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Cronaca

Ucraina, Crosetto “Fase complessa, la guerra sarà ancora lunga”

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ROMA (ITALPRESS) – “A caldo non abbiamo commentato perchè volevamo avere certezza dell’accaduto. Sapevamo che ogni parola, in una situazione già grave, poteva alimentare un clima di scontro. Mentre sui social molti discutevano di guerra mondiale, i miei colleghi della Nato e gli americani stessi mostravano un atteggiamento di prudenza. Non parliamo di tifo calcistico, ma di armi e guerra, le cose più brutte che l’umanità possa fare”. Lo dice al Corriere della Sera il ministro della Difesa Guido Crosetto, in merito al missile che due giorni fa ha provocato due vittime in Polonia, nei pressi del confine con l’Ucraina.
“L’ipotesi più accreditata è che sia stato un missile ucraino caduto in territorio polacco. Non è un incidente destinato ad aggravare una situazione già grave”, spiega il ministro, che aggiunge: “Viviamo una fase complessa, la guerra sarà ancora lunga. Questi bombardamenti alle infrastrutture civili servono a dare un ulteriore colpo al morale degli ucraini. La strategia russa è cambiata ed è ancora più violenta, punta a rendere impossibile ad alcuni milioni di persone affrontare l’inverno. Per non morire di freddo saranno costrette a migrare verso l’Europa. E’ un modo disumano di combattere la guerra, che porta a un ulteriore aggravamento”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Si getta dalle guglie del Duomo di Milano con un paracadute raffigurante la bandiera della Palestina, 32enne fermato dalla Polizia

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MILANO (ITALPRESS) – Questa mattina all’alba, un uomo, dopo essersi nascosto tra le guglie del Duomo di Milano, si è gettato dal punto più alto della cattedrale con un paracadute raffigurante la bandiera della Palestina, atterrando poi al centro della piazza. Il paracadutista, un 32enne, ha cercato di di far perdere rapidamente le proprie tracce, ma è stato bloccato dalla Polizia di Stato. Il video è finito in rete nell’arco di poche ore ed è diventato virale.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Migranti, Meloni “Con proposta sanzioni a trafficanti Ue va in direzione giusta”

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ROMA (ITALPRESS) – “Volevamo cambiare l’approccio europeo sull’immigrazione, renderlo più concreto, più responsabile e più attento alla sicurezza dei cittadini. I fatti dimostrano che questa direzione sta prendendo forma. La proposta di un nuovo regime di sanzioni contro le reti criminali che sfruttano il traffico di migranti è un segnale importante verso questo obiettivo. Colpire questi gruppi significa agire alla radice di un fenomeno che lucra sulla vita delle persone, alimenta insicurezza e mette a rischio vite umane”. Così il premier Giorgia Meloni su X.
“L’Europa sta finalmente andando nella direzione che il nostro Governo ha indicato con determinazione: contrastare i trafficanti di esseri umani e riaffermare il principio che il fenomeno migratorio va governato, non subito – conclude Meloni -. L’Italia continuerà a lavorare affinchè l’Europa sappia difendere i propri confini, combattere le organizzazioni criminali e governare i flussi migratori con responsabilità e umanità, ma anche intransigenza”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Campo largo, Ruffini “Alternativa di governo non si esaurisce in una foto”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il campo largo è un eterno ‘giorno della marmottà, mi sembra di ritornare ciclicamente allo stesso punto di partenza. L’alternativa di governo del Paese non si esaurisce nè in una foto, nè in una manifestazione, nè in singoli provvedimenti che adesso alcuni componenti del campo largo stanno portando avanti. Bisogna capire qual è la visione del paese, che non è una cosa fumosa, ma è una cosa concreta”. Così Ernesto Maria Ruffini, leader del movimento “Più Uno”, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. “Altrimenti l’alternativa è rischiare non solo di non vincere le elezioni”, ma di “sbandare alla prima curva di un eventuale governo”, spiega Ruffini. “Se ci si affeziona a una foto ricordo” si arriva a pensare che “non abbiamo bisogno di tutti gli altri”. Ruffini ribadisce che non si pone “al centro. Sono rimasto affezionato alla stagione dell’Ulivo, sono cresciuto in quegli anni dove il centro aveva trovato la sua ragione d’essere nell’alleanza con la sinistra”. Da qui la decisione dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di scendere in politica e fondare il movimento Più Uno, che rappresenta “la ricerca di una risposta a una domanda che per adesso non ha trovato risposta, che è testimoniata dall’astensionismo: abbiamo un paese spaccato in due tra chi vota e chi non vota. E’ evidente che c’è un problema che deve interessare la politica”. Per questo Più Uno “prova a far dialogare e far trovare una casa a tutti quelli che, non sentendosi rappresentati evidentemente nè dalla destra, nè dalla sinistra, nè dal centro, comunque hanno interesse a provare a occuparsi della cosa pubblica, del bene comune, del futuro di questo paese, del nostro popolo”. Si tratta di “tutte quelle realtà che nei territori non hanno trovato casa in quello che è già esistente: stiamo dialogando tra di noi, ci stiamo strutturando” in modo che “in autunno, tra settembre e ottobre cercheremo di trasformarci in un soggetto politico, proprio per ospitare quelli che evidentemente non si trovano rappresentati dagli attuali schieramenti”. Per quanto riguarda la politica fiscale di Più Uno, Ruffini sottolinea che “la Costituzione ci ricorda che qualunque criterio fiscale deve essere improntato alla progressività. In questo Paese non è più così”. Sul lavoro, poi, “il salario giusto e il salario minimo “sono entrambe risposte parziali: il salario giusto perchè fa riferimento a contrattazione collettiva che non è interamente rappresentativa dei lavoratori in Italia, il salario minimo perchè rischia invece di essere un tetto” che ferma “la crescita dei salari. Penso che il sistema produttivo avrebbe bisogno di un Paese che funzioni. Se giustizia, scuola, infrastrutture e sicurezza funzionassero, evidentemente sarebbe un Paese più attrattivo, quindi più produttivo. La ricchezza aumenterebbe, ci sarebbero maggiori risorse e il potere d’acquisto dei salari ritornerebbe a crescere”. A livello europeo, infine, anche l’Europa “è un percorso purtroppo interrotto, perchè è nato all’indomani della Seconda guerra mondiale, dove popolazioni di Paesi che si hanno erano fatti la guerra per centinaia di anni, decidono di provare a costruire una casa comune, ma questo percorso passava anche attraverso altri temi che invece non si sono più affrontati” come ad esempio “la difesa comune, che purtroppo è tornata tristemente all’ordine del giorno”, conclude.
(ITALPRESS)

– foto: Italpress –

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