmus – Omicidio a Milano Certosa, il secondo arrestato non risponde – Milano, il Riesame sblocca il maxihotel al Duomo: area dissequestrata – Milano, incubo in viale Omero: box allagati e maxi conto da 1,7 milioni – Pronto Meteo Lombardia per l’11 Giugno.

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Docenti sotto pressione, a Pavia due su tre denunciano violenze

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La Voce Pavese – Docenti sotto pressione, a Pavia due su tre denunciano violenze

A Pavia fare l’insegnante significa sempre più spesso lavorare in un clima difficile, segnato da insulti, pressioni, minacce, manipolazioni e, nei casi più gravi, anche aggressioni fisiche. Un fenomeno che non riguarda soltanto il rapporto con gli studenti, ma coinvolge anche colleghi, genitori e dirigenti scolastici.
A fotografare la situazione è un’indagine condotta lo scorso anno dall’ufficio scolastico provinciale su 1.017 insegnanti della provincia di Pavia. Il dato più forte è questo: 633 docenti, pari a circa il 62 per cento del campione, hanno dichiarato di aver subito almeno un episodio di violenza verbale, psicologica o fisica. Quasi due insegnanti su tre, dunque, raccontano di essersi trovati esposti a forme di aggressività nel proprio ambiente di lavoro.
Le segnalazioni indicano come principali responsabili i colleghi, con 212 casi. Seguono i genitori degli alunni, con 179 episodi, poi gli studenti, con 105 segnalazioni, e infine i dirigenti scolastici, indicati in 60 casi. Il problema attraversa tutti gli ordini di scuola, dagli asili alle primarie fino alle secondarie.
La forma di violenza più diffusa è quella verbale. Un insegnante su tre riferisce di aver ricevuto commenti denigratori, insulti, diffamazioni, umiliazioni in pubblico o minacce. Episodi che si verificano soprattutto durante l’orario di lezione o nei colloqui con le famiglie. In molti casi, secondo quanto emerge dal sondaggio, i docenti hanno segnalato l’accaduto alla scuola, ricevendo nella maggior parte delle situazioni un supporto ritenuto adeguato.
Accanto alla violenza verbale c’è poi quella psicologica, più silenziosa ma non meno pesante. Un’insegnante su quattro racconta di esserne stata vittima. Si parla di critiche continue al lavoro, commenti dannosi, pressioni e manipolazioni. Anche in questo caso, gli autori indicati più spesso sono i colleghi. Gli episodi avvengono in aula, durante le riunioni e anche fuori dall’orario scolastico.
Il capitolo più grave resta quello della violenza fisica. L’indagine ha raccolto circa settanta casi: spinte, strattonamenti, lancio di oggetti, più raramente percosse o uso di strumenti impropri. In questo caso, a differenza delle violenze verbali e psicologiche, i principali responsabili risultano gli studenti. Seguono colleghi e genitori, mentre i dirigenti scolastici compaiono solo in modo marginale. Quasi tutti gli episodi vengono segnalati alla scuola.
Per Yuri Coppi, direttore dell’ufficio scolastico territoriale, non si tratta di fatti isolati. Gli episodi emersi, soprattutto quelli verbali e psicologici, non possono essere liquidati come semplici difficoltà relazionali. Al contrario, spiegano dall’ufficio scolastico, devono spingere l’intera comunità educativa a rafforzare la cultura del rispetto reciproco, della corresponsabilità e della tutela di chi lavora nella scuola.
La priorità, ora, è trasformare l’emersione del fenomeno in azioni concrete: prevenzione, ascolto, supporto e strumenti efficaci per garantire il benessere degli insegnanti. Perché proteggere chi educa significa proteggere anche la qualità della scuola.

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