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Spalletti dice sì alla Juventus: sfida per due a caccia del rilancio

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di Giorgio La Bruzzo

TORINO (ITALPRESS) – Un allenatore in cerca di rilancio per una squadra che ha smarrito la via della vittoria. La Juventus ha fatto la sua scelta: toccherà a Luciano Spalletti provare a risollevare le sorti bianconere, quinto tecnico diverso a sedere sulla panchina della Vecchia Signora dall’ultimo scudetto conquistato da Sarri nel 2020. Da allora si sono succeduti al timone Pirlo, Allegri, Thiago Motta e Tudor ma il bottino è stato magro: due Coppe Italia e una Supercoppa italiana, con una squadra mai capace di superare le colonne d’Ercole degli ottavi di Champions nè di lottare per il tricolore. Tricolore che Spalletti ha conquistato per la prima volta in carriera appena due anni fa a Napoli e che gli aveva aperto le porte delle Nazionale: esperienza negativa quella in azzurro, col deludente Europeo nel 2024 e l’esonero nello scorso giugno, annunciato dopo il flop in Norvegia e la surreale gara contro la Moldova che lo ha visto in panchina già esautorato. Una ferita ancora apertissima nel cuore del 66enne tecnico di Certaldo, pronto ora ad affrontare l’ennesima sfida della carriera per dimostrare di aver saputo imparare dagli errori e che quanto di buono fatto prima non si cancella.

Perchè se è vero che lo scudetto di Napoli (tatuato anche sul braccio e che negli ultimi giorni ha fatto mugugnare parecchi su ambo le sponde) rappresenta forse l’apice del suo cammino, il quarto posto con l’Udinese, le due Coppe Italia vinte con la Roma, i successi in Russia con lo Zenit e l’esperienza all’Inter riportata in Champions dopo una lunga attesa sono altrettanti fiori all’occhiello per l’allenatore toscano. Che ha saputo reggere le pressioni di piazze importanti, plasmato la vena realizzativa dei vari Totti, Icardi e Osimhen, imposto la sua voce negli spogliatoi dove non tutti remavano dalla stessa parte. Perchè Spalletti, al di là del suo modo un po’ arzigogolato di esporre i suoi pensieri, è un uomo diretto, schietto, che non guarda in faccia nessuno anche a costo di scelte difficili se necessarie (chiedere a Totti e Icardi per saperne di più). Ed è forse quello di cui ha più bisogno la Juventus, a cui Tudor solo in parte ha restituito il suo Dna. Il tecnico di Certaldo può rappresentare quell’upgrade necessario per tornare in carreggiata, tornare a essere una squadra vincente e temuta. E che magari riesca a offrire quel bel calcio che da anni lo Stadium invoca, esasperato da risultati deludenti e prestazioni monotone. A Spalletti il compito di far emergere la qualità di Yildiz e Conceicao e il fiuto del gol di Vlahovic e David, di tirare a lucido Koopmeiners, di restituire certezze a una difesa che naviga a vista.

Ma per fare tutto questo gli servirà la risorsa più importante di tutte per un allenatore: il tempo. Il tecnico di Certaldo non è uno da impatto immediato anche se la qualificazione Champions sarà il minimo sindacale da raggiungere perchè questo matrimonio prosegua, ma anche la Juve dovrà fare tesoro degli errori del recente passato e dare fiducia al suo nuovo timoniere. Perchè su una cosa di sicuro il neo tecnico bianconero non si sbaglia: uomini forti, destini forti, uomini deboli, destini deboli.

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– foto IPA Agency –

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Pogacar prima maglia rossa alla Vuelta, sua la crono di Monaco

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MONACO (ITALPRESS) – Tadej Pogacar conquista la prima tappa della Vuelta a Espana 2026, una cronometro individuale di 9,4 chilometri con partenza ed arrivo nel Principato di Monaco. Il 27enne fuoriclasse sloveno dell’Uae Team Emirates-XRG, campione del mondo in carica, si è imposto con 9 millesimi di vantaggio sul britannico Ethan Hayter (Soudal Quick-Step), costretto così ad accontentarsi della piazza d’onore; terzo posto a 4″ per un altro britannico, Joshua Tarling (Netcompany-Ineos), mentre è 11esimo e migliore degli italiani Alessandro Romele (Xds Astana) con un ritardo di 13″. La corsa roja è cominciata dunque con una crono dove la conformazione del percorso non ha permesso grandi distacchi: a vincere è stato lo sloveno sul filo di lana, con l’affondo nelle ultime curve che hanno permesso a Pogacar di vestire la prima maglia rossa e mettere in bacheca la 20esima affermazione stagionale, la 128esima in carriera, la prima dal trionfo all’ultimo Tour de France. Domani andrà in scena la seconda frazione, la Monaco-Manosque di 214,3 chilometri, una tappa collinare dove le fughe potrebbero già stravolgere la classifica.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Benedetta Pilato primo oro dell’Italia ai Giochi del Mediterraneo

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TARANTO (ITALPRESS) – Arriva dal nuoto e da Benedetta Pilato il primo oro dell’Italia ai Giochi del Mediterraneo 2026 in corso a Taranto. La classe 2005, nata proprio nella città ospitante, trionfa nei 100 rana con il tempo di 1’05″82 davanti alla connazionale Lisa Angiolini (1’06″55) e alla slovena Tina Celik (1’07″58). Poco dopo, nella prova maschile, arriva la seconda doppietta azzurra grazie all’oro di Gabriele Mancini (59″94) davanti a Christian Mantegazza (1’00″40), mentre il bronzo va allo spagnolo Joaquin Pardo Ortiz (1’00″58). Tante le medaglie azzurre dal nuoto nella prima giornata di finali. Vincono l’argento Viola Scotto di Carlo nei 50 farfalla donne, Lorenzo Gargani nei 50 farfalla uomini, Bianca Nannucci nei 400 stile libero donne (con bronzo ad Antonietta Cesarano), Alessandro Ragaini nei 400 stile libero uomini, Federica Toma nei 200 dorso donne e Matteo Venini nei 200 dorso uomini.
– foto Ipa Agency –
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Spalletti lancia la Juve “Mercato ok e sensazioni positive, siamo migliorati”

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TORINO (ITALPRESS) – La Juventus è pronta a iniziare il campionato e Luciano Spalletti guarda con fiducia all’esordio sul campo del Frosinone. Il tecnico bianconero, alla vigilia della prima giornata, ha fatto il punto sul lavoro svolto durante la preparazione, sul mercato e sulle ambizioni della squadra, senza nascondere la necessità di trovare rapidamente gli equilibri giusti.

“Innanzitutto, volevo fare i complimenti al Frosinone per il ritorno in Serie A e al mio amico Alvini per l’ottimo lavoro svolto. E’ suonata la campana: il campionato è già iniziato”, ha esordito Spalletti. “Le sensazioni sono buone perchè abbiamo lavorato bene, le cose sono andate bene grazie alla super organizzazione di tutta la struttura Juventus. Adesso bisogna andare in campo, essere disponibili con la voglia di fare bene”.

Il tecnico ha poi sottolineato quanto sia importante adattarsi ai continui cambiamenti del calcio moderno. “Le novità sono tante in questa stagione, a partire dai calciatori che creano e inventano situazioni nuove: c’è sempre un’evoluzione, però bisogna essere bravi a stare dentro a questo cambiamento continuo”, ha spiegato.

Spalletti ha individuato anche l’identità che vorrebbe vedere nella sua squadra. “L’aggettivo per la Juventus di oggi può essere coesa, affiatata, compatta. In futuro mi piacerebbe poter dire che siamo diventati solidi, densi, fitti, spessi: perchè più posto si prende in campo e meno spazi rimangono agli avversari”.

Un processo nel quale il mercato ha contribuito ad aumentare la competitività interna. “Abbiamo fatto un buon mercato. Ci stiamo muovendo al meglio di com’era la nostra situazione iniziale, ma c’è ancora del lavoro da fare”. Positivo anche il giudizio su Douglas Luiz: “Sia lui che Nico Gonzalez mi sono piaciuti per livello e per carattere. Abbiamo sicuramente alzato quella che è la competitività nei ruoli. Iniziamo con fiducia”.

Inevitabile una domanda sul futuro di Kenan Yildiz e sulle eventuali offerte da 100 milioni di euro. Spalletti non si è mostrato preoccupato: “E’ una cosa che vivo tranquillamente. Dal mio punto di vista è facile, possono offrire quello che vogliono. Io voglio poterlo mettere in campo nella prossima stagione”.

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Il tecnico ha quindi ribadito la centralità del talento turco nel progetto bianconero: “Il suo futuro è già importante nella Juventus. Lui è già nel club che offre 100 milioni per lui”. Più articolato il discorso sulla distanza dall’Inter e sulla lotta per le prime posizioni. “Non so se si è accorciato il gap”, ha ammesso Spalletti. “So che ci sono sette-otto squadre – ci metto anche la Fiorentina – in grado di lottare per i primi quattro posti, dai quali noi lo scorso anno siamo rimasti fuori“.

La priorità, dunque, sarà diventare squadra e gestire al meglio una rosa più profonda. “Dobbiamo trovare gli equilibri, riuscire a indovinare quando far riposare qualcuno e utilizzare più la totalità della rosa”, ha spiegato l’allenatore. Spalletti ha poi inserito la Juventus nel gruppo delle grandi ambiziose: “Il Milan ha fatto buon mercato, così come il Napoli e l’Inter che erano già forti. La Roma ha fatto pure un buon mercato. Siamo tutti dentro quel gruppo di squadre e società che hanno forti ambizioni. Giocheremo per fare il massimo. Vogliamo vincere più partite possibili, a partire da domani”.

Infine, le indicazioni sulla formazione. Spalletti ha confermato che Vicario e Kolo Muani partiranno titolari. Per il portiere, arrivato da poco, la settimana di lavoro con il gruppo ha fornito le garanzie necessarie: “Per noi Vicario è un portiere forte, esperto e di qualità”.

In panchina ci sarà invece Perin, al centro delle voci di mercato e sempre più vicino al Palermo. Spalletti ha chiarito la posizione della Juventus: “Perin va in panchina, anche se ci fossero delle possibilità importanti per lui. Resterà con noi fin quando ci sarà utile”. Una soluzione temporanea, dunque, in attesa degli sviluppi sul mercato, con il portiere che potrebbe presto lasciare Torino per iniziare una nuova avventura.

– Foto: Ipa Agency –
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