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Cronaca

Il Napoli vince in rimonta, Lazio battuta 2-1

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ROMA (ITALPRESS) – Il Napoli espugna l’Olimpico e batte in rimonta 2-1 la Lazio con le reti dei nuovi acquisti Kim Min-Jae e Kvaratskhelia. Entrambe le squadre erano reduci da un pareggio nel turno infrasettimanale, ma è solo Spalletti a reagire e a raggiungere quota 11 punti in classifica. Luis Alberto vince il ballottaggio con Basic e Vecino. Più qualità a disposizione di Sarri che può esultare dopo 4′ per il vantaggio dei suoi. Felipe Anderson serve Zaccagni che dal limite dell’area sorprende Meret. La Lazio chiude tutti gli spazi e sembra accettare il palleggio del Napoli per poi dare sfogo a veloci ripartenze al momento della riconquista. Per la prima occasione del Napoli bisogna aspettare il 34′. Kvaratskhelia ruba palla a Milinkovic-Savic, punta Patric e scarica il destro senza potenza: Provedel blocca a terra. L’attaccante georgiano si ripete poco dopo: veronica su Luis Alberto e gran destro dalla distanza che si stampa sul palo. Prove generali di pareggio, rinviato al 38′. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo è Kim Min-Jae a svettare di testa: palla sul palo, Provedel smanaccia ma a quel punto la sfera ha già oltrepassato la linea.
La prima frazione si chiude con lo scontro tra Marusic e Lozano: il laziale resta in campo, il messicano esce in barella e lascia il posto a Politano. Ad inizio ripresa l’ex Inter ispira la prima occasione: dribbling su Marusic e palla d’oro per Kvaratskhelia che perde l’attimo e viene murato da Provedel, che si ripete sul colpo di testa al 49′ di Zielinski. Poco dopo altre chance per il Napoli: Osimhen su una palla a campanile devia di testa e colpisce il palo. Poi Kvaratskhelia a botta sicura su cross di Zielinski calcia alto. Sarri corre ai ripari: dentro Vecino e Pedro. Ma al 61′ si scatena di nuovo Osimhen: serpentina in area e diagonale velenoso, Provedel devia in angolo. Pochi istanti dopo l’ex Spezia viene trafitto: Anguissa arriva sul fondo e scarica, Kvaratskhelia stavolta col destro non sbaglia e firma il 2-1. La Lazio ci prova con un colpo di testa di Felipe Anderson da calcio piazzato, ma Meret risponde presente, blinda la porta e tre punti importanti per il Napoli.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Cronaca

Inneggiava a neonazismo e jihad, 16enne collocato in comunità / Video

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MONZA (ITALPRESS) – Eseguita nei confronti di un 16enne la misura cautelare del collocamento in comunità per radicalizzazione suprematista, neonazista e jihadista. Gli agenti della Digos della Questura di Monza e della Brianza, nell’ambito di indagini dirette dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, hanno dato esecuzione nei confronti di un 16enne italiano residente in provincia di Monza e della Brianza alla misura cautelare del collocamento in comunità per gravi ipotesi di reato, tra cui l’autoaddestramento con finalità di terrorismo, oltre che per istigazione a delinquere e apologia del fascismo.

L’attività investigativa ha consentito di documentare un progressivo percorso di radicalizzazione digitale, caratterizzato dalla contemporanea fruizione, ricerca e conservazione di contenuti riconducibili al neonazismo, al suprematismo bianco e all’accelerazionismo, affiancati da materiale di propaganda jihadista riconducibile all’ISIS. Il minore, secondo quanto accertato dagli investigatori, avrebbe evidenziato un progressivo interesse verso contenuti di carattere tecnico e operativo relativi ad armi, esplosivi, sostanze incendiarie e modalità di realizzazione di azioni violente.

Il fenomeno monitorato è quello della cosiddetta radicalizzazione ibrida, nel quale contenuti propri dell’estremismo suprematista e accelerazionista risultano contaminati da simbologia, propaganda e modelli operativi mutuati dall’estremismo jihadista.

Nel corso delle indagini, infatti, è stata documentata la frequentazione, attraverso piattaforme telematiche, di numerosi gruppi, canali e comunità digitali estremiste, all’interno dei quali circolavano propaganda neonazista e suprematista, materiale riconducibile all’ISIS, rappresentazioni di violenza estrema e contenuti relativi ad armi nonchè modalità operative per l’utilizzo delle stesse. Sono inoltre emerse numerose ricerche riguardanti autori di stragi e come procurarsi armi da fuoco e munizioni.

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La perquisizione eseguita a carico del minorenne ha consentito di acquisire elementi ritenuti particolarmente significativi per le indagini. Infatti, sono stati rinvenuti, occultati in un luogo riservato della camera utilizzata dal giovane, un coltello con fodero, una fascia da braccio recante una svastica e un passamontagna, oltre a diversi vessilli con simbologia nazionalsocialista e suprematista.

La perquisizione informatica, svolta anche con l’ausilio del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Milano, ha portato alla luce, sullo smartphone e sul personal computer nella disponibilità del minore, numerosi manuali e documenti, parte dei quali in lingua inglese e russa, tra cui la “Guida all’uccisione”, contenente, oltre a propaganda estremista, come eseguire attentati mediante veicoli, armi bianche e armi da fuoco, nonchè indicazioni volte a ridurre le tracce forensi e rendere più difficile l’identificazione dell’autore; il “Manuale dell’odiatore”, con contenuti nazionalsocialisti, suprematisti e accelerazionisti; “SIEGE – Assedio”, opera contenente richiami alla lotta armata e all’azione dei cosiddetti “lupi solitari”; la “Piroguida”, dedicata a esplosivi, polveri e composizioni pirotecniche; “Bomba passo dopo passo – Perossido di acetone”, guida illustrata relativa alla preparazione di materiale esplosivo; “Armi del combattente di strada”, manuale illustrato relativo alle armi bianche; nonchè un documento dedicato alle miscele termitiche e ai relativi impieghi incendiari. Nel corso delle indagini è inoltre emerso che il minore aveva realizzato un video animato raffigurante un’azione violenta nella quale un soggetto, armato di fucile mitragliatore, faceva irruzione all’interno di una sede istituzionale estera e apriva il fuoco contro i presenti, uccidendoli.

Nel corso dell’attività investigativa era stata inoltre documentata la consultazione di materiale contenente indicazioni volte a eludere controlli e sistemi di videosorveglianza, occultare le tracce e distruggere le prove, nonchè l’adozione di accorgimenti finalizzati a rendere meno immediatamente individuabili le comunicazioni online attraverso l’utilizzo di una vpn.

– foto: screenshot da video ufficio stampa Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

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Inneggiava a neonazismo e jihad, 16enne collocato in comunità

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MONZA (ITALPRESS) – Eseguita nei confronti di un 16enne la misura cautelare del collocamento in comunità per radicalizzazione suprematista, neonazista e jihadista. Gli agenti della Digos della Questura di Monza e della Brianza, nell’ambito di indagini dirette dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, hanno dato esecuzione nei confronti di un 16enne italiano residente in provincia di Monza e della Brianza alla misura cautelare del collocamento in comunità per gravi ipotesi di reato, tra cui l’autoaddestramento con finalità di terrorismo, oltre che per istigazione a delinquere e apologia del fascismo.
L’attività investigativa ha consentito di documentare un progressivo percorso di radicalizzazione digitale, caratterizzato dalla contemporanea fruizione, ricerca e conservazione di contenuti riconducibili al neonazismo, al suprematismo bianco e all’accelerazionismo, affiancati da materiale di propaganda jihadista riconducibile all’ISIS. Il minore, secondo quanto accertato dagli investigatori, avrebbe evidenziato un progressivo interesse verso contenuti di carattere tecnico e operativo relativi ad armi, esplosivi, sostanze incendiarie e modalità di realizzazione di azioni violente.
Il fenomeno monitorato è quello della cosiddetta radicalizzazione ibrida, nel quale contenuti propri dell’estremismo suprematista e accelerazionista risultano contaminati da simbologia, propaganda e modelli operativi mutuati dall’estremismo jihadista.
Nel corso delle indagini, infatti, è stata documentata la frequentazione, attraverso piattaforme telematiche, di numerosi gruppi, canali e comunità digitali estremiste, all’interno dei quali circolavano propaganda neonazista e suprematista, materiale riconducibile all’ISIS, rappresentazioni di violenza estrema e contenuti relativi ad armi nonchè modalità operative per l’utilizzo delle stesse. Sono inoltre emerse numerose ricerche riguardanti autori di stragi e come procurarsi armi da fuoco e munizioni.
La perquisizione eseguita a carico del minorenne ha consentito di acquisire elementi ritenuti particolarmente significativi per le indagini. Infatti, sono stati rinvenuti, occultati in un luogo riservato della camera utilizzata dal giovane, un coltello con fodero, una fascia da braccio recante una svastica e un passamontagna, oltre a diversi vessilli con simbologia nazionalsocialista e suprematista.
La perquisizione informatica, svolta anche con l’ausilio del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Milano, ha portato alla luce, sullo smartphone e sul personal computer nella disponibilità del minore, numerosi manuali e documenti, parte dei quali in lingua inglese e russa, tra cui la “Guida all’uccisione”, contenente, oltre a propaganda estremista, come eseguire attentati mediante veicoli, armi bianche e armi da fuoco, nonchè indicazioni volte a ridurre le tracce forensi e rendere più difficile l’identificazione dell’autore; il “Manuale dell’odiatore”, con contenuti nazionalsocialisti, suprematisti e accelerazionisti; “SIEGE – Assedio”, opera contenente richiami alla lotta armata e all’azione dei cosiddetti “lupi solitari”; la “Piroguida”, dedicata a esplosivi, polveri e composizioni pirotecniche; “Bomba passo dopo passo – Perossido di acetone”, guida illustrata relativa alla preparazione di materiale esplosivo; “Armi del combattente di strada”, manuale illustrato relativo alle armi bianche; nonchè un documento dedicato alle miscele termitiche e ai relativi impieghi incendiari. Nel corso delle indagini è inoltre emerso che il minore aveva realizzato un video animato raffigurante un’azione violenta nella quale un soggetto, armato di fucile mitragliatore, faceva irruzione all’interno di una sede istituzionale estera e apriva il fuoco contro i presenti, uccidendoli.
Nel corso dell’attività investigativa era stata inoltre documentata la consultazione di materiale contenente indicazioni volte a eludere controlli e sistemi di videosorveglianza, occultare le tracce e distruggere le prove, nonchè l’adozione di accorgimenti finalizzati a rendere meno immediatamente individuabili le comunicazioni online attraverso l’utilizzo di una vpn.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Polizia di Stato –
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Accoltella ex moglie a Roma e fugge, fermato dopo 7 ore di ricerche

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ROMA (ITALPRESS) – Ha accoltellato al petto l’ex moglie e l’ha accompagnata in ospedale, per poi scappare cercando di trovare rifugio sul litorale. L’uomo, un quarantasettenne romano, è stato fermato dagli agenti della Polizia di Stato dopo sette ore di serrate ricerche.
A dare l’allarme sono stati i medici del pronto soccorso che, trovandosi di fronte ad un quadro evidentemente riconducibile ad un tentato femmicidio, hanno subito attivato la procedura d’urgenza.
Dalle prime informazioni acquisite dagli investigatori della Squadra Mobile, della Sezione Volanti e del Commissariato Tuscolano è emerso che la vittima, poco prima, si era recata in un appartamento di Fontana Candida, dove risiedeva l’ex marito, per recuperare degli effetti personali. Una volta entrata, sarebbe stata aggredita verbalmente dall’uomo che, subito dopo, avrebbe afferrato un coltello colpendola al petto quattro volte.
Resosi conto delle gravi ferite riportate dalla vittima, l’ex marito si sarebbe però deciso ad accompagnarla in auto al pronto soccorso, portando con sè il figlio adolescente, che aveva assistito all’aggressione.
Una volta assicuratosi che le fossero garantite le prime cure, sarebbe poi fuggito, sempre a bordo dello stesso veicolo, in compagnia del figlio.
Stando ad una prima prognosi rilasciata dai sanitari, i fendenti rivolti alla vittima non si sarebbero rivelati mortali solo per “eventi fortuiti”.
La donna, sentita dagli investigatori una volta riacquisita coscienza, ha denunciato quanto accaduto poco prima, sciogliendo il velo con cui aveva nascosto un quadro di violenze subite in passato, che avevano determinato la rottura del rapporto coniugale. Secondo quanto raccontato dalla vittima, anche in altre occasioni gli episodi sarebbero stati consumati alla presenza dei figli minorenni.
I poliziotti, sviluppando le prime informazioni acquisite ed incrociandole con una serie di dati investigativi, hanno avviato le ricerche del presunto autore, che si sono protratte per sette ore.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti, l’uomo, per depistare le indagini, avrebbe anche manomesso il dispositivo satellitare di cui era dotata la sua auto, che è stata ritrovata, poco prima della mezzanotte, a Torvajanica.
Il blitz è scattato dopo pochi minuti, quando gli investigatori hanno scorto le sagome dell’ex marito e del figlio mentre facevano ritorno verso il veicolo.
All’interno dell’abitacolo, sul sedile posteriore, sono stati poi rinvenuti una valigia contenente alcuni indumenti ed un cassetto con dei farmaci, verosimilmente racimolati dall’indagato dall’ultima sua dimora prima di fuggire.
Nell’abitazione di Fontana Candida, dove si sarebbe consumata l’aggressione, è stato infine trovato e sequestrato un coltello intriso di sangue, successivamente repertato dalla Polizia Scientifica per i necessari accertamenti.
A notte inoltrata, l’uomo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il reato di tentato femminicidio ed accompagnato in carcere. La magistratura ha convalidato l’operato della polizia giudiziaria disponendo per lui la custodia cautelare in carcere.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).

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