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LA VOCE PAVESE – QUESTIONE IRAN, LE MINACCE ALLA STUDENTESSA PAVESE

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La Voce Pavese di Emanuele Bottiroli: il commento in diretta alle ore 20 al fatto del giorno in provincia di Pavia.

I giovani iraniani partecipano alla rivoluzione anche in Italia ma alcuni connazionali cercano di spegnere le proteste con minacce di morte. La vita di Samirà Ardalani, figlia di esuli iraniani, studentessa di Medicina all’ultimo anno a Pavia, è stata stravolta per le sue nette prese di posizione contro la Repubblica Islamica. Lei vive a Pavia, dov’è nata 27 anni fa. La Questura è in allerta e protegge la studentessa per quello che è successo dopo una clip che ha inviato a Sky e un’intervista al quotidiano “La Provincia Pavese” a sostegno delle donne che protestano a Teheran. La ragazza è tra i manifestanti scesi in piazza con l’Associazione Giovani Iraniani d’Italia che da anni si espone contro il regime e appoggia il Consiglio nazionale della resistenza. Analizzando le chat Telegram e gli account di chi sui social l’ha presa di mira facendo girare delle foto con una croce sulla sua foto, gli inquirenti hanno appurato che a prendere di mira la giovane sono altri universitari iraniani che hanno frequentato l’ateneo. In privato le hanno anche scritto che vogliono farla a pezzettini, che deve stare attenta quando esce di casa e che è una poco di buono. Le minacce proverrebbero da un ricercatore di un noto ospedale milanese, da uno studente a Pavia della facoltà di Medicina in Inglese, da un biologo che ha seguito un master a Pavia e da un ingegnere che si trova in Iran ma che ha studiato a Pavia.

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Scrivete al conduttore per le vostre segnalazioni o per chiedere diritto di replica: emanuele@bottiroli.it

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Tg News 07/01/2026

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BREAKING NEWS 7/1/2025

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I fatti del giorno: Funerali di Chiara e Achille, lutto a Milano per strage Crans Montana – Ferroviere ucciso, arrestato croato in fuga a Desenzano – Piastra per capelli fa scoppiare incendio a Corteolona – Svaligiata nella notte caserma dei vigili del fuoco di Mede – Suicida in carcere a Cremona l’omicida di Chignolo Po –- Aumentano accessi ai Pronto Soccorso per influenza e polmonite – Pronto Meteo Lombardia 8 Gennaio.

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Ferroviere ucciso a Bologna, il sospettato era già noto a Pavia

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Ferroviere ucciso a Bologna, il sospettato era già noto a Pavia

Il presunto killer del capotreno ucciso alla stazione di Bologna era già transitato più volte da Pavia ed era stato anche controllato dalle forze dell’ordine. Marin Jelenic, croato di 36 anni senza fissa dimora, viveva spostandosi sui treni regionali tra Lombardia ed Emilia-Romagna. L’ultimo passaggio documentato a Pavia risale al 30 dicembre, quando fu fermato per un controllo e trovato in possesso di un coltello di 24 centimetri poi sequestrato. Non avendo opposto resistenza, venne lasciato andare.

Jelenic è stato fermato la sera del 6 gennaio alla stazione di Desenzano del Garda. È accusato di omicidio volontario aggravato per la morte del capotreno trentiquattrenne Alessandro Ambrosio, colpito a coltellate all’addome il 5 gennaio nel parcheggio riservato ai dipendenti ferroviari, vicino alla stazione di Bologna. Dopo l’aggressione, l’uomo si è allontanato in treno verso Milano, dando il via a una lunga fuga.

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Le indagini ricostruiscono una scia di segnalazioni in diverse città, tra cui Pavia, Milano, Lodi, Reggio Emilia e Bologna, per episodi di ubriachezza molesta, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. A Pavia alcuni testimoni lo avevano notato in atteggiamenti molesti nei giorni precedenti al delitto.

La vittima, Alessandro Ambrosio, è morta poco dopo l’arrivo dei soccorsi per un arresto cardiaco conseguente alla grave ferita. Il movente dell’omicidio resta da chiarire. Intanto i sindacati hanno proclamato uno sciopero regionale del trasporto ferroviario in Emilia-Romagna per chiedere maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro dopo l’uccisione del collega.

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