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Cronaca

Cinema, Lipari e Vitrano ritratto della “coppia storica” in “Cena di classe”

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MILANO (ITALPRESS) – Esce il 26 marzo in tutte le sale cinematografiche italiane il film “Cena di classe”, commedia corale diretta da Francesco Mandelli e distribuita da Medusa Film, che trae ispirazione dall’omonima canzone de I Pinguini Tattici Nucleari, contenuta nell’album Fake News del 2022. Ricchissimo il cast degli interpreti, diretto dall’ex “Soliti Idioti” Mandelli, tra i quali Andrea Pisani, Beatrice Arnera, Roberto Lipari, Herbert Ballerina, Annandrea Vitrano, Giulia Vecchio, Nicola Nocella, Francesco Russo e Giovanni Esposito, affiancati dallo stesso Francesco Mandelli. Al centro del film “Cena di classe” c’è il ritrovo di un gruppo di ex compagni di liceo che, a distanza di diciassette anni dalla maturità, si incontrano in una circostanza significativa: la morte di uno dei compagni (Mandelli). L’occasione diventa il punto di partenza per riaprire relazioni, ricordi e percorsi rimasti in sospeso, tra momenti di condivisione e tensione, tra nostaglia e comicità. Intervistata dall’Agenzia di Stampa Italpress, Annandrea Vitrano spiega: “Il film un pò un’analisi generazionale della generazione dei millennials. Io interpreto Laura e faccio coppia nel film con Marco, che è Roberto Lipari. Noi siamo i predestinati, cioè la coppia storica che penso un pò tutti abbiano avuto in classe: quelli che stanno insieme fin dal liceo, che crescono insieme e dopo 20 anni fanno un pò i conti con quello che è successo nella loro vita”. Secondo Lipari, che oltre ad essere attore è anche tra gli autori del soggetto e della sceneggiatura, “Il film è come le montagne russe: a un certo punto ridi, poi ti arriva un ceffone, poi ridi di nuovo, poi ti emozioni. Un film che ha fatto questo al massimo secondo me è ‘C’è ancora domanì di Paola Cortellesi, che riesce a mescolare tutti i generi. Noi siamo su un altro tenore, ma mi piace essere dentro questo calderone di belle cose”. “L’idea del film nasce da Andrea Pisani, che mi chiama e mi dice: ‘Senti, c’è questa canzone dei Pinguini Tattici Nucleari che sembra un film, si intitola Cena di classè, e da lì nasce tutto – aggiunge l’attore siciliano -. Abbiamo creato un gruppo fantastico e fatto un lavoro straordinario. A questo punto siamo pronti per fare subito il due, oppure per girare tra 15 anni ‘Cena di cena di classè”. “Mandelli è stato bravissimo sul set – dice ancora Roberto Lipari -. Eravamo nove attori, compreso lui, tutti abituati a fare film da protagonisti; gestire una massa così non è facile, ma lui ha creato un clima tale che io sono ancora convinto che quelli con cui ho recitato siano stati i miei compagni di classe nella vita. Questo è magico e nel film arriva: ti viene voglia di dire “Ma sai che mi sarebbe piaciuto far parte della quinta D del 2008?” che è la nostra classe”. “Il film, secondo me, ha la struttura drammaturgica degli anni 70-80, a tratti sembra una commedia all’italiana di quelle di Monicelli. A tratti sembra un film degli anni 2010, e penso a ‘Una notte da leonì, a tratti sembra ‘Compagni di scuolà di Verdone. E’ bello perchè ti spiazza: entri in sala e non puoi avere nessuna aspettativa che possa essere confermata; il film ti porta sempre in un terreno bellissimo, meglio di come l’avevi pensato. A me piace che la comicità sia spiazzante e fare un film che spiazza per uno che ama la commedia è la cosa più bella del mondo” chiosa Lipari. Una cena di classe che ha vissuto solo nel film, ma non nella vita reale, Annandrea Vitrano: “Ho fatto il liceo classico e ho amato moltissimo e profondamente la mia scuola. Però devo confessare che non ho mai fatto una cena di classe dopo che è finita, probabilmente perchè c’erano diversi gruppetti. Mi è mancata e, in maniera catartica, questo film mi ha riportato a una cena di classe che non ho mai fatto; mi ha fatto emozionare e mi ha messo davanti a me stessa di 20 anni fa”.(ITALPRESS).

Foto: Italpress

Cronaca

Milano, smantellata una banca occulta che riciclava proventi illeciti: 7 misure cautelari, sequestrati 2,5 milioni di euro

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MILANO (ITALPRESS) – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Milano nei confronti di 7 indagati (4 agli arresti domiciliari, un commercialista destinatario della misura interdittiva del divieto di esercitare attività professionale, i rimanenti due sottoposti uno all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’altro all’obbligo di dimora), ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati di frode fiscale e riciclaggio.

Contestualmente, è in corso un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 810 mila euro. L’operazione, scrivono le fiamme gialle in una nota, che segue le perquisizioni dello scorso 15 maggio, nel corso delle quali erano stati sottoposti a sequestro denaro e beni per oltre 1,7 milioni, ha permesso “di smantellare una sofisticata e “invisibile” infrastruttura finanziaria: un sistema illegale che faceva perno su una “banca occulta” utilizzata per evadere il fisco e riciclare i relativi proventi illeciti”.

Il circuito illecito si articolava in quattro fasi: le società cartiere: entità giuridiche, gestite da prestanome italiani e stranieri, offrivano a imprese italiane operanti nel settore dei metalli ferrosi un servizio illegale di emissione di fatture per operazioni inesistenti (oltre 134 milioni di euro il volume d’affari complessivo delle false fatturazioni emesse); il pagamento delle fatture fittizie: le imprese italiane beneficiarie della frode effettuavano i pagamenti delle false fatture ricevute, abbattendo così il proprio reddito imponibile; il trasferimento del denaro all’estero: il sodalizio cinese, a fronte dei bonifici ottenuti dalle imprese italiane, provvedeva a spostare il denaro su conti esteri riconducibili ad altri connazionali (oltre 80 milioni di euro l’importo dei trasferimenti verso l’estero accertati); il “cash-back” del denaro: l’importo corrisposto a titolo di pagamento delle fatture false veniva immediatamente restituito agli imprenditori italiani mediante la consegna, ad opera di corrieri appositamente incaricati dai broker cinesi, di un’equivalente cifra di denaro contante, al netto di una commissione per il servizio illegale reso.

Lo schema fraudolento ricostruito è riconducibile al meccanismo del cosidetto “underground banking system”, consistente nel trasferimento di denaro contante al di fuori dei canali finanziari ufficiali e regolamentati, così da aggirare i presidi antiriciclaggio. Nel corso delle indagini è emerso che uno dei punti di raccolta e smistamento del denaro contante era stato ricavato all’interno di un appartamento di Milano che fungeva da vera e propria sede della “banca occulta”.

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Qui i Finanzieri, nel corso delle perquisizioni svolte a maggio, avevano rinvenuto oltre 120 mila euro in contanti e diverse macchine conta-soldi di ultima generazione, capaci non soltanto di quantificare l’importo ma anche di leggere e memorizzare i numeri seriali delle banconote. Tra i soggetti colpiti da misura cautelare vi è anche un commercialista che, sulla base delle risultanze dell’indagine, avrebbe fornito assistenza all’organizzazione per strutturare la rete di società cartiere incaricate dell’emissione delle false fatture attraverso le quali sono state drenate ingenti risorse finanziarie.

Grazie alla preziosa sinergia con l’Autorità Giudiziaria di Milano, l’operazione di servizio testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria ed in particolare alle frodi fiscali e al riciclaggio di denaro sporco.

-Foto di repertorio Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).

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Cronaca

Smantellato traffico di droga tra l’Italia e l’Albania, 23 arresti

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LECCE (ITALPRESS) – All’alba, nelle province di Lecce, Brindisi, Bari, Roma, Vibo Valentia e Matera, la Direzione Investigativa Antimafia sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 23 soggetti (21 in carcere e 2 ai domiciliari) emessi dal gip di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di altrettanti soggetti indiziati di fare parte di due associazioni dedite al traffico internazionale di stupefacenti con canali di approvvigionamento albanese, per la cocaina, l’eroina e la marijuana, e calabrese, per la cocaina. Il termine “Whisper” (sussurro) con cui è stata denominata l’operazione deriva dalla modalità che gli indagati usavano per interloquire tra di loro, caratterizzata da estrema accortezza, quasi sottovoce. L’attività investigativa trae origine dalle risultanze emerse nell’ambito dell’indagine denominata “URA” (“ponte”), tra settembre 2021 e giugno 2022, eseguita dal Centro Operativo DIA di Bari, anche tramite la Squadra Investigativa Comune costituita tra D.D.A. di Bari e S.P.A.K. di Tirana, che documentava ‘un rilevante traffico di stupefacenti, gestito da un’organizzazione criminale albanese capeggiata da un noto trafficante del paese delle Aquile (destinatario oggi di misura restrittiva) stabilmente stanziato a Durazzo, destinato in parte alle province di Brindisi e Leccè.
L’indagine della DDA di Lecce è stata condotta dal 2022 al 2025, permettendo di disarticolare due distinte associazioni criminali dedite al traffico e spaccio internazionale di ingenti quantità di differenti tipologie di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana, eroina ed hashish), operanti rispettivamente nel territorio della provincia di Brindisi – in particolare nel Comune di Oria – e del capoluogo leccese, con disponibilità di armi da fuoco e che per la movimentazione dello stupefacente utilizzavano minori, donne nonchè soggetti di origine albanese, con compiti di corriere su autobus di linea (per la tratta internazionale Italia-Albania e viceversa).
Durante le varie fasi dell’attività investigativa sono stati sottoposti a sequestro circa 58 chili di sostanza stupefacente (3 chili di cocaina, 30 chili eroina e chili marijuana, individuando anche 2 laboratori attrezzati per il taglio ed il confezionamento dello stupefacente), 2 pistole complete di munizionamento e sono stati tratti in arresto in flagranza di reato 15 soggetti, tra cui 2 donne, 3 cittadini albanesi ed un pericoloso latitante oritano, inserito in contesti associativi di criminalità organizzata, sottrattosi alla cattura poichè colpito da più provvedimenti anche emessi dall’Autorità Giudiziaria estera, per vari reati.
– Foto screenshot video DIA –
(ITALPRESS).

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Amazon, Busnelli “Dal 2010 investiti in Italia oltre 25 miliardi”

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ROMA (ITALPRESS) – Amazon consolida il proprio radicamento in Italia e guarda con attenzione al Mezzogiorno. Ne parla Giorgio Busnelli, Country Manager del gruppo in Italia, intervistato da Claudio Brachino per il format tv Italpress Economy.
“Abbiamo celebrato il 15° anniversario di presenza in Italia lo scorso anno – ricorda Busnelli -. Abbiamo aperto nel nostro Paese nel 2010 e in questo periodo abbiamo investito più di 25 miliardi di euro e creato 19.000 posti di lavoro a tempo indeterminato”. Secondo alcuni studi, ha sottolineato il manager, Amazon è l’azienda privata che ha creato più occupazione nell’ultimo decennio, con una presenza che conta 60 siti su tutto il territorio nazionale.
Fondamentale, per il gruppo, anche il sostegno alle piccole e medie imprese: sono oltre 20.000 quelle che collaborano con Amazon per raggiungere clienti in Italia e nel mondo. Tra le iniziative, la vetrina dedicata al Made in Italy, che coinvolge 5.500 aziende italiane e più di 3 milioni di prodotti messi a disposizione a livello internazionale. Nel complesso, le aziende italiane che vendono su Amazon hanno esportato lo scorso anno beni per 3,5 miliardi di euro. Il 45% delle Pmi coinvolte si trova in zone rurali, un canale che secondo Busnelli permette a piccoli artigiani ed eccellenze locali di raggiungere clienti in Europa e nel mondo.
Sul fronte degli investimenti, Busnelli ha ricordato la recente apertura di un nuovo centro logistico a Jesi, nelle Marche, che porterà oltre 1.000 posti di lavoro nei prossimi tre anni.
Capitolo a parte per il Mezzogiorno, definito “centrale” nella strategia italiana del gruppo: oltre 2 miliardi di euro investiti dall’ingresso in Italia, 3.000 dipendenti e un indotto stimato in 1,5 miliardi di euro. Da qui il lancio del progetto “Amazon Destinazione Sud”, che comprende incentivi per le nuove Pmi meridionali che iniziano a collaborare con Amazon e il programma di formazione digitale “Accelera con Amazon”, aperto a tutte le imprese, anche a chi non vende sulla piattaforma. Sul fronte dei giovani, l’obiettivo è formare entro fine anno 200.000 ragazzi sulle materie Stem a livello nazionale, con borse di studio e target specifici dedicati proprio al Sud.
Busnelli si sofferma poi su “Amazon Dona”, il programma che punta a dare nuova vita ai resi e a sostenere le famiglie in difficoltà: dal 2025 600.000 prodotti donati per un controvalore di 8 milioni di euro a 35.000 famiglie fragili, grazie alla collaborazione di 1.400 enti del terzo settore. L’iniziativa, spiega il manager, si basa sulla legge anti-spreco – di cui quest’anno ricorre il decennale – e su un modello logistico innovativo sviluppato con i partner Fondazione Valore e Centro Five, che aggregano la domanda degli enti sul territorio.
Busnelli infine risponde a una domanda sul nuovo dazio doganale sulle spedizioni provenienti da Paesi extra Ue sotto i 150 euro. “Il 97% delle spedizioni in Italia e in Europa avviene all’interno dell’Unione – ha precisato Busnelli -, quindi la gran parte della nostra attività non è toccata da questo cambiamento”. Il manager comunque esprime apertura verso “una legislazione che porti a condizioni di concorrenza eque per tutti gli attori coinvolti”, auspicando un’applicazione “proporzionata e favorevole” per clienti e Pmi partner.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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