Economia
Inps punto di riferimento per welfare più inclusivo ed efficiente
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3 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – L’Inps deve diventare sempre più un nodo qualificato nella rete delle politiche sociali e del lavoro, in grado di mettersi a disposizione del sistema per favorire la programmazione e la gestione delle principali funzioni che attengono al welfare nel nostro Paese. In particolare, l’Inps dovrà sempre più essere un pilastro nelle politiche del lavoro, in rapporto con gli altri soggetti competenti per favorire l’integrazione fra le politiche attive e quelle passive del lavoro, accompagnando gli interventi di sostegno al reddito con l’inserimento della persona nei circuiti di riqualificazione, formazione, orientamento e ricollocazione lavorativa.
E’ quanto emerge dalla presentazione del Documento generale di indirizzo del Civ Inps, alla quale sono intervenuti tra gli altri il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, e la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone. Secondo il documento l’assetto organizzativo dell’Istituto dovrà sempre più essere coerente con la sua articolata funzione e adeguato a valorizzare tutte le opportunità che le nuove tecnologie mettono a disposizione. Pertanto si rende necessario un ripensamento del modello organizzativo dell’Istituto che, in una logica unitaria e allo stesso tempo flessibile, individui con maggior precisione le modalità e i luoghi della presenza e della gestione del ciclo della produzione, ripensando anche le modalità di presenza fisica sul territorio, tenendo conto delle specificità territoriali, delle diverse caratteristiche dei bisogni dell’utenza, del grado di presenza degli altri soggetti erogatori di servizi, delle sinergie che si possono esprimere con le altre Istituzioni. In tal senso, prosegue il documento, è necessario sempre più allontanarsi dal paradigma di una articolazione territoriale che si ripete identica in ogni provincia e, sulla base di criteri ben definiti, occorre puntare a soluzioni differenziate, adeguate alle differenti realtà territoriali in una logica di massima prossimità e di aderenza alle esigenze dei diversi target di utenza. Dal documento generale d’indirizzo “emerge l’importanza che ha l’Istituto ora, ma anche e soprattutto in prospettiva. Il Paese ha bisogno di più sostegno, ne hanno bisogno le persone, le famiglie, le imprese e l’Istituto si deve trasformare, come già sta facendo, per essere più efficiente, per dare servizi più puntuali e per essere anche punto di riferimento di una nuova politica di welfare che sia sempre più inclusiva, solidale e anche più efficiente”, afferma Roberto Ghiselli, presidente Civ Inps, sottolineando l’importanza della centralità degli utenti: “questa è una grande svolta che l’Istituto deve imboccare perchè siamo il più grande Istituto previdenziale d’Europa, siamo coscienti della grande responsabilità che abbiamo in un Paese che ha sempre più contraddizioni, difficoltà, sofferenze e noi dobbiamo contribuire a dare delle risposte”.
“Siamo consci delle trasformazione in atto e delle transizioni che ci sono nel mondo del lavoro. In questo, il ruolo dell’Inps è strategico e importante. La grande sfida, quindi, è gestire con efficienza, trasparenza, sensibilità e lungimiranza in un contesto in cui le mutazioni in atto sono importanti”, sottolinea la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, che parlando di pensioni spiega che nel tavolo di confronto che si è aperto “non vi sono preclusioni di nessun genere. Tutto quello che noi andiamo a disegnare, nel confronto con le parti sociali che abbiamo avviato, risponderà alla necessità di criteri di sostenibilità che non siano solo legati a questo momento contingente. Bisognerà individuate delle soluzioni progressive con il tema della flessibilità in uscita per alcune categorie di lavoratori. Sul tavolo abbiamo già un sistema di flessibilità legato per esempio all’ape social che può essere estesa. Io non ho preclusioni, nell’ambito di un sistema contributivo, a ragionare anche su una flessibilità allargata e quindi molto più ampia rispetto a quella attuale – prosegue Calderone – tutto deve ovviamente basarsi sulla necessità di poter dare anche risposte in termini di sostenibilità, non solo del sistema ma anche dell’assegno pensionistico. Sono soddisfatta dei risultati del primo incontro operativo, procederemo con altri momenti di interlocuzione con tutte le parti sociali per andare ad analizzare le singole proposte”. Il presidente dell’Inps Tridico, infine, evidenzia come il sito dell’Istituto “sta ricevendo anche grande apprezzamento da parte degli utenti e dalla comunità scientifica informatica. Sta avendo oltre 10 milioni di accessi al giorno ed è molto funzionale, ha nuovi servizi, una maggiore usabilità, una facilità nella ricerca e vorremmo nelle prossime settimane aggiungere anche una ricerca Gpt calibrata sui documenti interni dell’Istituto. E’ una rivoluzione digitale con un nuovo layout che penso sarà molto apprezzato dagli utenti”.
(ITALPRESS).
-foto xb1 Italpress-
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Economia
Da Banco BPM nuovo plafond da 1,5 miliardi di euro per investimenti delle imprese
Pubblicato
6 ore fa-
6 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Banco BPM mette a disposizione delle imprese italiane un nuovo plafond di 1,5 miliardi di euro destinato a finanziare gli investimenti in beni strumentali nuovi, materiali ed immateriali, funzionali alla trasformazione digitale ed ecologica, che beneficiano della recente misura introdotta dal Governo per favorire la competitività del sistema produttivo.
L’iniziativa, si legge in una nota, “è rivolta alle imprese di ogni settore economico e dimensione, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese che rappresentano il cuore del tessuto produttivo nazionale e costituiscono una componente strategica della clientela della Banca”. L’offerta comprenderà finanziamenti dedicati, leasing strumentale, consulenza specialistica sull’accesso agli incentivi anche per investimenti già effettuati a partire da gennaio 2026, eventuale integrazione con strumenti di garanzia pubblica e con ulteriori agevolazioni nazionali e regionali.
“La nuova misura dell’Iperammortamento – dichiara Matteo Faissola, Responsabile Commerciale di Banco BPM – rappresenta un’importante occasione per accelerare gli investimenti delle piccole e medie imprese italiane. Con questo plafond da 1,5 miliardi di euro Banco BPM conferma la propria vicinanza agli imprenditori, accompagnandoli non soltanto con il credito, ma anche con competenze specialistiche e consulenza lungo tutto il percorso di investimento”.
“L’innovazione del sistema produttivo – prosegue Mattia Mastroianni, Responsabile Corporate di Banco BPM – costituisce uno dei principali fattori di competitività del Paese. Banco BPM intende svolgere un ruolo da protagonista sostenendo i piani di investimento delle imprese corporate e mid-cap, mettendo a disposizione risorse finanziarie, rapidità di esecuzione e una consulenza integrata che valorizzi pienamente le opportunità offerte dalla nuova normativa”.
Grazie alla capillarità della propria rete commerciale e alle strutture specialistiche dedicate alle imprese, Banco BPM è in grado di accompagnare i clienti nella predisposizione dei programmi di investimento e nell’individuazione delle migliori soluzioni finanziarie, integrando il credito con i principali strumenti di finanza agevolata disponibili e i servizi di consulenza.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Economia
L’Italia si conferma regina europea del turismo anche per l’estate, Meloni: “Il Governo sostiene un settore strategico”
Pubblicato
1 giorno fa-
5 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – L’Italia si conferma regina europea del turismo anche per l’estate del 2026, registrando un tasso di saturazione OTA (51,2%) superiore a competitor come Spagna (42,8%) e Francia (32,9%) e una tariffa media (153 euro) più bassa rispetto a Spagna (170) e Grecia (195), stando alle elaborazioni dell‘Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo.
In particolare, i tassi di saturazione più elevati si osservano in Veneto (57,5%), in Emilia-Romagna (56,7%), nella Provincia autonoma di Trento (55,7%) e nella Provincia autonoma di Bolzano (54,9%). A seguire, Friuli-Venezia Giulia (53,7%), Sicilia (53,3%) e Toscana (52,5%) mostrano tutte valori superiori alla media nazionale. Inoltre, il livello di saturazione nazionale per giugno e luglio registra un aumento sullo stesso periodo del 2025, rispettivamente del +13,4% e del +10%.
Non solo mare: le aree lacuali sono quelle con il grado più elevato di saturazione (54%), seguite da località termali e balneari (entrambe al 51%). La forte dinamica espansiva della domanda internazionale verso l’Italia è testimoniata dall’incremento delle ricerche aeree del 26% rispetto all’anno scorso.
Significativa la crescita di alcuni mercati europei emergenti o in rafforzamento, come Polonia (+76%), Germania (+66%) e Spagna (+48%). A supporto di questa tendenza, si ha un contestuale potenziamento della capacità aerea, con un +14% dell’offerta di posti sui voli di linea diretti, più marcato rispetto a Spagna (+8%), Grecia (+7%) e Francia (+2%).
Cresce anche Ferragosto: le ricerche di voli per il periodo 14-16 agosto mostrano un +17%, relativo sia alla componente domestica che a quella straniera, rispetto alla stessa festività del 2025. “L’estate del 2026 si conferma un successo per il turismo in Italia, con un tasso di saturazione OTA del 51,2%, superiore a competitor come Spagna e Francia.
“L’incremento delle ricerche aeree del 26% rispetto all’anno scorso, unito a un aumento della capacità aerea, dimostra un forte interesse internazionale per il nostro Paese. L’Italia mantiene il suo primato di meta privilegiata per i visitatori di tutto il mondo. Un risultato frutto di un costante lavoro di squadra tra Governo, imprese e operatori del settore. Ne siamo orgogliosi e guardiamo al futuro con ottimismo”, sottolinea il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
MELONI “IL GOVERNO SOSTIENE IL SETTORE STRATEGICO”
“L’Italia si conferma al vertice del turismo europeo anche per l’estate 2026. Un risultato che premia la bellezza della nostra Nazione, la qualità della nostra offerta e il grande lavoro di tutto il comparto turistico. Grazie agli imprenditori, ai lavoratori e agli operatori del settore che ogni giorno contribuiscono a rendere l’Italia una meta sempre più attrattiva e competitiva. Il Governo continuerà a fare la sua parte per sostenere un settore strategico per la nostra economia e per la crescita della Nazione”. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Economia
Cgia, tasse doppie per le imprese italiane rispetto alle big tech
Pubblicato
2 giorni fa-
4 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Secondo la Cgia di Mestre i colossi del web continuano a macinare profitti miliardari “scaricando” sulle nostre piccole e medie imprese il peso fiscale che loro eludono. Mentre le imprese italiane registrano un tax rate del 31,9%, le prime 25 multinazionali del web presenti nel mondo, secondo i dati dell’Area Studi di Mediobanca, presentano un’aliquota fiscale media pari al 14,8%: praticamente meno della metà. La Cgia spiega che spesso quando una multinazionale lavora in diversi Paesi incrementa “fittiziamente” i costi delle controllate in quelle nazioni dove il carico fiscale è elevato (come l’Italia o la Francia). Così facendo, abbassa gli utili, spostando la gran parte dei profitti nelle filiali ubicate nelle realtà (come i Paesi Bassi, l’Irlanda, il Lussemburgo, etc.) che presentano livelli di tassazione molto vantaggiosi. Grazie a questa operazione elusiva, la quasi totalità delle big companies dichiara una quota importante del loro utile totale nei Paesi dove si pagano pochissime tasse. Nel 2024, ultimo dato disponibile, le prime 25 websoft presenti nel mondo hanno realizzato un utile ante imposte pari a 503 miliardi di euro, versando, complessivamente, 74,3 miliardi di euro di tasse. Pertanto, il tax rate è stato del 14,8%.
Le imprese italiane, invece, nel 2023 hanno realizzato un utile di 322 miliardi che ha determinato un versamento al nostro erario di 102,6 miliardi di euro di imposte, facendo così salire il tax rate al 32%. Un’aliquota fiscale più che doppia di quella toccata dai giganti mondiali del web. L’associazione mestrina osserva che non sono solo i colossi stranieri del web a godere della fiscalità di vantaggio offerta ancora oggi da diversi Paesi europei. Negli ultimi anni anche molti grandi gruppi italiani hanno spostato all’estero la sede legale o fiscale, talvolta limitandosi a una controllata. Meta preferita: i Paesi Bassi. Il motivo è duplice. Da un lato la legislazione societaria olandese è molto favorevole, perché consente agli azionisti storici di avere doppio voto in assemblea, un meccanismo che blinda l’azienda da eventuali scalate straniere.
Dall’altro, ad Amsterdam il fisco riserva condizioni piuttosto generose alle grandi aziende disposte a trasferire lì la propria sede fiscale. Operazioni del tutto legittime, sul piano fiscale e societario. Ma con un effetto collaterale tutt’altro che neutro: si riduce la base imponibile in Italia, e a farne le spese sono soprattutto le piccole e piccolissime imprese che, a differenza dei grandi gruppi, non hanno certo la possibilità di fare le valigie e trasferirsi altrove.
L’Ufficio studi della Cgia ipotizza che le imprese ubicate in tutte le regioni d’Italia presentano un tax rate nettamente superiore alle principali big tech presenti nel mondo. L’incidenza del carico fiscale sugli utili ante imposte delle nostre imprese ubicate in tutte le regioni è più del doppio di quella in capo alle websoft monitorate. Se, invece, si misura la differenza delle aliquote fiscali, il dato medio italiano (31,9) è di 17,1 punti superiore a quello dei giganti del web (14,8). A livello regionale, infine, il differenziale più elevato si registra nel Lazio che conta un’aliquota fiscale di 18,6 punti in più rispetto alla media delle prime 25 big tech.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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