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Cronaca

Distretti industriali, nel 2021 fatturato +25,2%

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MILANO (ITALPRESS) – Il fatturato delle imprese manifatturiere distrettuali, dopo un calo pari al 14,5% nel 2020 (a prezzi correnti e in valori mediani), secondo le stime di Intesa Sanpaolo nel 2021 ha registrato un rimbalzo del +25,2%, il 4,3% in più rispetto al 2019. Un contributo importante è venuto dalle esportazioni che nel 2021 hanno sfiorato i 133 miliardi di euro, toccando un nuovo record storico. Solo il sistema moda non ha ancora pienamente recuperato quanto perso nel corso del 2020. E’ quanto emerge dalla quattordicesima edizione del Rapporto annuale che la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo dedica all’evoluzione economica e finanziaria delle imprese distrettuali.
Il Rapporto è stato presentato dal Presidente del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo, professor Gian Maria Gros-Pietro, dal Chief Economist Gregorio De Felice e dal Responsabile della Ricerca Industry & Banking Fabrizio Guelpa.
A poco più di due anni di distanza dallo scoppio della pandemia, la quattordicesima edizione del Rapporto Economia e Finanza dei Distretti Industriali descrive gli impatti della crisi del 2020 e il forte rimbalzo del 2021, si concentra sulle reazioni delle imprese distrettuali alla crisi pandemica e si sofferma sulle priorità da affrontare, anche alla luce dell’invasione russa dell’Ucraina.
L’invasione russa dell’Ucraina – spiega l’istituto di credito guidato da Carlo Messina – ha profondamente modificato lo scenario macroeconomico, che è complesso e incerto. Le imprese si trovano a operare con prezzi delle commodity volatili ed elevati che possono mettere in pericolo i loro equilibri economico-finanziari. E’ poi venuto meno, almeno momentaneamente, un mercato, quello russo e ucraino, che per i Distretti nel 2021 valeva 3,2 miliardi di euro, il 2,4% del totale.
In valore le regioni più esposte sono il Veneto (805 milioni di euro), la Lombardia (771 milioni) e l’Emilia-Romagna (531 milioni). In termini di incidenza spiccano Umbria (10,8%) e Marche (5,7%), seguite a distanza dall’Abruzzo (3,1%).
Al contempo, se i problemi di approvvigionamento innestati dalla pandemia e poi amplificati dall’invasione russa porteranno a una regionalizzazione su base continentale delle catene globali del valore, si potranno aprire opportunità per i Distretti italiani grazie alla presenza di filiere strutturate e di un buon nucleo di imprese resilienti.
Le evidenze emerse nel Rapporto confermano la centralità delle filiere produttive come fattore di competitività nei prossimi anni. Nei Distretti la distanza media degli approvvigionamenti è molto contenuta, benchè aumentata nel corso della pandemia: nel 2021 è stata pari a 116 chilometri, 24 in meno rispetto alle aree non distrettuali. E’ più elevato il numero medio di fornitori per azienda (29 vs 25).
La capacità di presidiare i mercati esteri è un altro punto di forza dei Distretti che storicamente presentano una maggiore internazionalizzazione, misurata dal numero di partecipate estere (29 ogni 100 imprese vs le 19 delle aree non distrettuali) e dalla quota di imprese che esportano (62,1% vs 52,2%).
I Distretti sono ben posizionati anche in termini di capacità brevettuale, con 70,7 brevetti ogni 100 imprese; le aree non distrettuali si fermano a 51,5.
I dati di commercio estero confermano l’elevata competitività dei Distretti a livello internazionale. Nel primo trimestre del 2022 l’export è aumentato del 19,3%, con punte superiori al 20% in molte regioni: tra queste la Lombardia (+25,5%), l’Umbria (+25,2%), il Friuli-Venezia Giulia (+24,5%), la Puglia (+24,1%), la Toscana (+23,3%). Il confronto con i livelli pre-pandemici mostra un progresso del 16%.
I Distretti possono poi contare su un nucleo di aziende trainanti che si sono dimostrate resilienti durante la pandemia. 845 imprese distrettuali, pari al 4,7% del totale, nel corso del 2020 sono cresciute, hanno registrato buoni livelli di EBITDA margin (oltre l’8%) e un grado di patrimonializzazione superiore al 20%, oltre ad aver mostrato un aumento degli addetti tra il 2018 e il 2020. Queste imprese particolarmente resilienti sono più diffuse tra i soggetti medio-grandi e in alcuni settori (mezzi di trasporto, agro-alimentare, meccanica e intermedi). Per numero di imprese champion, spiccano Lombardia (262) e Veneto (208), mentre per incidenza si sono messe in evidenza Trentino-Alto Adige (9,2%), Campania (6,4%) e Puglia (6%).
Molte delle realtà imprenditoriali più resilienti sono attive nei Distretti che meglio di altri hanno affrontato la crisi pandemica. Quest’anno ai primi tre posti della classifica dei migliori Distretti italiani si posizionano le Macchine agricole di Padova e Vicenza, la Camperistica della Val d’Elsa e le Macchine agricole di Reggio Emilia e Modena.
I punti di forza dei Distretti rappresentano risorse cruciali, ma non sufficienti per affrontare il difficile contesto economico che si sta delineando. Le filiere distrettuali potranno continuare a rappresentare un fattore di competitività solo se gli attori che le compongono sapranno rinnovarsi e rafforzare le loro relazioni strategiche, attraverso un’accelerazione degli investimenti in innovazione e tecnologia anche green, un consolidamento dimensionale e la formazione e l’inserimento in azienda di nuove competenze.
Dallo studio di alcuni settori del Nord-Est ad alta vocazione distrettuale, come l’agro-alimentare, il legno-arredo e la meccanica, emerge un quadro caratterizzato da un’accelerazione nell’adozione di tecnologie Industry 4.0 a partire dal 2017, grazie anche alla spinta delle iniziative di policy. Tuttavia, i dati mostrano come il fenomeno abbia sinora riguardato in larga parte aziende medio-grandi (tre su quattro hanno adottato tecnologie 4.0 vs poco più di una su cinque tra le micro).
? Anche sul fronte ambientale si può fare di più: in un settore come il legnoarredo ad alta intensità distrettuale, nell’ultimo triennio poco meno di 4 un’impresa su tre ha acquistato macchinari efficienti che riducono il consumo energetico. Si scende addirittura sotto il 6% quando si considera la quota di imprese che ha realizzato investimenti in impianti per la produzione di energia elettrica da rinnovabili o per la produzione di energia termica da rinnovabili o di cogenerazione e/o recupero di calore.
Un’altra area di miglioramento riguarda la governance. La capacità delle imprese di rinnovare e potenziare le proprie competenze e aprirsi con più facilità alla transizione tecnologica e green può anche essere facilitata dal passaggio generazionale.
Nel biennio 2020-21 il processo di rinnovamento generazionale sembra aver subito una frenata: la quota di imprese distrettuali che hanno apportato modifiche al proprio board è, infatti, scesa al 13,2% nel 2020 e al 12,2% nel 2021, dopo che tra il 2016 e il 2019 era stata sempre abbondantemente sopra il 14%, rimanendo comunque superiore alle aree non distrettuali.
Il PNRR rappresenta un’opportunità unica per il sistema economico italiano che può trovare un adeguato sostegno per rilanciare la sua propensione a investire, in tecnologia per migliorare i processi produttivi e la fase commerciale, nelle persone e nelle competenze, nella ricerca di nuove soluzioni, nell’economia circolare, nelle fonti rinnovabili.
Il PNRR dedica molta attenzione al rapporto tra scuola e imprese, al rilancio della ricerca di base e applicata in sinergia tra università e imprese, al sostegno dei processi di trasferimento tecnologico, alla valorizzazione del capitale umano, anche attraverso lo sviluppo degli ITS. E’ ancora alto il potenziale inespresso degli ITS: nel 2019 hanno ottenuto il diploma 3.761 studenti, contro i circa 486 mila diplomati nella scuola secondaria di secondo grado. Gli interventi previsti nel PNRR si pongono l’obiettivo di raddoppiare iscritti e corsi frequentati entro il 2030.
A favore della sostenibilità e del green, c’è la promozione delle comunità energetiche che sono coalizioni di utenti (cittadini, imprese, enti locali, ecc.), che aderiscono volontariamente a contratti di collaborazione per la produzione, il consumo e la gestione dell’energia attraverso impianti energetici locali alimentati da fonti rinnovabili, con la possibilità di utilizzo della rete di distribuzione nazionale per la condivisione dell’energia prodotta in eccesso. Si tratta di un fenomeno molto recente e ad alto potenziale soprattutto nei Distretti Industriali, visti gli elevati livelli di condivisione dell’energia prodotta che si possono raggiungere e l’intensità energetica più elevata nei Distretti (4,1% di imprese energivore vs 3%).

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

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Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda riceve il marchio del Patrimonio Ue

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda (Monza e Brianza) è stato insignito ufficialmente del riconoscimento di Marchio del Patrimonio europeo. Il parco naturale regionale ha ricevuto il prestigioso EHL – European Heritage Label, attribuito dalla Commissione europea ai luoghi che hanno svolto un ruolo significativo nella storia, nella cultura e nel processo di integrazione dell’Unione europea. La consegna è avvenuta nel corso di una cerimonia di premiazione, a Bruxelles, a cui ha partecipato l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, ed è intervenuto il Commissario europeo per l’equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, Glenn Micallef. “Il conferimento del Marchio del Patrimonio europeo al Bosco delle Querce – ha dichiarato l’assessore Caruso – rappresenta un riconoscimento di grande rilievo perché valorizza il ruolo culturale e storico che ha svolto questo luogo per la Lombardia, essendo anche il primo per la Regione. Si tratta di un percorso condiviso tra istituzioni e comunità locali che hanno saputo trasformare una ferita profonda in un esempio concreto di rigenerazione”. Il Marchio del Patrimonio europeo è un’iniziativa sostenuta da Europa Creativa, il programma europeo di sostegno ai settori culturali e creativi. La candidatura del parco naturale regionale Bosco delle Querce di Seveso e Meda era avvenuta lo scorso anno su indicazione del Ministero della Cultura, in collaborazione con Regione Lombardia e FLA – Fondazione Lombardia per l’Ambiente.

Si tratta del primo riconoscimento del genere per la Lombardia, il sesto in Italia, vagliato da una giuria di esperti indipendenti che ha selezionato 13 siti da una rosa di 21 candidati proposti dagli Stati membri. “Essere a Bruxelles, insieme ai rappresentanti istituzionali dei territori coinvolti, testimonia il valore di un lavoro corale che oggi viene riconosciuto a livello europeo. Il Bosco delle Querce – ha concluso Caruso – si conferma così un presidio di memoria attiva e un punto di riferimento per una cultura della sostenibilità”. Il riconoscimento assume un valore ancora più significativo nell’anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario del disastro di Seveso. Regione Lombardia, insieme ai comuni di Seveso e Meda, Barlassina, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Desio, Ersaf, FLA e le strutture regionali competenti, sta predisponendo un programma di iniziative commemorative che culminerà il 10 luglio con appuntamenti organizzati tra Milano, Seveso e Bruxelles.

– foto ufficio stampa Regione Lombardia –

(ITALPRESS).

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Sanità e IA, a Genova il dialogo europeo su ricerca e implementazione

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GENOVA (ITALPRESS) – Si svolge oggi a Genova ‘AI for Healthcare – Longevity & Wellness’, la conferenza internazionale organizzata da Fusion AI Labs, polo d’eccellenza che promuove la ricerca applicata e la sperimentazione industriale sull’intelligenza artificiale.
L’evento si inserisce nel quadro delle strategie europee ‘Apply AI’ e ‘AI in Sciencè, promosse dalla Commissione Europea per accelerare il passaggio dalla ricerca all’implementazione concreta: la prima focalizzata sull’adozione nei sistemi sanitari, la seconda sul rafforzamento delle infrastrutture scientifiche.
L’Europa si trova di fronte a una sfida sanitaria senza precedenti. Una popolazione sempre più anziana sta esercitando una pressione significativa sui sistemi sanitari pubblici, aumentando i costi e richiedendo soluzioni innovative. Sebbene l’intelligenza artificiale abbia dimostrato un potenziale straordinario in ambiti quali la diagnostica, il supporto alle decisioni cliniche, la scoperta di nuovi farmaci e la medicina preventiva, fino all’80% dei progetti di AI in sanità non riesce ad andare oltre la fase pilota. Non si tratta di un fallimento della tecnologia, ma della sua adozione: questo divario è il tema centrale dell’evento.
La conferenza nasce da un percorso scientifico specifico a cui hanno partecipato i fondatori di Fusion AI Labs: il progetto AIDA, un’iniziativa europea di ricerca finanziata dal programma Horizon, che esplora l’uso dell’intelligenza artificiale per la prevenzione del tumore allo stomaco. I risultati ottenuti finora sono incoraggianti e indicano prospettive sempre più efficaci di prevenzione precoce. “Piuttosto che costruire una conferenza scientifica ristretta attorno a un singolo progetto, abbiamo fatto una scelta più ampia: utilizzare AIDA come lente di osservazione, ossia una dimostrazione concreta e fondata di ciò che un’IA applicata in modo responsabile può realizzare, e aprire il dibattito al più ampio panorama di ciò che l’intelligenza artificiale sta già facendo e potrebbe fare in sanità e nella longevità” – afferma Stefano Sedola, responsabile ricerca e programmi formativi di Fusion AI Labs.
L’evento riunisce un ampio ecosistema di attori pubblici e privati: istituzioni europee e nazionali, organizzazioni internazionali, centri di ricerca, università, aziende tecnologiche, realtà del settore sanitario e farmaceutico. Tra i partecipanti figurano rappresentanti del Parlamento Europeo, di organizzazioni come UNESCO e World Bank, oltre a grandi aziende globali e centri di eccellenza come Imperial College, Karolinska e Charitè.
La conferenza è strutturata in un percorso che accompagna i partecipanti dalla riflessione alle applicazioni pratiche. La sessione plenaria del mattino è dedicata al contesto generale e alle prospettive dell’AI nella sanità, con interventi di alto profilo internazionale; la sessione del pomeriggio prevede due panel verticali, rispettivamente L’intelligenza artificiale per la longevità e il benessere e L’intelligenza artificiale nel settore sanitario – Dalla ricerca alla pratica clinica.
Ad aprire i lavori Renato Botti, Direttore Generale dell’Istituto Giannina Gaslini, cui segue l’introduzione di Andrea Pescino – CEO di Fusion AI Labs, che delinea il passaggio cruciale dall’innovazione all’impatto concreto: “L’Europa ha un’occasione straordinaria e anche una responsabilità. Il settore sanitario è sotto pressione strutturale: in Italia abbiamo 64 infermieri ogni 10.000 abitanti, contro una media europea di 80, e appena 1,5 infermieri per medico rispetto ai 2,2 del resto d’Europa. Il 30% dei medici europei ha più di 55 anni.
Non è una crisi che si risolve solo assumendo più personale, ma una crisi che richiede un cambio di paradigma nel modo in cui organizziamo, supportiamo e potenziamo l’intero sistema.
La ricerca applicata sull’intelligenza artificiale in ambito sanitario non può limitarsi alle applicazioni cliniche, per quanto straordinarie. Pensiamo a quanto vale accelerare i processi operativi, ottimizzare la gestione dei reparti, migliorare la qualità dell’interazione tra strutture e pazienti. Ogni ora risparmiata in un processo amministrativo è un’ora restituita alla cura. Ogni sistema che supporta meglio un infermiere o un medico nella gestione del carico quotidiano riduce il burnout e aumenta la qualità dell’assistenza. E’ qui che Fusion AI Labs vuole contribuire: trasformare la ricerca in impatto reale, costruire ponti tra eccellenza scientifica, industria e sistemi sanitari, e dimostrare che fare ricerca applicata responsabile in questo settore non è solo possibile, è urgente. Per l’Italia. Per l’Europa”.
Antonio Gatti – Global Lead Pharma Life Sciences Microsoft, affronta il tema Medical Superintelligence: “Parlare di medical superintelligence come semplice miglioramento diagnostico sottovaluta ciò che sta accadendo. I modelli di frontiera reggono ragionamento longitudinale, integrano dati multimodali – omici, imaging, cartelle cliniche, real-world evidence – orchestrano strumenti, mantengono memoria. Per la prima volta è possibile pensare l’AI come infrastruttura della pipeline sanitaria e farmaceutica, non come singola applicazione. Eppure fino all’80% dei progetti di AI in sanità non supera la fase pilota: non per limiti della tecnologia, ma per come incontra il sistema – dati, flussi, regolamentazione, fiducia. Il salto di qualità non è sul modello, è sul contesto. Dalla scoperta di nuovi target terapeutici al disegno dei trial clinici, dalla stratificazione del paziente alla medicina di precisione: in un’Europa con meno medici, meno infermieri e più anziani di un decennio fa, la superintelligenza medica non è un’opzione tecnologica ma una leva di sostenibilità per l’intera filiera life sciences. La domanda non è se adottarla, ma come: responsabilmente, su scala, orientata all’impatto reale”.
Kiril Veselkov, professore associato in Medicina computazionale e Informatica oncologica – Imperial College e Antonello Scalmato, CTO di Fusion AI Labs, presentano le applicazioni avanzate dell’AI generativa nella diagnosi precoce del tumore gastrico condotte con il progetto di ricerca europeo AIDA: “Con AIDA vogliamo cambiare il paradigma del tumore gastrico: non intervenire tardi, ma identificare i pazienti a rischio quando la malattia è ancora in fase pre-sintomatica. L’intelligenza artificiale ci permette di integrare e analizzare grandi quantità di dati per supportare diagnosi più precoci, strategie terapeutiche personalizzate e una prevenzione più efficace”.
Fulvio Mastrogiovanni, professore associato presso l’Università di Genova, prosegue con un approfondimento sull’integrazione tra AI e robotica in ambito sanitario. L’intervento esplora la transizione in corso da un’intelligenza artificiale puramente digitale a sistemi capaci di interagire fisicamente con il mondo reale: l’Embodied AI. “La prima parte chiarisce cosa significhi davvero “incarnazione” – spiega Mastrogiovanni – Non semplicemente modelli che elaborano dati, ma agenti che percepiscono, agiscono e apprendono attraverso un corpo. Richiamando ricerche recenti pubblicate su Science sul ruolo del tatto e dei sistemi di sensing avanzati, l’intervento mette in evidenza come le capacità dell’IA debbano essere ripensate quando si passa da ambienti digitali al mondo fisico, dove incertezza, sicurezza e interazione umana diventano centrali”.
La seconda parte dell’intervento presenta invece una panoramica strutturata delle applicazioni nel mondo reale lungo uno spettro evolutivo: dai sistemi di pick-and-place e dalla manipolazione robotica alla robotica assistiva, fino ad arrivare ad ambiti avanzati come la chirurgia robotica, le protesi intelligenti e i sistemi di compagnia.
Ricard Martinez Direttore della cattedra di Privacy e trasformazione digitale dell’Università di Valencia, nel suo intervento dedicato al tema della fiducia e dell’uso responsabile dell’intelligenza artificiale afferma: “Lo Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS) si basa su due pilastri: il GDPR come riferimento giuridico e l’uso di dati anonimizzati in ambienti sicuri. Tuttavia, entrambi presentano criticità: l’anonimizzazione è sempre più difficile da garantire secondo le autorità privacy, mentre la standardizzazione della sicurezza è demandata a processi complessi a livello europeo. Inoltre, alcune scelte chiave sono lasciate ai singoli Stati membri, con il rischio di creare normative frammentate che potrebbero compromettere l’interoperabilità e l’efficacia del sistema a livello europeo”.
La sessione mattutina si conclude con uno spazio sulle competenze del futuro: “Oggi la collaborazione tra imprese e istituzioni è decisiva. Se da un lato le aziende portano casi d’uso concreti, bisogni reali e velocità di esecuzione, dall’altro le istituzioni portano metodo, ricerca, formazione e creazione di talenti – spiega Riccardo Ocleppo, founder e direttore di OPIT, Open Institute of Technology – E’ qui che ho pensato che dovesse collocarsi OPIT: lo dimostrano i progetti sviluppati dai nostri studenti, come l’hackathon, che ha portato alla creazione di un assistente AI per supportare i caregiver di persone con Alzheimer per offrire risposte affidabili, empatiche e concretamente utilizzabili nella vita quotidiana. E’ un esempio chiaro di ciò che serve oggi: non tecnologia fine a sè stessa, ma competenze capaci di unire ricerca, impatto sociale e reali bisogni delle persone”.
La presenza dell’onorevole Brando Benifei (correlatore sulla legge dell’UE sull’intelligenza artificiale), nell’ambito dei panel del pomeriggio, fornisce ai presenti una testimonianza diretta sull’applicazione dell’IA nella scienza e sull’importanza dell’adozione dell’IA in Europa: “Oggi la vera sfida dell’intelligenza artificiale in sanità è tradurre il suo potenziale, ma tradurlo in applicazioni concrete e diffuse: ancora troppi progetti restano bloccati alla fase pilota. E’ qui che il modello europeo fa la differenza. Con l’AI Act e lo European Health Data Space, l’Unione Europea ha scelto un approccio basato sulla fiducia: regole chiare e proporzionate che rendono l’innovazione sicura, affidabile e centrata sulla persona. In un contesto globale segnato da spinte deregolatorie, dobbiamo ribadire che non esiste vera innovazione senza fiducia. La sfida che abbiamo davanti è duplice: da un lato, accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari, colmando il divario tra laboratorio e pratica clinica; dall’altro, preservare e rafforzare un modello europeo che garantisca equità, trasparenza e accesso per tutti. E’ così che l’Europa può guidare la trasformazione digitale della sanità”.
Due panel tematici approfondiscono le principali aree di sviluppo: il primo dedicato all’AI per la longevità e il benessere, con un focus su medicina preventiva e invecchiamento sano; il secondo analizza il passaggio dalla ricerca alla pratica clinica attraverso esperienze concrete, casi di successo e modelli di implementazione sostenibile.
Paula Petrone, responsabile dell’Unità di Sanità Digitale presso il Barcelona Supercomputing Center (BSC), guida lo sviluppo di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per la diagnosi precoce delle malattie, la valutazione del rischio e i trattamenti personalizzati, utilizzando dati sanitari multimodali, tra cui immagini mediche, dispositivi indossabili e cartelle cliniche elettroniche. Ecco un passaggio del suo intervento: “Un nuovo studio evidenzia un paradosso della salute in Europa: si vive più a lungo, ma non necessariamente meglio. Negli ultimi vent’anni l’aspettativa di vita è aumentata significativamente, mentre gli anni vissuti in buona salute sono rimasti stabili, ampliando il divario tra longevità e benesserè.
Stefano Sedola, responsabile ricerca e programmi formativi di Fusion AI Labs conclude: “I panel sono progettati per esplorare l’intelligenza artificiale come una reale opportunità. I contributi più importanti sono quelli che mostrano ciò che già funziona, ciò che sta diventando possibile e come potrebbe apparire un futuro modellato da un’IA responsabile in ambito sanitario. Questo non significa evitare la complessità o fingere che le barriere non esistano, piuttosto partire dalle opportunità e considerare gli ostacoli come problemi risolvibili. Il pubblico di oggi, composto da figure altamente coinvolte, è qui per essere ispirato e informato, non per ricevere avvertimenti”.
-foto ufficio stampa Fusion AI Labs-
(ITALPRESS).

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Tangenti e appalti truccati nel tarantino, arrestato ex vicesindaco

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TORRICELLA (TARANTO) (ITALPRESS) – Un sistema collaudato di mazzette in contanti e gare d’appalto “su misura” per favorire imprenditori amici. E’ quanto scoperto dai Carabinieri di Manduria e dalla Procura di Taranto nell’operazione che la scorsa notte ha portato a 10 misure cautelari, tra cui 9 arresti ai domiciliari. Al centro dell’inchiesta figura l’ex Vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici di Torricella, insieme a tecnici e diversi imprenditori del settore edile.

Le indagini sono nate nell’aprile 2024, dopo una serie di misteriosi incendi dolosi che avevano colpito le auto di alcuni consiglieri comunali. Scavando dietro quegli atti intimidatori, i militari hanno scoperto una rete di corruzione stabilmente radicata nel Comune. Secondo l’accusa, le gare d’appalto erano solo una messinscena: le imprese vincitrici venivano decise a tavolino e le altre ditte partecipanti servivano solo a “coprire” l’irregolarità della procedura.

Le prove del passaggio di denaro sono emerse durante le indagini tecniche: i Carabinieri hanno documentato la consegna di mazzette direttamente nelle mani dell’allora amministratore pubblico. Lo scorso 26 marzo, i militari hanno trovato e sequestrato 18.000 euro in contanti, nascosti in parte nell’auto del politico e in parte nella sua abitazione, ritenuti il prezzo della corruzione.

Nel mirino PNRR e Giochi del Mediterraneo – Il giro d’affari truccato riguarda opere pubbliche per oltre 4,3 milioni di euro. Tra i progetti finiti sotto inchiesta ci sono i lavori contro il dissesto idrogeologico a Torre Ovo (finanziati dal PNRR), la riqualificazione del waterfront e i lavori al Palazzetto dello Sport in vista dei Giochi del Mediterraneo “Taranto 2026”.

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Per gli inquirenti, la funzione pubblica era stata totalmente piegata agli interessi privati, creando un danno enorme alla libera concorrenza e alla trasparenza amministrativa. Oltre alla corruzione e alla turbativa d’asta, ad alcuni indagati viene contestato l’autoriciclaggio per aver reinvestito i proventi illeciti in altre attività economiche.

– Foto: ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

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