Politica
Re Carlo III al Parlamento italiano “Un grande onore e una grande gioia essere qui”
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1 anno fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Sono enormemente onorato di essere stato invitato qui, oggi, e molto grato al presidente Mattarella per il suo gentile invito a compiere una visita di Stato in Italia”. Lo ha detto re Carlo III, intervenendo nell’aula di Montecitorio, davanti alle Camere riunite.
“E’ un grande onore essere stato invitato a parlare qui, la prima volta che un sovrano britannico si rivolge all’intero parlamento italiano, questa fondamentale istituzione democratica – ha proseguito il reale britannico – L’Italia è un paese molto caro al mio cuore e a quello della Regina – ha aggiunto -. come lo è a tanti britannici. Ho compiuto 18 visite ufficiali, negli ultimi 40 anni nel vostro Paese, è stata una gioia conoscere questo irresistibile Paese”.
“E’ molto importante per la Regina e per me tornare in Italia per la nostra prima visita dopo l’incoronazione, e oggi ricorre anche il nostro ventesimo anniversario di matrimonio – ha proseguito il Re – Spero di non rovinare la lingua di Dante” ha scherzato re Carlo III, parlando in italiano.
“Come un qualsiasi vecchio amico, sono stato con voi nei momenti più tristi e felici della vostra vita nazionale, ad esempio non dimenticherò mai la mia visita a Venezia nel 2009 quando vedremo il teatro La Fenice restaurato o la visita ad Amatrice all’indomani del tragico terremoto. Oggi sono qui per ribadire la profonda amicizia tra il Regno Unito e l’Italia ed impegnarmi per rafforzare ancora di più questa amicizia”, ha aggiunto.
“Una grande impresa di cui la Gran Bretagna è orgogliosa di farne parte riguarda il sostegno che il nostro paese diede all’unificazione dell’Italia – ha sottolineato – Fu creato anche un biscotto che portava il nome di Garibaldi, massimo segno di stima britannica. Molti degli eroi dell’unificazione italiana, trascorsero del tempo nel Regno Unito”, ha aggiunto.
“Noi abbiamo abbiamo beneficiato enormemente della vostra influenza: per ciò che indossiamo, per ciò che mangiamo, per ciò che beviamo. Spero solo che ci perdonerete se ogni tanto corrompiamo la vostra meravigliosa cucina, lo facciamo, ve lo prometto, con il massimo affetto possibile”.
LE PAROLE DEL PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA
“Il sentimento di amicizia tra le nostre nazioni e i nostri popoli è radicato nella storia, in un flusso continuo di sintonie culturali, integrazioni sociali e scambi economici che hanno caratterizzato il nostro rapporto con il Regno Unito. Basti pensare ai tanti letterati e artisti che hanno amato l’Italia e da essa sono stati ispirati, Byron, Keats, Dickens solo per citarne alcuni, così come grandi italiani, ad esempio i padri della Patria, Mazzini, che visse tanti anni in Ighilterra, e Garibaldi o a Guglielmo Marconi, che hanno trovato un fondamentale punto di riferimento nella terra e nella cultura del Regno Unito. In un mondo complesso e in continua evoluzione come quello attuale, in cui elementi di tensione, di conflitto e di disgregazione degli assetti tradizionali emergono quotidianamente, è molto importante valorizzare la saldezza di questo rapporto speciale tra i nostri paesi – ha aggiunto -. Rafforzare la nostra cooperazione bilaterale a tutti i livelli, governativo, parlamentare, economico, culturale, sociale, vuol dire anche affrontare al meglio le difficoltà e, insieme, tramutare in opportunità i momenti di crisi. Sono molteplici le sfide che abbiamo di fronte, a partire dall’impegno comune per la stabilità e la sicurezza internazionale, che ha visto in passato e vede oggi le Forze Armate italiane e del Regno Unito impiegate congiuntamente in molti delicati teatri operativi. Ma penso anche alle sfide rappresentate dalla sicurezza ambientale, dalla gestione delle migrazioni e dalla governance delle dinamiche economiche e commerciali. Ambiti in cui sono convinto sia molto importante la collaborazione tra Italia e Regno Unito”.
LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA LORENZO FONTANA
“Il Regno Unito e l’Italia sono legati da una storia di amicizia, che affonda le proprie radici nei secoli, il rapporto tra i due paesi è contraddistinto da una profonda fiducia nei valori della libertà e della democrazia che trova nelle istituzioni parlamentari il suo più saldo presidi. La visita odierna segna un’ulteriore tappa nel cammino dei nostri Paesi, che si sviluppa nel segno giubilare della Speranza. Questa stessa Speranza tende infatti un filo invisibile che, da Roma, oltrepassa la Manica, legando le nostre nazioni. All’origine di quei valori vi è la Magna Charta del 1215. Una pietra miliare del costituzionalismo europeo nella difesa delle libertà individuali e nella prevenzione di ogni forma di abuso da parte del potere. Animati dal desiderio di un rinnovamento civile, Italia e Regno Unito hanno affrontato insieme un percorso comune di crescita e di progresso. Le storie dei nostri Paesi si sono incrociate nei diversi ambiti del sapere umano tra i nostri più grandi letterati e filosofi è sempre esistito un dialogo fecondo. Un intreccio di idee e fermenti che ha trovato espressione nelle Università fin dal Medioevo, nelle suggestioni utopiche del pensiero di Tommaso Campanella e di San Tommaso Moro, nella tensione religiosa e spirituale che ha ispirato il Paradiso di Dante Alighieri e quello ‘Perduto di John Milton. E ancora, nella drammaturgia di William Shakespeare, che proprio nella mia Verona ha ambientato una delle sue opere più celebri: Romeo e Giulietta. La scienza moderna ha avuto i suoi due padri nobili in Galilei e in Newton, la cui rivoluzione ha segnato uno spartiacque nella nostra concezione del mondo e dell’universo”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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Politica
Mafia, Gasparri “Da Scalfaro resa sul 41 bis”
Pubblicato
1 giorno fa-
11 Agosto 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “E’ il 31 marzo 1993. Ore 11:30. Davanti all’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, al Quirinale compaiono Don Cesare Curioni, capo dei cappellani delle carceri italiane, con Monsignor Fabio Fabbri, per anni suo vice in questa funzione. L’incontro è registrato sul portale storico della Presidenza della Repubblica, dove sono elencati tutti gli appuntamenti ufficiali avvenuti al Quirinale con i vari Presidenti che si sono succeduti. Di che cosa parlano in quell’incontro Scalfaro, Fabbri e Curioni? Della situazione delle carceri. Era arrivata, infatti, al Presidente Scalfaro e ad altre massime autorità, una lettera di protesta dei familiari dei mafiosi detenuti con il regime del 41 bis, che comportava, e comporta tuttora, un particolare isolamento. I parenti dei detenuti chiedevano un intervento umanitario, con toni però a tratti minacciosi”. Lo scrive il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, componente della Commissione Parlamentare Antimafia, in un articolo sul quotidiano Il Tempo. “La vicenda è stata confermata da Fabbri in occasione di importanti processi e anche le sentenze parlano di questa vicenda – sottolinea il senatore forzista -. Ci sono riferimenti molto chiari, nella pagina 2585, nella sentenza del processo della presunta trattativa Stato-Mafia, dove si afferma letteralmente: “Deve riconoscersi che una serie di molteplici elementi fattuali convergono a comprovare che l’obiettivo del Quirinale era proprio quello di favorire e promuovere, attraverso l’allontanamento di Amato, un cambio di passo, nel senso di un ammorbidimento della politica carceraria”. Quindi anche i magistrati confermano che fu Scalfaro ad allontanare Amato per sostituirlo con Adalberto Capriotti. La Corte di assise d’appello ripercorre queste vicende in una fase segnata anche dai nuovi attentati mafiosi, tra i quali la strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993 a Firenze. È in quel periodo che poi Fabbri e Curioni incontrando il ministro della Giustizia Conso fanno il nome del magistrato Capriotti, evidentemente gradito a Scalfaro, che poi viene effettivamente nominato da Conso al vertice del DAP. Nelle carte giudiziarie è descritto tutto”.
“Nel novembre del 1993 il ministro della giustizia Conso decise di non rinnovare 334 provvedimenti di carcere duro per altrettanti detenuti mafiosi. L’attentato di via dei Georgofili a Firenze aveva già causato altre vittime. Conso, in varie occasioni successive, anche in sedi giudiziarie e istituzionali ha detto di aver preso quella decisione in completa solitudine. Si è assunto la responsabilità di questo atto – aggiunge Gasparri -. Ma ha anche ammesso che la decisione fu presa per “smussare la tensione” – prosegue –. Il che vuol dire che era una sorta di’concessione’ alla mafia per frenare l’ondata di attentati della stagione ’92-’93. Una vera e propria resa dello Stato. Le sentenze che riguardano quella fase così drammatica della sto- ria della Repubblica sottolineano la funzione “propulsiva” del capo dello Stato, Scalfaro, in quella decisione. E viene evidenziata la funzione di capro espiatorio di Nicolò Amato. Che rifiutò ogni incarico che fungesse da “riparazione” per l’ingiusta rimozione da Dap. Questa è la verità dei fatti. Che si trova nelle carte giudiziarie. Che emerge dai diari del Quirinale e dalle dichiarazioni fatte da Fabbri ed altri protagonisti di questa vicenda. Lo Stato si piegò alla mafia. E Scalfaro, entrando in ruoli che non erano i suoi, si assunse una grave responsabilità. Si possono anche indignare parenti e questuanti, apologeti e commentatori. Ma la realtà dei fatti è questa”.
“I fatti sono evidenti. Scalfaro entrò in una materia non sua. Convocò i due religiosi. Affidò a loro la mediazione. Contribuì ad individuare il sostituto di Amato di cui ordinò l’immediata rimozione, confermata anche dalle parole rivolte ad Amato da Gifuni. Alla fine, Conso nel novembre 1993 cancella centinaia di 41 bis per andare incontro a un’azione partita da questo forte impulso scalfariano – scrive ancora Gasparri -. Poi Conso, come si usa in queste occasioni, si prese tutta la responsabilità e disse di aver agito da solo. Non è così. Questa è stata la vera trattativa tra lo Stato e la mafia. Questa resa sul 41 bis, dopo la lettera minacciosa dei parenti dei criminali. Scalfaro ha fatto questo. E io lo sto dicendo da anni e anni. Tutti quelli che sanno di queste vicende conoscono questa verità. Negarla vuol dire andare contro l’evidenza dei fatti. Guardando le sentenze, gli atti della Commissione Antimafia, si trova la conferma di quanto affermo”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Isole minori, Musumeci “Risorse per i musei del mare”
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1 giorno fa-
11 Agosto 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Dal governo Meloni a favore delle isole minori risorse fino a mezzo milione circa per realizzare o riqualificare uno spazio museale dedicato alla civiltà del mare. Possono partecipare i 35 Comuni che ricadono sulle isolette, ma anche le Unioni, Fondazioni, Regioni ed altri enti. Le istanze devono essere presentate entro il 5 ottobre 2026.
“Questa nostra ulteriore iniziativa – commenta il ministro per le Politiche del mare Nello Musumeci – punta a due obiettivi: preservare le testimonianze identitarie che narrano il rapporto plurisecolare degli isolani con il mare e dotare quei meravigliosi luoghi di una struttura museale moderna, innovativa e attrattiva per il turismo culturale”.
I dettagli della partecipazione al Bando sono sul sito del Dipartimento per le Politiche del mare.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Ceuta, il ministro degli Esteri spagnolo: “La posizione dell’Italia dettata da ragioni elettorali”
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1 giorno fa-
11 Agosto 2026di
Redazione
MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha dichiarato che la posizione del governo italiano nei confronti della crisi migratoria a Ceuta è stata “probabilmente dettata da interessi di parte” e da “esigenze elettorali interne”.
Secondo quanto riferisce il quotidiano El Pais, Albares ha aggiunto, in una conferenza stampa al termine dell’incontro con le autorità di Ceuta, che l’atteggiamento del governo italiano non è stato improntato alla “solidarietà e al sostegno”, come ha fatto, a suo avviso, “la stragrande maggioranza dei paesi dell’Unione europea”. Albares ha poi definito questa posizione “particolarmente sorprendente” perché l’Italia, ha ancora dichiarato, “è il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio rispetto alla Spagna”.
SALVINI “PRIMA DI RIMANDARE INDIETRO LA GERMANIA PENSI A ONG”
“Invitiamo gli amici tedeschi a riportarsi in patria tutte le navi delle Ong tedesche che hanno preso l’Italia per un campo profughi. Quindi prima di rimandarci indietro anche una sola persona, tolgano la bandiera tedesca a queste Ong che sostanzialmente fanno trasporto di esseri umani dal Nord Africa all’Italia. Fatto questo, riparleremo di tutto”. Così il vicepremier, ministro, Matteo Salvini, a margine della visita al cantiere della nuova stazione ferroviaria al Pigneto a Roma, su possibili frizioni con la Germania sul tema dei migranti. “Lo stesso vale per la Spagna: è chiaro che se prima regolarizzi mezzo milione immigrati irregolari e poi in un fine settimana te ne arrivano 7mila, tra cui 4-5mila nascosti e tra i quali anche infiltrazioni terroristiche potenziali, lezioni da Madrid o da Berlino noi non ne prendiamo. Prima sistemassero i problemi in Spagna e in Germania e poi parliamo di arresti“, ha aggiunto.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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