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Azzurri del tiro con l’arco ancora d’argento in Cdm

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ROMA (ITALPRESS) – L’Italia del tiro con l’arco torna a casa con un altro argento conquistato in Coppa del Mondo. La squadra maschile dell’arco olimpico, formata da Mauro Nespoli, David Pasqualucci e Alessandro Paoli, nella seconda tappa di Gwangju, perde solo in finale con i padroni di casa della Corea del Sud, che vincono 6-0 con i seguenti parziali: 59-53, 58-57, 57-52, confermandosi devastanti. E’ il secondo podio consecutivo in poco più di un mese per gli azzurri che anche all’esordio stagionale nella competizione, ad Antalya, in Turchia, sono saliti sul secondo gradino del podio arrendendosi solamente a Taipei. Per l’Italia maschile questo secondo argento vale altri punti utili per migliorare il ranking mondiale, anche in vista delle qualificazioni per Parigi 2024.
Gli azzurri non sono riusciti nell’impresa di vincere la sfida contro i maestri coreani, campioni olimpici e mondiali in carica, che questa volta hanno anche il vantaggio di tirare in casa.
Nella finalissima Kim Je Deok, Kim Woojin e Lee Woo Seok imprimono subito un ritmo forsennato alla gara piazzando un primo set da 59 punti su 60 a cui l’Italia risponde con un 53. Gli azzurri aumentano la media e si avvicinano alla quasi perfezione degli avversari, il secondo parziale è molto più equilibrato, ma si chiude a favore dei coreani 58-57. A questo punto, sotto 4-0, l’Italia avrebbe bisogno di vincere due volee di fila per rimanere nel match, impresa che si dimostra impossibile perchè le prestazioni dei coreani non lasciano spazio a un ritorno in gara degli azzurri: anche il terzo set va infatti ai padroni di casa (57-52). Finisce 6-0 e l’Italia ha poco da rimproverarsi, la Corea del Sud si dimostra ancora una volta la Nazionale più forte con diciotto frecce su diciotto nel “giallo” e ben undici “10”.
Al trio olimpico resta la grande soddisfazione di essersi confermato a livelli altissimi, arrivando per la seconda volta di fila in fondo alla competizione a squadre, un bel risultarto, importante in vista di Parigi 2024.
I criteri di qualificazione per le prossime Olimpiadi infatti includono anche la classifica mondiale a squadre: grazie ai due argenti tra Antalya e Gwangju l’Italia ha messo in cascina tanti punti utili per scalare posizioni.
Il viaggio della World Cup 2022 è arrivato al suo giro di boa. A giugno è in programma la terza tappa che si terrà a Parigi dal 20 al 26, mentre la quarta è in programma dal 18 al 24 luglio a Medellin. I risultati delle quattro fasi indicheranno i finalisti che si affronteranno a Tlaxcala, in Messico, tra il 15 e il 16 ottobre.
– foto World Archery –
(ITALPRESS).

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La 18enne Flora Tabanelli conquista la prima storica medaglia nel freestyle per l’Italia, è bronzo nel Big Air

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LIVIGNO (ITALPRESS) – Qualche settimana fa l’attenzione dei media mondiali era catalizzata dal tentativo di Lindsey Vonn di centrare una medaglia olimpica nella discesa libera, e di farlo nonostante una lesione al legamento crociato riportata a Crans-Montana e a pochissimi giorni dai Giochi. L’Italia, però, in silenzio aveva la sua storia da raccontare a riguardo, che si è conclusa in modo decisamente diverso rispetto allo sfortunato epilogo della statunitense. A soli 18 anni, infatti, Flora Tabanelli ha conquistato una storica medaglia olimpica nel Big Air e ha regalato la prima gioia a cinque cerchi al freestyle azzurro, una disciplina troppo spesso sottovalutata, che sin qui aveva conquistato al massimo un quinto posto (a Pechino) con Leonardo Donaggio. Un risultato incredibile per la predestinata azzurra, che poteva già dire di aver vinto tutto in carriera: Mondiali, Coppa del Mondo e una medaglia d’oro agli X Games.

Mancava solo la medaglia olimpica, che sembrava sostanzialmente impossibile all’inizio del mese di novembre, quando Flora Tabanelli era stata colpita da un terribile infortunio. Dopo una caduta in allenamento, la diagnosi era stata infatti terribile: lesione del legamento crociato del ginocchio destro.  Sarebbe potuta essere la pietra tombale sulle speranze olimpiche della 18enne azzurra, che invece ha optato per una scelta coraggiosa e condivisa con lo staff medico della Fisi: terapia conservativa, pochissime gare e assalto a una medaglia olimpica, costi quel che costi.

Una mossa che ha pagato visto che, cento giorni dopo, l’Italia festeggia un sontuoso podio nel freestyle e nel Big Air. Salgono a dieci le discipline a medaglia nei Giochi di Milano-Cortina 2026, a -1 dal record degli Stati Uniti, e salgono a 23 le medaglie con l’undicesimo bronzo. La gara di Flora Tabanelli, nonostante il dolore e la tensione dell’Olimpiade casalinga, è stata semplicemente perfetta. L’azzurra ha optato per un rischio iniziale, giocandosi il trick più complesso per piazzare subito un potenziale punteggio da medaglia. Detto e fatto, visto che con 90 punti si trovava terza in tandem con la leggenda Eileen Gu, dietro all’austriaca Wolf (93.50) e alla canadese Oldham (91.75). Nella seconda run arrivava un punteggio di sicurezza da 84 punti, poi andava presa una decisione: cercare di migliorare il primo o il secondo tentativo. Col podio all’orizzonte e nelle proprie mani, Flora Tabanelli decideva di puntare alla perfezione nel trick più complesso, ottenendola: 94.25 punti, il miglior punteggio di giornata, e bronzo assicurato.

L’Italia festeggiava così la sua 23a medaglia con un totale di 178.25 punti per Flora Tabanelli, vicinissima sia all’oro che all’argento: vittoria per la canadese Meghan Oldham (180.75), con Eileen Gu d’argento (179) e l’Italia terza. Un giorno storico per il freestyle e per il nostro sport, che continua a riscrivere ogni primato nelle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

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LE PRIME PAROLE DOPO IL BRONZO

“Non so bene come ho fatto. Per fortuna i dolori erano un po’ passati, ho cercato di non pensarci. Quello che sapevo fare prima lo so fare anche ora: la gamba è in forma e sono qua, quindi ero contentissima. Questa è una bellissima Olimpiade per l’Italia e per le sue atlete, mi fa piacere essere tra loro: Federica Brignone è stata d’ispirazione per me”. Così Flora Tabanelli dopo il suo terzo posto. L’azzurra racconta poi la sua gara e le sue emozioni: “Ci ho provato, ho dato tutto cercando di migliorare sul salto da 1600 ed è andata bene. Dedico questa medaglia a tutti quelli che mi hanno supportato in questi mesi, ho scoperto persone meravigliose. Sono nata sulla neve che mi ha forgiato, sono cresciuta con l’idea che lo sport è la cosa più positiva di tutte e questo mi regala emozione ogni giorno. La cosa più importante credo sia andare avanti e credere sempre in se stessi. Ho provato ad affrontare questa gara come se fosse una delle tante, credo che sia stato questo a farmi spiccare il volo”.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Malagò “23 medaglie? Stiamo vivendo un sogno” / Video

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MILANO (ITALPRESS) – “Se mi aspettavo 23 medaglie in questo momento? Mi aspettavo di superare la doppia cifra con il 2 davanti, poi ovviamente tutto questo è meraviglioso, stiamo vivendo una favola, siamo molto felici, complimenti a tutti”. Lo ha dichiarato all’Italpress il presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò. “Un podio ideale di queste medaglie azzurre? Ognuno ha una storia che merita tanto rispetto, certo che quello che ha fatto Federica Brignone, forse per la popolarità dell’alpino, merita una riflessione però non mi sento di fare classifiche, semplicemente una considerazione perchè fino a poco prima non si sapeva neppure se poteva gareggiare”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Lecce, tre punti pesanti a Cagliari: Gandelman e Ramadani firmano il 2-0 per i giallorossi

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CAGLIARI (ITALPRESS) – Tre punti di platino per un Lecce operaio che fa di necessità virtù, vendica la sconfitta dell’andata e guadagna una vittoria importantissima in chiave salvezza. Partenza lenta, le due squadre si studiano. Pavoletti (11′), di testa, non trova la porta su angolo di Esposito. Il Cagliari sembra più dinamico, Cheddira, al 23′, sferra il primo tiro per i pugliesi, parato comodamente da Caprile. Ramadani ferma l’uscita di Esposito, serve Sottil che, tutto solo in area (28′) spara alto. Subito dopo su lancio di Falcone, Ze Pedro chiude su Gandelman e Pierotti che non riescono a battere nel cuore dell’area rossoblù. Il Cagliari reagisce con Palestra che, da destra, innesca gli attaccanti, Zappa spara fuori (38′) dopo una mischia. Sempre Zappa, subito dopo, viene fermato in angolo. I sardi insistono a destra con Zappa che crossa per Soulemana, testa e palla sul fondo.

Nella ripresa inizio equilibrato poi al 12′ Caprile tira fuori dalla porta un colpo di testa di Cheddira su cross di Coulibaly. Il Lecce passa al 19′, Sottil calcia una punizione dalla trequarti, Gandelman, di testa, mette dentro mentre difesa sarda e Caprile restano immobili. Risposta del Cagliari con un colpo di testa di Obert su azione d’angolo ma la sfera finisce alta di poco. Al 31′, però, Ramadani inventa il gol del 2-0 saettando in rete da distanza impossibile dopo un contrasto vinto da Coulibaly contro Soulemana. Il Var conferma la regolarità del gol. Il Cagliari schiuma rabbia e si riversa in attacco. Esposito lancia Trepy, anticipato in angolo all’ultimo istante da Ndaba. Di Francesco si copre immettendo tutti i difensori a sua disposizione e passa al 4-5-1 con quattro centrali ed i due terzini originari come centrocampisti esterni. Soulemana prova il tiro dai 20 metri, Falcone immobile, palla sul fondo. Ma è tardi per qualsiasi tipo di rimonta. Vince il Lecce.

IL TABELLINO DELLA PARTITA

CAGLIARI (4-2-3-1): Caprile 4; Zappa 6 (11′ st Mazzitelli 5.5), Zé Pedro 6, Mina 5.5, Obert 6 (32′ st Trepy 6); Adopo 6, I. Sulemana 6.5; Palestra 6, S. Esposito 5.5, Idrissi 5; Pavoletti 5 (11′ st Kiliçsoy 5.5). In panchina: Sherri, Ciocci, Juan Rodríguez, Raterink, Albarracín, Dossena, Liteta, Mendy, Cogoni. Allenatore: Pisacane 6.

LECCE (4-2-3-1): Falcone 6; Veiga 6.5, Tiago Gabriel 6.5, Gaspar 6.5, Gallo 5; Ramadani 7, L. Coulibaly 6.5 (47′ st Fofana sv); Pierotti 6 (41′ st Ngom sv), Gandelman 7 (41′ st Siebert sv), Sottil 5.5 (35′ st Ndaba sv); Cheddira 5 (35′ st Štulic sv). In panchina: Früchtl, Samooja, Sala, N’Dri, Helgason, Jean, Marchwinski, Kovac. Allenatore: Di Francesco 6.5.

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ARBITRO: Feliciani di Teramo 5.5.
RETI: 19′ st Gandelman, 31′ st Ramadani
NOTE: Presente in tribuna il designatore degli arbitri di Serie A, Gianluca Rocchi. Prima della partita il capitano del Cagliari, Leonardo Pavoletti, ha consegnato un mazzo di fiori in Curva Nord per ricordare Valery Melis, il tifoso scomparso nel febbraio 2004. Sempre prima della partita l’ex calciatore rossoblù, Antonio “Tonino” Congiu, tra i protagonisti della prima storica promozione in A del Club, ha ricevuto una speciale maglia celebrativa per festeggiare i suoi 90 anni, compiuti di recente. Spettatori: 16.133. Nessun ammonito. Angoli: 8-3. Recupero: 1′ pt, 5′ st

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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