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LA VOCE PAVESE – VOLONTARIATO, PAROLA DIMENTICATA NELL’INDIFFERENZA

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LA VOCE PAVESE – VOLONTARIATO, PAROLA DIMENTICATA NELL’INDIFFERENZA
Più costi e meno personale. Il volontariato si trova anche in provincia di Pavia ad affrontare una doppia crisi: quella economica e quella umana. Entrambe scaturiscono dai maggiori costi e forse anche un po’ da una crisi che porta le persone a smarrire la via dell’impegno per gli altri dovendo in qualche caso far fronte con nuovi problemi e in qualche altro con un’impennata di egoismo. Inflazione, caro carburante e caro bollette sono stati una scure per il terzo settore, da anni stampella della pubblica amministrazione in molti settori: il soccorrere le persone (Croce Rossa, Vigili del Fuoco, ecc.), il welfare sociale, la lotta alle discriminazioni e alle violenze. Le associazioni di volontariato insieme alle organizzazioni non lucrative si sono dovute caricare spese ingenti a tutela dei fragili. Lo Stato e la Regione potrebbero e dovrebbero fare di più. Altro tema riguarda i bandi: se ne fanno tanti per le strutture e le infrastrutture, se ne fanno pochi per associazioni e volontari che ogni giorno, nel silenzio, fanno la differenza nelle nostre comunità di tutta la Lombardia. Sono sei milioni le persone in Italia che offrono il loro contributo volontariamente. Dal 1985, ogni 5 dicembre, si celebra il loro impegno nella Giornata internazionale del volontariato. Istituita dall’Onu, questa ricorrenza ha l’obiettivo di riconoscere il lavoro, il tempo e le capacità dei volontari in tutto il mondo. Secondo le Nazioni Unite, ogni mese, oltre 862 milioni di persone dai 15 anni in su si dedica ad aiutare gli altri. E nel momento del bisogno, nelle situazioni di crisi, il loro impegno è ancora maggiore: mentre i paesi e le comunità affrontavano il Covid, molte persone, indipendentemente dall’età, dal sesso e dallo status professionale, hanno dedicato il loro tempo e talento agli altri.

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DROGA NEL CIOCCOLATO, 23ENNE IN MANETTE A RETORBIDO

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DROGA NASCOSTA NEL CIOCCOLATO, 23ENNE IN MANETTE A RETORBIDO
Nascondeva sei chili di hashish in finte stecche di cioccolato. È finito in carcere un 23enne, residente a Retorbido, arrestato dai Carabinieri del Radiomobile di Voghera per detenzione di droga a fini di spaccio. Il blitz è scattato al termine di una breve ma intensa attività investigativa, fatta di appostamenti discreti e osservazioni mirate, che hanno insospettito i militari circa la presenza di un grosso quantitativo di sostanze stupefacenti all’interno dell’abitazione del giovane.
Quando i Carabinieri sono entrati in casa, hanno trovato la conferma ai loro sospetti: sequestrati circa 6 chili di hashish, 25 grammi di cocaina, vario materiale per il confezionamento della droga, quasi 4mila euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio e anche banconote false per un valore di circa 3mila euro. Il giovane, spiegano dall’Arma, aveva confezionato la droga simulando stecche di cioccolato per eludere i controlli. Ora si trova nel carcere di Voghera, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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OGGI IN EDICOLA – 3 APRILE 2025

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OGGI IN EDICOLA – 3 APRILE 2025
La mattina di Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24 si apre con la rassegna stampa di Emanuele Bottiroli. Un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono iniziare la giornata informandosi in pochi minuti, dando una occhiata ai titoli dei principali quotidiani nazionali e locali mentre fanno colazione e si preparano a lavoro e studio. Oggi in edicola, ogni giorno alle 7.30 del mattino, su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24, la tv per tutti.

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FOCUS ESG ITALPRESS – 2 APRILE

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MILANO (ITALPRESS) – Il sistema bancario sta entrando in una fase di profondo cambiamento. In Italia c’è l’aspirazione per una maggiore concentrazione, supportata dagli ottimi risultati di questi ultimi anni che hanno posizionato l’Italia come uno dei mercati più solidi del Vecchio Continente, creando i presupposti per un futuro di sicurezza. Ma per competere a livello globale manca sempre una vera unione bancaria europea (quando arriverà?) e serve un po’ meno burocrazia. Non è un caso se ben 4 governatori delle banche centrali di Germania, Francia, Spagna e Italia abbiano scritto una lettera comune alla Commissione chiedendo regole più semplici. Si seguiranno gli Stati Uniti dove si sta promuovendo una deregolamentazione i cui effetti rischiano di alzare i rischi in un mercato dove l’esposizione è poco tutelata da sempre? Oppure si persevera sulla strada tracciata che ha permesso alle Banche italiane di fare grande pulizia nei bilanci e oggi non essere più fanalino di coda? E questo riposizionamento delle banche italiane come cambia il rapporto tra le grandi e le piccole per l’accesso al credito delle imprese? Per saperne di più ma anche per capire cosa servirebbe per far cambiare passo all’Europa, nella puntata 50 di FOCUS ESG, la Professoressa Loriana Pelizzon dell’Università Ca Foscari Venezia e Goethe University e il Professore Matteo De Poli ordinario di diritto bancario dell’Università di Padova entrano nel merito di questi temi con il giornalista Marco Marelli.

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