Cronaca
Il Milan vince in rimonta a Marassi, 2-1 sul Genoa
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10 mesi fa-
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Redazione
GENOVA (ITALPRESS) – Il Milan vince in rimonta per 2-1 in casa del Genoa e tiene accesa ancora una piccola speranza in chiave Europa. A decidere la sfida sono la rete di Leao e l’autogol di Frendrup, arrivati dopo il momentaneo vantaggio ligure con Vitinha.
La prima chance arriva al 7′ ed è per i padroni di casa, con Maignan costretto a un grande intervento in tuffo su un mancino ravvicinato e angolato di Norton-Cuffy. Il portiere francese è ancora decisivo al 23′, quando salva sulla linea un quasi autogol di Pulisic dopo un corner battuto dalla destra. Poco dopo, Fofana è costretto a uscire dal campo per un problema al piede sinistro. Al suo posto entra Leao, lasciato inizialmente a riposo. Gli uomini di Conceicao si vedono per la prima volta al 38′, quando Hernandez trova spazio centralmente, si avvicina al limite dell’area e calcia con il mancino, ma Leali para in due tempi. L’estremo difensore rossoblù è decisivo al 41′, quando Leao serve nello stretto Pulisic che va al tiro a botta sicura, ma si fa sbarrare la strada dallo stesso Leali in uscita. E’ l’ultima occasione della prima frazione. Al 13′ della ripresa, Thorsby riceve la palla in area e serve all’indietro Frendrup, il quale ci prova con il destro ma la sfera esce a lato. Al quarto d’ora, Vieira mette in campo Vitinha al posto di Messias e la scelta viene premiata dopo appena un minuto. Dalla sinistra, Martin crossa al centro trovando proprio il neo entrato, che impatta alla grande con il piatto destro al volo e infila Maignan nell’angolino per l’1-0. La risposta dei rossoneri arriva al 31′. Joao Felix serve il neo entrato Gimenez che si allarga sulla destra e serve a rimorchio Leao, che firma l’1-1 con il destro sfruttando anche una deviazione di Norton-Cuffy. La rimonta si completa dopo un solo minuto. La formazione di casa si fa trovare scoperta quando Leao riceve palla sulla sinistra da Reijnders, entra in area e serve al centro Joao Felix, con Frendrup che lo anticipa ma ingannando Leali con un tocco fortuito che si infila nell’angolino, superando il suo compagno di squadra per il 2-1. Poco dopo, Leao viene ammonito e salterà per squalifica la prossima sfida di campionato con il Bologna. Il forcing finale del Genoa non sortisce gli effetti sperati e il risultato non cambierà più. Saranno invece i 7 volte campioni d’Europa ad avere un’ultima opportunità in pieno recupero, con Leali che evita un passivo peggiore stoppando in tuffo una conclusione del solito Leao.
– foto Image –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Tumore al seno, il Sud fa rete: nasce il primo modello interregionale di cura
Pubblicato
16 minuti fa-
16 Marzo 2026di
Redazione
POTENZA (ITALPRESS) – Curarsi senza lasciare la propria regione. Per migliaia di donne del Sud affette da tumore al seno potrebbe presto diventare una realtà. Dalla Basilicata, Campania e Puglia parte, infatti, un nuovo modello di collaborazione sanitaria che punta a ridurre le disuguaglianze territoriali e la migrazione sanitaria, garantendo percorsi di cura più equi e vicini alle pazienti.
Il progetto si chiama BEACON (Breast Cancer Enhanced Assessment and Care with Outcome-Driven Navigation) e nasce da un protocollo di intesa tra l’Alleanza Mediterranea Oncologica in Rete (A.M.O.Re.) che coinvolge tre poli di eccellenza oncologica del Mezzogiorno – l’IRCCS CROB di Rionero in Vulture, l’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli e l’Istituto Oncologico Giovanni Paolo II di Bari – e Novartis, con il supporto di IQVIA.
L’obiettivo è migliorare la presa in carico delle persone con patologie oncoematologiche, incluso il tumore al seno, attraverso un modello innovativo orientato agli esiti. L’iniziativa si inserisce nell’impegno di Novartis a lavorare al fianco di tutti gli attori del Sistema Paese per contribuire all’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale, favorendo equità e tempestività di accesso all’innovazione. “Siamo di fronte a un importante passo avanti per rafforzare la qualità dei percorsi oncologici nel Mezzogiorno, in un’ottica di equità di accesso alla cura – spiega Roberta Rondena, Country Value & Access Head di Novartis Italia. Il nuovo modello BEACON rappresenta un esempio innovativo di medicina basata sul valore e ci auguriamo che la sua introduzione all’interno della rete A.M.O.Re possa offrire un esempio replicabile anche in altre realtà sanitarie su tutto il territorio nazionale”.
L’obiettivo è affrontare uno dei nodi più critici della sanità italiana: la mobilità sanitaria. Ogni anno oltre 67 mila ricoveri oncologici 1 vengono effettuati fuori dalla regione di residenza dei pazienti, un fenomeno che riflette significative disparità territoriali e costringe molte persone ad affrontare spostamenti lunghi e spesso onerosi. Il nuovo modello punta invece a rafforzare la collaborazione tra centri, condividere competenze e dati clinici e utilizzare strumenti digitali e telemedicina per garantire percorsi terapeutici più fluidi e integrati.
“La collaborazione strutturata tra i Centri di trattamento è il primo pilastro del modello BEACON e permette la condivisione delle competenze mediche e sanitarie a beneficio delle pazienti. – commenta Massimo De Fino, Direttore Generale del CROB di Rionero – Questa collaborazione richiede, per realizzarsi pienamente, la creazione di gruppi multidisciplinari intraospedalieri e la condivisione tempestiva e sicura di dati, referti e documentazione clinica attraverso piattaforme digitali. Nei tre IRCCS sono già avviate iniziative di telemedicina e di condivisione dei dati, che rappresentano modelli applicabili per supportare la collaborazione tra Centri”.
Il cambiamento riguarda anche il modo in cui si valutano i percorsi diagnostico-terapeutici. Ispirato ai principi della Value Based Healthcare, BEACON introduce indicatori che non misurano solo tempi e volumi di attività sanitaria, ma anche gli esiti clinici, la qualità della vita e l’esperienza delle pazienti lungo tutto il percorso di cura. Una sfida decisiva se si considera l’impatto della malattia: in Italia oltre 925 mila donne convivono con una diagnosi di tumore al seno e ogni anno si registrano più di 53 mila nuovi casi.
“La valutazione dei risultati raggiunti dai percorsi oncologici, finora, si basa su parametri quali i tempi e i volumi dell’attività sanitaria – spiega Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’Istituto Tumori di Bari (IRCCS) – Il modello BEACON introduce un cambio di prospettiva, mettendo al centro della misurazione la prospettiva delle pazienti, la loro qualità di vita, la loro esperienza umana di pazienti. La misurazione di questi elementi richiederà un efficace monitoraggio, il rafforzamento dei sistemi informativi e anche un aggiornamento dell’organizzazione interna ma, ne sono sicuro, ci permetterà di avere una più efficace misurazione degli esiti terapeutici”.
Il modello si fonda su quattro pilastri: collaborazione strutturata tra i centri, multidisciplinarietà, innovazione digitale e la figura del case manager, che accompagnerà le pazienti coordinando visite, terapie e specialisti. Un punto di riferimento capace di rendere il percorso di cura più semplice e continuo. La prossima tappa sarà la sperimentazione operativa nella rete A.M.O.Re. Se il modello dimostrerà la sua efficacia, potrà diventare un riferimento per altre regioni italiane.
“Curare il tumore al seno oggi significa molto più che scegliere la terapia giusta: significa accompagnare la paziente lungo un percorso complesso, misurando non solo i risultati clinici ma anche la qualità della vita. E’ un modello che integra competenze diverse e strumenti digitali, e che può cambiare davvero la vita di molte donne. Su questi presupposti nasce il progetto BEACON con un obiettivo fondamentale: la qualità delle cure non può dipendere dalla geografia. Mettere in rete tre centri di eccellenza del Mezzogiorno significa costruire un sistema in cui le pazienti ricevono trattamenti di alto livello vicino a casa, senza dover affrontare i costi umani ed economici dei viaggi della speranza” afferma Michelino De Laurentiis, direttore Dipartimento Senologia del Pascale di Napoli.
-foto ufficio stampa Novartis –
(ITALPRESS).
Cronaca
In auto dalla Svizzera con 15 kg di cocaina, un arresto al Valico di Brogeda
Pubblicato
1 ora fa-
16 Marzo 2026di
Redazione
COMO (ITALPRESS) – Il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del Distaccamento locale di Ponte Chiasso e i militari della Guardia di Finanza hanno fermato, presso il valico di Brogeda, un’auto condotta da un cittadino dominicano residente in Spagna.
Il conducente, visibilmente nervoso, alla guida di una vettura con targa svizzera intestata ad una terza persona, ha dichiarato di doversi recare a Genova, senza tuttavia specificare i motivi del viaggio. Questa circostanza ha indotto gli investigatori ad approfondire il controllo sull’automobilista, sui bagagli e sull’auto. Gli accertamenti hanno consentito di trovare, in una prima fase del controllo, un piccolo doppiofondo ricavato nel vano portaoggetti del cruscotto, risultato tuttavia vuoto. Tale evidenza ha indotto i finanzieri ad approfondire l’ispezione del veicolo, che ha portato a scoprire un secondo e più capiente doppiofondo nel retro dei sedili posteriori, al cui interno erano occultati oltre 15 chilogrammi di cocaina, divisi in 14 panetti sigillati con pellicole gialle e verdi. L’uomo è stato così arrestato per traffico internazionale di droga e accompagnato presso la Casa Circondariale di Como Bassone.
– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – A gennaio, secondo i dati della Banca d’Italia, il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 16,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.112,3 miliardi. L’incremento riflette la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,5 miliardi, a 61,9) e il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (8 miliardi), mentre l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha operato in senso opposto (0,8 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, l’aumento del debito è imputabile a quello delle amministrazioni centrali (16,6 miliardi) e a quello delle amministrazioni locali (0,2 miliardi). Il debito degli enti di previdenza è rimasto pressochè invariato. La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. La quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 18,3% (dal 18,5% del mese precedente). A dicembre la quota detenuta dai non residenti era aumentata al 34,4% (dal 34,3% del mese precedente) mentre quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era diminuita al 14,4% (dal 14,5%).
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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