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UNA PARTITA DI CALCIO PER RICORDARE LA DOTTORESSA PATRIZIA LONGO

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Erano in tanti Venerdì sera ad affollare lo Stadio Giovanni Parisi di Voghera in occasione della partita di calcio in memoria della Dottoressa Patrizia Longo, scomparsa nell’Aprile 2020 per Covid, dopo aver dedicato una vita al servizio del prossimo, con grande dedizione e professionalità. Si sono dati appuntamento ex giocatori del Voghera e Vecchie Glorie, oltre a Beppe Sannino. L’evento, organizzato dal Comitato C.R.I. di Voghera, con il patrocinio del Comune, ha permesso di raccogliere fondi da devolvere in beneficenza. L’organizzazione è stata curata da un gruppo di cittadini vogheresi: Marco Verghi, Cristian Sammarco, Mauro Repetti, Melissa Ghia e Lorenzo Ascagni.  “Ringraziamo tutti per aver aderito a questa iniziativa – spiegano Chiara Fantin, Presidente di Croce Rossa Voghera e Simona Virgilio, Vicesindaco di Voghera -, lo dovevamo ad una grande figura come quella della Dottoressa Patrizia Longo, per quello che ha fatto per tanti concittadini, anche in un periodo difficile come quello della pandemia, nella sua prima fase, la più drammatica. Lei non si è mai risparmiata per nessuno, fino alla morte in seguito alla grave malattia che aveva contratto”.

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Focus Salute – 2 Marzo 2026

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MILANO (ITALPRESS) – Orgasmo difficile da raggiungere e con meno intensità dopo il tumore al seno. Nel centoventicinquesimo numero di Focus Salute, format tv dell’Italpress, la professoressa Alessandra Graziottin, ginecologa e oncologa, continua ad analizzare le diverse modalità con cui il cancro al seno, e le terapie necessarie per curarlo, possono ledere desiderio ed eccitazione, oltre a illustrare una serie di strategie per proteggere e migliorare questi aspetti fondamentali della qualità della vita e dell’intimità di coppia.

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Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 3 marzo 2026

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Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 3 marzo 2026
Ogni giorno alle 13, sulle emittenti del gruppo multimediale di Agenzia CreativaMente Editore (Pavia Uno Tv/Radio Pavia, Lombardia Live 24, Itinerari News), potete trovare le notizie in breve del territorio Pavese e della regione Lombardia. Vi aggiorniamo in modo chiaro e veloce, in pochi minuti.

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Vigevano, follia in strada: tre investiti e molte domande

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La Voce Pavese – Vigevano, follia in strada: tre investiti e molte domande

Vigevano. Dodici minuti di follia nel cuore della città. Una donna di 48 anni ha investito con il suo pick up bianco due ciclisti e un passante tra corso Milano, corso Cavour e viale Petrarca. Uno dei tre feriti, un barista di 49 anni, è ricoverato in gravissime condizioni al Policlinico San Matteo di Pavia, in prognosi riservata.
L’indagata, Maddalena Rubeo Lisa, originaria di Ivrea e residente a Palestro dopo numerosi cambi di domicilio tra il Canavese e la Lomellina, è accusata di tentato omicidio plurimo. Al giudice per le indagini preliminari Pasquale Villani ha confessato tutto. «Li ho scelti a caso. Non c’entravano niente. Le voci mi dicevano che sono matta. Così li ho investiti», ha dichiarato durante l’interrogatorio di convalida.
La donna ha raccontato di aver cambiato casa dieci volte negli ultimi anni per sfuggire a quelle voci che la ossessionavano. Venerdì sera, dopo aver ritirato l’auto da un’officina di Boffalora Ticino dove era stata portata per la revisione, avrebbe iniziato a vagare senza meta. Tra le 20.13 e le 20.25 la sequenza degli investimenti. Il terzo, quello più grave, è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza pubblica.
Quasi due ore dopo, la donna si è presentata spontaneamente in questura a Pavia. In un primo momento ha parlato di un malore, poi ha ammesso la responsabilità spiegando di aver agito sotto la pressione di quelle “voci” che, a suo dire, la tormentavano da tempo.
Il giudice Villani ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. La 48enne resta detenuta a San Vittore, in attesa di una probabile valutazione psichiatrica. Nell’ordinanza il magistrato sottolinea la pericolosità sociale dell’indagata e il concreto rischio di reiterazione di reati violenti, escludendo la possibilità degli arresti domiciliari.
C’è però un passaggio che pesa come un interrogativo aperto. Il giudice si chiede come sia possibile che il disagio della donna non sia stato intercettato dai servizi psichiatrici del territorio. «Non si comprende davvero come possa essere rimasta sconosciuta ai servizi», scrive nell’ordinanza, ipotizzando che una presa in carico, anche tardiva, avrebbe forse potuto evitare il dramma.
Durante l’interrogatorio la donna ha ripercorso anche il suo passato. Nel 2004 aveva aggredito il fratello colpendolo con una mazzetta da muratore al culmine di un litigio. Per quell’episodio era stata condannata a quattro mesi per lesioni. Un precedente che il giudice ha ritenuto rilevante nella valutazione della misura cautelare.
Resta ora l’attesa per le condizioni del ferito più grave e per gli sviluppi dell’indagine. Una vicenda che riapre il tema del disagio psichico non intercettato e delle fragilità che, quando esplodono, possono trasformarsi in tragedia.

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