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Prima vittoria dell’Inter al Mondiale per Club, Lautaro e Carboni per il 2-1 in rimonta sull’Urawa

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SEATTLE (STATI UNITI) (ITALPRESS) – L’Inter vince in rimonta per 2-1 contro gli Urawa Red Diamonds e fa un passo deciso verso gli ottavi di finale del Mondiale per Club. Sono Martinez e Carboni, in pieno recupero, a regalare i tre punti ai loro compagni.

Dopo nemmeno due minuti, Zalewski riceve palla in area e mette in mezzo una palla insidiosa sulla quale Luis Henrique non arriva per un soffio. Gli uomini di Chivu prendono in mano le redini del gioco, ma all’11’ passano in svantaggio. Dimarco e Zalewski sbagliano in fase di impostazione, Kaneko recupera palla, salta Carlos Augusto e serve a rimorchio Watanabe che batte di prima intenzione Sommer con il destro. Al 19′, i nerazzurri sfiorano il pareggio quando Martinez centra in pieno la traversa con un colpo di testa arrivato in seguito a un cross dalla sinistra di Asllani. I vicecampioni d’Europa tengono il baricentro alto ma non riescono più a impensierire il portiere avversario fino all’intervallo. Si va al riposo sul sorprendente risultato di 1-0 in favore dei giapponesi. Il primo squillo della ripresa è ancora della squadra italiana e arriva all’8′, quando Asllani si libera bene di un uomo e va al tiro dal limite, ma la palla esce sulla sinistra.

Il centrocampista albanese ci riprova al quarto d’ora con un sinistro da fuori, ma la sfera si alza sopra la traversa. Al 25′, Luis Henrique perde un brutto pallone e i nipponici partono in contropiede e vanno alla conclusione con Watanabe, che spara alto quando avrebbe potuto servire a centro area un compagno libero. Sul capovolgimento di fronte, Mkhitaryan sciupa una buona occasione quando calcia fuori con il mancino di prima intenzione da buona posizione, dopo un assist dalla destra di Barella. Il pareggio arriva al 23′. Barella batte un corner dalla sinistra a Martinez si coordina alla grande trafiggendo Nishikawa con una splendida rovesciata. Al 42′, Barella impatta male di testa un preciso cross dalla sinistra di Bastoni e incorna fuori. Il 2-1 è nell’aria e arriva in pieno recupero. Dopo un batti e ribatti in area, la palla schizza sul destro del neo entrato Carboni, che con il piatto destra supera Nishikawa nell’angolino, siglando la rete della vittoria. Il risultato non cambierà più. L’Inter, ora a quota 4 in classifica nel Girone E, tornerà in campo alle 3 di notte tra mercoledì e giovedì per affrontare gli argentini del River Plate.

IL TABELLINO

INTER (3-4-2-1): Sommer 6; Darmian 6, De Vrij 5.5, Carlos Augusto 5; Luis Henrique 5 (40’st Sucic sv), Barella 6.5, Asllani 5.5 (27’st Carboni 7.5), Dimarco 5 (27’st Bastoni sv); S. Esposito 5 (F. Esposito 5.5), Zalewski 5 (1’st Mkhitaryan 5.5); L. Martinez 7.5. In panchina: Di Gennaro, J. Martinez, Calligaris, Acerbi, Palacios, Re Cecconi, De Pieri, Berenbruch, Cocchi. Allenatore: Chivu 6.5.

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URAWA RED DIAMONDS (4-2-3-1): Nishikawa 6; Ishihara 6, Danilo Boza 6, Hoibraten 5.5, Naganuma 6.5 (42’st Ogiwara sv); Gustafson 6.5 (42’st Haraguchi sv), Yasui 6; Kaneko 7 (20’st Sekine 5.5), Matheus Savio 6 (34’st Matsumoto sv), Watanabe 7.5; Matsuo 6 (34’st Thiago Santana sv). In panchina: Niekawa, Yoshida, Nakajima, Komori, Takahashi, Okubo, Nemoto, Inoue, Hayakawa, Nitta. Allenatore: Skorza 6.

ARBITRO: Beida (Mauritania) 6.

RETI: 11’pt Watanabe; 33’st L. Martinez, 47’st Carboni.

NOTE: cielo sereno, campo in buone condizioni. Ammoniti: Nishikawa, Sekine, Thiago Santana. Angoli 5-1 per l’Inter. Recupero: 2′; 4′.

– foto IPA Agency –

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Addio a Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri a Roma1960

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ROMA (ITALPRESS) – Il mondo dello sport piange la scomparsa di Livio Berruti. Campione olimpico ai Giochi di Roma 1960 nei 200 metri, il velocità piemontese è deceduto all’età di 87 anni. “Primo atleta europeo a vincere il titolo olimpico nei 200 metri – sottolinea il Coni – Berruti è stato primatista mondiale della specialità tra il 1960 e il 1963. Studente di chimica all’università di Padova, ad appena 21 anni sorprese il mondo e interruppe la supremazia nordamericana ai Giochi di Roma. Dopo aver uguagliato il record mondiale correndo in 20″5 la semifinale, Berruti si ripetè in finale conquistando uno storico oro a cinque cerchi. In carriera conquistò anche quattro medaglie ai Giochi del Mediterraneo (due ori e altrettanti argenti) e sei podi alle Universiadi, tra cui quattro vittorie, oltre a diversi titoli italiani”.
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Sinner salta anche Cincinnati per un problema al ginocchio destro: “Mi sto concentrando sulla preparazione per gli Us Open”

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ROMA (ITALPRESS) – “Jannik Sinner si è ritirato dal ‘Cincinnati Open’ a causa di un infortunio al ginocchio destro”. Così, su X, gli organizzatori del Masters 1000 statunitense. “In bocca al lupo al nostro campione del 2024, non vediamo l’ora di rivederti l’anno prossimo”, hanno aggiunto gli organizzatori del torneo di Cincinnati.

Il numero uno del mondo, già assente in questi giorni del Masters 1000 in scena sul cemento di Montreal, è alle prese da un po’ di tempo con un problema fisico. Dopo la visita presso il reparto di ortopedia della Physioclinic di Milano, l’altoatesino è stato ieri e dovrebbe tornare in queste giornate al JMedical di Torino per ultimare il percorso di recupero intrapreso e per provare a guarire del tutto da un’infiammazione al ginocchio destro che sembra “disturbarlo” e “limitarlo”.

Sinner salterà di certo, al pari di Carlos Alcaraz, dunque, il “Cincinnati Open”, in scena dal 13 al 23 agosto, con sorteggio del tabellone principale in programma mercoledì alle 20 italiane. A ruota il campione azzurro dovrebbe prender parte agli Us Open, la quarta e ultima prova stagionale del Grande Slam, in programma sul cemento del Flushing Meadows Park di New York da domenica 30 agosto.

“Dopo essermi consultato con i miei medici e il mio team, devo comunicare che sono costretto a ritirarmi dal torneo Masters 1000 di Cincinnati. Il ginocchio destro mi sta dando fastidio e, nonostante ci siamo impegnati a fondo con il mio team medico, devo ammettere che non sono ancora pronto per gareggiare”. Così Jannik Sinner. “Sono molto deluso di non poter giocare a Cincinnati e auguro a Bob Moran e a tutto il suo team un evento fantastico e ricco di successi. Non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo. Ora mi sto concentrando sulla preparazione per gli Us Open”, ha aggiunto l’azzurro.

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– foto IPA Agency –

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Letture domenicali e zuzzurelloni: Malagò, è l’ora di colpire / di Italo Cucci

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di Italo Cucci

PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Fra 12 giorni comincia il campionato di Serie A e su tutte le partite che si giocano in questa presunta fase di preparazione domina – incontrastata – la partita a chiacchiere. Che ritrovo, immancabile, ogni vent’anni. Quando arriva la crisi. Una volta i dirigenti saggi e competenti risolvevano rapidamente il Calcioscommesse/Totonero dell’Ottanta e la Calciopoli del 2006 pur facendo giustizia sommaria. Dallo scontento nascevano due vittorie Mondiali, nell’82 e nel 2006, mentre la critica “progressista” chiedeva di ritirare le Nazionali e ammainare la bandiera. La lezione di Franchi, Sordillo e Carraro è ignorata. Sui giornaloni parlano Malagò e Maldini ma si tratta di Letture Domenicali. Come il fondo dei direttori, quando agli oneri della carica che li trasformava in capofabbrica sovrapponevano una breve licenza di giornalismo. Prediche inutili, così le intitolava Luigi Einaudi. Grande, piuttosto, la scelta del giornalismo sportivo: il fondo del lunedì, commento critico di fatti, fattacci e numeri incontestabili. Dal quale si apprende sempre chi ha vinto…le elezioni.

Adesso, invece di lavorare sul campo – dove si registrano sfide degne degli estivi tornei dei bar e l’Inter che ha battuto la Juve nel derby d’Australia è già da scudetto – disinteressati alle riforme della FIGC, si gioca con la FIFA di Infantino schierandosi all’unanimità col Ceferin dell’UEFA, dove non contiamo nulla visto che abbiamo soffocato l’unico dirigente italiano rivoluzionario epperciò fastidioso, Andrea Agnelli. Mi ha colpito, nell’interrogatorio di Cazzullo a Maldini, la vivacità dialettica del figlio di Ce-Cesare il Taciturno. Ma una volta offertogli il tema della Nazionale vittima degli stranieri cos’ha risposto? “Una soluzione l’avremmo trovata”. Detesto chi, sollecitato a risolvere un problema pratico immanente, mi risponde: “Stiamo lavorando”. Dal 1995, da quando la Legge Bosman ha stravolto il Campionato mettendolo in mano ai calciatori, al doveroso “nessun dorma” è seguito il grande sonno. Oggi comandano, insieme ai loro procuratori, solo i milionari zuzzurelloni che giocano – vedi per tutti Lukaku – sulla pelle dei club.

Tra vecchi e nuovi arrivi l’ultima ammucchiata esotica di cui si parla? Alajbegovic, Kolo Muani, Castro, Stones, Jones, Goncalo Ramos, Koulierakis, Read, Taylor, Ivanovic, Zirkzee, Akpoguma, Mastantuono, Dovbyk, Amondarain, Dallinga, Winks, Chalobah, Kaiki, Yan Couto, Geubbels e via così. E allora ripeto a Malagò: convochi i maggiori esperti di diritto per studiare insieme una soluzione, per trovare un cavillo magico da portare – dopo essere stati puniti trent’anni fa in Lussemburgo – fino a Strasburgo alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Visto il danno portato ai giovani calciatori italiani dall’invasione di stranieri. Nulla è impossibile, di questi tempi che segnalano il declino delle istituzioni. É il momento di colpire – direbbe Sun Tzu. “Siamo stati a Coverciano – dice ancora Maldini – è una macchina ferma, ci sono tantissime persone che vorrebbero fare. Ma non sanno cosa fare…”. Cosa ci fa il progressista Beretta dopo Baggio e Albertini? Cosa ci fa il rampicante Ulivieri strappato al Vaticano? Con Italo Allodi il Centro Tecnico era diventato l’Università del Calcio; con Valcareggi, Bearzot, Vicini e Maldini il tempio delle vittorie.

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Lì, guarda caso, per ottener credito internazionale, si sono laureati Cesc Fàbregas, Marek HamÜík, Franck Ribéry e Samir Handanovic. Lì lavorano con sottovalutato successo Bollini e Baldini: il primo lo proposi dopo l’uscita di scena di Mancini – prima di Spalletti – allora già col Mancio, oggi richiamato nel suo staff. Il secondo l’ho proposto fino a ieri e resta il mio CT personale. Mi auguro di non doverlo invocare per amore di Patria.

Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)

– foto IPA Agency –

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